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Mattarella “Le uccisioni dei civili nei conflitti non possono restare impunite” / Video

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BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – “Quanti morti serviranno ancora prima di mettere fine alle guerre?”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Reichstag di Berlino, nel suo intervento alla cerimonia della “Giornata del lutto nazionale”, a 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. “Dal “mai più guerre” siamo passati a “Di nuovo guerra”. E oggi la guerra colpisce soprattutto chi combattente non è”, aggiunge Mattarella.

“Nel dopoguerra, la nascita delle Nazioni Unite, le Convenzioni di Ginevra, accesero la speranza di una pace fondata sul diritto, riaffermando un principio fondamentale: la popolazione civile deve essere protetta in ogni circostanza. La cronaca successiva — dal Biafra ai Balcani, dal Ruanda alla Siria, fino al Sudan, all’Ucraina e alla Striscia di Gaza — ci mostra, che la guerra continua a colpire soprattutto chi combattente non è. Oggi, secondo le Nazioni Unite, oltre il 90% delle vittime dei conflitti è tra i civili”, sottolinea il capo dello Stato.

“Da sempre la guerra ambisce a proiettare la sua ombra cupa sull’umanità. Il Novecento, con lo sviluppo della industrializzazione della morte, ha trasformato la tragedia dei soldati in tragedia dei popoli. Nei borghi d’Europa e nelle città distrutte dai bombardamenti, nelle campagne devastate, milioni di civili divennero bersagli. Deportazioni, genocidi, hanno caratterizzato la Seconda guerra mondiale – prosegue il capo dello Stato -. Da allora, il volto della guerra non si riflette soltanto in quello del combattente, ma diviene quello del bambino, della madre, dell’anziano senza difesa. È quanto accade, oggi, a Kiev, a Gaza. La guerra totale esige non la sconfitta, la resa del nemico, ma il suo annientamento. Un accrescimento di crudeltà”.

“LE UCCISIONI DEI CIVILI NON POSSONO RESTARE IMPUNITI”

“Oggi, secondo le Nazioni Unite, oltre il 90% delle vittime dei conflitti è tra i civili. Questo non può rimanere ignorato e impunito. Il numero di persone costrette ad abbandonare le proprie case, la propria terra, non ha precedenti. Secondo il rapporto reso noto ad aprile dall’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati, questi erano 122 milioni, in aumento di anno in anno. Non si tratta di statistiche. Sono volti, persone in cammino, famiglie cancellate, alle quali viene sottratto il futuro che preparavano”, prosegue il capo dello Stato.

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“ITALIA E GERMANIA ORA SONO GRANDI NELL’IMPEGNO PER PACE E UNITA’”

“Tocca alla Repubblica Federale Tedesca, tocca alla Repubblica Italiana – come a tutti nella comunità internazionale – opporre la forza del diritto al preteso diritto della forza”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Bundestag, nel suo intervento alla cerimonia della “Giornata del lutto nazionale”, a 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. “Considero questa giornata anche un invito a riflettere, insieme, sullo straordinario percorso che le nostre due Repubbliche hanno compiuto, fianco a fianco, per costruire in questi ottant’anni un mondo migliore, partendo dall’Europa. Per avere raggiunto l’età della saggezza nella vita internazionale e dell’autentico coraggio. Per essere finalmente “grandi – prosegue Mattarella -. Perché questo siamo divenuti in questi decenni, abbracciando la causa dell’unità europea. Abbiamo saputo dar vita a un’area di pace, libertà, prosperità, rispetto dei diritti umani, che non ha paragoni nella storia. Con la lucidità del coraggio di chi chiedeva di voltare pagina e si adoperava per farlo”.

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“IL MULTILATERALISMO NON E’ BUROCRAZIA, MA UNA DIFESA CONTRO LA SOPRAFFAZIONE”

“Il Diritto internazionale umanitario, argine alla disumanità della guerra, è messo in discussione dai fatti. Ma nessuna “circostanza eccezionale” può giustificare l’ingiustificabile: i bombardamenti nelle aree abitate, l’uso cinico della fame contro le popolazioni, la violenza sessuale”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Bundestag, nel suo intervento alla cerimonia della “Giornata del lutto nazionale”, a 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. “La caduta della distinzione tra civili e combattenti colpisce al cuore lo stesso principio di umanità – prosegue il capo dello Stato -. È l’applicazione sistematica della ignobile pratica della rappresaglia contro gli innocenti. Colpisce l’ordine internazionale, basato sul principio del rispetto tra i popoli e del riconoscimento dell’orrore della guerra, oggi aggravata dal continuo irrompere di nuove armi. Questo scenario di dolore, eppure, ha antidoti. La pace non è frutto di rassegnazione di fronte alle grandi tragedie. Ma di iniziative coraggiose, di persone coraggiose. In questi decenni tanti attori della comunità internazionale – e tra essi l’Unione Europea – con ostinazione e non senza fatica, hanno perseguito la pace, che si nutre del rispetto dei diritti umani fondamentali”.

