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La Calabria resta al centrodestra, bis di Occhiuto “Orgoglioso” / Video. Tridico staccato di 18 punti

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ROMA (ITALPRESS) – Chiuse le urne in Calabria per le elezioni regionali e si va verso una larga vittoria della coalizione di centrodestra, con la riconferma del governatore uscente Occhiuto.

Quando sono state scrutinate 1.100 sezioni su 2.406 per le regionali in Calabria, il candidato di centrodestra Roberto Occhiuto è al 59,17%. Pasquale Tridico (centrosinistra) è al 39,89%. Francesco Toscano (Democrazia Sovrana Popolare) si ferma allo 0,94%. L’affluenza si è attestata al 43,14%, lievemente inferiore a quella delle elezioni del 2021 (44,36%).

Questi invece i voti di lista quando sono state scrutinate 1.273 sezioni su 2.406.

Forza Italia 60.210 18,1%
Partito Democratico 45.621 13,4%
Occhiuto Presidente 46.110 13,1%
Fratelli d’Italia 40.305 11,4%
Lega 33.847 9,6%
Tridico Presidente 24.445 7,0%
Movimento Cinque Stelle 21.005 6,0%
Democatici e Progressisti 18.368 5,2%
Noi Moderati 14,985 4,5%
Casa Riformista – IV 14.285 4,1%
Alleanza Verdi e Sinistra 13.647 3,9%
DC Unione di Centro 4.484 1,3%
Forza Azzurri 2.904 0,8%

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OCCHIUTO FESTEGGIA “PREMIATE QUALITA’ E INTENSITA’ DELL’IMPEGNO PROFUSO”

“Vorrei ringraziare soprattutto i calabresi, sono ancora più orgoglioso di loro dopo questo risultato che è persino superiore alle attese. Pasquale Tridico mi ha chiamato per farmi i complimenti e gli auguri di buon lavoro. Lo ringrazio, gli ho chiesto di collaborare perché è necessario pacificare questa regione. E’ stata una campagna violenta e con toni che a volte ci hanno fatto soffrire, dall’altra parte si sono presentati raccontando una Calabria che per fortuna non esiste più e che si sta affrancando dall’assistenzialismo”. Così il presidente rieletto della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, dal quartier generale di Gizzeria. “Una regione che ha apprezzato il nostro modo di fare campagna elettorale in modo onesto: è la prima volta che un presidente uscente viene confermato e con queste percentuali. Abbiamo fatto riforme che la Calabria non aveva mai visto nei quarant’anni precedenti, c’è ancora molto lavoro che faremo nei prossimi anni. E’ stato premiata la qualità e l’intensità dell’impegno profuso”, ha aggiunto.

“In un Paese civile nessuno si dimette per un avviso di garanzia, vorrei che il mio gesto non venisse male interpretato, è giusto che ogni potere dello Stato faccia il suo lavoro. Troppe volte, però, delle inchieste vengono strumentalizzate per cercare di sconfiggere, per altra via, chi non potrebbe essere sconfitto elettoralmente. I calabresi – ha concluso – hanno dato la dimostrazione che il lavoro e i sacrifici, nella vita come in politica, possono essere ripagati da tanto affetto”.

“Preoccupato per l’inchiesta giudiziaria? No perchè non mi sono dimesso per questo ma a causa della strumentalizzazione che si faceva e qualcuno pensava di potermi sconfiggere per questo. Io mi sono dimesso perchè a causa di questa inchiesta mi guardavano come un ex presidente e tenere le redini della burocrazia è difficile in Italia e ancor di più in Calabria. Ora sanno che sono il loro presidente per 5 anni”, ha detto a Rai News 24.

“La coalizione è unitissima. La sinistra non conosce il paese, hanno candidato il padre del Reddito di Cittadinanza, ha promesso assunzioni, l’abolizione del bollo auto che non si può fare. Non conoscono il Paese che vota in base ai risutati che si fanno non sulle promesse”, ha ancora detto a “10 minuti” su Retequattro. “Nelle Marche hanno candidato uno del Pd ed è finita con 8 punti di distacco, in Calabria hanno candidato uno dei Cinque Stelle e hanno avuto una sonora sconfitta, quindi dovrebbero rendersi conto che il campo largo non funziona e che è il caso di creare un’alternativa credibile per gli italiani, ma questo non dobbiamo essere noi a suggerirglielo”.

