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Schifani “No alla riforma del Terzo mandato alla vigilia del voto”

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PALERMO (ITALPRESS) – “Il tema non è da conferenza delle regioni, dove possono prevalere interessi e posizioni personali, ma squisitamente politico, e merita una ampia riflessione alla quale il mio partito si è dichiarato pronto, ma con rigore e senso di responsabilità”. Così, in una intervista a il Giornale, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in merito alla questione del terzo mandato tornata di stretta attualità con l’inattesa apertura di Fratelli d’Italia.

“Dubito che dalla conferenza delle regioni possa emergere un pronunciamento unanime – aggiunge -, ma come ho affermato, non possono essere i presidenti di regione a condizionare una scelta strutturale del nostro sistema istituzionale, perchè legati da potenziale conflitto di interessi”. “Sicuramente la continuità della buona amministrazione – sottolinea Schifani – costituisce un principio irrinunciabile e di buon senso, ma esso deve bilanciarsi con l’esigenza di evitare concentrazioni di potere in capo ad una medesima persona per troppi anni. Da ciò infatti discende il divieto di terzo mandato nei confronti dei sindaci di comuni con popolazione superiore ai quindicimila abitanti. La logica è proprio quella di favorire il ricambio istituzionale nel tempo. E mi sovviene a questo punto un interrogativo: perchè non rimuovere il limite del terzo mandato nel settore degli enti locali? Ecco perchè ritengo che l’ipotetica riforma vada ben approfondita evitando magari di realizzarla alla vigilia di competizioni elettorali cui dovrebbe applicarsi”.

“Il mio partito – puntualizza il Governatore della Sicilia – ha assunto una posizione di rigorosa riflessione sul tema, e sicuramente si confronterà serenamente con gli alleati con i quali si è trovata sempre una sintesi unitaria. Sono certo che sarà così anche questa volta”.

Ed alla domanda su come si supera la mancanza di omogeneità tra regioni a statuto ordinario e regioni a statuto speciale sul terzo mandato, risponde: “Questa mancanza di omogeneità va superata con l’unico strumento possibile sotto il profilo legislativo: modificare le norme delle regioni a statuto speciale attraverso la modifica di questi ultimi attraverso una norma di rango costituzionale. Non vedo altre soluzioni”.

“E’ evidente – aggiunge – che sotto il profilo temporale un emendamento ad un provvedimento già in itinere costituisca una efficace scorciatoia, ma mi chiedo se una riforma così delicata non meriti un provvedimento specifico che assicuri un articolato dibattito. Si tratterebbe di un fatto tattico e non strategico, ma mi chiedo personalmente perchè non procedere eventualmente con un disegno di legge specifico. E non vedrei in ciò problemi di tempo perchè il parlamento ha sempre dimostrato che, quando vuole andare spedito, ci riesce”.
– foto ufficio stampa Regione Siciliana –
(ITALPRESS).

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Politica

Immigrazione, Meloni “La difesa delle frontiere Ue è una responsabilità comune”

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ROMA (ITALPRESS) – “Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina. Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali“. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social. “E’ un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. E’ una responsabilità comune dell’Europa”, conclude.

(ITALPRESS).

– Foto: Ipa Agency –

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Meloni si conferma leader sui social a luglio, cresce Vannacci

