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Cronaca

Vacanze, il 70% dei viaggiatori abbraccia la “Joy of Missing Out”

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MILANO (ITALPRESS) – Dopo anni di “revenge travel” e vacanze frenetiche, sta prendendo piede una nuova mentalità che sta ridefinendo il modo in cui le persone concepiscono le vacanze: la Joy of Missing Out (gioia di perdersi qualcosa) – JOMO. A differenza dei viaggi intensi guidati dalla Fear of Missing Out (paura di perdersi qualcosa) – FOMO, dove i viaggiatori correvano per spuntare tutte le mete della loro bucket list e catturare ogni momento da condividere sui social, JOMO abbraccia un approccio più lento e intenzionale.
Secondo un nuovo sondaggio condotto da YouGov per Norwegian Cruise Line (TM)(NCL), oltre il 70% dei viaggiatori si sta allontanando dal turismo frenetico per dirigersi verso fughe più rigeneranti e significative, che danno priorità al benessere personale, alla flessibilità e alla libertà di scelta.
La FOMO alimenta una cultura del “fare tutto”, lasciando spesso i viaggiatori bisognosi di una vacanza dalla loro stessa vacanza (49%). Al contrario, il JOMO celebra l’arte di fare meno, ma con maggiore significato. Sebbene oltre due terzi dei partecipanti al sondaggio (71%) avessero dato priorità a visitare il maggior numero possibile di luoghi e attrazioni nelle loro vacanze precedenti, oltre un terzo (35%) ha ammesso di essere tornato a casa più stanco che riposato.
Ora, il 77% dichiara di pianificare le prossime vacanze con l’intento di rilassarsi e vivere a un ritmo più lento, scegliendo la presenza rispetto alla pressione e la semplicità rispetto agli orari rigidi. Il viaggio in stile JOMO non riguarda il perdersi qualcosa, ma il scegliere ciò che conta davvero.
Questa tendenza è particolarmente marcata tra i viaggiatori stanchi della cultura del “fare sempre” e dell’iperconnessione. Per la maggioranza (67%), viaggiare in stile JOMO è una forma di cura di sè, offrendo la possibilità di staccare e vivere la vita con più lentezza (45%), sfuggire alla pressione di “vedere e fare tutto” (40%), prendersi del tempo per sè (38%), privilegiare la spontaneità rispetto ai programmi fissi (34%) e vivere la natura (32%).
Queste preferenze sono strettamente allineate a ciò che i viaggiatori dichiarano di apprezzare maggiormente in una vacanza JOMO: libertà dagli obblighi (52%), tempo immersi nella natura (48%) e la possibilità di vivere le giornate al proprio ritmo (39%).
Più della metà dei viaggiatori (54%) concorda sul fatto che le crociere offrano l’ambiente ideale per una vacanza in stile JOMO, rendendole una scelta privilegiata insieme a ritiri benessere, vacanze al mare e soggiorni immersi nella natura. I Caraibi (30%) si sono affermati come la principale destinazione per il viaggio JOMO, grazie al loro ritmo rilassato, alla bellezza naturale e alle numerose opportunità di staccare davvero. Con il clima caldo, le spiagge tranquille e l’accesso facile alla natura, i Caraibi offrono il contesto perfetto per abbracciare la gioia di perdersi qualcosa-senza perdersi nulla.
“Stiamo assistendo a un cambiamento significativo nel modo in cui le persone vogliono viaggiare, allontanandosi dagli itinerari rigidi verso esperienze più intenzionali e rigeneranti”, ha dichiarato Harry Sommer, President e Chief Executive Officer di Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. “Il viaggio Joy of Missing Out riguarda la scelta di ciò che conta davvero, e da NCL rendiamo questo facile. Dalle offerte pensate a bordo che invitano gli ospiti a rallentare e assaporare ogni momento, alle nostre crociere caraibiche durante tutto l’anno che offrono il contesto perfetto per staccare e ricaricare le energie, siamo orgogliosi di offrire la libertà e la flessibilità che i viaggiatori cercano oggi”. Mentre questa nuova filosofia prende piede e i viaggiatori abbracciano la Joy of Missing Out, Norwegian Cruise Line (NCL) li invita a rallentare e a riscoprire il vero significato della vacanza. Non facendo “niente”, ma facendo meno di ciò che ci si aspetta e più di ciò che davvero conta. Ecco come NCL rende facile disconnettersi e assaporare ogni momento.
