Economia
Ocse, i dazi di Trump spingono al ribasso l’economia mondiale
Pubblicato
10 mesi fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – La guerra commerciale, nonostante sia solo alle sue battute iniziali, getta già forti ombre sull’economia internazionale. I dazi imposti dall’amministrazione Trump, insieme alle ritorsioni da parte dei Paesi colpiti, sono secondo l’Ocse una minaccia alla crescita dei prossimi anni oltre a impattare negativamente sui prezzi facendo salire l’inflazione. Nel suo aggiornamento sulle condizioni dell’economia globale l’organizzazione con sede a Parigi lancia l’allarme sulle nuove criticità.
Il Pil globale frenerà fermandosi al 3,1% nel 2025 (-0,2% rispetto alle indicazioni di dicembre) e solo al 3% nel 2026, anno in cui l’inflazione rallenterà al 3,2% pur restando ben al di sopra all’obiettivo del 2% fissato da Fed e Bce. A fare le spese della frenata saranno soprattutto i due protagonisti della guerra commerciale. Vale a dire Usa e Cina, le cui economie cresceranno più lentamente del previsto: rispettivamente del 2,2% e del 4,8% nel 2025, e rallenteranno ulteriormente nel 2026 (rispettivamente al +1,6% e al +4,4%).
I dazi rappresentano un problema per tutti. Ad esempio, l’area euro dovrebbe crescere dell’1% quest’anno e all’1,2 il prossimo. La Germania aumenterà solo dello 0,4 e nel 2026 dello 0,7%, mentre la Francia dovrebbe subire un calo molto più contenuto: rispettivamente 0,8% e 0,1 punti rispetto a dicembre. In questo scenario non fa eccezione l’Italia, che nei prossimi due anni dovrebbe crescere dello 0,7% e dello 0,9, ovvero 0,2 punti in meno sul 2025 e 0,3 sul 2026 se confrontato con le tabelle di dicembre.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Economia
Migliora l’economia italiana, per Confcommercio Pil a +0,9% nel 2026
Pubblicato
52 minuti fa-
22 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il rafforzamento della domanda interna nel quarto trimestre (+0,5% tendenziale) con particolare enfasi nei mesi di novembre e dicembre (rispettivamente, +0,6% e +1%), fornisce un contributo rilevante alla variazione del Pil, stimato crescere a gennaio 2026 dello 0,5% su dicembre e dell’1,2% nel confronto annuo. Le prospettive di crescita per il 2026 sono moderatamente ottimistiche (+0,9%) e restano fortemente dipendenti dall’evoluzione dei consumi, in un contesto di progressiva terziarizzazione della spesa legata soprattutto al tempo libero e ai servizi (a dicembre tendenziale +11,1% ricreazione e cultura, +16,4% smartphone e Pc).
Aumentano i consumi e il clima di fiducia degli italiani. Le intenzioni di spesa, infatti, risultano in crescita rispetto sia al 2024 e sia alla prima parte del 2025. I primi riscontri sono già visibili nei dati (rispetto al 2024): il Black Friday ha generato 4,9 miliardi di spesa (+19,5%); i consumi natalizi mostrano un aumento reale del 2,8% per famiglia; i viaggiatori italiani nel ponte dell’Immacolata crescono del 4,9%. E bene anche le vendite al dettaglio reali che registrano due mesi consecutivi di crescita congiunturale (+0,5% a ottobre, +0,6% a novembre), evento che non si verificava dall’inizio del 2024.
Da ottobre-novembre si osserva un cambiamento significativo nel clima di fiducia: per le imprese, in crescita mese su mese da settembre per quattro mesi consecutivi, circa +3% rispetto a luglio; per le famiglie +1,7% a dicembre su novembre. Quindi, diminuisce la sfiducia delle famiglie e aumenta la propensione al consumo. Anche la fiducia delle imprese è in recupero da quattro mesi consecutivi. Il turismo conferma un contributo positivo, con presenze in aumento dell’1,6% nel bimestre ottobre-novembre.
Questi alcuni dati che emergono dalla presentazione della congiuntura di gennaio elaborata dall’Ufficio Studi Confcommercio.
