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Malagò “Orgoglioso del Coni, ora un profilo che eviti spaccature”

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ROMA (ITALPRESS) – Non ha ancora espresso la sua preferenza verso un possibile successore, ma Giovanni Malagò al termine del suo ultimo Consiglio nazionale da presidente del Coni ha colto l’occasione per tracciare un bilancio fatto di “risultati sportivi straordinari” e per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

“Abbiamo vinto l’inimmaginabile”, afferma. “E mi sento di dire che il prestigio è molto alto: io mi sento orgoglioso, quando vado all’estero, di essere italiano e di essere presidente del Coni”. Poi il passaggio sul limite ai mandati, ostacolo insormontabile per la ricandidatura: “Prendo atto, anche se oggettivamente non è giusto, che non è possibile avere un mandato in più per completare un percorso che abbiamo ricostruito. La risposta è stata pubblica: c’è una legge. Mi inchino alla legge, ma deve valere sempre”. All’orizzonte c’è Milano-Cortina 2026: “Non cambia nulla, lavoriamo come matti dalla mattina alla sera. Ma voglio vedere cosa combinano all’interno del Cda”. Il riferimento è al decreto legge n.115 del 9 agosto del 2022 che disciplina la governance della fondazione con la riduzione da 26 a 14 membri (7 della componente sportiva e 7 degli enti territoriali).

“Quella legge e quello statuto sono in evidente contraddizione con le scelte normative fatte recentemente. È un dato di fatto”, le parole di Malagò che per ora non spende l’endorsement sul successore: “Non trovo giusto dire oggi che sostengo un candidato rispetto a un altro. Non so chi siano i candidati. Da qui al 26 giugno farò le mie valutazioni”.

Di certo, la sua influenza non sarà di poco conto. Lo sa bene Gianni Petrucci: “Agli amici del Consiglio dico che il prossimo presidente del Coni deve avere il numero di voti di Malagò – le parole del numero 1 della Federbasket -. È chiaro che Giovanni condizionerà la prossima elezione perché i voti ce li ha. È sempre stato una persona corretta e ha ottenuto grandissimi risultati”, ha aggiunto.

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Dopo il Consiglio, si è tenuta una riunione informale nella Sala Giunta tra Malagò e i presidenti federali. Una “chiacchierata molto bella, con un clima propositivo, ci rivedremo dopo Pasqua per fare una riflessione e trovare una persona che ricompatti il movimento ed eviti appunto spaccature”, le parole del numero 1 dello sport italiano.

Presente anche Angelo Binaghi, presidente Fitp, al quale Petrucci aveva rivolto un invito alla rappacificazione: “Se ci saranno le garanzie credo che anche il presidente Barelli (l’altro destinatario dell’appello del presidente Fip, ndr) sarà il primo a farlo, ma serve una persona che dia quelle garanzie che evidentemente sono mancate”, le parole di Binaghi. Appuntamento al 26 giugno per le elezioni. 

-Foto IPA Agency-
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Berrettini si ritira dal Masters 1000 di Parigi, Alcaraz ai quarti

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il fisico tradisce ancora una volta Matteo Berrettini, costretto a rinunciare agli ottavi di finale del “Rolex Paris Masters”, ultimo Atp Masters 1000 stagionale (montepremi 6.309.095 euro) che si sta disputando sul veloce indoor de La Défense Arena di Parigi.

Il 30enne romano, numero 43 Atp che ieri aveva battuto in due set Ugo Humbert e oggi avrebbe dovuto affrontare Carlos Alcaraz, ha annunciato sui social il ritiro: “Ciao a tutti, purtroppo il dolore al braccio che mi porto dietro da qualche giorno non mi permetterà di scendere in campo stasera…– scrive Berrettini – Nei prossimi giorni farò tutti gli accertamenti necessari per capire meglio di che si tratta. Grazie a tutti per il sostegno e l’affetto che mi dimostrate ogni giorno in campo e fuori”. Via libera dunque verso i quarti per lo spagnolo, che attende ora uno fra Fils e Fritz.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Portogallo, Cristiano Ronaldo annuncia l’addio alla nazionale: “Me ne vado a testa alta”

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LISBONA (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – La partita col Galles del 24 settembre scorso resterà l’ultima di Cristiano Ronaldo col Portogallo. Con un video di 5 minuti pubblicato sui suoi social, CR7 annuncia l’addio alla nazionale. Un addio forse non del tutto inaspettato visto quanto accaduto dopo la sfida ai gallesi, con Ronaldo rimasto in panchina con la Norvegia, la rottura col ct Jorge Jesus, la fuga dal ritiro con la nazionale e la squalifica di 30 giorni adottata dalla Federazione. Che però sperava di ricomporre la frattura e arruolare ancora CR7. Niente da fare: a 23 anni dall’esordio, il 41enne attaccante dell’Al Nassr chiude un capitolo fatto di 146 gol in 234 partite, arricchito dalla conquista di un Europeo e due Nations League. “Portoghesi, è arrivato il giorno di restituire la maglia numero 7 della Nazionale – esordisce – Non l’ho mai sentita come qualcosa di esclusivamente mio. Ma per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di indossarla, difenderla e portarla con me negli stadi di tutto il mondo. Oggi è arrivato il momento di consegnarla al futuro. Non è stata una decisione facile, perché ci sono decisioni che non si prendono soltanto con la testa. Si prendono anche con il cuore”.

