Cronaca
Longevità leva sviluppo, a Scilla convegno di Fondazione Magna Grecia
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1 anno fa-
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Redazione
SCILLA (ITALPRESS) – L’Italia è un laboratorio globale per l’invecchiamento, con sfide uniche legate allo spopolamento dei territori e alla necessità di ripensare il welfare. Nel nostro Paese si fanno sempre meno figli, per una serie di fattori interconnessi tra loro; e il Mezzogiorno, da questo punto di vista, vive la più grande fragilità. E’ fondamentale quindi capire come gestire un fenomeno ormai in divenire e cambiare la narrativa ponendosi domande diverse. O, meglio, integrando al quesito del “come aiutiamo i giovani a fare famiglia”, quello di “come trasformare l’invecchiamento della popolazione da un onere percepito a una leva positiva per il Paese, stimolando la ‘silver economy’ e creando nuove opportunità economiche e sociali a beneficio di tutte le generazioni”. E’ con questo interrogativo che si sono chiusi i lavori della prima giornata di dibattito “Generazioni in mutamento – 2° Focus Sud e futuri” organizzato da Fondazione Magna Grecia a Scilla (RC). E da cui oggi, 25 luglio, si è riaperta la discussione tra esperti, economisti, specialisti del terzo settore, mondo sanitario, ma anche esponenti del mondo culturale e digitale, per capire come l’innovazione, in particolare la salute digitale e l’intelligenza artificiale, possano garantire una “longevità in salute”.
“La sfida della denatalità e quindi le politiche per la longevità chiedono grande innovazione e creatività, ma si fondano anche sul rinnovamento di un patto di solidarietà intergenerazionale. In questo, i territori sono ovviamente al centro, e quelli del nostro Mezzogiorno, che si contraddistinguono per una particolare forza e solidità delle reti informali, lo sono ancora di più”, ha commentato, aprendo i lavori, Fiammetta Pilozzi, responsabile del Centro di Ricerca di Fondazione Magna Grecia. Come “sfruttare questa positività?” Lo spunto viene da Fabio Miraglia, imprenditore e presidente GIOMI RSA: “possiamo usare un milione di metri quadri di borghi che le persone stanno abbandonando per creare veri e propri villaggi, sul modello anglosassone”. Luoghi che possono essere incubatori di modelli di silver economy unici in grado di attrarre anziani di tutto il Paese. “Un sistema – ha aggiunto – che non sia basato solo sul volontariato e che sia in grado di creare anche occupazione, grazie anche alla rivoluzione del digitale”. Il risultato sarebbe ‘esplosivò con conseguenze a cascata: porterebbe una riqualificazione dei territori e soprattutto il consolidarsi della domiciliazione dei servizi, in spazi abitativi personalizzati, monitorati dal digitale e sostenibili economicamente. L’idea è configurare nuovi modelli dell’abitare in cui unire le dimensioni della condivisione a quello della preservazione della privacy e della personalizzazione degli spazi, il tutto in luoghi densi di storia e di bellezza. Guardando così ai bisogni della persona che, spesso, nelle strutture RSA si perde. “La tecnologia inoltre aiuterebbe ad avvicinare figli e nipoti: nuovi care giver nati con la tecnologia, e in grado di assumere il ruolo di veri e propri alfabetizzatori”, ha concluso Miraglia.
Un approccio condiviso da Rocco Mammoliti, responsabile Sicurezza informatica di Poste italiane che ha raccontato come le Poste non abbiano abbandonato nessun borgo “perchè crediamo sia nel mondo fisico che nel mondo digitale, che però vanno connessi”. Tanto che Poste italiane ha avviato un progetto – Polis – che porta dentro l’ufficio postale la garanzia di avere, oltre a quelli già inclusi, l’erogazione di tutti i servizi della Pubblica amministrazione compresi quelli legati al sistema sanitario, “Creando così un unico punto di accentramento di prenotazione e consegna dei referti, per esempio. L’ufficio postale resta quindi vivo e integrato, sede di una rete di relazioni di cui gli anziani hanno bisogno”.
