Seguici sui social

Cronaca

Atalanta-Sassuolo 0-3, doppietta Berardi e gol di Pinamonti

Pubblicato

-

BERGAMO (ITALPRESS) – Seconda sconfitta consecutiva in campionato per l’Atalanta di Ivan Juric, il Sassuolo vince 3-0 a Bergamo grazie alla doppietta di Berardi e al gol di Pinamonti. Un ko pesante per il tecnico croato, ora a rischio esonero: tredicesimo posto in classifica e soltanto due vittorie in Serie A, la sosta potrebbe essere decisiva per le sorti dell’allenatore ex Roma e Southampton. Ottima prestazione da parte dei neroverdi, ora in ottava posizione, a -2 dalla zona Europa.
Quella della New Balance Arena sarebbe dovuta essere la partita della svolta, ma il 4-3-3 pensato da Grosso ha imbrigliato il palleggio bergamasco: Ederson e Pasalic non sono riusciti a trovare Krstovic, unica punta, le corsie esterne non sono state sfruttare da Zappacosta e Bellanova. L’unica occasione del primo tempo da parte dell’Atalanta è stata costruita da Lookman, ma la conclusione è stata respinta di faccia da Idzes. L’incubo di una partita storta è diventato realtà al 29′ del primo tempo su un pasticcio difensivo tra Hien e Ahanor: Carnesecchi ha steso Pinamonti in area, dal dischetto Berardi ha sbloccato il match.
I fischi che hanno accompagnato la Dea all’uscita di un primo tempo senza occasioni da gol e con un ritmo troppo compassato, non hanno dato la scossa necessaria.
Al secondo minuto della ripresa Pinamonti ha raddoppiato dopo la giocata individuale dello stesso Berardi. Soltanto due situazioni pericolose sono state create nella ripresa dai nerazzurri, al 21′ è arrivato il 3-0 firmato ancora da Berardi, lanciato in contropiede da Thorstvedt. Nel finale Zalewski, entrato al posto di Zappacosta, ha tentato la conclusione a giro, ma il tiro è terminato sul fondo. Non sono mancati i fischi da parte del pubblico bergamasco al termine del match.

– Foto: Image –

(ITALPRESS).

Advertisement

Cronaca

Massimo Caputi alla guida di Federturismo Confindustria: il nuovo presidente conosce bene l’Oltrepò

Pubblicato

-

Il manager abruzzese, già presidente di Federterme e titolare delle Terme di Salice, è stato designato dal Consiglio Generale per il mandato 2026-2030. La nomina sarà formalizzata l’11 giugno a Roma

di Emanuele Bottiroli

È Massimo Caputi il nuovo presidente designato di Federturismo Confindustria per il mandato 2026-2030. Il Consiglio Generale della federazione ha scelto il manager e imprenditore originario di Chieti (classe 1952) per succedere a Marina Lalli alla guida dell’organizzazione che rappresenta il comparto turistico all’interno del sistema confindustriale.

La designazione dovrà essere ratificata dall’Assemblea dei Soci, convocata a Roma per l’11 giugno. In precedenza, il 28 maggio, Caputi presenterà programma e squadra in occasione della riunione del Consiglio Generale.

Advertisement

Un profilo da costruttore di sistemi

Il curriculum di Caputi attraversa tre decenni di finanza, real estate e turismo. Alla fine degli anni Novanta è stato amministratore delegato di Grandi Stazioni, dove ha guidato la ristrutturazione di alcune delle principali stazioni ferroviarie italiane e internazionali. Nel 2002, su indicazione dell’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è stato nominato ceo del Gruppo Sviluppo Italia — oggi Invitalia. È presidente esecutivo e socio fondatore di Feidos Spa, società di investimenti attiva nel settore termale e dell’ospitalità.

Attualmente presiede Terme & Spa Italia e Terme di Saturnia e ricopre la carica di presidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia, nonché di presidente della sezione Turismo di Confindustria Toscana Sud e vicepresidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi. Fa parte del gruppo di lavoro Confindustria-Credito & Finanza.

Nel mandato uscente ha guidato Federterme — fino alla fine del 2025 — contribuendo al rafforzamento del comparto termale nel quadro del turismo nazionale e promuovendo il turismo del benessere e quello sanitario come asset strategici del sistema Paese.

Il nodo locale: Salice Terme

Advertisement

C’è anche un filo che lega Caputi al territorio dell’Oltrepò Pavese. Dal 2021 è titolare delle Terme di Salice, aggiudicate all’esito di quattro procedure d’asta — le prime tre andate deserte — per un importo di 1.575.000 euro. Il lotto comprendeva lo stabilimento termale, il Grand Hotel, il parco, la club house, il maneggio, le serre e gli altri immobili del complesso lungo via Diviani a Godiasco, oltre alla nuda proprietà di alcuni spazi in usufrutto al Comune. In precedenza Caputi aveva già rilevato, per 932.000 euro, il Nuovo Hotel delle Terme nel territorio di Rivanazzano Terme.

