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Cronaca

Webuild, all’Ara Pacis la mostra “Evolutio”. Salini”Guardare al futuro”

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ROMA (ITALPRESS) – Cosa sarebbe l’Italia senza le sue infrastrutture? Senza le dighe che hanno portato acqua ed energia nelle case e nelle industrie, le metropolitane che hanno trasformato le città, le ferrovie che hanno avvicinato territori, persone e storie? Da questa riflessione nasce Evolutio, il progetto culturale e divulgativo firmato Webuild, pensato per raccontare a tutti, in modo immersivo e accessibile, il valore strategico e identitario delle infrastrutture realizzate dal Gruppo. La mostra, ideata e organizzata da Webuild e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è stata inaugurata oggi alla presenza, tra gli altri, del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani; del ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin; del ministro per gli Affari europei e il PNRR, Tommaso Foti; e del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Aperta al pubblico dall’8 ottobre al 9 novembre presso il Museo dell’Ara Pacis di Roma, Evolutio è una mostra multimediale immersiva ideata da Webuild che attraversa oltre un secolo di trasformazioni economiche e sociali dell’Italia, mostrando come il Paese sia passato da nazione agricola a potenza industriale grazie anche alle sue infrastrutture. Un racconto che si estende oltre i confini nazionali, toccando opere simbolo come il Canale di Panama, i ponti sospesi in Turchia, le grandi dighe in Africa, le metropolitane di Roma, Milano, Napoli, Parigi, Doha e Riyadh. “Questa mostra ci racconta il passato, quello che è stato, gli ultimi 120 anni di storia. Grazie alle infrastrutture è cambiato il volto dell’Italia, ma è una mostra anche che guarda molto al futuro e che si pone una domanda: come facciamo a mantenere la ricchezza che abbiamo generato in questo paese, che hanno costruito i nostri padri, i nostri nonni? Per farlo bisogna pensare al futuro ed essere competitivi”, afferma l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini. Grande apprezzamento per il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che sottolinea la soddisfazione di “ospitare in un bellissimo luogo di Roma Capitale come l’Ara Pacis questa mostra che testimonia davvero come le infrastrutture abbiano contribuito a fare l’Italia e come oggi svolgano un ruolo decisivo per proiettarci nel futuro. Adesso le infrastrutture devono conoscere un rilancio. Roma Capitale è impegnata da questo punto di vista per realizzare opere importantissime”, conclude. Il vicepremier Tajani ricorda come l’Italia sia stata “realizzata nella sua crescita verso il futuro, quella che oggi è la seconda potenza industriale dell’Europa, da uomini visionari e con coraggio. Politici, imprenditori, architetti e ingegneri, uno di loro è stato Silvio Berlusconi perchè il modello del Ponte era un’idea che ha cercato di trasformare in realtà e che oggi si sta realizzando. Questa è l’immagine dell’Italia, noi abbiamo sempre bisogno di politici e imprenditori visionari che sappiano anche rischiare perchè poi, quando si è visionari, spesso trovi piccoli uomini che cercano di intralciare il lavoro”, aggiunge. In occasione dell’inaugurazione della mostra, Webuild presenta anche il primo Museo Digitale dedicato alle infrastrutture, EVOLUTIO.MUSEUM, una piattaforma nativa digitale che raccoglie e valorizza più di 400 progetti del Gruppo organizzati in hub artistici con foto selezionate dall’archivio storico multimediale Webuild, patrimonio culturale che raccoglie oltre 1,5 milioni tra foto e video. Ogni infrastruttura realizzata da Webuild viene raccontata all’interno del contesto storico e economico in cui è stata realizzata, con l’impatto positivo generato su stili di vita e benessere, offrendo così un’esperienza divulgativa e coinvolgente destinata ad un pubblico ampio oltre che ad addetti ai lavori. Il progetto Evolutio è parte dell’Agenda Cultura di Webuild, un percorso di più ampio respiro che cristallizza l’impegno culturale che il Gruppo da anni promuove per supportare la conoscenza del settore infrastrutturale e il suo impatto sul territorio.
-foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).

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Cina-USA, le due first lady visitano il Museo nazionale d’arte asiatica

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WASHINGTON (STATI UNITI) (XINHUA/ITALPRESS) – Peng Liyuan, moglie del presidente cinese Xi Jinping, e Melania Trump, moglie del presidente statunitense Donald Trump, ieri hanno visitato il Museo nazionale d’arte asiatica a Washington.
Le due first lady hanno visitato diverse sale espositive, tra cui la Peacock Room. Peng ha espresso apprezzamento per la restituzione da parte degli Stati Uniti alla Cina di reperti culturali cinesi in diverse occasioni negli ultimi anni. Ha inoltre auspicato che Cina e Stati Uniti continuino a rafforzare la cooperazione in materia di scambi culturali e di tutela del patrimonio culturale, approfondendo l’amicizia tra i due popoli.
Al termine della visita, Peng Liyuan e Melania Trump hanno assistito a un’esibizione di alcuni adolescenti statunitensi che cantavano insieme canzoni in cinese e hanno intrattenuto scambi cordiali con loro. Peng li ha incoraggiati a proseguire lo studio della lingua e della cultura cinesi e a diventare ambasciatori dell’amicizia tra Cina e Stati Uniti.
Il Museo nazionale d’arte asiatica è una nota istituzione statunitense dedicata alla raccolta, alla ricerca e all’esposizione di arte asiatica.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).