In Italia, 14 milioni di persone oggi sono over 65, il 24% della popolazione totale. E il trend è in crescita. Con esso aumenteranno anche i problemi di salute correlati all’invecchiamento. Non solo, dobbiamo considerare che oggi di questi over 65, il 42% vive in coppia senza figli, il 31% è solo e un esiguo 13% vive con i figli. Più del 70% del totale quindi è rappresentato da anziani soli. Come aiutarli allora nella loro reale esigenze di salute? Una delle soluzioni viene proposta da Pietro Rossi, cardiologo, co-founder di Policardio una startup che produce il primo device patch in grado di fare ECG e holter a casa con la qualità ospedaliera: “abbiamo pensato ad una piattaforma che monitora, analizza dati e mette in comunicazione in modo automatico l’anziano e il medico. E, nel caso di necessità, contatti il figlio o chi per lui”. Un sistema totalmente automatizzato, interconnesso e attento alla parte sanitaria ma anche a quella psicologica. “Abbiamo previsto infatti la possibilità di avere consulti veloci e sempre disponibili, superando il problema che il medico non risponda al telefono con il conseguente senso di abbandono nell’anziano”.
Ma la digitalizzazione può cambiare l’assistenza sanitaria e andare verso la silver economy anche nel sistema assicurativo e finanziario, “che sta ripensando prodotti e servizi centrati sempre più sulla prevenzione, con app per i vari monitoraggi, e incentivi economici per chi aderisce a stili di vita sani. Va promossa una trasformazione assicurativa che finanzi, per esempio, l’assistenza domiciliare continuativa e la gestione dei farmaci. Insieme ad una educazione finanziaria per una longevità consapevole tramite l’erogazione di corsi per over 60 su come gestire patrimoni, pensioni e tecnologie per una connessione diretta con i servizi sociali”, ha detto Alberto Polverino, Direttivo cluster C.H.I.C.O.
“Non va dimenticato che qualsiasi processo di sviluppo sostenibile deve essere equo, in particolare in un’ottica di genere, e ancor di più se si parla di silver economy”. Le donne sono più longeve degli uomini, ma sono anche quelle che soffrono maggiormente il rischio di trovarsi in condizione di fragilità, soprattutto sotto il profilo economico. Il monito, che arriva dalla voce autorevole e appassionata di Rossana Oliva De Conciliis, Presidente onoraria della Rete per la Parità, ha l’obiettivo di sensibilizzare politica, mondo economico e società a puntare su misure che pongano al centro il principio di garantire parità di diritti e opportunità, anche in età anziana, e anche nei processi di progettazione di politiche di sviluppo di prodotti e servizi che guardino a un pubblico “silver”.
L’intera due giorni ha preso spunto da una ricerca promossa da Fondazione Magna Grecia e curata dai sociologi Emiliana Mangone e Giuseppe Masullo, che ha mostrato come, fra le varie preoccupazioni che “bloccano” i giovani nello sviluppare la propensione alla genitorialità, vi sia il timore “di perdere occasioni, non solo professionali, ma di vita e culturali”. Il patrimonio culturale del resto è uno strumento potentissimo attraverso cui generare identità, ma anche apprendimento, sviluppare categorie di interpretazione della realtà, e quindi imparare anche la cittadinanza. Da qui la necessità che il nostro patrimonio culturale sia “family friendly”, fruibile da genitori e figli. “Pensiamo ai bambini – ha detto Francesco Pisani, professore di Neuropsichiatria infantile, Dipartimento di Neuroscienze umane della Sapienza di Roma – a quanto in loro la cultura, come la visita in un museo o di un sito archeologico, stimoli la meraviglia che a sua volta spinge alla voglia di conoscere. Le neuroscienze ci dicono che in un museo il bimbo impara a guardare, a interpretare, anche a stare fermo. E la stessa cosa vale per i genitori. Dobbiamo tenere presente che anche solo una singola esperienza culturale è fondamentale per essere educati al bello”.
