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Sinner torna in vetta al ranking Atp, 66esima settimana da numero uno del mondo

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ROMA (ITALPRESS) – Jannik Sinner inizia la sua 66esima settimana complessiva da numero 1 del mondo, dopo le 65 consecutive trascorse in vetta al ranking Atp dal 10 giugno 2024 al 7 settembre 2025. L’azzurro ha superato Carlos Alcaraz dopo il titolo vinto al Masters 1000 di Parigi. Lo spagnolo però tornerà numero 1 alla vigilia delle Nitto Atp Finals di Torino, quando verrà pubblicata la prossima classifica in cui i giocatori non potranno più conteggiare i punti vinti nel “Master” dell’anno scorso. Sinner, primo italiano campione a Wimbledon e vincitore degli Australian Open, ha conquistato a “La Defense Arena” il terzo “Big Title” del 2025, categoria in cui rientrano, secondo la definizione dell’Atp, gli Slam, le Finals, i Masters 1000 e i Giochi olimpici. È anche il secondo anno di fila in cui ne vince almeno tre, dopo i sei portati a casa nel 2024.

Il numero 1 del mondo è il quinto giocatore in attività con più Masters 1000 all’attivo dopo Novak Djokovic (40), Carlos Alcaraz (8), Alexander Zverev (7) e Daniil Medvedev (6). Finora ha vinto un “Big Title” ogni 6,3 tornei disputati nella sua carriera. Solo Djokovic (3,3), Rafael Nadal (3,5), Alcaraz (3,9), Roger Federer (4,4), Pete Sampras (4,9) e Andre Agassi (6,1) hanno un tasso di successo più alto in questi eventi. Oltre a garantirsi il ritorno al numero 1 del mondo, Sinner ha anche reso più serrata la corsa al titolo per il posto di numero 1 del mondo a fine stagione. Per quanto riguarda gli italiani, lo scenario a meno di una settimana dall’inizio delle Atp Finals vede quattro giocatori nella Top 30 Atp e otto tra i primi 100 del mondo. Notevoli i progressi in classifica di Lorenzo Giustino e Marco Cecchinato. Il 34enne napoletano guadagna 40 posizioni, salendo fino alla numero 229 dopo la vittoria al Challenger di Monastir, il suo secondo titolo nel circuito dopo il successo ad Almaty del 2019. Il siciliano, pur battuto in finale al Challenger di Lima, ne guadagna 29 e risale fino alla numero 233.

Questa la top ten della nuova classifica Atp:

1. Jannik Sinner (Ita) 11.500 (+1)
2. Carlos Alcaraz (Esp) 11.250 (-1)
3. Alexander Zverev (Ger) 5.560 (–)
4. Taylor Fritz (Usa) 4.735 (–)
5. Novak Djokovic (Srb) 4.580 (–)
6. Ben Shelton (Usa) 3.970 (+1)
7. Alex De Minaur (Aus) 3.935 (-1)
8. Felix Auger-Aliassime (Can) 3.790 (+2)
9. Lorenzo Musetti (Ita) 3.685 (-1)
10. Casper Ruud (Nor) 3.235 (-1)

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Così gli altri italiani:

22. Flavio Cobolli 2.025 (+1)
26. Luciano Darderi 1.609 (+1)
42. Lorenzo Sonego 1.190 (+3)
63. Matteo Berrettini 895 (-2)
64. Matteo Arnaldi 883 (+2)
75. Mattia Bellucci 783 (+1)
81. Luca Nardi 747 (–)
129. Francesco Passaro 480 (+3)
139. Andrea Pellegrino 446 (+1)
151. Matteo Gigante 407 (-1)

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Impresa di Yeman Crippa, è il primo italiano a vincere la Maratona di Parigi

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Impresa di Yeman Crippa: l’azzurro trionfa alla Maratona di Parigi, una delle più grandi al mondo, con quasi 60mila partecipanti al via, siglando il primato personale di 2h05’18”. Crippa è il primo italiano della storia a conquistare i 42,195 km della capitale francese, evento che un atleta europeo non vinceva da ben 24 anni (il francese Benoit Zwierzchiewski nel 2002).

