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Ghiglia diffida la Rai dalla messa in onda della puntata di Report su di lui

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ROMA (ITALPRESS) – Agostino Ghiglia, membro del Garante per la Privacy, ha inviato alla redazione di Report una diffida contro la messa in onda, nella puntata di questa sera su Rai3, del servizio relativo al suo coinvolgimento nella procedura che ha portato alla multa per la diffusione dell’audio della telefonata tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e sua moglie, la giornalista Rai Federica Corsini. Secondo quanto si apprende, Ghiglia contesta che ci sia stata una acquisizione illecita di dati personali attraverso la violazione della corrispondenza privata, ne chiede la cancellazione dai social e la non diffusione in tv.

Il servizio in questione è “L’autorità del Garante” di Chiara De Luca con la collaborazione di Eleonora Numico. “Report ritorna sul Garante della privacy. Agostino Ghiglia, membro del collegio, il giorno prima della sanzione a Report si è recato in via della Scrofa a Roma, nella sede di Fratelli d’Italia. Perché?”, si legge in una nota della trasmissione.

LE REAZIONI

“La diffida di Agostino Ghiglia, membro del Garante della Privacy, contro Report è un fatto gravissimo, un atto che rappresenta l’ennesimo tentativo di mettere a tacere la libera informazione. Siamo alla censura. La diffida è la dimostrazione che non si vuole far conoscere la verità agli italiani a partire dal ruolo di FDI e dei partiti di governo nella vicenda che ha portato l’authority a sanzionare Report. La diffida odierna rappresenta un precedente pericoloso: se le inchieste giornalistiche che sollevano questioni scomode possono essere bloccate preventivamente, viene meno una parte essenziale del nostro sistema di controllo e garanzia. Il Garante della Privacy non può trasformarsi in uno strumento di intimidazione contro chi fa giornalismo, Ghiglia e tutti i vertici dell’authority devono dimettersi immediatamente”. Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.

“Rispediamo al mittente qualsiasi ipotesi di censura della puntata di stasera di Report, Agostino Ghiglia si dimetta subito. È gravissimo che una richiesta simile arrivi da un membro dell’Autorità Garante per la Privacy. Non solo da giorni, di fronte a questa notizia, Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia, non ha ritenuto di dover dire una sola parola ma adesso Ghiglia starebbe addirittura tentando di bloccare la messa in onda dell’inchiesta giornalistica che lo riguarda. Siamo di fronte a un fatto gravissimo. Quando chi è chiamato a vigilare sulla tutela dei diritti dei cittadini usa la propria posizione per ostacolare la libertà di stampa viene colpito il cuore stesso della democrazia. È arrivato il momento di una riflessione profonda sull’operato di quei componenti del Garante della Privacy che interpretano il loro ruolo come clava del potere politico. Agostino Ghiglia deve assumersi la responsabilità delle sue azioni e fare un passo indietro immediato”. Lo afferma in una nota il capogruppo del M5S in commissione di Vigilanza Rai Dario Carotenuto.

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“Ci provano in tutti i modi a bloccare Report. Mi auguro che vada in onda su Rai Tre, stasera, come previsto e che il tentativo di bloccare la messa in onda sia vano. Come possiamo fidarci di un’Autorità di garanzia dopo le anticipazioni della puntata di Report? No, non possiamo fidarci. Ogni sentenza, ogni provvedimento dell’Autorità per la Privacy sarà da oggi segnato da un’ombra: non sapremo più se le decisioni sono state prese nel pieno della trasparenza e dell’indipendenza, o dopo essersi consultati con il partito di riferimento ù in questo caso Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lo scandalo che coinvolge Agostino Ghiglia, ex esponente di Alleanza Nazionale nominato proprio dal governo Meloni, è uno spartiacque. La sanzione inflitta a Report, il programma che ha documentato abusi di potere e opacità del potere politico, è diventata oggi il simbolo di un conflitto d’interessi intollerabile. E oggi lo stesso Ghiglia tenta addirittura di diffidare Report dalla messa in onda della puntata, nel tentativo di fermare l’informazione e di mettere un bavaglio al servizio pubblico. Come ha denunciato Sigfrido Ranucci, “quello che tenta di fare Ghiglia è mettere un bavaglio. È gravissimo, si tratta di interruzione di servizio pubblico. Un’Autorità di garanzia deve essere terza, indipendente, credibile. Qui non c’è più nulla di tutto questo. Chi è coinvolto deve trarre le conseguenze: le dimissioni sono l’unica via per restituire un minimo di fiducia nelle istituzioni e nella democrazia”. Così in una nota Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del PD ed europarlamentare.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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La Camera dà il via libera alla riforma del regolamento con 249 sì, Fontana: “Risultato di grande rilievo”

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ROMA (ITALPRESS) – L’Aula della Camera ha approvato con 249 voti favorevoli e 33 astenuti il terzo pacchetto di riforma del regolamento di Montecitorio, che entrerà in vigore nella prossima legislatura. Tra le novità il voto a “data certa” dei provvedimenti su richiesta del governo e lo statuto delle opposizioni, oltre a norme per limitare il fenomeno dei “cambi di casacca”.

