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Cronaca

Albania, Edi Rama “Ho vinto le elezioni perchè c’è voglia di Europa”

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ROMA (ITALPRESS) – “Queste elezioni sono state un referendum sull’Europa. Abbiamo vinto perchè qui c’è una gran voglia di Europa che noi incarniamo meglio di tutti. La gente vuole arrivarci. Stiamo negoziando a velocità impressionante”. A parlare, intervistato da Repubblica, è il socialista Edi Rama, che ha trionfato alle elezioni in Albania.
“La Ue è una casa di ricchi e non apre la porta quando bussi. Devono avere l’interesse a farlo e ora l’hanno aperta. Ma non è detto che lo sarà per sempre”, aggiunge il primo ministro albanese”.

“Per noi – aggiunge – è una questione di dignità e di diritto di cittadinanza in un continente dove siamo un popolo antico, ma siamo trattati sempre come stranieri. Essere europei non solo per diritto naturale, ma anche europeo, è per noi un traguardo storico”.

Per Rama “la nostra forza qui in Albania è legata a due pilastri: la nostra ambizione di trasformare l’Albania e seguire una visione coraggiosa di modernizzazione senza mai mollare. E il partito vero, molto bene organizzato ovunque nel Paese, una macchina da guerra imbattibile nel territorio”.

Alle denunce di brogli da parte dell’avversario Sali Berisha del Partito democratico replica: “Sono abituato. In 35 anni di pluralismo non hanno mai riconosciuto veramente un’elezione persa. Ci sono stati casi isolati di voti fotografati e pubblicati nei social da albanesi all’estero che hanno votato per la prima volta con grande entusiasmo. Le uniche denunce che contano sono quelle riferite alla nostra procura speciale, la Spak, che deve verificare tutto. Il resto sono chiacchiere da bar dopo una partita persa. Dove la colpa è sempre degli avversari o dell’arbitro”.

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-foto Ipa Agency-

(ITALPRESS).

Cronaca

“Ploom Flavour Garden”, a Milano musica, creatività e innovazione al centro

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MILANO (ITALPRESS) – Musica, creatività e innovazione sono state al centro di Ploom Flavour Garden – Something New Is Growing, l’appuntamento organizzato da JTI a Milano.
Ispirata alla metafora del giardino come luogo in cui idee, persone e talenti possono crescere, l’iniziativa ha riunito artisti provenienti da percorsi differenti in un’esperienza costruita intorno alla musica e alla nuova gamma LYO, la linea di stick senza tabacco contenenti nicotina di Ploom.
L’appuntamento, spiega una nota, “si inserisce nel percorso di innovazione di JTI, fondato sull’ascolto dei consumatori adulti e sullo sviluppo di proposte in linea con l’evoluzione delle loro preferenze. In questo quadro, l’Italia rappresenta per il Gruppo un mercato strategico e un contesto nel quale mettere in relazione tecnologia, cultura e creatività”.
“In JTI consideriamo l’innovazione una leva fondamentale per creare valore e rispondere in modo concreto all’evoluzione delle esigenze dei consumatori adulti – ha detto Igor Dzaja, Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia -. E’ un impegno che nasce dall’ascolto, dalla ricerca e dalla capacità di integrare tecnologia, cultura e creatività. L’Italia riveste un ruolo strategico in questo percorso e iniziative come Ploom Flavour Garden testimoniano la nostra volontà di continuare a investire nel Paese, sviluppando proposte ed esperienze sempre più rilevanti per il pubblico adulto”.
Protagonista della serata è stato Ernia, che ha guidato il momento principale della programmazione musicale. Accanto a lui, una line-up di artisti emergenti ha accompagnato il pubblico lungo le diverse fasi dell’appuntamento, mettendo in dialogo percorsi, linguaggi ed esperienze musicali differenti. La musica ha rappresentato così il filo conduttore dell’intera serata e l’elemento di raccordo tra il racconto della crescita, i talenti coinvolti e l’esperienza Ploom.
L’evento ha inoltre accompagnato la comunicazione della nuova gamma LYO attraverso un percorso legato alle preferenze individuali. Gli ospiti adulti hanno potuto esplorare quattro ambienti ispirati alle referenze Arctic Mint, Wild Berry, Golden Pear e Winter Apple, ciascuno caratterizzato da colori, elementi visivi e installazioni dedicati. Il tema della scelta ha rappresentato il punto di incontro tra l’esperienza musicale e il racconto della gamma, offrendo ai partecipanti la possibilità di conoscere referenze differenti all’interno di un percorso coerente con il concept dell’evento.
“La musica è uno dei territori attraverso cui Ploom costruisce un dialogo contemporaneo con i consumatori adulti. Ploom Flavour Garden si inserisce in questo percorso e accompagna la comunicazione della nuova gamma LYO con un’esperienza che mette al centro le preferenze individuali. Il concept della serata traduce il valore della scelta in un racconto concreto, nel quale musica e creatività permettono di conoscere le diverse referenze della gamma attraverso un linguaggio vicino ai territori culturali presidiati da Ploom”, ha dichiarato Akira Yamaguchi, Marketing Director di JTI Italia.