“La mia carriera da maratoneta inizia oggi – esulta il trentino delle Fiamme Oro – finalmente ho trovato la strada giusta. E’ stato incredibile, intorno al 33esimo chilometro ho capito che sarebbe stata la mia giornata e quando al 39esimo ho visto che gli avversari facevano fatica, ho deciso di attaccare. Oggi mi sono riscattato dal 25esimo posto di Parigi ai Giochi Olimpici e si apre una pagina tutta nuova, stamattina ho scoperto di avere feeling con la maratona”.

Crippa, abbracciato da papà Roberto, da coach Massimo Pegoretti e dal manager Gianni Demadonna subito dopo il traguardo, prende la testa quando mancano circa cinque chilometri all’interno del parco Bois de Boulogne, polmone verde di Parigi, e poi sferra l’attacco decisivo a un chilometro e mezzo dal termine, in un tratto in pavè in leggera discesa, staccando l’etiope Bayelign Teshager (2h05’23”), il keniano Sila Kiptoo (2h05’28”) e il gibutiano Mohamed Ismail (2h05’38”).

Il 29enne azzurro, sempre nel gruppo di testa, costantemente lucido e prontissimo ai rifornimenti (esemplare quello al 39esimo km), firma un passaggio alla mezza in 1h03’14” e poi segna un negative split nella seconda metà parte di 1h02’04”, scrollandosi di dosso i ‘ fantasmi’ di molte delle precedenti maratone, quando era incappato in crisi fisiche o di testa dopo il trentesimo chilometro.

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Per Crippa è la seconda prestazione italiana di sempre, alle spalle del record di Iliass Aouani del 1° marzo a Tokyo (2h04’26”) e un miglioramento personale dopo due anni rispetto alle 2h06’06” di Siviglia nel febbraio 2024.

Tra le donne, doppietta etiope: si è imposta Shure Demise in 2h18’34”, record della corsa, davanti alla connazionale Misgane Alemayehu (+34″). Terzo posto per la keniana Magdalyne Masa.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Gravina “Vivo da recluso, in Italia della Nazionale importa solo ai tifosi”

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MILANO (ITALPRESS) – “Ho accettato le critiche in silenzio e addirittura gli insulti. Ma non posso tollerare di essere definito indegno. Nessuno può permettersi certe patenti di moralità, sia dentro sia fuori il mondo del calcio. Abodi? Non voglio fare nomi. Ognuno si qualifica per quello che è e per quello che sente. Toccherà ad altri dare un giudizio”. Lo dice il presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina, in un’intervista al “Corriere della Sera”.

“Mi assumo le mie responsabilità – evidenzia -. Non ho mantenuto la promessa che avevo fatto ai tifosi italiani. Avevo detto che saremmo dovuti andare al Mondiale anche a nuoto e invece non ci siamo riusciti. Le dimissioni sono un ultimo atto d’amore verso il calcio. E non potevo permettere che gli attacchi al sottoscritto penalizzassero la Federazione. Ma non è tutto qui. Già prima dei playoff avevo pensato di farmi da parte. E non tanto perchè non mi sentivo all’altezza, quanto per i vincoli, i legami e gli impedimenti che frenano la crescita e lo sviluppo del movimento. E tutto ciò, permettetemi di dirlo, è frustrante. Alla fine, ho deciso di rimanere e ho accettato questa via Crucis. Adesso vivo quasi da recluso tra casa e Federazione”.

Assicurando che in vista del prossimo Consiglio federale che sceglierà il suo erede “non sarò il regista del futuro e non tirerò la volata a nessuno”, Gravina chiarisce il concetto di “dilettanti” riferito agli altri sport e usato nel dopo partita della Bosnia .”Mi spiace per come le mie parole siano state interpretate in Italia. Sicuramente andavano argomentate meglio: volevo sottolineare che il professionismo deve sottostare a regolamentazioni nazionali e internazionali. Di certo non era mia intenzione mettere in dubbio, nè svilire, l’impegno e la professionalità degli atleti di altre discipline”. “Lo sapete che adoro il modello tedesco. Loro sono ripartiti da zero nel vero senso della parola, tutti uniti e con lo stesso obiettivo. E adesso stanno cominciando a vederne i frutti. E’ una visione lungimirante che da noi non esiste – accusa -. Diciamolo chiaramente: in Italia della Nazionale frega solo ai tifosi. Agli altri, compresa la politica, serve solo per rivendicare, quando le cose vanno male, forme di posizionamento personali”.

