Politica
Scontri Torino, Meloni “Colpito lo Stato, la magistratura faccia la sua parte”. Mattarella telefona a Piantedosi per esprimere solidarietà agli agenti
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9 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Quanto accaduto oggi a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile. Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato. A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata. Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni. Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende. Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni.
MATTARELLA TELEFONA A PIANTEDOSI
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato il ministro dell’Interno Piantedosi per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutti gli agenti delle Forze dell’ordine che hanno subito violenze. E’ quanto emerge da fonti del Quirinale.
LE REAZIONI DELLA POLITICA
“Esprimo una ferma e inequivocabile condanna per i gravi disordini verificatisi, causati da frange violente organizzate e a volto coperto infiltrate nella manifestazione, che si sono staccate dal corteo dando luogo ad azioni di violenza e devastazione. Si tratta di comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e provocato gravissimi danni alla città. A nome dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Torino esprimo piena e totale solidarietà alle forze dell’ordine, che hanno dimostrato grande professionalità e senso di responsabilità nel contenere i disordini e tutelare i cittadini”. Sono queste le prime parole del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. “Torino non merita quanto accaduto. Confidiamo che i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia, affinché rispondano pienamente delle loro azioni criminali. La Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità, del patrimonio pubblico e dell’interesse collettivo”. “Quanto accaduto dimostra in modo inequivocabile che il tema della violenza organizzata e dell’antagonismo non può essere ridotto all’occupazione di uno specifico immobile – ha aggiunto Lo Russo – Le scene raccapriccianti viste oggi confermano che si tratta di una scelta deliberata e criminale di scontro e devastazione, che prescinde da qualsiasi decisione amministrativa e che va contrastata con determinazione sul piano dell’ordine pubblico e della legalità”.
“Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Anche in questa occasione, ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno ‘compresi’ ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta”. Lo ha detto il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
“Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c’è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge. Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine, avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza”. Così Matteo Salvini commentando gli scontri di Torino. “Immagini bestiali da Torino. Calci in faccia, pugni e sassi. In tanti contro uno. Per questa gentaglia il carcere non basta, infami vigliacchi loro e chi li protegge”.
“Sono indignato da queste immagini che arrivano da Torino. Come si può prendere a martellate qualcuno? Per di più un poliziotto in servizio. Questi sono i figli di papà, i facinorosi e vigliacchi dei centri sociali. Mi stringo a tutte le forze dell’ordine, a chi con grande sacrificio e senso del dovere rappresenta lo Stato e le Istituzioni”. Lo scrive sui suoi profili social, postando il video di un pestaggio ad un agente di Polizia, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
“Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante”. Lo dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto sui social.
“Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La solidarietà mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle Forze dell’Ordine e ai giornalisti colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un’aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.
“Le immagini che arrivano da Torino sono inqualificabili. Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell’ordine e della troupe Rai. Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità. Agli agenti feriti e a tutti i professionisti coinvolti va la nostra piena solidarietà”. Lo scrive sui suoi profili social il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.
“Si conferma il fatto che Askatasuna altro non è che un gruppo di violenti pericolosi. Totale solidarietà di Azione alle forze dell’ordine”. Lo scrive sui suoi profili social il leader di Azione, Carlo Calenda.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
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ROMA (ITALPRESS) – “Più di centomila persone oggi, in questo Paese, da questa piazza parlano a tutti. Il valore di questa giornata è una piazza che unisce i lavoratori e le lavoratrici, dall’Ilva all’Electrolux, e tutti quelli che si stanno battendo in questo Paese per i loro diritti. È una piazza che unisce i giovani, gli studenti, gli agricoltori e anche i camionisti che si stanno battendo, perchè tutti abbiamo lo stesso problema: un caro vita che non ci permette di andare avanti. Allora questa piazza, questa giornata bellissima, ci dice che è il momento di riprenderci la parola. La democrazia la si difende praticandola, non rinunciando, non abbassando mai la testa e mettendo al centro la persona, non il mercato, non il profitto”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal corteo della manifestazione indetta dal sindacato “La Via Maestra” a Roma.
“Credo che ciò che ci arriva da queste giornate, da queste settimane di mobilizzazione è un messaggio molto forte, in particolare che ci arriva dai giovani, dalle nuove generazioni, che ci dicono una cosa importante: non accettano più di stare ai margini, di non essere considerati, di non essere ascoltati perché vogliono essere protagonisti della loro vita e del loro futuro e il futuro è oggi”, ha aggiunto.
“La democrazia la si difende praticandola, non rinunciando, non abbassando mai la testa e mettendo al centro la persona, non il mercato, non il profitto. Il futuro si costruisce cambiando il presente, cambiando le diseguaglianze, cambiando le ingiustizie, costruendo un Paese diverso che rimetta al centro davvero i valori della Costituzione”, ha sottolineato il leader della Cgil. “Vogliamo degli stipendi che ci facciano vivere con dignita’, una pensione dopo una vita di lavoro che ci permetta di vivere con dignità, una sanità pubblica che funzioni, che garantisca la salute a tutti. La democrazia la si difende praticandola, non rinunciando, non abbassando mai la testa e mettendo al centro la persona, non il mercato, non il profitto. Il futuro è oggi. Il futuro si costruisce cambiando il presente, cambiando le diseguaglianze, cambiando le ingiustizie”. Landini poi chiede: “Quattro anni fa, quando non c’era questo governo, e oggi, stiamo meglio o stiamo peggio? Perchè tutto il resto sono balle che vengono raccontate, ma le balle hanno le gambe corte”.
Il leader della Cgil spiega quindi le ragioni della mobilitazione. “Vogliamo degli stipendi che ci facciano vivere con dignità, vogliamo una pensione dopo una vita di lavoro che ci permetta di vivere con dignità, vogliamo una sanità pubblica che funzioni, che garantisca la salute a tutti. E ancora, “il diritto alla conoscenza, all’istruzione è la base per combattere le diseguaglianze”, mentre “senza conoscenza e senza formazione non hai futuro”.
Per Landini “quelli che sono qui oggi in questa piazza, diciamolo, siamo quelli che tengono in piedi questo Paese, che pagano le tasse, anche per quelli che evadono. E allora vogliamo aver riconosciuti i nostri diritti”. Infine, Landini dal palco annuncia che “il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale in questo Paese, perchè noi ci mettiamo a disposizione di questo processo democratico, di cambiamento, che rimetta al centro il lavoro, i diritti, la giustizia sociale. Lo sciopero è lo strumento più solidale che esiste. Perchè quando tu fai sciopero non lo fai solo per difendere i tuoi diritti, ma lo fai anche per estendere quei diritti alle altre persone. E’ il momento di dire una cosa precisa: non ci fermerà nessuno, andiamo avanti con forza e con solidarietà”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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