La struttura, chiusa dal 2017 e rimasta a lungo in stallo anche per via della pandemia, attende ancora interventi di recupero prima di poter riaprire la cui partenza, ora, dovrebbe essere imminente. Il ricongiungimento dell’intero patrimonio immobiliare in capo a un unico soggetto aveva alimentato aspettative concrete su un progetto organico di rilancio sanitario e turistico. Ora che quel soggetto siede — o è prossimo a sedersi — al vertice di Federturismo Confindustria, quelle aspettative tornano di stretta attualità.

L’articolo Massimo Caputi alla guida di Federturismo Confindustria: il nuovo presidente conosce bene l’Oltrepò proviene da Pavia Uno TV.

Advertisement

Leggi tutto

Cronaca

Ambasciatore del Sudan Altohamy “Auspichiamo solidarietà verso il nostro popolo”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Il 15 aprile di tre anni fa è iniziato un conflitto in Sudan che ancora oggi sta causando “un deterioramento catastrofico della situazione umanitaria”. Così l’ambasciatore del Sudan a Roma, Emadeldin Mirghani Altohamy, ha commentato la guerra in corso nel suo Paese, che vede contrapposti le Forze Armate Sudanesi (Saf) e il gruppo paramilitare delle Forze di Supporto Rapido (Rsf).

In un’intervista con Claudio Brachino per Diplomacy Magazine, la rubrica di geopolitica dell’agenzia Italpress, l’ambasciatore parla di un “anniversario funesto” per la popolazione sudanese.In quello stesso giorno, le Forze di supporto rapido hanno iniziato a commettere crimini non solo in Sudan, ma anche in Africa e nel mondo, e sono considerate responsabili di alcuni dei più gravi crimini contro l’umanità. La guerra ha portato all’occupazione di 11 Stati su 18 in Sudan, alla morte di 150 mila persone, allo sfollamento di 12 milioni di cittadini e alla distruzione completa delle infrastrutture del Paese, con un deterioramento catastrofico della situazione umanitaria”, ha detto il diplomatico. “Auspichiamo la solidarietà dei popoli verso il popolo sudanese”, ha aggiunto.

Un appello alla solidarietà che l’Italia ha già accolto con l’iniziativa umanitaria Italy for Sudan lanciata lo scorso dicembre. “L’iniziativa rappresenta una concreta espressione della solidarietà del popolo e del governo italiano nei confronti del popolo e del governo sudanese, ed è fondata sulle eccellenti relazioni bilaterali tra i due Paesi in questo contesto”, è il commento dell’ambasciatore, che ha ringraziato le autorità italiane. “Questa iniziativa ha avuto un forte impatto e una vasta diffusione tra i cittadini sudanesi ed è stata accolta positivamente dal nostro governo. Ciò dimostra la solidità delle relazioni tra Sudan e Italia in queste circostanze”, ha proseguito il diplomatico.

Fra Italia e Sudan le relazioni “sono antiche e continuative”, secondo Altohamy, e comprendono una cooperazione in diversi ambiti, tra cui quello culturale, sociale e politico. “Esiste inoltre un buon livello di attività economica tra i due Paesi, poichè il Sudan ha un grande potenziale economico, soprattutto nei settori agricolo, zootecnico e minerario”, ha spiegato il diplomatico. “L’Italia importa dal Sudan numerosi prodotti naturali, in particolare la gomma arabica, di cui esportiamo circa il 90 per cento della produzione mondiale. Il Sudan è inoltre il terzo produttore mondiale di sesamo e il primo in Africa. Esportiamo anche prodotti agricoli e zootecnici come pelli e semi oleosi. Importiamo numerosi prodotti italiani, poichè l’Italia è un Paese avanzato dal punto di vista tecnologico, industriale e agricolo, e pertanto esiste un ampio scambio che include beni industriali, apparecchiature elettriche, materiali da costruzione e prodotti alimentari, oltre a una significativa collaborazione con numerose grandi aziende italiane, soprattutto nei settori delle infrastrutture, delle strade e dei ponti”, ha proseguito l’ambasciatore secondo cui, tuttavia, “il volume degli scambi commerciali tra i due Paesi necessita di ulteriori sforzi”.

