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Politica

Fontana “La scomparsa del Papa lascia un vuoto profondo”

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ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato il primo Papa proveniente dal continente americano, il primo a chiamarsi Francesco. La scelta di quel nome fece subito comprendere l’attenzione che avrebbe avuto per gli ultimi, per le persone malate e per chi soffre. Ha voluto sempre camminare accanto a tutti, senza escludere nessuno. Il suo Magistero, fondato sulla solidarietà e sulla difesa della dignità umana, è stato un esempio di vicinanza ai fedeli e di impegno a favore anche delle persone anziane e dei più deboli. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo per i cattolici e per l’intera comunità internazionale. Religiosi e laici, credenti e non credenti si stringono nel ricordo di un uomo che ha svolto la propria missione con spirito di sacrificio e di abnegazione cristiana. Fino all’ultimo istante non ha mai abbandonato chi confidava nel suo sostegno”. Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, intervenendo alla cerimonia di commemorazione di Papa Francesco, nell’aula di Montecitorio, davanti al Parlamento riunito in seduta comune.

“Il suo pontificato è giunto al termine proprio come era iniziato: con i fedeli, con la preghiera e con l’invito a nutrire sempre la speranza – ha aggiunto Fontana -. Già nel giorno della sua elezione invitò la folla a pregare per l’avvio di un cammino di amore e di fratellanza, che unisse il Papa al suo popolo”.

Il presidente della Camera ha ricordato i 12 anni di pontificato “segnati a livello mondiale da un clima di tensione, conflitti e incertezza, il Santo Padre si è speso senza riserve per infondere fiducia e conforto nei cuori di tutti. Di fronte agli orrori e alle devastazioni delle guerre, non ha mai smesso di lanciare vibranti appelli in favore della pace. La sua instancabile vocazione al dialogo lo ha condotto dove nessun altro Pontefice era mai giunto – ha concluso -. Francesco è stato, infatti, il primo Papa a partecipare a un vertice del G7, a incontrare un Patriarca di Mosca, a recarsi in Iraq. Personalmente, non potrò mai dimenticare la sua voce quando mi telefonò in occasione della mia elezione a presidente della Camera, nè quando mi accolse in Vaticano. Papa Francesco ci mancherà”.

– Foto IPA Agency –

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Politica

Mafia, Gasparri “Da Scalfaro resa sul 41 bis”

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ROMA (ITALPRESS) – “E’ il 31 marzo 1993. Ore 11:30. Davanti all’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, al Quirinale compaiono Don Cesare Curioni, capo dei cappellani delle carceri italiane, con Monsignor Fabio Fabbri, per anni suo vice in questa funzione. L’incontro è registrato sul portale storico della Presidenza della Repubblica, dove sono elencati tutti gli appuntamenti ufficiali avvenuti al Quirinale con i vari Presidenti che si sono succeduti. Di che cosa parlano in quell’incontro Scalfaro, Fabbri e Curioni? Della situazione delle carceri. Era arrivata, infatti, al Presidente Scalfaro e ad altre massime autorità, una lettera di protesta dei familiari dei mafiosi detenuti con il regime del 41 bis, che comportava, e comporta tuttora, un particolare isolamento. I parenti dei detenuti chiedevano un intervento umanitario, con toni però a tratti minacciosi”. Lo scrive il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, componente della Commissione Parlamentare Antimafia, in un articolo sul quotidiano Il Tempo. “La vicenda è stata confermata da Fabbri in occasione di importanti processi e anche le sentenze parlano di questa vicenda – sottolinea il senatore forzista -. Ci sono riferimenti molto chiari, nella pagina 2585, nella sentenza del processo della presunta trattativa Stato-Mafia, dove si afferma letteralmente: “Deve riconoscersi che una serie di molteplici elementi fattuali convergono a comprovare che l’obiettivo del Quirinale era proprio quello di favorire e promuovere, attraverso l’allontanamento di Amato, un cambio di passo, nel senso di un ammorbidimento della politica carceraria”. Quindi anche i magistrati confermano che fu Scalfaro ad allontanare Amato per sostituirlo con Adalberto Capriotti. La Corte di assise d’appello ripercorre queste vicende in una fase segnata anche dai nuovi attentati mafiosi, tra i quali la strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 a Firenze. È in quel periodo che poi Fabbri e Curioni incontrando il ministro della Giustizia Conso fanno il nome del magistrato Capriotti, evidentemente gradito a Scalfaro, che poi viene effettivamente nominato da Conso al vertice del DAP. Nelle carte giudiziarie è descritto tutto”.

