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Economia

UniCredit e IvyDecarb uniscono le forze per la decarbonizzazione del settore tessile italiano

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MILANO (ITALPRESS) – UniCredit ha annunciato una partnership strategica con IvyDecarb per accelerare la decarbonizzazione del settore tessile italiano – un motore chiave dell’economia – e rafforzare la resilienza della filiera. A partire da oggi, si legge in una nota, la prima coorte di produttori tessili italiani potrà accedere alla piattaforma di IvyDecarb, un marketplace digitale che li connette ad acquirenti, produttori di macchinari, produttori tessili e istituzioni finanziarie. Attraverso il marketplace, potranno individuare le modalità per ridurre la propria carbon footprint e coinvolgere i produttori di macchinari e attrezzature essenziali. Con l’integrazione di UniCredit nel marketplace, questi produttori tessili potranno ora beneficiare anche di soluzioni di consulenza e finanziamento su misura per sostenere tali investimenti – garantendo la propria adattabilità e resilienza, nonché promuovendo la creazione di valore a lungo termine.

“Fornire soluzioni sostenibili, flessibili e scalabili che rispondano alle esigenze e alle aspirazioni dei nostri clienti rimane una priorità strategica fondamentale – ha detto Sam Kendall, Head of Advisory & Financing Solutions di UniCredit -. Questa partnership riafferma il nostro impegno nella transizione climatica e nel supportare i nostri clienti nella costruzione di modelli di business più sostenibili e resilienti, capaci di generare valore nel lungo periodo”. Javier Bernal Dionis, CEO di Ivy Decarb Marketplace, ha commentato: “Siamo orgogliosi di collaborare con UniCredit per accelerare la decarbonizzazione del settore tessile. La crescita del nostro marketplace porta benefici a tutti i suoi membri e l’inclusione dei principali brand della moda e dei loro fornitori rappresenta un importante passo. Insieme forniamo all’industria gli strumenti e i finanziamenti necessari per raggiungere i propri obiettivi di decarbonizzazione”.

Il marketplace è progettato per essere scalabile e consentirà in futuro l’espansione ad altri settori e ai principali mercati di UniCredit. “Combinando l’esperienza ESG e finanziaria di UniCredit con lo straordinario accesso all’industria tessile e manifatturiera di IvyDecarb, questa partnership – conclude la nota – aprirà nuove opportunità ai fornitori, permettendo loro di accedere a investimenti e di evolvere i propri modelli di business verso una maggiore sostenibilità e resilienza, generando così valore a lungo termine”.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

Economia

A giugno il debito pubblico sale a 3.207,2 miliardi

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ROMA (ITALPRESS) – Lo scorso giugno, secondo i dati della Banca d’Italia, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 26,2 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.207,2 miliardi. L’incremento riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (13,3 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,8 miliardi, a 61,7), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (3,1 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la variazione del debito è imputabile a quella delle Amministrazioni centrali (26,9 miliardi), in parte compensata dalla diminuzione del debito delle Amministrazioni locali (0,7 miliardi). La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 16,7% (dal 17,2 del mese precedente), mentre a maggio (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 35,9% (dal 35,7 del mese precedente) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è diminuita al 14,5% (dal 14,7 per cento del mese precedente).
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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Economia

Urso “L’Italia si conferma un paese stabile, in crescita e attrattivo”

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TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – “Malgrado le congiunture internazionali e i conflitti in atto in Ucraina e in Medio Oriente, nel Golfo Persico, in un contesto quale predomina l’incertezza, l’Italia si conferma un Paese stabile, in crescita, sostenibile e attrattivo. Lo ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a Taormina per “Bar Italia”, quarta tappa del tour estivo ideato da Fratelli d’Italia. All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, i deputati Luca Cannata, Francesco Ciancitto, Fabrizio Comba.

“Crescono le nostre esportazioni – ha detto Urso -. Abbiamo superato il Giappone come quarto paese esportatore mondiale. Crescono gli investimenti esteri in Italia e nella Borsa Italiana che ha segnato nuovi record storici. Sono aumentati i consumi tornando ai livelli del 2007, e cresce occupazione e il numero di imprese, con un saldo nettamente positivo. E’ tornata a crescere la produzione industriale ed anche la produzione di auto, di veicoli nel nostro Paese”. 

“Il Pil, secondo l’ultima stima dell’ufficio centrale di bilancio, che non è mai tenera con il governo – prosegue il ministro -, ha dovuto rialzare le stime da un iniziale 0,5% allo 0,9%. Cioè si cresce quasi il doppio rispetto a quanto era stato stimato. La crescita è importante perché intorno c’è la crisi e il conflitto”.

“Il made in Italy – sottolinea Urso – traina le nostre esportazioni, fanno registrare un momento importante la cantieristica e la nautica e anche la space economy ci vede grandi protagonisti. Avremo il primo astronauta italiano, Luca Parmitano, un siciliano, che sarà il primo astronauta europeo in una missione lunare e il modulo abitativo, cioè la casa degli astronauti sulla Luna, sarà realizzato in Italia. Il mondo crede nell Italia e investe nell’Italia e i turisti vengono qui, numerosi, da tutto il mondo per ammirare il nostro Paese”.

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-Foto IPA Agency-
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Economia

Il contante è il metodo di pagamento più diffuso nell’area dell’euro

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ROMA (ITALPRESS) – Il contante è il metodo di pagamento più diffuso nell’area dell’euro: lo rileva l’ultima indagine sull’utilizzo del contante da parte delle aziende nell’area dell’euro, pubblicata oggi dalla Banca Centrale Europea.

Nel 2026, il 92% delle aziende che vendono beni e servizi in punti vendita fisici nei settori del commercio al dettaglio, ristoranti e bar, hotel e arte, intrattenimento e tempo libero ha detto di accettare contanti, un dato in aumento rispetto al 90% del 2024.

L’accettazione dei pagamenti con carta è rimasta sostanzialmente stabile all’88% tra il 2024 e il 2026, mentre l’accettazione dei pagamenti tramite dispositivi mobili è aumentata notevolmente, passando dal 36% al 68% delle aziende nello stesso periodo.

Il 25% delle aziende nell’Eurozona dichiara di aver adottato misure per promuovere i pagamenti digitali, come investimenti in casse che accettano pagamenti senza contanti o la riduzione del numero di casse che accettano contanti. Nell’area dell’euro, il 13% delle attività ha introdotto terminali self-service.

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