1. Più libertà, flessibilità e modi per rilassarsi. NCL offre ai suoi ospiti la libertà e la flessibilità di creare la vacanza più personalizzata possibile. Che si tratti di dormire fino a tardi, restare a bordo mentre gli altri scendono a terra o trascorrere la giornata alla Mandara Spa, ogni viaggiatore può scegliere quanto (o quanto poco) desidera fare. Senza orari fissi nè aspettative, ogni momento è davvero proprio.
2. Un’offerta sui Caraibi senza paragoni tutto l’anno. Il ritmo rilassato dei Caraibi, le spiagge bagnate dal sole e le acque tranquille li rendono la destinazione JOMO per eccellenza, dove “staccare” viene naturale. NCL naviga nella regione con 18 navi, tra cui le prossime novità Norwegian Luna (TM) e Norwegian Aqua (TM), progettate per avvicinare gli ospiti al mare e offrire ancora più spazio per il relax. Gli itinerari caraibici sono programmati fino al 2027, con partenze da comodi homeport come Miami, Port Canaveral (Orlando), New York, Punta Cana (La Romana), Repubblica Dominicana e San Juan, Puerto Rico. Le crociere, da quattro a quattordici giorni, sono pensate per adattarsi a ogni ritmo e preferenza.
3. Paradisi privati a Great Stirrup Cay e Harvest Caye. Le isole private esclusive di NCL, Great Stirrup Cay alle Bahamas e Harvest Caye in Belize, sono presenti nella maggior parte delle crociere caraibiche. Entrambe offrono una fuga totale nel paradiso: spiagge da sogno, acque cristalline per lo snorkeling e il lusso di dimenticarsi dello stress quotidiano. Great Stirrup Cay è attualmente oggetto di un importante restyling pensato proprio per il trend JOMO, con la creazione del Vibe Shore Club, un’area esclusiva per soli adulti con un’atmosfera elegante, bar privato e comodi lounge premium.
4. Oasi di tranquillità a bordo per staccare e rigenerarsi.
La flotta di NCL offre spazi progettati per invitare gli ospiti a prendersi un momento per sè. La Mandara Spa propone un’ampia gamma di trattamenti – dai massaggi con pietre calde ai trattamenti viso rigeneranti – e ampie vetrate affacciate sull’oceano per un effetto davvero distensivo. Vibe Beach Club e Spice H2O sono rifugi per soli adulti dove sorseggiare un cocktail in pace e godere di viste panoramiche con meno folla. Per chi desidera un angolo silenzioso, la Observation Lounge è il luogo perfetto per leggere, rilassarsi o semplicemente esserci. Anche passeggiare lungo il Waterfront o Ocean Boulevard diventa un’esperienza di mindfulness a contatto con il mare.
5. Crociere senza pensieri: ristorazione, drink, WiFi e molto altro incluso Con il pacchetto Upgrade di NCL, gli ospiti godono del miglior rapporto qualità-prezzo in mare, con open bar illimitato, ristoranti di specialità, WiFi ad alta velocità grazie a Starlink e crediti per le escursioni a terra. Un’esperienza fluida e senza stress che elimina la necessità di pianificare o fare conti, lasciando spazio a ciò che davvero conta: ricaricare le energie, riconnettersi con sè stessi e godersi il viaggio.
Inoltre, NCL naviga verso quasi 350 destinazioni nel mondo, offrendo agli ospiti la possibilità di vivere lo spirito JOMO ben oltre i Caraibi.
Per ulteriori informazioni sulla flotta di 20 navi di Norwegian Cruise Line e sugli itinerari disponibili in tutto il mondo, o per prenotare una crociera, è possibile rivolgersi alla propria agenzia di viaggi di fiducia, visitare il sito www.ncl.com
-news in collaborazione con Norwegian Cruise Line –
-foto ufficio stampa Norwegian Cruise Line-
(ITALPRESS).