– news in collaborazione con JTI Italia –
– foto f12/Italpress –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Papa Leone XIV “Il pane non sia mai usato come arma di guerra”

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ROMA (ITALPRESS) – “Per garantire che le esigenze alimentari di domani siano soddisfatte, è necessario liberare la produzione di cibo da una mentalità puramente speculativa. Il pane non dovrebbe essere nè uno strumento di pressione geopolitica nè un bene finanziario volatile. Nè deve mai essere usato come arma di guerra”. Così Papa Leone XIV in un messaggio in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione 2026, scritto alla vigilia del suo ricovero al Gemelli.

“Infatti, impedire che il pane raggiunga una persona o distruggere i mezzi con cui viene prodotto costituisce una terribile offesa alla dignità umana. Il pane è prezioso perchè sostiene la vita che Dio ci ha donato. Dobbiamo quindi superare la tentazione di una visione a breve termine”, ha aggiunto. Secondo il Santo Padre “il mito secondo cui la crescita possa essere infinita nonostante le risorse limitate ha raggiunto il punto di rottura. Oggi l’innovazione richiede l’adozione di un senso di responsabilità intergenerazionale che guardi oltre i bilanci annuali. Innovazione significa conciliare la tecnologia con la saggezza, compresa quella ancestrale, mantenendo al contempo una visione per il futuro. Non si tratta di rifiutare i progressi tecnologici, ma piuttosto di integrarli con la saggezza dei contadini, che hanno maturato la loro conoscenza della terra e del clima attraverso secoli di osservazione coscienziosa. Ciò comporta anche la tutela dell’acqua come bene comune inalienabile”, ha concluso.

-Foto: Ipa Agency-
(ITALPRESS).

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Cronaca

Edilizia, Sironi (Assogesso) “Sistemi a secco sostenibili e riciclabili al 100%”

