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Economia

Stellantis, reimpostato il business per sostenere la crescita e soddisfare i clienti

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AMSTERDAM (PAESI BASSI) (ITALPRESS) – Nel secondo semestre del 2025 Stellantis ha rilevato oneri di circa €22 miliardi a seguito principalmente di un cambio di strategia che colloca la libertà di scelta – con una gamma crescente di veicoli elettrici, ibridi e con motori termici avanzati – al centro dei piani dell’Azienda. I risultati finanziari preliminari per il secondo semestre del 2025 evidenziano un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale (IFCF) con il risultato operativo rettificato (AOI) e il risultato netto condizionati da voci specifiche. Questa reimpostazione del business di Stellantis ha provocato uscite di cassa attese in circa €6,5 miliardi nei prossimi quattro anni. Tali azioni rappresentano la continuazione delle trasformazioni decisive implementate da Stellantis nel 2025, che stanno già producendo i primi benefici tangibili, tra cui il ritorno a volumi e ricavi netti in crescita nel secondo semestre del 2025, aumento degli ordini dai clienti e dalla rete e miglioramenti negli indicatori iniziali di qualità. L’azienda ha avviato una guidance per il 2026, con ricavi netti, margine AOI e IFCF attesi in miglioramento. In considerazione della perdita netta del 2025, non saranno distribuiti dividendi nel 2026. Inoltre, il Consiglio di Amministrazione ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a €5 miliardi.

Queste misure contribuiranno a preservare una robusta struttura patrimoniale e di liquidità, con circa 46 miliardi di euro di Liquidità industriale disponibile a fine esercizio. Tra i cambiamenti organizzativi più decisivi figurano il rinnovato empowerment dei team nelle Region, che possono così prendere decisioni basate sulla loro conoscenza diretta delle preferenze dei clienti cui si rivolgono. L’Azienda ha inoltre intrapreso passi significativi per creare una supply chain più efficiente dal punto di vista dei costi, a supporto dello sviluppo a lungo termine dei programmi di elettrificazione di Stellantis. Le importanti iniziative di prodotto avviate nel 2025, e che continueranno nel 2026, insieme a una rigorosa allocazione del capitale per sostenerle, riflettono la determinazione del nuovo team a guidare una crescita profittevole. L’efficacia di queste misure iniziali è testimoniata dal ritorno di Stellantis a una crescita di volumi positiva. Nel secondo semestre del 2025 il volume delle consegne consolidate di 2,8 milioni di unità è aumentato di 277 mila unità, ovvero del +11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il nuovo livello di focalizzazione, l’adozione di metodologie più efficaci e il rafforzamento dello staff di ingegneria dedicato alla gestione della qualità stanno evidenziando i primi risultati incoraggianti. Tenendo conto della perdita netta del 2025, l’Azienda non distribuirà dividendi nel 2026.

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione di Stellantis ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili, fino a un importo massimo di €5 miliardi. Queste misure contribuiranno a preservare una struttura patrimoniale e di liquidità robuste, mentre l’Azienda è al lavoro per riportare il business a una generazione di free cash flow industriale positiva. La Liquidità industriale disponibile chiude il 2025 a circa €46 miliardi, corrispondenti a un rapporto del 30% sui ricavi netti dell’anno, ovvero il livello più elevato dell’intervallo target del 25-30% definito dall’Azienda.

FILOSA “VERSO AUMENTO ORDINI E RITORNO ALLA CRESCITA DEI RICAVI”

Stellantis ha annunciato oggi che, nell’ambito della reimpostazione del proprio business e mentre si appresta a comunicare il nuovo piano strategico a maggio di quest’anno, ha condotto una valutazione approfondita della propria strategia e dei relativi costi necessari per riposizionare l’Azienda in funzione delle effettive preferenze dei suoi clienti. Nel corso degli ultimi cinque anni Stellantis è diventata un leader nei veicoli elettrici e continuerà a essere all’avanguardia nel loro sviluppo. Questo percorso proseguirà ad un ritmo dettato dalla domanda e non per imposizione. Stellantis si impegna a essere un punto di riferimento per la libertà di scelta, includendo quei clienti che, per stile di vita e necessità di lavoro, possono trovare nella crescente gamma di veicoli ibridi e con motori termici avanzati dell’Azienda, la soluzione giusta per loro. Il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, ha commentato: “La reimpostazione che abbiamo annunciato oggi si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione. Gli oneri annunciati oggi riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture. Riflettono inoltre l’impatto delle criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo – ha aggiunto -. Abbiamo esaminato ogni angolo della nostra attività e stiamo attuando i cambiamenti necessari, mobilitando tutta la passione e l’ingegno che abbiamo in Stellantis. La risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi. Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita. Non vediamo l’ora di condividere tutti i dettagli della nostra nuova strategia durante l’Investor Day del 21 maggio.”