Cronaca

Como da record, travolto il Lens 9-1 in Francia

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LENS (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Como scrive la storia e supera fuori casa il Lens con l’incredibile punteggio di 9-1. Sono le magie di Nico Paz e la tripletta di Douvikas a illuminare una notte che rimarrà per sempre nella memoria dei tifosi biancoblù. Al primo affondo, dopo soli sette minuti, i lariani passano in vantaggio. Milla crossa dalla destra, Perrone fa da torre di testa per Douvikas che in allungo batte Risser da due passi. Al quarto d’ora, i padroni di casa si procurano un calcio di rigore per un presunto fallo di mano in area commesso da Caqueret, ma l’arbitro cambia la decisione dopo la revisione al Var. Gli uomini di Fabregas al 32′ al termine di un’azione spettacolare. Nico Paz riceve sulla destra e cambia gioco in area verso Valle, il quale rimette la palla al centro di prima intenzione per un liberissimo Douvikas, che insacca con il destro e sigla la doppietta personale. Al 40′ è una nuova ripartenza fulminea a regalare il tris ai lombardi. Douvikas avanza centralmente, perde tempo sul primo controllo ma riesce comunque ad allargare sulla destra per Nico Paz, che conclude sotto la traversa con un sinistro imprendibile per Risser. Il primo tempo si chiude sullo 0-3. Lo spettacolo non si ferma e il poker si materializza dopo nemmeno due minuti dall’inizio della ripresa. Nico Paz verticalizza alla grande per capitan Da Cunha, che entra in area dalla destra e indovina un perfetto mancino rasoterra all’angolino superando Risser. I biancoblù sono inarrestabili e all’8′ firmano la cinquina. Milla pennella un traversone dalla sinistra, pescando in area Kempf che di testa trafigge Risser. Passano quattro minuti e il 6-0 è servito. Nico Paz illumina in verticale per Douvikas, che entra in area e batte ancora il portiere firmando la tripletta personale. La girandola di cambi non spegne l’entusiasmo ospite, con Ramon che al 17′ imbuca centralmente per il neo entrato Liberali, il quale avanza e beffa Risser con un tocco mancino di punta sul primo palo che vale il clamoroso 7-0. Il gol della bandiera dei transalpini arriva al 25′, quando una grande staffilata al volo con il destro di Agular trafigge un incolpevole Butez. Il Como non si accontenta e al 24′ Liberali libera di tacco Baturina, che si infila in mezzo ai difensori avversari e supera il povero Risser per l’ottava volta. Il 9-1 finale si concretizza a inizio recupero, quando il giovanissimo Papaccioli infila Risser sfruttando al meglio un assist di uno scatenato Liberali. Grazie a questo trionfo, i lariani salgono al quarto posto a quota 9 punti, in attesa della prossima sfida europea in programma il 24 novembre al Sinigaglia contro l’Aek Atene.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Napoli in emergenza travolto 4-1 in casa del Porto

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OPORTO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Crolla 4-1 il Napoli di Massimiliano Allegri, sconfitto in trasferta dal Porto che trova la sua prima vittoria in questa Champions League. Netta emergenza per gli azzurri, con soli sette giocatori in panchina. Per i portoghesi in gol Bednarek, Veiga, Kiwior e Samu, vana la rete del momentaneo pari di McTominay. Parte bene il Porto, che al 4′ troverebbe la rete del vantaggio grazie a Pepè ma l’arbitro annulla tutto per fuorigioco. Sorpreso il Napoli, che poco più tardi subisce l’1-0: Bednarek sfrutta il corner di Veiga e salta indisturbato all’interno dell’area, battendo di testa Meret. Alla mezz’ora si fanno avanti gli azzurri, con l’iniziativa di Højlund che palla al piede arriva al limite dell’area e calcia mancando di poco la porta. Chance per il Napoli, che al 38′ andrebbe sull’1-1 con De Bruyne ma anche in questo caso tutto fermo per posizione irregolare. Crescono i partenopei, che al 43′ trovano il pari: girata da due passi di Højlund e respinta di Diogo Costa che finisce sui piedi di McTominay, con lo scozzese che ribadisce in rete.
A inizio ripresa il Porto va vicino al nuovo vantaggio, ancora con Bednarek che sempre su corner colpisce la traversa. Altra traversa colpita dal Porto al 64′, stavolta con il tiro al volo di Veiga. Napoli sulle gambe, complice anche la panchina corta, e Porto che ne approfitta siglando il 2-1 proprio con Veiga, perso dalla difesa e libero di battere Meret. Allegri inserisce Lang, Giovane e Lucca per il finale di gara ma è ancora un piazzato a punire i suoi, con Kiwior che prende il tempo e di testa firma il 3-1. Finale amaro per il Napoli , che al 90′ subisce la ripartenza sulla quale Marin commette fallo da rigore ed espulsione diretta su Samu. Dal dischetto va lo stesso attaccante che spiazza Meret e chiude definitivamente la pratica del Do Dragao.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cina, un professore italiano crea un ponte tra il Fujian e il mondo

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FUZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Bruno Briseghella, professore italiano presso la Facoltà di ingegneria civile dell’Università di Fuzhou, nella provincia orientale cinese del Fujian, è stato celebrato come “un ponte tra il Fujian e il resto del mondo”, per il suo eccezionale contributo allo sviluppo della provincia e alla sua apertura al mondo.