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ROMA (ITALPRESS) – La premier Giorgia Meloni si conferma protagonista della comunicazione politica italiana sui social. E’ quanto emerge dal monitoraggio di Leader Trend di Arcadia realizzato in esclusiva per Italpress. Nel mese di luglio emergono tre evidenze principali. La prima riguarda la nuova e significativa crescita degli account di Giorgia Meloni. La seconda è rappresentata dall’ulteriore incremento registrato da Roberto Vannacci, in particolare su Instagram e TikTok.
La terza riguarda il ritorno di Matteo Renzi, che supera il leader del M5S, e la buona performance di Angelo Bonelli su Instagram, probabilmente favorita dalla forte esposizione mediatica seguita alla partecipazione al podcast Pulp. Le classifiche dei like e delle visualizzazioni sono dominate dagli account di Giorgia Meloni, che totalizzano complessivamente oltre 5 milioni di like e più di 91 milioni di visualizzazioni.
L’account più prolifico è invece quello di Carlo Calenda su X, con 145 contenuti pubblicati tra il 1° e il 31 luglio.
Come di consueto, l’analisi comprende anche la speciale Hate Parade, la classifica costruita sulla variazione percentuale dei commenti negativi rispetto al mese di giugno rilevati sulle pagine Facebook dei leader. A luglio è la pagina di Roberto Vannacci a registrare l’incremento più marcato (+67%), seguita da quelle di Giorgia Meloni ed Elly Schlein.
Gli account X di Carlo Calenda e Nicola Fratoianni si confermano tra i più prolifici, con oltre cento contenuti pubblicati al mese. Si distingue, inoltre, la costante crescita di Roberto Vannacci, trainata in particolare dalle performance della sua pagina Facebook.


Dopo diversi mesi in cui il podio dei like era stato occupato quasi esclusivamente da Giorgia Meloni, a luglio la classifica presenta tre account diversi, tutti su Instagram. Accanto a Giorgia Meloni, infatti, figurano Roberto Vannacci e Matteo Salvini, rispettivamente al secondo e al terzo posto.


Il podio delle visualizzazioni conferma come il formato video,
e in particolare il reel, sia oggi il contenuto più efficace anche nella comunicazione politica. Ai primi tre posti si collocano, tutti su Instagram, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Roberto Vannacci.


Leader Trend è un report realizzato dalla collaborazione tra Arcadia e Liberi Network.
-foto Arcadia-
(ITALPRESS).

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Politica

Missioni, Crosetto “Il confronto sia serio, le informazioni erano state fornite”

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ROMA (ITALPRESS) – “Colpisce che chi grida oggi allo scandalo ed insulta con arroganza, piuttosto che accettare il confronto sereno offerto, solo poche settimane fa ha ricevuto ogni informazione, preso parte alle audizioni e votato le autorizzazioni. Il 5 marzo scorso il Parlamento ha approvato le risoluzioni che autorizzavano il dispiegamento e il rischieramento dei sistemi di difesa aerea e antimissile nella Regione del Golfo. Il 14 luglio, le Commissioni Esteri e Difesa del Senato e il 28 luglio la Commissione della Camera, hanno prorogato le missioni, che confermano e comprendono un’area, che include l’Arabia Saudita. Non una missione nuova, dunque, ma il riposizionamento all’interno di un’area già prevista e autorizzata di capacità esistenti e non più in grado di operare dal Kuwait”. Così in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Nel frattempo il Governo ha riferito più volte alle Camere: il 2 marzo, il 5 marzo e il 13 maggio. I Ministri degli Affari Esteri e della Difesa sono stati auditi il 9 giugno, il Capo di Stato Maggiore della Difesa il 17 giugno e il Comandante del COVI il 1° luglio, davanti alle Commissioni competenti – prosegue -. Di fronte a questo percorso istituzionale, sostenere che il Parlamento fosse all’oscuro non è una critica al Governo ma o la confessione di non aver seguito le audizioni e non aver letto gli atti o non aver compreso ciò che si è votato”.

“Ogni parlamentare ha il diritto ed il dovere di contestare le scelte del Governo. Non ha, però, il diritto di modificare i fatti, a deformare la realtà per lanciare accuse pesanti ma false. Le informazioni c’erano, erano pubbliche, sono state illustrate nelle sedi istituzionali e sono state oggetto di deliberazioni parlamentari – conclude Crosetto -. Su temi che riguardano la sicurezza nazionale sarebbe auspicabile un confronto basato su serietà e pacatezza, un confronto sul merito. Alimentare polemiche ipotizzando presunte omissioni, smentite dagli atti parlamentari, può servire alla propaganda, ma non rende un buon servizio al Paese. Ma ciò che rende un servizio ancor peggiore è l’utilizzo di insulti e di toni volutamente pesanti e offensivi”.

– Foto Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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