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Cronaca

Confiscati beni per 6 milioni a due coniugi legati alla mafia messinese

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MESSINA (ITALPRESS) – I Carabinieri, nelle provincie di Messina e Crotone, hanno eseguito un ordine di confisca di beni emesso dal Tribunale del capoluogo peloritano nei confronti di una coppia di coniugi, appartenenti all’articolazione della famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto.

La confisca ha riguardato due società operanti nel settore edile e dieci veicoli (compresi mezzi d’opera), nonchè un’abitazione residenziale e dieci terreni, per un valore complessivo di circa sei milioni di euro. Il provvedimento è scaturito da una richiesta formulata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina all’esito di complesse indagini, che nel gennaio 2018 erano culminate con l’operazione convenzionalmente denominata “Gotha IV”, allorquando i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina avevano eseguito una misura cautelare nei confronti di 29 persone, fra capi e gregari della famiglia mafiosa dei “Barcellonesi”, ritenute responsabili – a vario titolo – di “associazione di tipo mafioso”, “concorso esterno in associazione mafiosa”, “estorsione”, “detenzione e porto illegale di armi”, “trasferimento fraudolento di valori” e altro, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Le successive indagini economico finanziarie condotte dalla Direzione Investigativa antimafia e dalla Compagnia dei Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno poi consentito di accertare che i destinatari dell’odierno provvedimento avevano accumulato nel tempo un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. In particolare, mediante la commissione di estorsioni ai danni di imprese impegnate nella realizzazione di lavori pubblici – le avevano costrette a cedere alcune quote, intestandole fittiziamente a terzi, onde percepirne le utilità ed eludere le disposizioni normative in materia di misure di prevenzione patrimoniale. Già nel marzo del 2018, gli stessi beni erano stati colpiti anche da un decreto di sequestro preventivo.

– Foto: Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

Cronaca

Venti chili di hashish nascosti in confezioni di papaya, un arresto a Cagliari

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CAGLIARI (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha arrestato un 54enne cagliaritano per l’ipotesi di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta dai Falchi della Squadra Mobile, che dopo aver raccolto diversi elementi hanno concentrato l’attenzione su un cagliaritano di 54 anni.

L’uomo è stato quindi individuato dagli operatori mentre si trovava a bordo della propria autovettura nel quartiere di “Is Mirrionis” e fermato per i conseguenti accertamenti. Gli elementi raccolti hanno indotto i Falchi ad approfondire ulteriormente la posizione del 54enne, estendendo l’attività a un’abitazione nella sua disponibilità, all’interno della quale è stata eseguita una perquisizione.

Nella zona cucina-soggiorno dell’appartamento, occultati all’interno di un freezer a pozzetto, gli operatori hanno rinvenuto 200 panetti di hashish, del peso di circa 100 grammi ciascuno, confezionati in involucri argentati e contraddistinti dalla scritta arancione “PAPAYA” e dall’immagine del medesimo frutto.

La sostanza stupefacente rinvenuta e sottoposta a sequestro raggiungeva un peso complessivo lordo di 20,796 chilogrammi. Un quantitativo particolarmente rilevante che, una volta immesso sul mercato illecito, avrebbe potuto generare proventi per oltre 200 mila euro. Al termine delle operazioni, il 54enne è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposto ai domiciliari, cui ha fatto seguito al termine dell’udienza di convalida, la misura della custodia cautelare in carcere con il successivo accompagnamento alla Casa Circondariale di Uta.

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– Foto: da video Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Sette e abusi a corsi yoga, arrestato 59enne a Torino per riduzione in schiavitù

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TORINO (ITALPRESS) – I Carabinieri del Comando Provinciale di Torino stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cinquantanovenne ritenuto responsabile dei reati di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo di Torino sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, hanno permesso di documentare come l’uomo, promuovendo corsi di yoga, meditazione e difesa personale, avvicinasse persone con vulnerabilità ospitandole all’interno di una comunità residenziale da lui gestita dove si consumavano violenze fisiche, psicologiche e abusi sessuali.

– Foto: Ufficio stampa Carabinieri –

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Cronaca

Lecce, 20enne indagata per istigazione alla violenza e all’odio razziale

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LECCE (ITALPRESS) – I Carabinieri del ROS, supportati dai militari del Comando Provinciale di Lecce, hanno eseguito un decreto di perquisizione personale, locale ed informatica, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Lecce, nei confronti di una ragazza ventenne della provincia di Lecce, indagata per il reato di istigazione alla violenza e all’odio.
Il provvedimento odierno scaturisce a seguito di una complessa manovra investigativa, diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, sotto il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, che ha consentito, attraverso una costante attività di web patroling, di riscontrare la presenza dell’indagata – attraverso il proprio profilo social – all’interno della galassia virtuale accelerazionista ed in particolare in alcune chat, nell’ambito delle quali venivano promosse iniziative di matrice neofascista e neonazista ed in cui si faceva costante istigazione all’odio razziale ed alla commissione di gesti violenti: in particolare, venivano esaltati episodi di attacchi armati e violenza all’interno degli istituti scolastici, meglio noti come “mass shooting”. All’esito della perquisizione, sono stati sottoposti a sequestro tutti i dispositivi informatici nella disponibilità dell’indagata, che saranno successivamente sottoposti ad approfondita ed ulteriore analisi.

– Foto: Ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

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