“Il voto dell’Aula che conclude il percorso di riforma del Regolamento della Camera rappresenta un risultato di grande rilievo. È questa sicuramente una tappa storica, costruita attraverso un lavoro serio e trasversale, che ha avuto nella Costituzione e nella valorizzazione del ruolo del Parlamento il suo costante riferimento. Ritengo che questo sia stato un proficuo esempio di ampia condivisione di regole che riguardano tutti, con l’obiettivo di migliorare sempre più le procedure parlamentari. Ringrazio le forze politiche per lo spirito di grande collaborazione che ha consentito di portare a compimento la riforma. Un ringraziamento particolare lo rivolgo ai relatori Federico Fornaro, Igor Iezzi e Angelo Rossi e a tutti i componenti della Giunta per il Regolamento per l’impegno puntuale messo in campo e per il confronto costruttivo che ha segnato, fin dall’inizio, lo sviluppo dei lavori”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, dopo il voto in Aula sulla proposta di modifica al Regolamento.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Meloni “La parte politicizzata della magistratura ostacola la lotta all’immigrazione illegale. Chi non rispetta le leggi italiane non è il benvenuto” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – “Un cittadino algerino irregolare in Italia, che ha alle spalle 23 condanne, tra le quali lesioni per aver picchiato una donna a calci e pugni, non potrà essere trattenuto in un Cpr, nè trasferito nel centro in Albania per il rimpatrio. Per lui, alcuni giudici hanno stabilito addirittura non solo che non ci sarà un’espulsione, ma che il ministero dell’Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione. Ora, io penso che sia lecito chiedersi come si possa contrastare seriamente l’immigrazione illegale se chi viola ripetutamente la legge resta sul nostro territorio e lo Stato viene addirittura sanzionato per aver provato a far rispettare le regole. Ciononostante il governo continuerà con determinazione il proprio lavoro per rafforzare i rimpatri, per rendere più efficaci gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare, per garantire sicurezza e legalità ai cittadini, anche attraverso le iniziative che l’Italia sta portando avanti in Europa, per procedure più rapide e rimpatri effettivi”. Così la premier Giorgia Meloni, in un video sui social.

Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare e il governo lo sta facendo con determinazione, nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa, perchè accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile e chi non intende farlo non è benvenuto in Italia“, conclude Meloni.

IL VIDEO

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

 

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Gaza, Tajani alla Camera: “L’Italia sarà alla prima riunione del Board of Peace come Paese osservatore”

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ROMA (ITALPRESS) – “Gaza è cruciale per la nostra sicurezza nazionale anche in chiave di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori irregolari, ma è soprattutto una ferita aperta, una tragedia umanitaria che ha scosso le coscienze di tutti e che ha visto l’Italia in prima linea, fin dall’inizio, per salvare vite, alleviare le sofferenze di civili e far tacere le armi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni alla Camera sul Board of Peace per Gaza.

“Il governo italiano ha sostenuto il piano di pace: se qualcuno oggi ritenesse che esistono alternative, concrete, praticabili a questo piano dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà. A fronte di un mandato chiaro delle Nazioni Uniti, alimentare l’incertezza equivale a prolungare le sofferenze del popolo palestinese”, ha aggiunto.

“Tra Italia e Stati Uniti ci sono state sempre relazioni molto forti, indipendentemente da chi guidava l’amministrazione. Europa e Stati Uniti sono due facce della stessa medaglia che è l’Occidente, per questo l’assenza dell’Italia un tavolo in cui si discute di pace, sicurezza e stabilità nel Mediterraneo, sarebbe non solo, politicamente incomprensibile, ma anche contraria allo spirito dell’articolo 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”, ha rimarcato il ministro degli Esteri. “Il governo ha ritenuto opportuno presenziare, come paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace, in programma giovedì a Washington. Questo è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”. “L’Unione Europea, ha già confermato la partecipazione, con la presidenza di turno e con un rappresentante della Commissione. Parteciperanno anche tutti i principali partner della regione: Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Qatar e anche l’Indonesia, il più grande paese musulmano al mondo”, ha aggiunto Tajani. “Come potrebbe l’Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in Medioriente, alla presenza di tutti i principali attori regionali”, ha poi sottolineato.

“Sono convinto che i temi di politica estera non debbano essere terreno di scontro politico, ma di un dialogo serio, continuo e trasparente e ogni volta che è possibile di convergenza per responsabilità condivisa. La crisi di Gaza ci impone questo livello di consapevolezza. Si parla di una crisi che incide sugli equilibri regionali, sulla stabilità del Mediterraneo allargato, sulla sicurezza delle rotte commerciali del nostro export”, ha aggiunto.

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“Il governo ha condannato qualsiasi ipotesi di annessione israeliana della Cisgiordania, tentazioni che non aiutano i costruttori di pece e che rischiano di pregiudicare la soluzione di due popoli e due stati”.

– Foto IPA Agency –
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