Nel 2007, Briseghella ha incontrato il professor Chen Baochun, allora preside della Facoltà di ingegneria civile dell’Università di Fuzhou, durante un paio di conferenze in Europa.

“Nella casa di famiglia abbiamo molti dipinti realizzati da un parente che visitò la Cina negli anni Cinquanta. Dipingeva non solo monumenti famosi, ma anche la vita quotidiana dei cinesi di allora: le strade, i mercati, i volti”, ha ricordato. “Quei dipinti sono stati la mia prima finestra sulla Cina e mi hanno accompagnato per tutta la vita. Così, quando Chen mi ha invitato a visitare l’Università di Fuzhou, mi è sembrato di rispondere finalmente a un richiamo della mia infanzia e ho accettato senza esitazione”.

In qualità di esperto di ingegneria dei ponti, Briseghella ritiene che un ponte davvero eccellente debba essere non solo funzionale e sicuro, ma anche resiliente e duraturo.

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“Applicando la nostra ricerca sui ponti a spalle integrali, possiamo costruire nuovi ponti, e persino potenziare quelli già esistenti, rendendoli più resilienti alle condizioni estreme. Dureranno più a lungo, costeranno meno in termini di manutenzione e garantiranno la circolazione sicura di persone e merci”, ha dichiarato.

Nel corso degli anni, Briseghella ha insegnato e seguito molti studenti cinesi. “E grazie a loro ho capito moltissimo della cultura cinese. Sinceramente, ho ricevuto molto più di quanto abbia mai dato”, ha dichiarato.

Oggi considera il proprio ruolo sia quello di ingegnere sia quello di ponte culturale. Molti studenti internazionali si sono uniti al suo gruppo di ricerca, persone provenienti dai Paesi lungo la Belt and Road e non solo. A suo parere, la collaborazione accademica tra le università cinesi e quelle di questi Paesi è estremamente importante. Richiede impegno continuo, pazienza e una sincera curiosità reciproca.

Per lui, la modernizzazione cinese non è semplicemente una storia di crescita. E’ un modello di sviluppo che non è copiato da nessun’altra parte, ma è invece costruito in base alle condizioni proprie della Cina, alla sua cultura e alla sua visione a lungo termine. E ciò che rende concreta questa visione è il sistema dei piani quinquennali.

“Ogni piano quinquennale definisce la direzione per i cinque anni successivi e ogni nuovo piano si basa sui risultati di quello precedente”, ha dichiarato. “E’ per questo che la Cina riesce a muoversi a una velocità che il resto del mondo spesso fatica a comprendere, pur rimanendo saldamente radicata nella vita quotidiana e nel duro lavoro dei comuni cittadini cinesi”.

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Per lui, la modernizzazione cinese combina grandezza e qualità. Non si tratta soltanto di costruire di più – più città, più strade, più ponti – ma anche di costruire meglio e di garantire che il progresso raggiunga le persone che ne hanno più bisogno.

Il professore ha citato come esempio i progetti ai quali ha lavorato con il suo gruppo. Questi progetti hanno mostrato la modernizzazione cinese su due livelli. A livello nazionale, il suo gruppo ha lavorato al ponte autostradale e ferroviario sullo stretto di Pingtan, nel Fujian, un ponte combinato autostradale-ferroviario che attraversa il mare, collegando l’isola di Pingtan alla terraferma e trasformando la vita di un’intera regione.

A livello internazionale, il gruppo ha contribuito alla realizzazione del ponte sospeso Maputo-Katembe in Mozambico e del ponte ferroviario El Ferdan sul canale di Suez, in Egitto.

“Insieme, i tre progetti illustrano un tema chiaro: la modernizzazione cinese non sta solo trasformando la Cina stessa, ma sta anche contribuendo a trasformare la connettività e lo sviluppo in tutto il mondo, un ponte, un collegamento, un passo alla volta”, ha dichiarato.

E’ una visione che Briseghella ha fatto propria e nella quale, afferma, ha trovato il proprio ruolo. “Sono ancora un ingegnere che progetta ponti in acciaio e cemento. Ma spero anche di essere un ponte tra la Cina e il resto del mondo. Perchè, in fin dei conti, che sia fatto d’acciaio o di amicizia, un ponte ha sempre lo stesso scopo: avvicinare le persone”.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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