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Cronaca

Caro materiali, i ritardi nei rimborsi frenano le grandi opere

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ROMA (ITALPRESS) – Calcestruzzo, bitume, acciaio, energia: i rincari degli ultimi anni hanno colpito in modo trasversale le imprese italiane impegnate nelle grandi opere pubbliche, e i tempi con cui questi extra-costi vengono riconosciuti dalle stazioni appaltanti restano, in molti casi, un peso concreto sulla gestione dei cantieri. Le testimonianze raccolte oggi dal Sole 24 Ore – da Pizzarotti a Cmb, passando per i dati di ANCE – descrivono un problema strutturale: un deficit stimato in 3,8 miliardi di euro tra il 2024 e il 2025, a fronte di risorse pubbliche che coprono solo una parte di quella cifra. Il Ministero delle Infrastrutture stesso conferma l’entità del problema: per il biennio 2024-2025, a fronte di richieste pervenute dalle imprese per 2 miliardi di euro, il Mit dispone di soli 500 milioni – un divario di 1,5 miliardi di euro tra fabbisogno dichiarato e risorse effettivamente stanziate.
Il pagamento aggiuntivo per l’adeguamento dei costi, limitato per legge al 90% di ciò che eccede una soglia minima di aumento, resta subordinato alla disponibilità di risorse della singola stazione appaltante, che spesso non le ha. Il risultato: la rinegoziazione non è un meccanismo automatico, e ogni impresa deve tutelarsi con tempi che, secondo alcune testimonianze, arrivano fino a due anni.
Anche il sistema di calcolo degli indici ha visto una recente riforma: dal 27 aprile il meccanismo è passato dai vecchi ristori agganciati ai prezzari regionali a un calcolo basato su indici Istat più granulari, che tengono conto di più componenti dell’attività di cantiere. Ma anche gli operatori più vicini a questi meccanismi segnalano che gli indici faticano a intercettare in modo puntuale l’andamento reale del mercato: un balzo del 10% nei prezzi delle materie prime si traduce, per effetto dei meccanismi di calcolo, in un ristoro di poco più del 6% per l’impresa.
E’ un nodo che nasce da contratti pluriennali, firmati su prezzi che il tempo e gli shock geopolitici – dalla guerra in Ucraina alle tensioni nell’area di Hormuz – hanno reso obsoleti, senza un meccanismo di aggiornamento rapido e certo. Non è un problema isolato a un singolo committente pubblico: riguarda l’intero sistema degli appalti infrastrutturali. E rischia di aggravarsi nel 2026: terminato il regime transitorio di compensazione statale, la legge di Bilancio ha stabilito che siano ora le singole stazioni appaltanti a dover reperire le risorse necessarie per gli extra-costi, con il rischio concreto di dover definanziare altre opere pur di onorare gli impegni già assunti.
E’ quindi emersa l’esigenza di aprire un confronto permanente tra industria e Governo, capace di programmare le risorse pubbliche tenendo conto, fin dall’inizio, del costo reale delle opere nel tempo – non affrontando ogni volta l’emergenza quando ormai si è già creata. E’ la condizione perchè il settore possa continuare ad assumere, formare le persone e investire.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

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All’Ismett di Palermo esperti da tutta Italia a confronto sui trapianti cardiaci

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PALERMO (ITALPRESS) – Condividere le competenze e delle esperienze maturate nei diversi centri italiani: è questo l’obiettivo del Consensus Meeting Nazionale promosso dalla Società Italiana di Chirurgia Cardiaca (SICCH), che si è svolto oggi all’Ismett di Palermo e ha riunito i principali esperti italiani del settore. “L’iniziativa è stata promossa dalla Società Italiana di Chirurgia Cardiaca che, nell’ambito della complessità della nostra disciplina, riconosce nella trapiantologia cardiaca il massimo livello di complessità: l’interazione tra diverse figure professionali e tra i diversi momenti che caratterizzano la finalizzazione di un trapianto di cuore”, ha detto Michele Pilato, presidente della SICCH. “E’ motivo di orgoglio per noi avere qui a Palermo tutti i rappresentanti dei centri trapiantologici nazionali, che svolgono un lavoro eccellente”. L’Italia, sottolinea Pilato, è tra i Paesi europei con i migliori risultati di sopravvivenza a distanza dopo il trapianto di cuore. “Abbiamo riunito esperti di trapiantologia dell’adulto ed esperti di trapiantologia pediatrica – aggiunge – che si confronteranno per definire protocolli di cura e cercare di uniformare gli standard di trattamento dei pazienti”. Il confronto coinvolge quindi i professionisti dei diversi centri trapianto italiani, con l’obiettivo di trasformare il patrimonio di esperienze maturate nei singoli centri in un riferimento comune per la pratica clinica. “Oggi è una giornata importante – dice Emanuela Angeli, direttore della Cardiochirurgia Pediatrica dell’IRCCS di Bologna -. E’ una riunione fortemente voluta dal presidente della SICCH, nella quale affronteremo tutti i temi che riguardano il trapianto. Sono temi trasversali, che riguardano necessariamente sia i pazienti adulti sia quelli pediatrici. E’ quindi fondamentale essere qui tutti insieme e discuterne”.
“L’incontro di oggi è estremamente importante per la condivisione di esperienze e protocolli tra tutti i centri trapianto italiani”, sottolinea Massimo Boffini, della Cardiochirurgia delle Molinette di Torino. “La trapiantologia italiana è sicuramente ai massimi livelli e la condivisione delle esperienze è fondamentale per mantenere l’elevata qualità del programma di trapianto di cuore in Italia”, conclude.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).

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