Cronaca
“Palermo rifiorisce con Santa Rosalia”, la mostra arriva a Londra
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4 mesi fa-
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Redazione
LONDRA (ITALPRESS) – La mostra “Palermo rifiorisce con Santa Rosalia” fa tappa a Londra. E’ possibile visitarla fino al 7 gennaio, su iniziativa del Comune di Palermo, in collaborazione con l’Istituto italiano di Cultura di Londra che la ospita nella sua sede. L’esposizione è stata inaugurata dal Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Palermo Giampiero Cannella, dal direttore dell’istituto Italiano di Cultura di Londra Francesco Bongarrà, alla presenza del Vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè e del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone.
“Grazie a questo tour di promozione internazionale, Palermo cresce in termini di attrattività e di flussi turistici in entrata, soprattutto in riferimento alla presenza di stranieri in città – si legge in una dichiarazione del Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla – Questa di Londra è l’ultima tappa del 2025, ma continueremo il prossimo anno a raccontare all’estero il Festino e le nostre tradizioni che arricchiscono il valore culturale della città”.
Cannella ha sottolineato come la tappa londinese rappresenti “un momento fondamentale del percorso che stiamo portando avanti in tutto il mondo con l’esposizione fotografica dedicata alla patrona di Palermo. Londra, una delle capitali più importanti a livello globale, è un crocevia di culture, tradizioni e popoli: il luogo ideale per far conoscere non solo la figura della nostra santa patrona, ma anche le tradizioni legate al suo culto, alla “Santuzza”, come viene affettuosamente chiamata a Palermo”.
Il progetto espositivo Palermo rifiorisce con Santa Rosalia/ Palermo blooms with Santa Rosalia, curato da Sandro Follari, Maria Francesca Martinez Tagliavia, Valentina Falletta e Claudia Giocondo, nasce nell’ambito degli eventi organizzati per celebrare i 400 anni dal rinvenimento, nel luglio 1624, delle spoglie mortali di Santa Rosalia, patrona della città.
“Attraverso i magnifici scatti dei fotografi vincitori del concorso promosso dal Comune di Palermo – afferma Francesco Bongarrà, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra – la mostra restituisce tutta la magia del Festino e l’intensa partecipazione dei palermitani nel celebrare la loro Santa Patrona con una festa che è manifestazione di fede, devozione e partecipazione di popolo. Sono profondamente convinto che Londra rappresenti una tappa ideale per questo tour internazionale: una città che, da sempre, accoglie con curiosità e affetto le espressioni culturali della mia amata Isola. In tale contesto, esprimo la mia soddisfazione per la collaborazione con il Comune di Palermo in occasione di questo importante anniversario”.
La mostra presenta una selezione degli scatti realizzati da fotografi professionisti e fotoreporter in occasione del Festino del 14 luglio 2024. Sono stati selezionati da una commissione composta dal giornalista Rai Roberto Gueli, Gianfranco Marrone, Professore ordinario di Semiotica presso l’Università di Palermo e da Maria Francesca Martinez Tagliavia, Direttore della Galleria Arte Moderna di Palermo. E’ arricchita dalle 4 foto vincitrici del concorso 2025, realizzato con il contributo di Sispi.
La mostra è organizzata dal Comune di Palermo con la collaborazione dell’Area Cultura. E’ realizzata da Civita Sicilia anche grazie al contributo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale.
“Con la tappa di Londra – afferma Mulè – si conclude una sorta di “processione” che Santa Rosalia ha compiuto in giro per il mondo in occasione dei 400 anni. Qui, in particolare, Santa Rosalia ha una storia che merita di essere raccontata: il più grande biologo dell’epoca moderna, Evelyn Hutchinson, le rese infatti omaggio fondando la teoria della biodiversità proprio su alcune specie scoperte nel lago di Santa Rosalia, ai piedi di Monte Pellegrino, quel promontorio che Goethe definì il più bello del mondo. Celebrarla nel Regno Unito significa dare nuovo slancio a una storia che non si è mai interrotta e che continua grazie a questa splendida mostra, un elogio a Palermo, alla sua passione e alla sua straordinaria capacità di farsi conoscere, rappresentare ed onorare ovunque”.
Mollicone sottolinea che “la Commissione Cultura della Camera dei Deputati è qui a Londra per patrocinare la mostra sul Festino di Santa Rosalia, allestita all’Istituto Italiano di Cultura in occasione del quattrocentesimo anniversario. Si tratta di una splendida esposizione organizzata da Civita e fortemente voluta dal Comune di Palermo. Siamo qui per sostenere e promuovere le iniziative culturali dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra che ospita numerosi eventi, tra cui questa mostra, inaugurata inizialmente a Palazzo San Macuto alla Camera dei Deputati su impulso della Commissione, che ha risposto all’appello di Palermo. Da lì l’esposizione ha poi proseguito il suo percorso in molte altre sedi degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, diventando un simbolo importante della nostra diplomazia culturale”.