Daniele Carnovale è CEO e fondatore di Guides4You, stratup che nasce sul territorio calabrese: un esempio di come i temi dell’accessibilità, del “design for all”, della necessità di rendere i beni del nostro patrimonio “per tutti”, a volte sia una necessità che nasce dal mercato in modo potente. “Avevamo pensato ad un dispositivo che servisse per ‘leggerè le opere e le strutture museali. Spinti dalla richiesta di mercato, ad oggi abbiamo funzioni per non vedenti e ipovedenti, per bambini ancora piccoli”. Non da meno l’esperienza della “Fondazione Medicina a misura di donna” che ha creato forse lo strumento più simbolico che sia stato ideato in Italia per costruire un patto inscindibile fra i nuovi nati, le famiglie, e il patrimonio culturale: un passaporto della cultura. “L’idea ci è venuta partendo dalla consapevolezza che la cultura aiuta a vivere di più e soprattutto meglio, come dimostrano anche numerosi studi”, ha detto Chiara Benedetto, presidentessa della Fondazione. “Il passaporto è stato tradotto in diverse lingue, viene dato alle mamme che hanno appena partorito ed e dedicato al nuovo nato e alle mamme al terzo mese di gravidanza. Offre la possibilità a tutto il nucleo famigliare di vistare gratuitamente i 48 musei della rete piemontese ed è diffuso in tutti i presidi ospedalieri dell’area metropolitana di Torino”. Nel 2024 sono stati scaricati dal sito 15mila passaporti e la best practice oggi è stata adottata anche a Brescia, Pavia e Val Canonica
“Affrontare oggi la denatalità – ha concluso Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia – significa ripensare l’intero sistema Paese alla luce dell’invecchiamento, delle nuove insicurezze sociali e del bisogno di dare ai giovani un futuro desiderabile. Con questa iniziativa, pertanto, vogliamo rimettere al centro le persone, i territori e le connessioni tra le generazioni. La genitorialità si sostiene con politiche abilitanti, e il calo demografico si affronta anche guardando al nostro Mezzogiorno come a una piattaforma di sperimentazione per uno sviluppo inclusivo. Parlare di cultura inclusiva, significa anche capire che il nostro patrimonio è il più potente strumento di legame intergenerazionale. Ogni museo o sito storico va reso davvero fruibile per famiglie, anziani e bambini, è così che si diventa realmente attrattivi e si costruiscono fiducia nel futuro e coesione tra generazioni. La Fondazione Magna Grecia lavora perchè Sud e futuro non siano più due parole in contrasto, ma una sola visione condivisa”.
-foto ufficio stampa Fondazione Magna Grecia-
(ITALPRESS).
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Pubblicato
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Redazione
BERGAMO (ITALPRESS) – L’Atalanta sorride anche in Europa. I nerazzurri vincono 3-1 contro il Pafos: le reti di Elmas, Raspadori e Scamacca – tutte nel primo tempo – hanno regalato alla Dea la vittoria nella prima giornata della league phase di Conference. Nel prossimo turno i bergamaschi affronteranno l’Ajax in trasferta (22 ottobre, ore 21) mentre domenica ci sarà la sfida di San Siro contro il Milan.
Le tante emergenze non hanno modificato l’assetto tattico della Dea, Sarri ha confermato il 4-2-3-1 proposto contro il Venezia: in avanti spazio a Scamacca (al posto di Krstovic) supportato da Elmas, Raspadori e Zalewski. In mediana si è rivisto Pasalic con la fascia di capitano. Il Pafos ha schierato un 4-3-3 in fase offensiva, con l’ex Chelsea David Luiz a guidare la difesa. I padroni di casa hanno impiegato 46″ per passare in vantaggio, un’azione sarriana col recupero palla di Raspadori sulla trequarti e l’assist per Scamacca, poi il velo per Elmas, libero di concludere a rete. La reazione cipriota è stata timida, quasi inesistente: al 17′ Zalewski si è procurato un rigore trasformato subito dopo da Raspadori (uscito poi per un problema fisico).
Il Pafos ha faticato a gestire il possesso, l’Atalanta ha affondato sia per vie centrali che sulle corsie esterne: al 44′ è arrivato il tris di Scamacca su suggerimento di De Ketelaere. Gli ospiti ci hanno provato su calcio di punizione con Dragomir, ma Carnesecchi ha deviato in corner.
