Seguici sui social

Cronaca

Cina-Italia: CEO Gruppo Chiesi, CIIE è potente acceleratore di innovazione

Pubblicato

-

SHANGHAI (CINA) (ITALPRESS/XINHUA) – “Vedo energia, vedo connettività, vedo l’opportunità di imparare e collaborare”, ha detto Giuseppe Accogli, amministratore delegato del Gruppo Chiesi, azienda farmaceutica con sede a Parma e leader a livello mondiale

Durante la sua seconda visita alla China International Import Expo (CIIE), ha aggiunto che l’apertura della Cina alla collaborazione e al contesto globale rappresenta una conferma di “ciò di cui abbiamo bisogno” – coerenza, che aiuta le imprese a effettuare investimenti a lungo termine nel Paese.

“Abbiamo accelerato i nostri investimenti in Cina due anni fa, dopo la mia partecipazione alla CIIE del 2023”. Accogli ha sottolineato che il numero di dipendenti in Cina è aumentato del 30% rispetto a due anni fa e che l’azienda sta portando più innovazione nel Paese.

Quest’anno, per la prima volta, il Gruppo Chiesi ha portato alla CIIE prodotti relativi a tutte e tre le sue aree terapeutiche, comprese le malattie rare. “Il governo cinese ha creato una piattaforma per accelerare l’innovazione, che è molto importante per aziende come la nostra e anche per i pazienti in Cina. Quindi, quando penso al nostro impegno e ai nostri sforzi nel Paese, si tratta di aumentare il numero di persone impiegate, aumentare l’introduzione di prodotti innovativi e partecipare attivamente all’innovazione congiunta con partner locali cinesi”, ha affermato Accogli.

Advertisement

“La Cina sta diventando un enorme polo di innovazione”, ha aggiunto il Ceo, ricordando che il Gruppo Chiesi ha firmato un accordo di collaborazione con Haisco Pharmaceutical Group per lo sviluppo di un nuovo farmaco contro una malattia chiamata bronchiectasia, segnando la prima volta in cui una terapia sviluppata in Cina è stata inclusa nel sistema globale di ricerca e sviluppo del Gruppo Chiesi.

“E’ un ottimo esempio di straordinaria innovazione in Cina. Collaboriamo con un’azienda cinese per qualcosa che può essere utile non solo ai pazienti cinesi, ma anche a quelli di tutto il mondo. E’ un esempio di ciò che chiamiamo “dalla Cina al mondo””, ha affermato Accogli.

Il manager ha inoltre sottolineato che l’azienda si concentra anche sul concetto di “dal mondo alla Cina”. “Il governo cinese, con l’accelerazione dell’innovazione, ci sta aiutando in questo processo”. FILSUVEZ, un farmaco all’avanguardia, è disponibile in Cina dal mese di ottobre attraverso la politica pilota di “Accesso Anticipato” nella provincia di Hainan, ed è stato presentato in questa edizione della CIIE.

“La Cina è uno dei principali motori di crescita e un mercato prioritario per il Gruppo Chiesi”. Accogli ha detto che, dato la CIIE si è dimostrata un potente acceleratore di innovazione e cooperazione vantaggiosa per tutti, l’azienda sta presentando il progetto “Chiesi China Marco Polo 3.0”, per continuare a favorire gli scambi farmaceutici e sanitari bilaterali e multilaterali, e a introdurre in Cina più prodotti innovativi.

“In un contesto economico globale sfidante, la Cina continua a impegnarsi per un’apertura di alto livello, promuovendo una profonda integrazione delle catene industriali e del valore. La CIIE è una vetrina di questo impegno, che infonde nuova vitalità all’economia mondiale attraverso apertura, cooperazione e mutuo beneficio”, ha concluso Accogli.

Advertisement

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

Cronaca

Sgominato un giro di spaccio di cocaina nel Comasco, arrestati 3 fratelli / Video

Pubblicato

-

COMO (ITALPRESS) – Tre fratelli sono stati raggiunti da misure cautelari nell’ambito di un’indagine della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso su un traffico di cocaina in provincia di Como. Due sono stati portati in carcere e uno è stato posto agli arresti domiciliari. Un quarto fratello, anch’egli indagato, è stato sottoposto a interrogatorio preventivo dal Gip di Como, ma non risulta destinatario delle misure cautelari indicate nel provvedimento. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo, di origine marocchina, sarebbe stato attivo da oltre vent’anni nello stoccaggio, confezionamento e spaccio al dettaglio di cocaina, utilizzando anche un autosalone di Senna Comasco intestato a uno dei fratelli.

Le auto della concessionaria, circa una cinquantina, sarebbero state impiegate per le consegne e dotate di targhe prova per rendere più difficoltoso il monitoraggio attraverso i sistemi di lettura delle targhe. La droga sarebbe stata nascosta in appositi vani ricavati nelle vetture, anche all’interno del bocchettone del carburante, e consegnata nei comuni di Como, Capiago Intimiano, Montorfano e Lipomo. In alcuni casi gli appuntamenti per la cessione sarebbero stati fissati nei pressi di istituti scolastici, anche nei parcheggi adiacenti alla scuola primaria Giuseppe Verdi di Capiago Intimiano.