“Concludo un percorso iniziato nell’agosto del 2003 e che ha cambiato per sempre la mia vita – prosegue Ronaldo – Quando guardo indietro e penso a tutto quello che ho vissuto con la Nazionale, non vedo soltanto partite, gol, record o trofei. Vedo persone. Vedo gli emigrati che per 90 minuti sentivano il Portogallo un po’ più vicino. Vedo milioni di portoghesi che non ho mai conosciuto personalmente, ma che hanno fatto parte della mia vita. Perché, alla fine di tutto, il calcio è molto più di un gioco. Il calcio sono le persone”. Ronaldo assicura di aver “dato tutto quello che avevo per questa maglia”. “Ci sono stati pomeriggi e serate perfetti, ci sono state vittorie che non dimenticherò mai, ci sono state sconfitte che ancora oggi faccio fatica a ricordare. Ho anche sbagliato, ho anche sofferto, ci sono stati anche momenti in cui non sono stato capace di dare ai portoghesi ciò che desideravano tanto. Ma non mi sono mai arreso. E soprattutto, non ho mai smesso di provare orgoglio nel rappresentare il Portogallo. E se qualche volta vi ho reso felici, se qualche volta un mio gol vi ha fatto abbracciare qualcuno, dimenticare un momento difficile o essere orgogliosi del nostro Paese, allora ne è valsa la pena”.

CR7 ricorda che “il Portogallo avrà sempre bisogno di giovani che sognano, di giocatori che non si arrendono mai, di nuove generazioni che credono sia possibile arrivare dove nessuno è mai arrivato. Perché un Paese che continua a creare nuovi eroi è un Paese che non smette mai di credere in se stesso”. Ci sono i ringraziamenti per tutti quelli che lo hanno accompagnato in questo lungo viaggio, alla sua famiglia, al popolo portoghese. “Oggi si conclude il mio percorso in campo con la Nazionale. Me ne vado a testa alta, orgoglioso della strada che ho percorso e consapevole di aver dato tutto quello che avevo per il Portogallo. Ma non smetterò mai di essere uno di voi. Continuerò a soffrire, a emozionarmi e a festeggiare ogni vittoria del Portogallo con il cuore. Ho trascorso la mia vita lavorando per diventare il miglior giocatore del mondo. Oggi capisco che la vittoria più grande è stata quella di aver meritato di rappresentare il miglior Paese del mondo”.

– foto IPA Agency –

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Wembanyama show da 52 punti nella notte Nba, vincono anche Lakers e Thunder

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ROMA (ITALPRESS) – Quattordici partite e una notte da ricordare per Victor Wembanyama. Il francese domina il derby texano contro Dallas con 52 punti, 24 rimbalzi e 8 stoppate, trascinando San Antonio al successo per 112-111. È suo anche il libero decisivo a 24 secondi dalla sirena, mentre ai Mavericks non bastano i 29 punti di Kyrie Irving. Continua a segnare a raffica anche Luka Doncic: lo sloveno ne mette 40 nel 116-103 dei Los Angeles Lakers sul campo di Sacramento. Oklahoma City si affida invece ai 42 punti di Shai Gilgeous-Alexander per battere Cleveland per 124-116, nonostante i 27 di Donovan Mitchell. Finale spettacolare a Los Angeles, dove Miami piega i Clippers per 117-116 dopo un supplementare: Klay Thompson firma la tripla decisiva a un secondo dalla fine e chiude con 30 punti, affiancando i 35 di Bam Adebayo e i 27 con 14 rimbalzi di Giannis Antetokounmpo. Per Simone Fontecchio appena 5 minuti in campo senza lasciare il segno, con un paio di tentativi dall’arco che non sono andati a buon fine. Philadelphia passa a Detroit per 112-106 e sale a otto vittorie in nove incontri, consolidando il primato a Est. Atlanta espugna Washington per 120-105 con 26 punti di Nickeil Alexander-Walker, mentre Boston supera Milwaukee per 109-102 grazie ai 25 di Paul George.

Successo interno anche per Brooklyn, che batte Charlotte per 114-104 con Michael Porter Jr. protagonista di una doppia doppia da 26 punti e 10 rimbalzi. New York travolge Chicago per 135-105: Jalen Brunson ne segna 33 e i Knicks indirizzano la sfida già prima dell’intervallo, raggiunto con 84 punti a referto. Denver ritrova il successo contro Toronto per 128-109 nel segno di Nikola Jokic, autore di una tripla doppia da 32 punti, 10 rimbalzi e 11 assist. Negli altri incontri Indiana vince a Memphis per 107-103, Minnesota passa a Houston per 117-107 e Portland conquista Phoenix per 132-119, migliorando il proprio bilancio a sei successi e una sconfitta. Serve invece un overtime a New Orleans per superare Utah per 120-113 e completare il programma della notte.

– foto IPA Agency –

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