La vittoria “me l’aspettavo perché conosco la Calabria, conosco i calabresi. Dall’altra parte hanno proposto una ricetta che è sempre la stessa: l’assistenzialismo. Hanno promesso
il reddito di cittadinanza, l’abolizione del bollo auto, l’assunzione di 7 mila forestali, ma quella Calabria non c’è più. La Calabria di oggi è moderna, ed è bene che se ne facciano una ragione”, ha infine dichiarato ai microfoni del Tg1. Alla domanda su quale sarà il suo primo provvedimento Occhiuto ha risposto così: “Intanto vado a riscuotere la promessa di Giorgia Meloni. Dopo quattro anni di lavoro che sono serviti a ricostituire la contabilità della sanità in Calabria, Giorgia Meloni ha detto che usciremo dal commissariamento, andrò a Roma per riscuotere”.

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TRIDICO AMMETTE LA SCONFITTA “CONGRATULAZIONI A OCCHIUTO”

“Ho telefonato a Roberto Occhiuto per congratularmi”. Lo ha detto il candidato del centrosinistra alle Regionali in Calabria, Pasquale Tridico, nel corso di una conferenza stampa dal suo comitato elettorale. “Mi auguro che possa governare al meglio, per risolvere tanti problemi irrisolti che abbiamo in Calabria”, ha aggiunto.

“E’ stata una battaglia vera e intensa e il campo progressista ha dato una risposta vera. Oggi parte un nuovo impegno da parte di tutte le forze progressiste per portare le persona a sperare nello sviluppo della regione. Continuerò a estendere il mio impegno in Calabria a livello di proposta e di opposizione”, ha aggiunto. “Mi auguro che Occhiuto possa governare al meglio per risolvere tutti i problemi, è stata una campagna elettorale opportunistica lanciata ad agosto sperando di trovarci impreparati. La nostra è stata una risposta forte, pur sapendo che era una battaglia difficile da fare. Abbiamo girato oltre cento paesi, raccogliendo un grido di dolore nelle aree interne sulla sanità, sui trasporti che mancano”, ha aggiunto.

“Ha votato poco più del 43%, frutto dello spopolamento che contribuisce al risultato negativo dell’affluenza, perché tanti elettori non sono fisicamente qui, per motivi di studio o lavoro. La disaffezione dei cittadini verso la politica riflette un trend nazionale che in Calabria è ancora più forte. La politica deve dare risposte e poter fare le cose, nel centrosinistra bisogna non avere paura di fare proposte radicali che coinvolgano l’economia che in questa regione è molto povera. C’è grande delusione, ma mi conforta la forza di volontà di tanti amici e attivisti che si sono prestati con sacrificio e senso di dovere nel sostenere la scelta di servizio che ho fatto con orgoglio per la mia terra”, ha concluso Tridico.

MELONI “ANCHE IN CALABRIA FIDUCIA NEL CENTRODESTRA”

“Anche in Calabria gli elettori hanno riposto la loro fiducia nella coalizione di centrodestra, confermando Roberto Occhiuto presidente della Regione. Un risultato importante a riconoscimento dell’azione di buon governo che continueremo a portare avanti per il benessere del territorio e dei cittadini. Le mie congratulazioni a Roberto, al quale auguro buon lavoro”. Così sui social la premier Giorgia Meloni.

TAJANI “GRANDE SUCCESSO DI OCCHIUTO E FORZA ITALIA”

“Un grande successo di Occhiuto e Forza Italia che conferma il centrodestra come forza che raccoglie tanti consensi. Un voto per la Calabria, evidentemente nulla di esterno ha influito sui voti dei calabresi”. Lo ha detto il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani dal quartier generale di Roberto Occhiuto a Gizzeria.

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SALVINI “GRANDE VITTORIA PER IL CENTRODESTRA”

“Grande vittoria per il centrodestra in Calabria. Da una parte chi protesta, devasta le città e attacca le Forze dell’Ordine, dall’altra i cittadini che pensano al bene del proprio territorio. Avanti tutta!”. Così su X il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini.