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Economia

Manovra, Fumarola “Serve una visione di lungo periodo”

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FIRENZE (ITALPRESS) – “Il nostro Paese ha bisogno di una politica industriale che manca da tanto tempo e che ci permetta di affrontare le vertenze prima che esplodano”. Lo ha dichiarato la segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, intervenendo oggi alla Festa del Foglio a Firenze, dove ha affrontato i principali nodi economici, sociali e internazionali: dalle crisi industriali alla legge di Bilancio, dalle proposte del Libro Verde della CISL al confronto sulla rappresentanza, fino al sostegno all’Ucraina e alla necessità di una pace giusta e duratura. “Nel nostro Paese purtroppo si sta vivendo una serie di vertenze industriali e noi pensiamo che sicuramente bisogna affrontarle nell’emergenza, perché si prospettano nell’emergenza. I provvedimenti emergenziali sono importanti, ma dobbiamo guardare oltre. Serve una strategia capace di prevenire le crisi, tutelare le filiere produttive e accompagnare le trasformazioni industriali prima che le situazioni diventino irreversibili”, ha affermato la leader Cisl. “Ai tavoli del governo, queste vertenze arrivano dopo che ormai sono quasi diventate irreversibili per alcuni casi”, ha osservato la segretaria generale, richiamando anche gli effetti delle tensioni geopolitiche e del caro energia sulle imprese italiane. “C’è bisogno di una visione, una visione più ampia che in tanti casi noi non vediamo” ha sottolineato la numero uno Cisl.

“Il caso più emblematico è quello dell’ex Ilva. Ci occupiamo ormai da 14 anni di questa vertenza e, nei susseguirsi dei governi, non abbiamo potuto verificare una soluzione e un piano industriale che fosse veramente all’altezza degli auspici, ovvero difendere la produzione dell’acciaio, ma renderla ecocompatibile con un territorio che sicuramente ha pagato un prezzo molto alto in termini sia ambientali che di salute, ma anche di lavoro”. Per questo– ha aggiunto Fumarola, c’è bisogno di un confronto continuo e appunto non emergenziale, perché diversamente continueremo a gestire queste situazioni, ma senza avere una prospettiva di lungo respiro”.

Sul fronte della legge di Bilancio, la leader CISL ha chiesto di concentrare le risorse disponibili sulle priorità sociali ed economiche del Paese. “Noi chiediamo che queste risorse che sono a disposizione si concentrino su lavoratori, sui pensionati, su imprese sane, quelle imprese che applicano i contratti, che realizzano partecipazione, che fanno investimenti nonostante la fase contingente”.

Tra le priorità indicate dalla CISL, una particolare attenzione al ceto medio: “Continuiamo a chiedere di avere un’attenzione particolare al ceto medio e aumentare la soglia dell’aliquota del 33% fino a 60.000 euro. Pensiamo che sia importante detassare la tredicesima, che va nella direzione di aiutare sia i lavoratori che i pensionati. È importante confermare la detassazione all’1% dei frutti che derivano dalla contrattazione decentrata, perché più vicina alle persone”. Sul fronte previdenziale, Fumarola ha sottolineato: “Per i pensionati c’è bisogno di una piena rivalutazione delle pensioni. Noi dobbiamo fare in modo che le persone possano riacquistare potere d’acquisto”. Da qui anche la richiesta di restituzione del fiscal drag, “perché in questi anni ha eroso importanti risorse a lavoratori e pensionati ed è giusto che vengano in qualche modo risarciti. Chiediamo anche che vada assolutamente rifinanziata la legge sulla partecipazione, perché credo che sia quel filo rosso che tiene insieme tutte le dimensioni delle quali ci dobbiamo occupare”.

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Fumarola ha richiamato anche la necessità di rafforzare le politiche per lo sviluppo e l’occupazione: “È importante avere un’attenzione ancora più forte rispetto alla ZES, perché ha funzionato. E per sostenere i giovani e favorire l’occupazione – ha aggiunto – noi proponiamo la start tax e interventi che agevolino l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro e la loro permanenza”. La leader CISL ha quindi rilanciato la proposta del Libro Verde e del Patto della responsabilità per la crescita e la coesione sociale. “Noi che vogliamo continuare a essere un sindacato riformista, propositivo e moderato, rispettoso delle diverse sensibilità, abbiamo proposto un Libro Verde che è un decalogo di punti importanti che secondo noi debbono essere affrontati ed abbiamo proposto 120 linee di azione, offrendo questo lavoro a tutte le forze, alle istituzioni, alle forze politiche, ai gruppi parlamentari. Riteniamo che dopo la fase del PNRR bisogna, a maggior ragione, rispondere con azioni concrete. Abbiamo scelto crescita e coesione sociale perché pensiamo che siano il centro dell’azione che chi ha delle responsabilità a diverso titolo dovrebbe mettere al centro della propria agenda”.