In mostra anche un breve girato del Festino realizzato dall’Agenzia di comunicazione Albamedia e Balich Wonder Studio, un video che propone Palermo vista dall’alto, con momenti immersivi in alcuni suggestivi luoghi storici della città, per una produzione realizzata da Aerial Film Studios e il video del backstage con interviste ai protagonisti del Festino 2024, girato dal Centro Sperimentale di Cinematografia sede Sicilia.
-foto Italpress –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Caporalato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, stroncata organizzazione tra Brescia e Milano
Pubblicato
15 minuti fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
BRESCIA (ITALPRESS) – Stroncata dalla Guardia di Finanza di Brescia un’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e allo sfruttamento di manodopera. Le Fiamme gialle di Rovato hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari, con la contestuale notifica dell’interdittiva del divieto temporaneo di esercitare professioni e uffici direttivi di persone giuridiche ed imprese per l’arco temporale di 12 mesi, nei confronti di 3 indagati, tutti di origine indiana, che avrebbero promosso e capeggiato un’associazione per delinquere, di carattere transnazionale.
Le indagini sono scaturite da un controllo avviato insieme al personale del locale Ispettorato Territoriale del Lavoro. Nel corso degli accertamenti, gli investigatori hanno acquisito una cospicua documentazione extra-contabile che faceva ipotizzare la presenza di fenomeni connessi alla somministrazione fraudolenta di manodopera, ed hanno fatto luce su un’organizzazione criminale, composta da 12 soggetti, che – attraverso 3 diverse entità giuridiche italiane ed una di diritto indiano – sarebbe stata dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e allo sfruttamento come manodopera di connazionali in prestazioni lavorative stagionali, tra l’altro somministrati fraudolentemente presso numerose aziende agricole delle province di Brescia, Cremona, Piacenza, Milano e Lodi, nonché alla connessa emissione di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti. Proprio con riferimento al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per ciascuno straniero non residente in Italia richiedente il permesso di soggiorno, il sodalizio avrebbe falsamente dichiarato l’esistenza di un’offerta di lavoro, nonché la disponibilità di un alloggio adeguato, proprio con la finalità di consentirne l’ingresso, eludendo la normativa prevista dal cosiddetto “Decreto Flussi”. Inoltre, l’organizzazione si sarebbe occupata di rilasciare documentazione falsa, al fine di ottenere il raggiungimento del requisito del monte ore richiesto per la conversione del permesso di soggiorno da “stagionale” a “termine”. Talvolta, alcuni dei lavoratori non avrebbero prestato il numero delle giornate lavorative previste che sarebbero state fittiziamente segnate in busta paga. Ciò, grazie alla connivenza di numerose imprese agricole, effettivamente operative tra Brescia, Milano, Cremona e Piacenza, che avrebbero assunto gli stranieri solo formalmente, così da far ottenere un numero sempre maggiore di quote di ingresso ai sodali, dietro corresponsione di un rimborso, per un periodo sufficiente a far ottenere la conversione del permesso di soggiorno. Gli stessi lavoratori sarebbero stati successivamente destinati dall’organizzazione presso le loro imprese “committenti-clienti”.
Complessivamente, durante l’attività investigativa, è stato appurato come gli indagati, tra il 2018 e il 2024, attraverso l’articolato sistema criminale, sarebbero riusciti ad ottenere l’ingresso in Italia di 1.364 stranieri, attività che avrebbero fruttato oltre 19,2 milioni di euro di profitto illecito, di cui è stato disposto il sequestro. Dalle attività investigative, difatti, sarebbe emerso come l’organizzazione avrebbe richiesto ai lavoratori extra-comunitari cospicue somme di denaro – anche ricorrendo all’intimidazione – secondo un preciso tariffario, che sarebbe ammontato a circa 13.800 euro per il rilascio del permesso di soggiorno “stagionale” e 7.200 euro per ottenere la conversione in permesso di soggiorno da “stagionale” a “a termine”. La manodopera impiegata sarebbe stata somministrata fraudolentemente, in condizioni di sfruttamento lavorativo, corrispondendo retribuzioni inferiori (talvolta non ad ore ma “a giornata”), in violazione dell’orario di lavoro e dei periodi di riposo (ad esempio un lavoratore avrebbe lavorato per 73 giorni consecutivi) e della normativa prevista in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro. Le buste paga emesse sarebbero state inferiori rispetto a quelle realmente spettanti, in quanto decurtate del saldo della commissione illecita dovuta per l’ingresso in Italia nonché delle spese vive sostenute dall’organizzazione, quali il cibo, il canone per gli alloggi e il carburante per gli spostamenti, gravanti su ciascun lavoratore. Infine, con riferimento ai reati tributari, la somministrazione fraudolenta di manodopera sarebbe avvenuta in virtù di contratti di “pseudo-appalto”. Ciò avrebbe determinato l’emissione di fatture “giuridicamente” inesistenti il cui ammontare, dal 2019 al 2024, corrisponderebbe ad oltre 18 milioni di euro con un’Iva pari ad oltre 3 milioni. Nel medesimo contesto sono stati denunciati i rappresentanti legali di 12 società ed aziende agricole che avrebbero di fatto ricorso, in modo illecito, alla manodopera fornita dall’associazione utilizzandola fraudolentemente.
– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).