CONTE “DOBBIAMO DIRE GRAZIE A TRIDICO”

“Per amore della propria terra di origine ha generosamente accettato, in condizioni di emergenza, di candidarsi raccogliendo l’invito unanime di varie forze politiche, sociali e culturali che gli hanno chiesto di concorrere in una campagna elettorale che si è preannunciata sin dall’inizio molto in salita”. Lo scrive Giuseppe Conte, Presidente del Movimento 5 Stelle. “Sono state elezioni molto particolari, convocate in fretta e furia dal presidente uscente Occhiuto, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia. Sono sempre più i cittadini che si allontanano dalla partecipazione alla politica, forse perché la ritengono ormai ridotta a una sommatoria di calcoli e convenienze. Questo ci amareggia e ci spinge a metterci in discussione e a fare ancora di più per dimostrare che no, non siamo ‘tutti uguali’ nel modo di intendere la politica. Sono convinto però che questa dedizione e questo impegno non siano stati vani, perché Pasquale è riuscito a costruire in pochissimo tempo un nuovo percorso politico, con programmi e proposte che ci consentiranno di avere posizioni forti e chiare dall’opposizione e ci aprono a un futuro di speranza, per lavorare alla Calabria che verrà. A Occhiuto auguro buon lavoro: noi vigileremo affinché le urgenze dei calabresi rimangano sempre al primo posto”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Mattarella a Torino per l’inaugurazione di Terra Madre – Salone del Gusto: “Cibo ed energia armi strategiche bersaglio di guerre scellerate” / Video

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TORINO (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si trova al Teatro Regio di Torino per la cerimonia di inaugurazione della manifestazione “Terra Madre – Salone del Gusto”. Fuori dal teatro centinaia di persone in attesa fin dal mattino per salutare il capo dello Stato, che ha fatto il suo ingresso all’interno fra gli applausi, prima dell’esecuzione dell’inno di Mameli eseguito dal Coro delle voci bianche del Regio. Ad accoglierlo il sindaco Stefano Lo Russo, il governatore del Piemonte Alberto Cirio, il prefetto Donato Cafagna e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

“Il cibo e la produzione di risorse alimentari sono diventate un’arma strategica, sono come per l’energia bersaglio delle scellerate guerre in corso. Guerre mascherate con ragioni di rivalsa nazionale, ma in realtà espressione di una volontà di potenza e dominio, con assoluta noncuranza delle conseguenze devastanti su popolazioni, territorio e ambiente“. Così il presidente della Repubblica nel suo discorso. “La biodiversità è un patrimonio che ci interpella, la molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni, senza la cura di questa ricchezza l’uomo può comprimerla fino a distruggerla e a distruggersi”, ha aggiunto.

“La biodiversità è una sfida cruciale per il futuro. Si tratta del grande tema della sostenibilità, essenziale per chi abbia a cuore il futuro dei propri figli e nipoti. Biodiversità – ha osservato il capo dello Stato – è anche una grande questione culturale e sociale che riguarda le persone e l’habitat dove vivono. Il contributo di Petrini è stato in questi anni di grande spessore, legando la tutela della biodiversità genetica con il rispetto di diverse culture e popolazioni, facendoci conoscere persone e realtà lontane”.

“Il futuro non deve essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro. Siamo chiamati tutti noi a una grande alleanza, a una comunità del cibo che insieme ci vede impegnati per la pace e per i popoli. L’agricoltura è un comparto chiave, va sviluppata e difesa. Chi conosce la terra sa bene che non bisogna mai smettere di seminare, anche nei momenti difficili”, ha aggiunto.

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IL VIDEO

CIRIO “GRAZIE A MATTARELLA PER PRESENZA COSTANTE IN PIEMONTE”

“Il presidente Mattarella ci ha abituato a una presenza costante in Piemonte, di questo sono molto orgoglioso e mi considero anche un presidente privilegiato perché non capita a tanti colleghi di ricevere tante visite del capo dello Stato”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. “Ci è sempre stato vicino – ha proseguito Cirio – Ci è stato vicino nei momenti di gioia, ci è stato vicino nei momenti di dolore, ricordo la sua presenza a Brandizzo quando ha abbracciato l’intera comunità piemontese, ci stato vicino nei momenti di speranza, le sue visite al Sermig, e oggi ci è vicino in una giornata che raccoglie un po’ tutte queste sensazioni, la sensibilità e il sentimento della gioia, perché Terra Madre è una festa, peraltro una festa che torna nel centro della città”.

