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Cronaca

Banca Reale title sponsor dell’High Jump Indoor

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LUCCA (ITALPRESS) – Banca Reale partecipa, in qualità di title sponsor, alla prima edizione dell’High Jump Indoor, il meeting internazionale di salto in alto su invito, in programma sabato 31 gennaio presso la pista coperta del Campo Scuola Moreno Martini di Lucca. Una collaborazione di grandissimo spessore che accresce l’importanza della manifestazione dal valore assoluto inserita nel World Athletics Global Calendar Tour 2026 e organizzata dall’Atletica Virtus Lucca.
Banca Reale, istituto di credito di Reale Group nato dall’integrazione tra il mondo assicurativo e quello finanziario, rappresenta una realtà giovane e dinamica che, coerentemente con la propria filosofia orientata alla creazione di valore per le persone e le comunità anche attraverso lo sport, ha scelto di associare il proprio nome all’evento. La comune visione dell’enorme valenza sociale dello sport come veicolo di aggregazione, inclusione ed educazione ai valori e come strumento di crescita personale con un significativo impatto culturale, ha portato Banca Reale e Atletica Virtus Lucca sullo stesso binario in occasione della gara che prenderà il nome di Banca Reale High Jump Indoor. Il sostegno di Banca Reale non si limita all’evento a carattere internazionale, ma si estende anche alla gara di salto in alto giovanile, che precederà la manifestazione, coinvolgendo sedici atleti Under 15 – otto ragazzi e otto ragazze – con l’intento di valorizzare la presenza dei giovani e fornire supporto ai talenti emergenti. Grande soddisfazione in casa Virtus per questa importante collaborazione. “La presenza al nostro fianco di Banca Reale in qualità di title sponsor dell’evento è motivo di grande orgoglio per noi, poichè costituisce una risposta concreta a tutti gli sforzi societari incentrati negli anni sulla crescita dei giovani e sulla valorizzazione del territorio – ha affermato il Presidente Virtus Nando Caturegli – Siamo fieri che una realtà della dimensione di Banca Reale abbia scelto di supportarci in questa occasione, perchè testimonia la bontà e la serietà del nostro impegno, che in cinquanta anni di attività ha contribuito alla crescita dei giovani e della comunità lucchese in genere”.
“Come Banca Reale, crediamo profondamente che prendersi cura delle persone significhi anche sostenere ciò che contribuisce al loro benessere e alla vitalità delle comunità – ha dichiarato Massimo Luviè, Direttore Generale di Banca Reale -. Lo sport incarna valori che ci appartengono: fiducia, impegno e crescita condivisa. Per questo abbiamo scelto di affiancare l’High Jump Indoor e i giovani atleti che vi partecipano. Investire nello sport significa investire in un futuro più sano, inclusivo e sostenibile. Un futuro che vogliamo costruire insieme alle persone e per le persone”.
-foto ufficio stampa Banca Reale –
(ITALPRESS).

Cronaca

Teha-Terna, la rete di trasmissione nazionale leva per la competitività del Paese