Cronaca
Clan dei Casalesi, sequestri per oltre 2 milioni a imprenditori affiliati
Pubblicato
2 ore fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
NAPOLI (ITALPRESS) – Due distinti provvedimenti di sequestro sono stati emessi dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione – ed eseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia, nell’ambito di tre proposte avanzate dalla Procura della Repubblica di Napoli e dal Direttore della DIA. Le misure colpiscono soggetti ritenuti di elevato spessore criminale, da anni legati al clan dei Casalesi, ai quali viene attribuito un contributo stabile e significativo alle attività dell’organizzazione mafiosa. Il primo provvedimento riguarda un imprenditore edile considerato un importante affiliato del clan, attivo soprattutto nel settore degli appalti pubblici e privati. L’uomo avrebbe progressivamente assunto una posizione dominante nella fornitura di materiali per la cantieristica stradale, tra cui marmi e porfidi, operando attraverso una rete di società riconducibili al sistema delle cosiddette “scatole cinesi”. Secondo gli inquirenti, l’imprenditore era legato alla famiglia Schiavone non solo nella gestione delle attività economiche, ma anche nel riciclaggio e nel reimpiego dei proventi illeciti, mediante operazioni come il cambio di assegni e l’intestazione fittizia di beni. Il suo ruolo all’interno del clan era già emerso nel processo “Spartacus”, conclusosi con una condanna definitiva per associazione mafiosa, reato nuovamente contestato nel 2022.
Le indagini, condotte dal Centro Operativo DIA di Napoli sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno ricostruito un profilo in cui attività imprenditoriali e interessi criminali risultano strettamente intrecciati. Un congiunto dell’imprenditore, anch’egli destinatario della misura, avrebbe collaborato nella gestione delle aziende, alcune direttamente riconducibili alla famiglia, altre formalmente intestate a terzi. Un secondo provvedimento ha colpito un altro storico affiliato al clan dei Casalesi, già destinatario di condanne definitive. L’uomo avrebbe svolto un ruolo strategico nelle estorsioni e nel reinvestimento dei proventi illeciti, mantenendo contatti con esponenti politici locali e fungendo da tramite tra il clan e un candidato particolarmente influente nelle elezioni amministrative di Casal di Principe. Le indagini patrimoniali hanno evidenziato una marcata sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni nella disponibilità degli indagati e dei prestanome. Il Tribunale ha quindi disposto il sequestro finalizzato alla confisca di quattro società, cinque immobili, due autovetture e ventiquattro rapporti finanziari, per un valore complessivo superiore ai due milioni di euro.
foto: screenshot video DIA
(ITALPRESS).
Cronaca
Blitz antidroga a Roma, 13 arresti tra Magliana e clan Senese
Pubblicato
2 ore fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Dalle prime ore dell’alba, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 13 persone ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Contestati anche reati quali detenzione e porto illegale di armi e munizioni da guerra, ricettazione, lesioni personali gravi, estorsione, tentata rapina e tentato omicidio, in alcuni casi aggravati dal metodo mafioso.
Tra gli arrestati figura un noto esponente della Banda della Magliana, già protagonista della criminalità romana degli anni ’80 e ’90, che torna in carcere. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe mantenuto nel tempo solidi rapporti con ambienti della criminalità organizzata, in particolare con esponenti del clan Senese e con una cosca di ‘ndrangheta, svolgendo un ruolo chiave nell’approvvigionamento di sostanze stupefacenti destinate alle principali piazze di spaccio della Capitale, tra cui Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella.
Le indagini hanno ricostruito come, grazie a relazioni risalenti ai primi anni ’80 con i vertici del clan Senese, l’indagato, una volta tornato in libertà, avrebbe ottenuto il via libera per operare in diverse aree strategiche di Roma, tra cui Testaccio e Trastevere, estendendo la propria influenza anche alla Magliana e al Trullo. Un ruolo centrale nelle attività illecite sarebbe stato svolto anche da un ristorante di famiglia a Testaccio, utilizzato come luogo di incontri con esponenti della criminalità organizzata, documentati dagli investigatori attraverso intercettazioni ambientali e sistemi di videosorveglianza.
All’uomo vengono contestati anche gravi episodi di violenza: in un caso avrebbe minacciato un meccanico puntandogli una pistola alla testa per ottenere il pagamento di un debito di 8 mila euro legato a precedenti cessioni di droga. Non ottenendo quanto richiesto, avrebbe ordinato una spedizione punitiva nei confronti della vittima, ferita con colpi d’arma da fuoco alle gambe nel marzo 2024 nel quartiere Magliana, con modalità riconducibili al metodo mafioso. A capo dell’organizzazione dedita allo spaccio sarebbe invece un altro soggetto storico della mala romana, attivo nel quartiere Trullo, già arrestato in passato perchè ritenuto coinvolto come mandante nell’omicidio di Cristiano Molè, avvenuto nel gennaio 2024 a Corviale. Nel corso dell’operazione sono stati inoltre sequestrati ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti e diverse armi, a conferma della pericolosità del gruppo e della sua capacità operativa sul territorio.
– foto: ufficio stampa Carabinieri Roma –
(ITALPRESS).


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