“È il momento della gioia, che però non può essere dissociata, quest’anno in particolare, dal dolore per una persona che fisicamente non c’è, ma c’è: perché Carlin Petrini è qui, perché Carlin Petrini è qui con noi. Qualcuno disse che per non far morire le persone bisogna continuare a coltivarne gli ideali. E gli ideali di Carlin Petrini sono ben vivi, sono immersi in ciascuno di noi e non ci fanno mai dimenticare la grandezza di quest’uomo. Oggi basta accendere qualsiasi canale televisivo, si parla di cibo, si parla di sostenibilità. Carlin ne parlava quarant’anni fa. I suoi messaggi erano talmente forti e potenti che senza i social, senza internet, viaggiavano da Bra, alla Nuova Zelanda, al Sudamerica, in tutte le parti del mondo”. 

LO RUSSO “TORINO GRATA A MATTARELLA”

“Presidente, proprio in questi giorni lei ha ricordato che la scuola è aperta a tutti e che il suo compito è unire, non alzare barriere. Per queste parole, Presidente, Torino le è grata. Sono parole che ci riportano alla Costituzione, alla responsabilità che abbiamo verso ogni persona e a ciò che tiene insieme la nostra Repubblica: il rispetto delle differenze, la pari dignità, la fiducia in un futuro comune”. Così il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, nel suo intervento sul palco del Teatro Regio di Torino all’inaugurazione di Terra Madre, si è rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella presente in platea. “Grazie a Slow Food, a tutte le istituzioni e alle realtà che hanno lavorato a questa edizione, alle volontarie e ai volontari e a tutte le persone che rendono possibile Terra Madre, con le tante voci e i tanti sguardi che arrivano da tutto il mondo – ha proseguto Lo Russo – Da Torino, oggi, scegliamo di guardare la realtà in faccia. Di riconoscere nelle differenze una ricchezza. Di prenderci cura della terra e gli uni degli altri. È così che costruiamo, insieme, il mondo che lasceremo a chi verrà dopo di noi”.

“Qui arrivano persone da Paesi diversi. Portano con sé culture, tradizioni, storie. Qui la diversità ha volti, voci, mani. Porta con sé saperi, semi, gesti tramandati di generazione in generazione. Sappiamo che le differenze possono generare diffidenze e tensioni. E sappiamo di vivere in un tempo in cui c’è chi soffia su quelle tensioni, presenta la diversità come una minaccia e alimenta la paura per raccogliere consenso. Terra Madre dà una risposta concreta: crea occasioni per conoscersi e confrontarsi. Quando queste storie si incontrano, nessuno perde la propria: tutti ne escono più ricchi. È questa la forza di Terra Madre. Torino lo sa bene. Anche la nostra città è cresciuta grazie a chi è arrivato da luoghi diversi, portando lavoro, competenze e storie che oggi sono parte di noi. L’incontro può diventare fiducia, e la fiducia un futuro condiviso”.

– foto IPA Agency –

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Il Senato approva il ddl sull’energia nucleare sostenibile, Meloni “Atro impegno mantenuto”

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ROMA (ITALPRESS) – L’Aula del Senato con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni, ha approvato definitivamente il ddl di delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. Il provvedimento è stato incardinato nel testo approvato dalla Camera e illustrato dal senatore Rosso, su mandato conferitogli il 22 luglio scorso dall’8a commissione.

“Oggi è una giornata storica per l’Italia: il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nuovo nucleare”, ha sottolineato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “Il nucleare sostenibile, insieme alle rinnovabili, renderà l’Italia un Paese sicuro, indipendente e competitivo. L’Italia – aggiunge – avrà più energia per famiglie e imprese. È la direzione che stanno prendendo i principali Paesi del mondo. Abbiamo mantenuto la promessa di approvare in questa legislatura il nuovo nucleare e portare in Italia l’energia del futuro. Adesso siamo già a lavoro per il prossimo obiettivo: redigere i decreti attuativi per applicare concretamente la legge. Lo faremo, di sicuro, entro fine anno”, conclude il ministro.