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ROMA (ITALPRESS) – La Rete di Trasmissione Nazionale riveste un ruolo centrale per la sicurezza e l’efficienza del sistema elettrico, con benefici tangibili per la competitività del Paese. Il suo sviluppo, insieme all’integrazione di fonti rinnovabili e accumuli, rappresenta una leva chiave per migliorare la sicurezza energetica e ridurre il costo dell’energia. Nel 2025, la produzione da fonti rinnovabili ha raggiunto in Italia e in Europa livelli record, grazie alla continua crescita di fotovoltaico ed eolico guidata dal significativo calo dei costi di tali tecnologie. E’ quanto emerge dallo Studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da TEHA Group in collaborazione con Terna, la società che gestisce la Rete di Trasmissione Nazionale, presentato oggi a Roma, che offre una fotografia del quadro nazionale ed europeo della transizione energetica, evidenziando i benefici economici, energetici e industriali degli investimenti del Transmission System Operator nazionale.
“Il sistema elettrico italiano sta evolvendo nel percorso di transizione energetica: nel 2025 le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione nazionale, rappresentando la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese e, a tendere, per il contenimento del prezzo dell’energia per famiglie ed imprese – ha detto Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna -. In questo quadro, si distingue il ruolo della rete di trasmissione perchè genera valore duraturo ed effetti sul territorio: ogni euro investito si traduce in 1,3 euro di PIL. Guardando al lungo termine, è opportuno garantire un mix equilibrato fra energia eolica e solare, integrato con una percentuale adeguata di generazione programmabile a basse emissioni. Terna affronta sfide sempre più complesse, dando il proprio contributo al progresso del Paese”.
“La trasformazione del sistema elettrico italiano dimostra che la rete di trasmissione non è un’infrastruttura tecnica neutra, ma una leva strategica di politica industriale e sicurezza economica. In un contesto in cui le rinnovabili rappresentano ormai quasi la metà della generazione nazionale, la capacità di integrare nuova produzione e accumuli in condizioni di stabilità diventa il fattore determinante per la competitività del Paese – ha sottolineato Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group -. Gli investimenti previsti dal Piano Industriale di Terna generano un impatto sistemico che va oltre il perimetro energetico, attivando valore, occupazione e filiere industriali nazionali, e rafforzando in modo strutturale la resilienza e l’autonomia strategica dell’Italia”.
Lo Studio evidenzia l’impatto macroeconomico degli investimenti di Terna. Ogni euro investito nella rete di trasmissione genera un impatto pari a 2,98 euro sul valore della produzione e 1,31 euro sul PIL. Complessivamente, gli investimenti previsti nel quinquennio dal Piano Industriale di Terna si traducono in 35 miliardi di euro di valore della produzione e 16,2 miliardi di euro di PIL, favorendo la creazione di quasi 40 mila occupati medi annui.
A livello globale, tra il 2010 e il 2024, il costo medio di produzione dell’energia da solare ed eolico è diminuito rispettivamente di circa il 90% e il 70%. Grazie alla sempre maggiore competitività di tali fonti, in Europa, nel 2025, solare ed eolico hanno raggiunto il 30% della generazione elettrica, superando per la prima volta i combustibili fossili; includendo anche le altre fonti, le rinnovabili hanno contribuito per metà della produzione elettrica complessiva.
Anche in Italia si osserva un trend analogo: negli ultimi vent’anni la quota di generazione rinnovabile è quasi triplicata, mentre la produzione termoelettrica si è ridotta di oltre il 40%. Nel 2025, la potenza efficiente lorda in Italia ha raggiunto quasi 82 GW (+44,3% rispetto al 2020) e risultano oltre 22 GW di nuova capacità rinnovabile già contrattualizzata che entreranno in esercizio nei prossimi anni.
La crescita delle rinnovabili sta contribuendo a rafforzare la sicurezza energetica del Paese, avendo ridotto la dipendenza energetica di circa 9 punti percentuali tra il 2010 e il 2024. Tuttavia, il sistema rimane ancora significativamente esposto alla volatilità del prezzo del gas che, nel 2024, ha determinato il prezzo elettrico per oltre il 60% delle ore.
Un sistema elettrico ad alta penetrazione di rinnovabili presenta nuove sfide e complessità di esercizio in termini di regolazione di frequenza e tensione, cui occorre far fronte con investimenti adeguati in risorse umane, competenze, asset e tecnologia. Le attività di Terna degli ultimi anni sono state finalizzate a permettere una maggiore integrazione delle rinnovabili in condizioni di sicurezza di esercizio e di adeguatezza del sistema elettrico.
In Italia, la rete gestita da Terna si distingue per livelli elevati di efficienza, qualità del servizio e sicurezza, con un costo di trasmissione tra i più bassi in Europa: 11,2 €/MWh nel 2024, inferiore a Francia (12,1 €/MWh), Spagna (15 €/MWh) e alla media europea (16,5 €/MWh).
Il Piano di Sviluppo di Terna decennale prevede investimenti per 23 miliardi di euro entro il 2034, con un incremento della capacità di scambio di energia di circa 15 GW e il potenziamento delle interconnessioni con l’estero. Il sistema elettrico italiano è caratterizzato da elevata efficienza nella pianificazione degli investimenti per integrare nuova generazione rinnovabile: il costo unitario per GW è circa due volte inferiore ai valori di Germania, Francia e Regno Unito.
Nel breve-medio termine, le fonti rinnovabili sono quindi fondamentali per rafforzare la sicurezza energetica del Paese e contenere i costi dell’energia, avendo raggiunto la piena maturità commerciale e tecnologica; spostando l’attenzione al medio-lungo termine (2040-2050), lo Studio evidenzia l’importanza di garantire un mix bilanciato tra sole e vento e l’opportunità di prevedere un contributo pari al 10-15% da tecnologie programmabili a basse emissioni, per assicurare sostenibilità economica e sicurezza del sistema elettrico.

– foto ufficio stampa Terna –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Iran, Meloni “Sosteniamo ogni iniziativa per tornare al dialogo tra le parti”

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ROMA (ITALPRESS) – “Continuiamo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il Governo italiano è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani”. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“La priorità è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti – aggiunge -. Allo stesso tempo stiamo vigilando su tutti i fronti, dalla sicurezza agli effetti economici della crisi, valutando ogni possibile azione di mitigazione in questi ambiti. L’Italia continuerà a fare la sua parte con responsabilità e determinazione. Come concordato con il Parlamento, nei prossimi giorni sarò anche in Aula per riferire alle Camere”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Referendum, sondaggio Piepoli-Conflavoro: il 57% degli imprenditori è per il sì