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MILANO (ITALPRESS) – Riciclabilità dei materiali, riduzione dell’impronta di carbonio, minore peso delle strutture e maggiore efficienza nella costruzione. E, anche, maggiore sicurezza. Sono i principali vantaggi dei sistemi a base gesso, secondo Luca Sironi, presidente di Assogesso, che sottolinea le potenzialità di queste soluzioni per un’edilizia più sostenibile e performante. “Un sistema a secco è intrinsecamente riciclabile al 100%, smontabile, demolibile, con evidenti vantaggi”, afferma Sironi in un’intervista a Italpress. Il gesso, materiale utilizzato da secoli nelle costruzioni, è alla base di diverse applicazioni, dai sistemi a secco, come il cartongesso, agli intonaci e alle malte. Proprio i sistemi a secco, spiega il presidente di Assogesso, presentano caratteristiche che possono contribuire a migliorare la sostenibilità del settore edilizio. “Essendo più leggero ha un’impronta di carbonio più bassa”, osserva, evidenziando anche i benefici in termini di rapidità di installazione e prestazioni. Un sistema a secco, composto da una struttura portante, materiale isolante e lastre di chiusura, “pesa 4-5 volte in meno di un metro quadro equivalente di laterizio”, sottolinea Sironi. “Ha degli evidenti vantaggi di peso e quindi, in un Paese sismico come il nostro, dei grossi vantaggi in termini di sicurezza”, afferma. La sostenibilità passa anche dalla composizione dei materiali e dalla possibilità di recuperarli a fine vita. “Il cartongesso ha una struttura semplice: un’orditura metallica, il metallo si può riciclare, delle lane di isolamento interno, anche quelle riciclabili, e delle lastre che dal punto di vista produttivo sono carta, materiale riciclabile, gesso, materiale riciclabile, e acqua cristallizzata”, spiega Sironi. Un insieme di componenti che, secondo Sironi, rende questi sistemi particolarmente adatti a una gestione circolare dei materiali da costruzione. “Per come è concepito e soprattutto con le innovazioni a livello di lastre e orditure metalliche che l’industria sta sviluppando, è anche un sistema che ha intrinsecamente prestazioni acustiche, termiche e anche di salubrità dell’ambiente superiori rispetto a un laterizio convenzionale”, sostiene. Il mercato italiano del cartongesso, intanto, ha registrato una crescita significativa nel lungo periodo. “E’ un mercato che è cresciuto circa cinque volte dal 1990”, afferma il presidente di Assogesso, secondo cui il comparto ha viaggiato “a velocità doppia del resto dell’industria”. Nonostante questa evoluzione, il livello di diffusione dei sistemi a secco in Italia resta inferiore a quello di diversi Paesi europei. “L’uso che se ne fa in Italia rispetto ai nostri vicini europei è ancora troppo basso”, osserva Sironi. Il confronto con la Spagna, Paese che presenta modalità costruttive per certi aspetti simili a quelle italiane, evidenzia un’adozione pro capite dei sistemi a secco superiore del 10-15%. In Belgio, Olanda e Regno Unito, invece, il valore è “quasi doppio”, aggiunge. Per consolidare la crescita e favorire una maggiore diffusione di queste tecnologie, secondo Sironi è necessario intervenire lungo tutta la filiera, dalla progettazione alla posa in opera, fino alla consapevolezza dei committenti. “E’ un tema di filiera intera”, afferma, richiamando la necessità di aumentare la conoscenza delle prestazioni dei sistemi a secco anche nell’edilizia residenziale. Un ruolo importante spetta inoltre alla formazione dei progettisti. “Siamo un Paese con la più alta densità di architetti nella Comunità europea, però allo stesso tempo abbiamo pochissimi corsi universitari che educhino gli architetti o gli studi di ingegneria a saper progettare con sistemi a secco”, rileva. Infine, la qualificazione della manodopera rappresenta un altro passaggio decisivo. “Un sistema a secco fornisce le prestazioni per cui è disegnato se la posa è corretta”, precisa Sironi, indicando la necessità di una collaborazione tra industria, istituzioni, scuole di posa ed enti normativi. Sul fronte delle prospettive, il presidente di Assogesso riconosce le difficoltà che attraversano il comparto edilizio in Italia e in Europa. Il 2026, osserva, è caratterizzato da “uno stato di particolare tensione”, con possibili ripercussioni anche nel 2027. In questo contesto, tuttavia, “la prospettiva dei sistemi a secco è meno negativa del resto del comparto”, grazie ai vantaggi in termini di prestazioni, produttività e rapidità di posa, che possono tradursi in costi complessivi competitivi. (ITALPRESS).

-Foto Italpress-

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