Seguici sui social

Economia

Rapporto 2026 sulle imprese italiane in Cina, il mercato resta centrale

Pubblicato

-

di Lorenzo Riccardi (*)

PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – Le imprese italiane in Cina confermano il loro impegno nel Paese, pur adottando un approccio prudente di fronte a un contesto economico e geopolitico complesso. È quanto emerge dal Rapporto 2026 della Camera di Commercio Italiana in Cina, che fotografa lo stato attuale e le prospettive della presenza imprenditoriale italiana nel mercato cinese. Il tessuto produttivo italiano in Cina appare maturo e radicato: la maggioranza delle aziende opera nel Paese da più di dieci anni e una quota di rilievo da oltre vent’anni, a conferma di un impegno di lungo periodo. I settori rappresentati spaziano dalla manifattura alla meccanica, dall’automotive ai servizi, lifestyle, agroalimentare, energia e finanza.

Il dato più significativo riguarda la centralità del mercato cinese: la maggioranza delle imprese lo considera una priorità strategica di gruppo. Circa il 30% delle aziende continua a investire in innovazione e ricerca, mentre cresce l’attenzione verso nuovi canali distributivi come l’e-commerce. Tuttavia, il quadro non è privo di criticità. La principale sfida segnalata è l’intensa competizione sui prezzi, seguita dal rallentamento della domanda e dall’incertezza del contesto macroeconomico. A queste si aggiungono le tensioni geopolitiche e la complessità normativa, che incidono sulla fiducia e sulle strategie aziendali. Nonostante ciò, le opportunità restano rilevanti.

Le aziende italiane riconoscono nella Cina uno dei principali mercati globali, con solide reti di business e una domanda significativa. Il marchio Made in Italy continua inoltre a rappresentare un importante fattore distintivo, soprattutto nei segmenti di qualità, design e innovazione. Il mercato regionale dell’Asia Pacifico, nuove partnership con imprenditori locali e lo sviluppo tecnologico del Paese sono considerati fattori che generano opportunità per le imprese. Le strategie adottate dalle imprese riflettono un approccio pragmatico: rafforzamento delle collaborazioni locali, consolidamento delle catene di approvvigionamento e attenzione crescente alla trasformazione digitale.

Advertisement

Significativo anche il dato sulla localizzazione: la quasi totalità delle aziende mantiene la Cina come mercato centrale, con una limitata diversificazione verso altri Paesi asiatici. Dal rapporto emerge infine un chiaro messaggio alle istituzioni. Alle autorità cinesi viene richiesto un maggiore supporto in termini di incentivi, semplificazione amministrativa e tutela della proprietà intellettuale. Sul fronte italiano, le imprese chiedono strumenti quali iniziative di promozione e servizi di accompagnamento sul mercato. Le prospettive per il 2026 restano complessivamente positive; il quadro che emerge è quindi quello di una presenza imprenditoriale resiliente, che continua a investire e adattarsi. In un contesto complesso, le imprese italiane in Cina si riorganizzano, confermando il ruolo strategico del Paese e contribuendo al rafforzamento delle relazioni economiche tra Italia e Cina.

(*) presidente Camera di Commercio Italiana in Cina

Foto IPA

(ITALPRESS).

Advertisement

Economia

Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

Advertisement

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Economia

Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

Advertisement

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Economia

Ex Ilva, Urso “Lavoriamo a piano per Taranto, a settembre tavolo a Chigi”

Pubblicato

-

RIMINI (ITALPRESS) – “Non possiamo fare altro che prenderne atto, adeguando le procedure della gara internazionale in atto e lavorando da subito, come indicato dal presidente del Consiglio, a un piano straordinario per Taranto. In settembre si riunirà il Tavolo di Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario Mantovano”. Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a IlSussidiario nell’ambito del Meeting di Rimini. “I commissari hanno doverosamente fatto tutti gli atti necessari per salvaguardare il patrimonio aziendale, compreso il ricorso in Cassazione, ma nel contempo devono adempiere al decreto della Corte d’Appello, che impone la chiusura dell’area a caldo entro fine ottobre, con un impatto immediato sull’azienda e sull’indotto – spiega -. Per questo, in molti l’hanno definita una bomba sociale e produttiva”.
Per le imprese, inoltre, “si sta valutando di estendere anche al resto del Centro-Nord le modalità di accelerazione autorizzatoria oggi previste nella Zes unica, perchè è una delle principali richieste delle imprese per realizzare gli investimenti in tempi congrui e certi. Non sarà possibile, invece, estendere indistintamente gli stessi livelli di incentivazione previsti per le aree più svantaggiate, proprio al fine di ridurre il divario interno. Non lo consentono le regole europee sugli aiuti di Stato”, precisa.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.