Da qui anche l’appello a contrastare gli estremismi. “Io credo che ognuno di noi debba esercitare un forte senso di responsabilità perché è il tempo nel quale bisogna far convergere le forze su obiettivi condivisi. Non bisogna mai cavalcare la rabbia, la preoccupazione che purtroppo serpeggia nel nostro Paese perché le condizioni economiche e sociali non sono favorevoli. Anche per questo stiamo continuando a lavorare per un accordo tra le parti sociali sulla rappresentanza e sui contratti. Questo accordo nasce da un’esigenza, ovvero quella di corrispondere a una previsione del decreto Primo Maggio. Aver messo insieme 14 associazioni d’impresa e CGIL, CISL e UIL, io credo che sia molto importante e penso anche che sia fondamentale mantenere questo modello. L’obiettivo è concludere l’accordo entro novembre. Lo metteremo a disposizione nei confronti del governo e dei partiti”.

In conclusione, Fumarola ha affrontato il tema della guerra in Ucraina, ribadendo la necessità di proseguire nel sostegno al popolo ucraino e nella ricostruzione del Paese. “Mi preoccupa molto chi parla di disimpegno nei confronti del sostegno all’Ucraina, perché probabilmente non si considera che il popolo ucraino ha difeso il proprio Paese, la propria libertà, ma ha difeso anche noi. E noi dobbiamo continuare in un sostegno infinito anche nella ricostruzione”. Per la leader CISL è inoltre indispensabile rafforzare la difesa comune europea: “C’è bisogno di una difesa comune, perché i singoli Stati possono fare, ma si rischia di frammentare gli interventi”. L’obiettivo deve essere una pace giusta e duratura, che non cancelli i diritti di chi ha subito l’aggressione: “La pace, che noi diciamo deve essere giusta e duratura, non significa la resa di chi è stato aggredito. Quella non è pace, è altro”, ha concluso Fumarola.

– Foto Ipa Agency –

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Nasce l’Associazione Italiana degli Avvocati Tributaristi

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ROMA (ITALPRESS) – Si è costituita ieri a Roma l’Associazione Italiana degli Avvocati Tributaristi (AIAT). Ha la finalità di promuovere il profilo professionale specialistico dell’avvocato tributarista, nonché la formazione e l’aggiornamento professionale in diritto tributario, doganale e della fiscalità internazionale e di tutelare gli interessi generali dei contribuenti, nonchè quelli collettivi dell’avvocatura tributaria, anche nei confronti delle istituzioni, dell’Amministrazione finanziaria e delle giurisdizioni. In tale ambito l’Associazione organizzerà corsi, scuole di specializzazione, convegni, seminari e attività formative nel settore tributario, con caratteristiche di rilevante scientificità.

“L’AIAT, associazione di professionisti – si legge in una nota -, vuole favorire rapporti di solidarietà, amicizia e collaborazione tra gli Avvocati Tributaristi italiani e i professionisti che esercitano all’estero attività analoghe o affini, con particolare attenzione ai giovani professionisti ed a coloro che operano in ambito internazionale; a tal fine approfondirà e studierà le questioni giuridiche, fiscali, economiche e professionali di interesse per la categoria, anche in una prospettiva comparata e internazionale, favorendo, attraverso lo scambio di esperienze, informazioni e reciproca collaborazione, l’avvio e lo sviluppo delle attività professionali dei propri associati, anche all’estero”.

In sede di costituzione sono stati nominati il Consiglio Direttivo e il Collegio dei Revisori. Presidente è stato nominato Angelo Cuva, Presidente della Camera Avvocati Tributaristi di Palermo e Docente di Diritto Tributario UNIPA; Vice Presidenti Barbara Benazzi, Presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi della Liguria e Fabio Pace, Presidente della Camera Lombarda degli Avvocati Tributaristi; Segretario Daniele Baldassare Giacalone, Vice Presidente della Camera Avvocati Tributaristi di Palermo, Tesoriere Daniele Vitello, Presidente della Camera Avvocati Tributaristi di Agrigento. Consiglieri gli Avvocati Salvatore Barbera (Enna), Piero Bellante (Verona), Fabio Ciani (Milano), Accursio Gallo (Palermo) e Renato Torrisi (Catania). Il Collegio dei Revisori è composto da Castrenze Giamportone, Presidente dei Revisori della Camera Avvocati Tributaristi di Palermo, da Giuseppe Marino, del Foro di Napoli e da Giovanni Moschetti, Presidente della Camera Tributaria di Padova e Docente di Diritto Tributario UNIPD.

– Foto ufficio stampa AIAT –

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Banche, ad agosto prestiti al settore privato in aumento del 3,7% su base annua

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ROMA (ITALPRESS) – Ad agosto i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell’ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono aumentati del 3,7 per cento sui dodici mesi (3,5 nel mese precedente). Lo rende noto la Banca d’Italia. I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,9 per cento (2,6 nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 4,2 per cento (4,1 a luglio). I depositi del settore privato sono aumentati dell’1,8 per cento (2,4 nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è aumentata del 5,9 per cento (5,6 nel mese precedente).

Ad agosto il Tasso Annuale Effettivo Globale (TAEG) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si è collocato al 3,99 per cento (3,81 nel mese precedente); la quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è stata del 23,9 per cento (29 nel mese precedente). Il TAEG sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,78 per cento (10,38 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,71 per cento (3,79 nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 4,40 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 3,30 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,69 per cento (come nel mese precedente).

– foto IPA Agency –

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