“Nel novembre del 1993 il ministro della giustizia Conso decise di non rinnovare 334 provvedimenti di carcere duro per altrettanti detenuti mafiosi. L’attentato di via dei Georgofili a Firenze aveva già causato altre vittime. Conso, in varie occasioni successive, anche in sedi giudiziarie e istituzionali ha detto di aver preso quella decisione in completa solitudine. Si è assunto la responsabilità di questo atto – aggiunge Gasparri -. Ma ha anche ammesso che la decisione fu presa per “smussare la tensione” – prosegue –. Il che vuol dire che era una sorta di’concessione’ alla mafia per frenare l’ondata di attentati della stagione ’92-’93. Una vera e propria resa dello Stato. Le sentenze che riguardano quella fase così drammatica della sto- ria della Repubblica sottolineano la funzione “propulsiva” del capo dello Stato, Scalfaro, in quella decisione. E viene evidenziata la funzione di capro espiatorio di Nicolò Amato. Che rifiutò ogni incarico che fungesse da “riparazione” per l’ingiusta rimozione da Dap. Questa è la verità dei fatti. Che si trova nelle carte giudiziarie. Che emerge dai diari del Quirinale e dalle dichiarazioni fatte da Fabbri ed altri protagonisti di questa vicenda. Lo Stato si piegò alla mafia. E Scalfaro, entrando in ruoli che non erano i suoi, si assunse una grave responsabilità. Si possono anche indignare parenti e questuanti, apologeti e commentatori. Ma la realtà dei fatti è questa”.

“I fatti sono evidenti. Scalfaro entrò in una materia non sua. Convocò i due religiosi. Affidò a loro la mediazione. Contribuì ad individuare il sostituto di Amato di cui ordinò l’immediata rimozione, confermata anche dalle parole rivolte ad Amato da Gifuni. Alla fine, Conso nel novembre 1993 cancella centinaia di 41 bis per andare incontro a un’azione partita da questo forte impulso scalfariano – scrive ancora Gasparri -. Poi Conso, come si usa in queste occasioni, si prese tutta la responsabilità e disse di aver agito da solo. Non è così. Questa è stata la vera trattativa tra lo Stato e la mafia. Questa resa sul 41 bis, dopo la lettera minacciosa dei parenti dei criminali. Scalfaro ha fatto questo. E io lo sto dicendo da anni e anni. Tutti quelli che sanno di queste vicende conoscono questa verità. Negarla vuol dire andare contro l’evidenza dei fatti. Guardando le sentenze, gli atti della Commissione Antimafia, si trova la conferma di quanto affermo”.

– foto IPA Agency –

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Politica

Isole minori, Musumeci “Risorse per i musei del mare”

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ROMA (ITALPRESS) – Dal governo Meloni a favore delle isole minori risorse fino a mezzo milione circa per realizzare o riqualificare uno spazio museale dedicato alla civiltà del mare. Possono partecipare i 35 Comuni che ricadono sulle isolette, ma anche le Unioni, Fondazioni, Regioni ed altri enti. Le istanze devono essere presentate entro il 5 ottobre 2026.

“Questa nostra ulteriore iniziativa – commenta il ministro per le Politiche del mare Nello Musumecipunta a due obiettivi: preservare le testimonianze identitarie che narrano il rapporto plurisecolare degli isolani con il mare e dotare quei meravigliosi luoghi di una struttura museale moderna, innovativa e attrattiva per il turismo culturale”.

I dettagli della partecipazione al Bando sono sul sito del Dipartimento per le Politiche del mare.

– Foto IPA Agency –

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Politica

Ceuta, il ministro degli Esteri spagnolo: “La posizione dell’Italia dettata da ragioni elettorali”

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MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha dichiarato che la posizione del governo italiano nei confronti della crisi migratoria a Ceuta è stata “probabilmente dettata da interessi di parte” e da “esigenze elettorali interne”.

Secondo quanto riferisce il quotidiano El Pais, Albares ha aggiunto, in una conferenza stampa al termine dell’incontro con le autorità di Ceuta, che l’atteggiamento del governo italiano non è stato improntato alla “solidarietà e al sostegno”, come ha fatto, a suo avviso, “la stragrande maggioranza dei paesi dell’Unione europea”. Albares ha poi definito questa posizione “particolarmente sorprendente” perché l’Italia, ha ancora dichiarato, “è il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio rispetto alla Spagna”.

SALVINI “PRIMA DI RIMANDARE INDIETRO LA GERMANIA PENSI A ONG”

“Invitiamo gli amici tedeschi a riportarsi in patria tutte le navi delle Ong tedesche che hanno preso l’Italia per un campo profughi. Quindi prima di rimandarci indietro anche una sola persona, tolgano la bandiera tedesca a queste Ong che sostanzialmente fanno trasporto di esseri umani dal Nord Africa all’Italia. Fatto questo, riparleremo di tutto”. Così il vicepremier, ministro, Matteo Salvini, a margine della visita al cantiere della nuova stazione ferroviaria al Pigneto a Roma, su possibili frizioni con la Germania sul tema dei migranti. “Lo stesso vale per la Spagna: è chiaro che se prima regolarizzi mezzo milione immigrati irregolari e poi in un fine settimana te ne arrivano 7mila, tra cui 4-5mila nascosti e tra i quali anche infiltrazioni terroristiche potenziali, lezioni da Madrid o da Berlino noi non ne prendiamo. Prima sistemassero i problemi in Spagna e in Germania e poi parliamo di arresti“, ha aggiunto.

– foto IPA Agency –

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