SANGALLI “AUMENTANO CONSUMI E FIDUCIA, ORA RAFFORZARE LA CRESCITA”
“Il risveglio dei consumi durante il Black Friday, il Natale e l’avvio dei saldi è certamente un segnale positivo che conferma il recupero della fiducia. Per rendere la crescita più robusta è necessario continuare a ridurre le tasse su famiglie e imprese, semplificare la burocrazia e creare migliori condizioni per la partecipazione di giovani e donne al mercato del lavoro”. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commenta la Congiuntura dell’Ufficio Studi della Confederazione.
– Foto mec/Italpress –
(ITALPRESS).
Economia
Inps, 831.285 pensioni con decorrenza nel 2025 per un importo medio di 1.229 euro
Pubblicato
5 ore fa-
22 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il totale delle pensioni con decorrenza nel 2024 è stato di 901.152 per un importo medio mensile alla decorrenza di 1.218 euro. Le pensioni con decorrenza nel 2025 sono state 831.285, per un importo medio di 1.229 euro. Tali valori si riferiscono alle pensioni di vecchiaia, anticipate, di invalidità e ai superstiti delle gestioni considerate. Sono compresi anche gli assegni sociali. E’ quanto emerge dai dati forniti dall’Inps nel monitoraggio sui flussi di pensionamento. In tale rilevazione, aggiornata al 2 gennaio 2026, le pensioni con decorrenza nel 2024 comprendono anche quelle liquidate successivamente al 2024 ma con decorrenza anteriore. Le pensioni con decorrenza nel 2025, invece, includono esclusivamente quelle liquidate fino al 2 gennaio 2026. Pertanto, nel confronto tra il numero delle pensioni decorrenti nel 2024 e quello delle pensioni decorrenti nel 2025, occorre tenere conto di tale differenza di perimetro informativo.
In particolare, per quanto riguarda le singole categorie, le pensioni con decorrenza 2024 sono state 276.603 pensioni di vecchiaia, 225.046 pensioni anticipate, 62.400 pensioni di invalidità e 238.832 pensioni ai superstiti. Nel 2025 sono state 267.332 vecchiaia, 202.708 anticipate, 53.601 invalidità e 210.863 superstiti. Analizzando le singole gestioni, il FPLD ha totalizzato 361.364 pensioni nel 2024 e 328.441 nel 2025; seguono la gestione dipendenti pubblici con rispettivamente 128.907 e 114.181, artigiani (88.319 e 83.098), commercianti (77.161 e 73.703), parasubordinati (48.841 e 48.019) e coltivatori diretti, coloni e mezzadri (34.072 e 29.909). Gli assegni sociali sono stati 98.271 nel 2024 e 96.781 nel 2025.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Confcommercio, migliora l’economia italiana. Stima del Pil a +0,9% nel 2026
Pubblicato
7 ore fa-
22 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il rafforzamento della domanda interna nel quarto trimestre (+0,5% tendenziale) con particolare enfasi nei mesi di novembre e dicembre (rispettivamente, +0,6% e +1%), fornisce un contributo rilevante alla variazione del Pil, stimato crescere a gennaio 2026 dello 0,5% su dicembre e dell’1,2% nel confronto annuo. Le prospettive di crescita per il 2026 sono moderatamente ottimistiche (+0,9%) e restano fortemente dipendenti dall’evoluzione dei consumi, in un contesto di progressiva terziarizzazione della spesa legata soprattutto al tempo libero e ai servizi (a dicembre tendenziale +11,1% ricreazione e cultura, +16,4% smartphone e Pc).
Aumentano i consumi e il clima di fiducia degli italiani. Le intenzioni di spesa, infatti, risultano in crescita rispetto sia al 2024 e sia alla prima parte del 2025. I primi riscontri sono già visibili nei dati (rispetto al 2024): il Black Friday ha generato 4,9 miliardi di spesa (+19,5%); i consumi natalizi mostrano un aumento reale del 2,8% per famiglia; i viaggiatori italiani nel ponte dell’Immacolata crescono del 4,9%. E bene anche le vendite al dettaglio reali che registrano due mesi consecutivi di crescita congiunturale (+0,5% a ottobre, +0,6% a novembre), evento che non si verificava dall’inizio del 2024.
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SANGALLI “AUMENTANO CONSUMI E FIDUCIA, ORA RAFFORZARE LA CRESCITA”
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– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

Tg News 22/01/2026
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