Advertisement

Il Paese si trova attualmente in una situazione emergenziale e gli aiuti umanitari sono al momento una componente essenziale. L’ultima conferenza internazionale dei donatori, tenuta a Berlino lo scorso 15 aprile, ha però attirato le critiche delle autorità sudanesi. “La Conferenza di Berlino non è la prima in questo contesto, essendo stata preceduta dalle conferenze di Parigi e di Londra. Tuttavia, quella di Berlino, a mio avviso, ha commesso un grave errore nel non invitare il governo sudanese riconosciuto a livello internazionale. Il governo sudanese è il governo legittimo e il rappresentante legittimo del popolo sudanese, e la comunità internazionale lo riconosce come tale sulla base di tali principi. Le Forze armate sudanesi sono le forze ufficiali del Paese secondo la Costituzione sin dall’indipendenza del Sudan. Trattare le Forze armate sudanesi e le Forze di supporto rapido come due parti in conflitto rappresenta una grave ingiustizia e una violazione della sovranità”, ha osservato l’ambasciatore.

In un momento così difficile, la dimensione culturale può rappresentare un canale di dialogo e di avvicinamento tra i popoli. Secondo Altohamy, questa dimensione rappresenta uno degli ambiti più importanti, anche nei rapporti con l’Italia. “Le relazioni tra Sudan e Italia affondano le loro radici nella storia, risalgono all’Impero Romano e alla civiltà nubiana antica, come confermato dalle scoperte archeologiche”, ha osservato. “Le relazioni culturali e umane tra Sudan e Italia sono quindi fondate su basi storiche antichissime”, ha proseguito, e in questo contesto, secondo il diplomatico “uno dei migliori programmi realizzati” è stato quello sviluppato in collaborazione con il Parlamento italiano sotto lo slogan “Uniti per il Sudan”.

-Foto Italpress-
(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Cronaca

Celiachia e ormoni, diagnosi incrociate per una prevenzione più efficace

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – In occasione della Giornata Mondiale degli Ormoni (24 aprile), promossa da ESE (European Society of Endocrinology) e supportata da AME Associazione Medici Endocrinologi, si accende l’attenzione sull’importanza degli ormoni per la salute generale e sul ruolo centrale dell’endocrinologo nella prevenzione, diagnosi e gestione di numerose patologie.
Gli ormoni regolano funzioni vitali fondamentali: metabolismo, crescita, fertilità, equilibrio energetico e risposta allo stress. Alterazioni anche minime del sistema endocrino possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita, spesso con sintomi poco specifici o difficili da riconoscere. Proprio per questo motivo, una valutazione specialistica tempestiva può fare la differenza nell’individuazione precoce di condizioni ancora non evidenti.
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha evidenziato una stretta correlazione tra celiachia e malattie endocrine, in particolare quelle di natura autoimmune. La celiachia, infatti, non è solo una patologia intestinale, ma una condizione sistemica
che può associarsi ad altre disfunzioni ormonali, influenzando diversi organi e apparati.
In Italia si stimano circa 280.000 diagnosi di celiachia, ma il numero reale è molto più elevato, con un ampio sommerso di persone non ancora diagnosticate.
Questo legame si basa su meccanismi comuni, tra cui una predisposizione genetica condivisa e una risposta immunitaria alterata, che può portare l’organismo ad attaccare non solo l’intestino ma anche le ghiandole endocrine.
Tra le patologie endocrine più frequentemente correlate si segnalano: Tiroiditi autoimmuni (fino a 3-4 volte più frequenti nei celiaci); Diabete mellito di tipo 1 (prevalenza di celiachia fino al 3-12%); Insufficienza surrenalica (rischio fino a 11 volte superiore).
Allo stesso tempo, pazienti già affetti da patologie endocrine autoimmuni presentano una maggiore probabilità di sviluppare celiachia, spesso in forma silente o con sintomi sfumati. Nei pazienti con diabete tipo 1, circa 1 su 10 può risultare anche celiaco.
Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dal fatto che la celiachia non diagnosticata può interferire con l’assorbimento dei farmaci e dei nutrienti essenziali,
con possibili ripercussioni sulla gestione delle terapie endocrine e sull’equilibrio metabolico complessivo.
Il messaggio di AME per la Giornata Mondiale degli Ormoni è chiaro: è fondamentale promuovere un approccio integrato e multidisciplinare alla salute.
“Se sei celiaco, è consigliabile effettuare una valutazione endocrinologica: potresti avere condizioni associate ancora non diagnosticate. Se soffri di una patologia endocrina, in particolare autoimmune, è opportuno considerare uno screening per la celiachia”.
L’endocrinologo svolge un ruolo chiave nell’individuare queste connessioni, contribuendo a diagnosi precoci e a una gestione più efficace delle patologie. La collaborazione tra specialisti è oggi sempre più centrale per garantire un percorso
diagnostico e terapeutico completo.
Investire nella prevenzione significa migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurre il rischio di complicanze. Una maggiore consapevolezza del legame tra celiachia e disturbi endocrini rappresenta un passo fondamentale verso una medicina
sempre più personalizzata. In occasione del World Hormone Day, l’invito è rivolto a cittadini e operatori sanitari:
ascoltare il proprio corpo, non sottovalutare i segnali e affidarsi a specialisti per un percorso di salute completo.
-foto ufficio stampa AME –
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.