MELONI “SCELTA CORAGGIOSA E DI BUON SENSO, ALTRO IMPEGNO MANTENUTO”

“Oggi il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare. Dopo quasi quarant’anni, l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso. Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose”. Così su X il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Cosa significa per famiglie e imprese – prosegue -: Più sicurezza energetica: meno dipendenza dall’estero e meno esposizione alle crisi internazionali che abbiamo pagato in bolletta. Energia stabile e a basse emissioni, che lavora insieme a tutte le altre, a partire dalle rinnovabili. Una risposta concreta alla domanda di elettricità che crescerà con data center e intelligenza artificiale”.

“Parliamo di tecnologie di nuova generazione, non delle vecchie centrali. Ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori – conclude Meloni -. Era un impegno preso con gli italiani. Un altro impegno che abbiamo mantenuto”.

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– foto IPA Agency –

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Tajani all’Onu “Mosca si impegni seriamente nei negoziati”

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Sostegno all’Ucraina, ma con l’obiettivo di arrivare a un cessate il fuoco e riportare le parti al tavolo negoziale. È il messaggio portato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riunito a New York sull’Ucraina.
“È arrivato il momento che la Russia si impegni seriamente e costruttivamente nei negoziati”, ha affermato Tajani, ribadendo che l’Italia resta al fianco dell’Ucraina e condanna gli attacchi russi contro civili e infrastrutture energetiche, così come le crescenti minacce ibride che, secondo Roma, mettono in pericolo la sicurezza europea. Allo stesso tempo, il ministro ha sottolineato la necessità di evitare un’ulteriore escalation: “Vogliamo essere molto chiari: l’Italia non è in guerra con la Federazione Russa”.
Tajani ha assicurato che Mosca troverà sempre l’Italia pronta a sostenere il dialogo e la ricerca di una soluzione diplomatica, ricordando però che la Russia, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza, ha una responsabilità particolare. Ha quindi ringraziato l’amministrazione americana per gli sforzi compiuti per facilitare il dialogo, sottolineando nello stesso tempo il ruolo dell’Europa: “Nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina. E nulla sulla sicurezza europea senza l’Europa”. Il ministro ha richiamato anche gli appelli alla pace di Papa Leone XIV: “La diplomazia è l’unica strada da seguire”.
Una parte dell’intervento è stata dedicata all’emergenza umanitaria alla vigilia di un nuovo inverno. Tajani ha rinnovato la richiesta di un cessate il fuoco immediato, definendolo “una necessità umanitaria urgente”. “Troppe vite sono state perdute, troppi bambini non possono andare a scuola, troppe famiglie hanno sofferto”, ha detto.
Roma sta preparando un nuovo pacchetto di sostegno al settore energetico ucraino, che comprenderà nuovi generatori e aiuti alle famiglie rimaste senza casa. L’Italia, ha aggiunto Tajani, continuerà inoltre a essere “in prima linea” nella ricostruzione dell’Ucraina, anche con il contributo delle imprese italiane.
Il ministro ha poi richiamato le conseguenze globali della guerra sulle esportazioni ucraine di grano e cereali. Il blocco o la riduzione dei flussi, ha sottolineato, colpisce soprattutto le economie più vulnerabili, facendo salire il costo dei cereali, dei fertilizzanti e, in ultima analisi, “il prezzo del pane per milioni di famiglie”. Tajani ha quindi ribadito l’importanza della libertà e della sicurezza della navigazione e ricordato la “Coalizione di Roma”, promossa dall’Italia per migliorare l’accesso a grano e fertilizzanti, ridurre le tensioni e individuare rotte commerciali alternative.
L’intervento di Tajani è arrivato dopo la dichiarazione congiunta sottoscritta in mattinata dall’Italia insieme all’Ucraina, all’Unione Europea e a oltre 50 Paesi. Nel documento i firmatari hanno chiesto alla Russia di accettare un cessate il fuoco immediato e incondizionato e di impegnarsi in negoziati per una pace giusta e duratura. Hanno inoltre chiesto il ritorno in Ucraina dei civili detenuti, deportati o trasferiti con la forza, compresi i bambini, e dei prigionieri di guerra.
“La posizione dell’Italia è chiara”, ha concluso Tajani: continuare a sostenere l’Ucraina, lavorare per un cessate il fuoco e riportare le parti al tavolo negoziale. “La pace non può essere costruita rinunciando ai nostri principi. La pace deve essere costruita difendendo i nostri principi attraverso il dialogo”.

– Foto: Ipa Agency –
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