“Perché, se vuoi la pace, devi costruirla e preservarla. La cooperazione tra Stati, istituzioni, popoli è la sola misura che può proteggere la dignità umana – aggiunge Mattarella -. Sono le istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite, la Corte Penale Internazionale, le missioni di pace, le agenzie umanitarie a concorrere alla impegnativa e affascinante fatica della costruzione di una coscienza globale. Il multilateralismo non è burocrazia, come, invece, asseriscono i prepotenti: è l’utensile che raffredda le divergenze e ne consente soluzione pacifica; è il linguaggio della comune responsabilità. È la voce che richiama al valore della vita di ogni singola persona, contrapposta all’arroganza di chi vorrebbe far prevalere la logica di una spregiudicata presunta ragion di Stato, dimentica che la sovranità popolare appartiene, appunto ai cittadini – sottolinea il presidente -. La sovranità è dei cittadini e non a un Moloch impersonale che pretenda di determinarne i destini. È uno strumento di difesa che gli abitanti del pianeta possono opporre alla logica della sopraffazione di chi – sentendosi momentaneamente in posizione di vantaggio – si ritiene legittimato a depredare gli altri”. 

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-Foto ufficio stampa Quirinale-
(ITALPRESS).

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Tajani “Momento difficile, le sfide si vincono se tutti remano nella stessa direzione. Avanti sulla riduzione delle accise” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – Questo incontro annuale evidenzia “l’importanza del dialogo tra le diverse amministrazioni del Paese che hanno lo stesso obiettivo. L’appuntamento cade in un frangente internazionale complesso: le guerre in Medio Oriente, in Ucraina, le guerre commerciali sono una sfida gravosa per l’Italia, per le famiglie e per le imprese. Questo momento non va sottovalutato. Da qui l’importanza della collaborazione proficua” con Bankitalia. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione della XVI Conferenza MAECI – Banca d’Italia.

“Le sfide si vincono se tutto l’equipaggio della nave rema nella stessa direzione. Stiamo cercando di adottare misure per alleviare le sofferenze delle famiglie, in particolare per il caro benzina, ma dobbiamo avere la consapevolezza che il momento difficile va affrontato sapendo bene che l’equipaggio della nave si trova in un mare mosso”, aggiunge.

“A Hormuz c’è un problema non indifferente. Noi ci confrontiamo con l’impatto del prezzo dell’energia, con il blocco dei fertilizzanti; ma se una crisi del genere dovesse prolungarsi per i Paesi più poveri determinerebbe anche un aumento dei flussi migratori”, sottolinea.

“Noi andremo avanti in questa direzione cercando di aiutare anche i cittadini verso l’ipotesi del rinnovo dell’iniziativa per la riduzione delle accise, intervento tampone per alleviare le sofferenze di famiglie e imprese. Questa è la nostra priorità. Inoltre, il governo è intenzionato a lavorare anche per quanto riguarda il commercio internazionale – assicura -, continueremo a spingere sull’acceleratore con un lavoro determinato del Ministero degli Esteri affinché grazie al commercio internazionale si possano attenuate i colpi che vengono da altri fronti”.

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– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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“Difendere la libertà. L’ora dell’Europa” è il nuovo libro di Carlo Calenda

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ROMA (ITALPRESS) – Si intitola “Difendere la libertà. L’ora dell’Europa” il nuovo libro di Carlo Calenda, edito da Piemme, nelle librerie dal 14 aprile e già in preorder sugli store online. “L’Europa è l’ultimo grande baluardo di libertà capace di guidare una reazione alle autocrazie che avanzano. Quella che abbiamo davanti è un’antica sfida ideale e morale: difendere la nostra libertà costruendo finalmente gli Stati Uniti d’Europa. È sempre stato il nostro destino; ora non abbiamo alternative, dobbiamo compierlo”, scrive il leader di Azione nella presentazione.

Un’analisi lucida sul “tramonto dell’occidente” e sulle trasformazioni geopolitiche e tecnologiche in atto, sul capitalismo predatorio e oligarchico delle élite, ma soprattutto un manifesto politico per l’Europa. Pronto anche il tour di presentazione del libro con decine di tappe che toccheranno tutte le regioni: si parte il 15 aprile da Milano dove Calenda dialoga con la vicepresidente dell’europarlamento Pina Picierno, il 20 aprile il segretario di Azione sarà a Roma con il ministro della Difesa Guido Crosetto, il 27 aprile sarà la volta di Napoli con Paolo Gentiloni, il 28 aprile a Bologna con Romano Prodi, il 29 aprile a Genova con Silvia Salis e il 30 aprile a Bergamo con Giorgio Gori.

– Foto ufficio stampa Carlo Calenda –

(ITALPRESS).

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Tajani “Momento difficile, le sfide si vincono se tutti remano nella stessa direzione”

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ROMA (ITALPRESS) – Questo incontro annuale evidenzia “l’importanza del dialogo tra le diverse amministrazioni del Paese che hanno lo stesso obiettivo. L’appuntamento cade in un frangente internazionale complesso: le guerre in Medio Oriente, in Ucraina, le guerre commerciali sono una sfida gravosa per l’Italia, per le famiglie e per le imprese. Questo momento non va sottovalutato. Da qui l’importanza della collaborazione proficua” con Bankitalia. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione della XVI Conferenza MAECI – Banca d’Italia.

“Le sfide si vincono se tutto l’equipaggio della nave rema nella stessa direzione. Stiamo cercando di adottare misure per alleviare le sofferenze delle famiglie, in particolare per il caro benzina, ma dobbiamo avere la consapevolezza che il momento difficile va affrontato sapendo bene che l’equipaggio della nave si trova in un mare mosso”, aggiunge.

“A Hormuz c’è un problema non indifferente. Noi ci confrontiamo con l’impatto del prezzo dell’energia, con il blocco dei fertilizzanti; ma se una crisi del genere dovesse prolungarsi per i Paesi più poveri determinerebbe anche un aumento dei flussi migratori”, sottolinea.

– Foto IPA Agency –
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