Gattuso che ct è stato? Un allenatore preparato e una persona meravigliosa. Nonostante i pochi allenamenti a disposizione, è riuscito a dare un’anima alla squadra. Non è bastato e il primo a essere dispiaciuto è stato proprio lui”. E alla domanda se i giocatori abbiano dato tutto, Gravina replica così: “Noi sulla carta siamo più forti dell’Irlanda del Nord e della Bosnia. Ho vissuto quei giorni con la squadra e i ragazzi mi hanno promesso che avrebbero dato il massimo: e così è stato. Qualcuno era acciaccato, qualche altro era arrivato al top della forma, ma non ha reso secondo le aspettative”.

Adesso quale sarà il futuro di Gravina? “Continuerò in Uefa. La mia esperienza resta a disposizione, ma non sarò mai un ex presidente ingombrante”.

– foto Image –
(ITALPRESS).

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Juve corsara a Bergamo, Boga decide lo scontro diretto con l’Atalanta

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BERGAMO (ITALPRESS) – Lo scontro diretto in chiave quarto posto tra Atalanta e Juventus è stato deciso da Jeremie Boga. I bianconeri sbancano la New Balance Arena 1-0 e conquistano tre punti fondamentali per la corsa alla prossima Champions League. Battuta d’arresto per gli orobici che in casa non perdevano da dicembre contro l’Inter: settimo posto per la squadra si Palladino a -4 dalla Roma e ormai lontana dalla quarta piazza. Nel prossimo turno ci sarà la sfida contro i giallorossi mentre la Juventus ospiterà il Bologna. Palladino è riuscito a recuperare Scamacca, reduce da un fastidio muscolare, ma il tecnico ha preferito schierare Krstovic supportato da De Ketelaere e Zalewski. Nemmeno in panchina Kamaldeen Sulemana, fermatosi a causa di un forte trauma contusivo al piede sinistro. Spalletti ha deciso di schierare un modulo speculare, un 3-4-2-1 con Conceicao e Yildiz a supporto dell’ex Boga, scelto al posto di David. In mezzo al campo Locatelli e Thuram, assente lo squalificato McKennie. I padroni di casa hanno alzato i ritmi sin dai primi minuti, al 7′ Ederson ha servito coi tempi giusti Zalewski, ma il diagonale dell’italo-polacco è uscito per questione di centimetri. Qualche minuto più tardi, sempre dal piede dell’ex Roma, è arrivata la punizione dalla trequarti sulla quale Scalvini, di testa, ha colpito il palo alla sinistra di Di Gregorio. I bianconeri hanno faticato a costruire gioco, merito della pressione da parte dei centrocampisti orobici, Boga è rimasto isolato tra lanci lunghi e imprecisi. boIl primo accenno di reazione da parte degli ospiti è arrivato alla mezz’ora, ma Thuram ha calciato alto. Nella parte finale del primo tempo i bianconeri hanno preso maggior coraggio alzando il proprio baricentro, la Dea ha invece abbassato i ritmi attendendo nella propria metà campo. Al 40′ ci ha provato De Ketelaere su cross di Bernasconi, il colpo di testa del belga è terminato alto sopra la traversa. In pieno recupero Krstovic, in un mischione, ha sfiorato il vantaggio in rovesciata nell’area piccola. La partita si è sbloccata al 3′ della ripresa, su un errore collettivo della difesa nerazzurra: prima l’uscita sbagliata di Carnesecchi, poi l’appoggio di Scalvini che di fatto ha regalato il pallone dello 0-1 a Boga (quarto gol in sei gare di campionato). L’Atalanta ha risposto su calcio d’angolo, ma Di Gregorio ha neutralizzato il colpo di testa di Djimsiti evitando il pareggio. La gara si è innervosita col passare dei minuti, al 23′ della ripresa ancora Thuram, su assist di Holm, si è divorato il pallone per il 2-0. Nel finale l’Atalanta ha chiesto un calcio di rigore per un tocco di mano di Gatti in area, ma Maresca non è stato chiamato nemmeno all’on field review. Non è bastato l’assalto finale da parte dei padroni di casa, a vincere è stata la Juventus che conquista tre punti fondamentali e si porta momentaneamente al quarto posto, a +2 sul Como, impegnato domani contro l’Inter.
– Foto Ipa Agency –
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