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ROMA (ITALPRESS) – Il 94% degli imprenditori intervistati è a conoscenza del fatto che il 22 e il 23 marzo si svolgerà il referendum confermativo sulla riforma della giustizia e 9 intervistati su 10 sanno che non è previsto il quorum. Il 90%, invece, è informato sull’esistenza e sui contenuti della Legge di riforma costituzionale, oggetto della consultazione referendaria. E’ quanto emerge dal sondaggio che l’Istituto Piepoli, in collaborazione con Conflavoro, ha realizzato in occasione del referendum sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo 2026. L’indagine ha coinvolto un campione di imprenditori e piccole e medie imprese, rappresentativo per Grande Ripartizione Geografica (GRG) e ampiezza dei centri abitati, con 500 interviste distribuite tra liberi professionisti, lavoratori autonomi, negozianti, commercianti, artigiani, agenti di commercio e agricoltori.
Dal sondaggio si evince come sul 94% di chi ha affermato di essere a conoscenza del prossimo referendum confermativo, il 69% del campione lo sia “del tutto”, mentre 1 su 4 non è molto informato. Dal punto di vista della rappresentatività territoriale, emerge il dato del Centro con il 98% e, a seguire, il Nord-Est con il 97%; valori inferiori sono registrati dal Nord-Ovest (94%) e dal Sud e Isole (92%).
Del fatto che non è previsto il quorum di partecipazione e che il risultato del referendum è valido qualunque sia il numero dei votanti, è al corrente la quasi totalità degli imprenditori intervistati, con un valore quasi omogeneo nelle macro aree di riferimento, 92% al Nord-Ovest, 91% al Nord-est e al Sud e Isole, 90% al Centro.
Sulla Legge di riforma della giustizia, che riguarda la separazione delle carriere dei magistrati e l’istituzione di due diversi Consigli Superiori della Magistratura, composti rispettivamente da pubblici ministeri e da magistrati giudicanti, i cui membri saranno stabiliti per sorteggio, ad essere molto informati è il 50% del campione intervistato. Entrando nel dettaglio di questo dato, il 53% riguarda il Nord-Ovest del Paese e il 51% il Centro, mentre emerge una buona consapevolezza della normativa al Sud e nelle Isole (49%). Chiude il Nord-Est con il 46%.
L’indagine Piepoli-Conflavoro stima l’affluenza al 60% del totale del campione, distribuita territorialmente, con una leggera prevalenza nel Nord-Ovest e Nord-Est (63%) e nel Centro Italia (64%), leggermente più bassa nel Sud e isole (54%).
Per quanto riguarda le intenzioni di voto, il 57% degli imprenditori ha risposto che voterà “Sì” per confermare la riforma, mentre il “No” arriverà dal 43% degli intervistati.
Considerando le macro aree geografiche, il “Sì” sarà più marcato al Nord-Est (61%), mentre prevarrà leggermente meno nelle altre aree geografiche: 57% nel Nord-Ovest, 56% nel Sud e Isole, 55% nel Centro. Sotto il profilo della dimensione aziendale, l’indagine stima che, nelle medie imprese, il “Sì” prevarrà con il 59%, mentre nelle piccole e nelle micro si attesterà rispettivamente al 56% e al 57%.
Chi deciderà per il “Sì” lo farà per il 66%, ritenendo necessaria una riforma del sistema giudiziario. Percentuali inferiori per il desiderio di avere una maggiore efficienza e rapidità dei processi (35%), per una maggiore tutela dei diritti dei cittadini (30%), per la possibilità che aumenti la responsabilità dei magistrati (26%), per rafforzare la separazione dei poteri (20%), per aumentare la responsabilità e la trasparenza del sistema giudiziario (16%). Il voto confermativo è coerente con l’orientamento politico per il 15%, mentre l’11% voterà “Sì” per protesta verso l’attuale sistema giudiziario, il 10% per ridurre i costi della giustizia, il 9% perchè ha fiducia nei promotori del referendum e il 3% per coerenza con la posizione dell’associazione di categoria.
Dal sondaggio Piepoli-Conflavoro emerge, inoltre, un ultimo dato: gli “indecisi”, coloro che non sanno cosa voteranno, sono il 18%, di questi, se dovessero comunque scegliere di esprimersi, il 52% voterebbe “Sì”, il 48% “No”.
“Il sondaggio che abbiamo realizzato con l’Istituto Piepoli sul referendum confermativo della riforma della giustizia rappresenta un indicatore di grande rilevanza, perchè offre una fotografia chiara e articolata delle intenzioni di voto e del livello di conoscenza del quesito referendario – ha commentato il Presidente di Conflavoro, Roberto Capobianco -. Il sondaggio evidenzia una diffusa consapevolezza da parte degli imprenditori, distribuita in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale. Per le piccole e medie imprese, la giustizia è un elemento determinante di competitività; per programmare gli investimenti e sostenere le attività imprenditoriali occorrono, infatti, tempi certi e regole chiare. Un sistema più efficiente permette alle PMI di operare in un contesto più stabile e produttivo, favorendo uno sviluppo dinamico del tessuto imprenditoriale italiano”.

– foto ufficio stampa ItalCommunications –
(ITALPRESS).

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