Nel periodo compreso tra febbraio e giugno 2025 gli investigatori hanno ricostruito la cessione di oltre 3 mila dosi di cocaina, per un giro d’affari quantificato in più di 120 mila euro.

Le indagini sono state condotte attraverso intercettazioni e altre attività tecniche, riprese video, tracciamenti GPS e servizi di osservazione e pedinamento, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza. Secondo l’accusa, il titolare dell’autosalone avrebbe inoltre utilizzato i documenti dei clienti, acquisiti per le pratiche di compravendita delle auto, per attivare utenze telefoniche poi impiegate nelle trattative legate allo spaccio.

Advertisement

A suo carico è contestato anche il reato di sostituzione di persona. Sono in corso perquisizioni a Como, Capiago Intimiano e Senna Comasco con l’impiego di unità cinofile antidroga e cash dog, personale A.T.P.I. e un elicottero del Reparto Aeronavale Lombardia.

IL VIDEO

-Foto ufficio stampa Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Cronaca

Milano Cortina 2026, Simico con il Ministero dell’Interno prosegue l’azione di prevenzione antimafia nei cantieri olimpici

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – Prosegue “con piena efficacia” l’attività di prevenzione avviata con il Protocollo di legalità sottoscritto dal Direttore della Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno, Prefetto Paolo Canaparo e dall’Amministratore delegato e Commissario straordinario di SIMICO, Fabio Massimo Saldini. Lo si legge in una nota.

Il Protocollo, che dà attuazione alle Linee guida del Comitato di coordinamento per l’Alta sorveglianza approvate dal CIPESS, ha introdotto l’obbligo di iscrizione all’Anagrafe antimafia degli esecutori per la partecipazione alle gare e ai subaffidamenti, con verifica per l’intera durata dei contratti, specifiche clausole nei bandi e un sistema di sanzioni per gli inadempienti. A ciò si è affiancata un’applicazione web, basata su strumenti di intelligenza artificiale, per il monitoraggio in tempo reale di imprese e cantieri.

“I risultati confermano la solidità di questo modello: grazie al coordinamento tra Struttura antimafia, Prefetture, DIA e Gruppo interforze centrale, i tentativi di infiltrazione sono stati individuati e contrastati tempestivamente, attraverso interdittive, misure di prevenzione collaborativa e accessi ispettivi nei cantieri – continua la nota -. Il lavoro continua, con costanti incontri tra le parti e con la stessa determinazione, fino al completamento di tutte le opere, a tutela della legalità, dei lavoratori e delle risorse pubbliche”.

-Foto ufficio stampa-
(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Cronaca

Brescia, sequestro di persona a scopo di estorsione: 9 arresti

Pubblicato

-

BRESCIA (ITALPRESS) – Nove cittadini indiani sono stati raggiunti da misure cautelari per il presunto sequestro e le violenze ai danni di un connazionale, costretto secondo le accuse a consegnare denaro, carte di credito ed effettuare un bonifico. Otto sono stati portati in carcere e uno è stato posto agli arresti domiciliari. Le misure sono state eseguite questa mattina dalla Polizia di Stato al termine di un’indagine della Squadra Mobile di Brescia, coordinata dalla Procura della Repubblica-Direzione distrettuale antimafia.

L’inchiesta era partita dall’arresto in flagranza, il 9 gennaio scorso a Ghedi, di tre cittadini indiani che avrebbero condotto un connazionale e la madre dello stesso in un ufficio postale per costringerli a prelevare 6 mila euro, minacciandoli con pistole semiautomatiche. Le vittime erano riuscite a chiedere aiuto a un poliziotto libero dal servizio e alla Polizia locale presente nell’ufficio. I tre erano stati arrestati e trovati in possesso di due pistole, una delle quali risultata rubata.

Gli investigatori hanno quindi ricostruito che già dal pomeriggio dell’8 gennaio la vittima sarebbe stata sequestrata e picchiata dai connazionali e condotta, incappucciata, in una cascina in provincia di Rovigo. Qui sarebbe stata spogliata e sottoposta a violenze per costringerla a consegnare il denaro nella sua disponibilità, le carte di credito e a effettuare un bonifico in favore di uno degli indagati.

Le violenze sarebbero state filmate, con la minaccia di divulgare i video se la vittima non avesse assecondato le richieste. La mattina del 9 gennaio l’uomo sarebbe stato trasferito in provincia di Reggio Emilia e rinchiuso in un’abitazione, dove avrebbe subito ulteriori violenze, prima di essere portato nell’ufficio postale di Ghedi. Cinque dei nove indagati sono inoltre gravemente indiziati di aver portato in luogo aperto al pubblico pistole semiautomatiche e munizioni senza autorizzazione.

Advertisement

Uno degli arrestati, già fermato a gennaio, è destinatario di una misura cautelare anche per il possesso sul proprio telefono cellulare di materiale pedopornografico. Alle operazioni hanno collaborato le Squadre Mobili di Caserta, Bergamo, Cremona, Mantova, Reggio Emilia, Rovigo e Vicenza, oltre ai Reparti Prevenzione Crimine e alle unità cinofile antiesplosivo.

-Foto di repertorio Polizia di Stato-
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.