Nella ripresa la Dea ha gestito il possesso del pallone abbassando i ritmi, il Pafos nonostante i due cambi iniziali non ha dato la svolta sperata al match: al 22′ della ripresa De Ketelaere è andato vicino al poker, il belga ci ha provato (senza successo) anche qualche minuto più tardi. L’unica nota stonata del match è stato il gol subito al 43′ del secondo tempo, con Biel che ha trovato la rete del definitivo 3-1.
– foto Image –
(ITALPRESS).
Cronaca
Celta Vigo ribaltato, la Juve fa il bis in Europa League
Pubblicato
3 ore fa-
16 Ottobre 2026di
Redazione
VIGO (SPAGNA) (ITALPRESS) – Basta mezz’ora con le due punte, alla Juventus, per ribaltare il risultato e fare due su due in Europa League. I bianconeri proseguono a punteggio pieno e sconfiggono 2-1 il Celta Vigo, ottenendo una preziosa vittoria esterna. Spalletti cambia modulo e uomini, nel suo ritorno in Europa: sei novità nell’undici titolare, è 3-4-2-1 con Alajbegovic e Conceiçao a supportare Woltemade. Il Celta Vigo bussa per primo dalle parti di Vicario, col tiro non irresistibile di Swedberg, e i ritmi della sfida non sono elevati. Molta densità in campo, pochi spazi e tanta prudenza nei primi minuti, col Celta Vigo che è più efficace e passa al 18′. Merito di Javi Rueda, che buca la difesa della Juventus e propizia la rete di Hugo Alvarez: tocco da due passi e 1-0. I bianconeri sprecano subito con Koopmeiners, ma faticano a proporsi e si risvegliano solo nel finale di tempo: Conceiçao è pericoloso, alto il tiro di Woltemade. Nella ripresa Spalletti non tocca il suo undici in avvio, ma alza il baricentro di una Vecchia Signora che opta per un maggior possesso palla e trova gli esterni con più frequenza. Conceiçao si rende ancora pericoloso, ma per trovare il pari serve un “aiuto” del Celta Vigo: Marcos Alonso sbaglia e serve di fatto Woltemade col petto, l’ex Stoccarda non sbaglia e insacca all’angolino. Siamo dunque sull’1-1 al 59′ e Spalletti si gioca i due potenziali spacca-partita dalla panchina: dentro Kolo Muani e Nico Gonzalez per una Juventus con quattro riferimenti offensivi, che torna al 4-2-3-1. Nonostante queste mosse, la sfida si riaccende solo nel finale, quando il Celta termina le energie e alza bandiera bianca. Nico Gonzalez sfiora il gol-vittoria, che arriva però al 92′: Cambiaso pesca Kolo Muani, colpo di testa e nulla da fare per Radu. Le due punte funzionano e Spalletti sorride, con la Juve a quota 6 punti e prima nella League Phase. Ko bruciante per il Celta Vigo, che aveva fatto la partita per buona parte del tempo a Balaìdos, ma subisce la seconda sconfitta in Europa League.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
L’Ocean Park di Hong Kong celebra i 50 anni con nuove strutture e iniziative
Pubblicato
5 ore fa-
15 Ottobre 2026di
Redazione
HONG KONG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – L’Ocean Park di Hong Kong martedì ha annunciato che celebrerà il suo 50esimo anniversario, che ricorrerà nel gennaio 2027, con nuove strutture dedicate alla cura degli animali, iniziative interne e celebrazioni in tutta la città.
Il parco inaugurerà un nuovo centro per la conservazione dei mammiferi marini a gennaio e un nuovo padiglione dedicato ai panda giganti nel terzo trimestre del prossimo anno.
Promuoverà inoltre iniziative con opere di artisti locali per attirare più visitatori.
Dopo 50 anni di fruttuoso impegno in queste attività, il parco continuerà a promuovere la sensibilizzazione alla conservazione della natura nelle scuole e ad avvicinare la natura alle comunità di Hong Kong, ha dichiarato Rosanna Law, segretaria per la cultura, lo sport e il turismo del governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong.
Per contribuire a creare un archivio dei ricordi dell’ultimo mezzo secolo, tutti i residenti sono invitati a inviare fotografie e testi sul parco entro il 15 dicembre.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-


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