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Cronaca

Renault Symbioz, spazio e tecnologia ibrida per la famiglia moderna

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ROMA (ITALPRESS) – La Renault Symbioz nasce per rispondere alle esigenze di chi desidera un SUV compatto nelle dimensioni ma grande nei contenuti. Posizionata tra Renault Captur e Renault Austral, interpreta al meglio il segmento C con una formula che mette al centro abitabilità, versatilità e innovazione tecnologica. Con 4,41 metri di lunghezza, Symbioz riesce a offrire spazio reale per cinque adulti, mantenendo proporzioni ideali per la città e per l’utilizzo professionale. Il passo di 2,64 metri garantisce una buona abitabilità posteriore, mentre l’accurato studio degli spazi consente di sfruttare ogni centimetro in modo intelligente. Uno degli elementi chiave è la panchetta posteriore scorrevole fino a 16 cm: una soluzione che permette di modulare il bagagliaio in base alle necessità. La capacità varia da 492 a 624 litri, fino a raggiungere 1.582 litri abbattendo gli schienali. Il pianale piatto e l’assenza di soglia rendono il vano di carico pratico e facilmente accessibile, mentre il portellone motorizzato hands-free agevola le operazioni quotidiane. All’interno, l’allestimento Iconic esprime un livello di raffinatezza superiore: tessuti a maglia larga, dettagli a losanga sui sedili anteriori, inserti effetto alluminio spazzolato e finiture curate contribuiscono a creare un ambiente moderno e accogliente, adatto sia alla famiglia sia all’uso business. Il cuore tecnologico dell’abitacolo è il sistema multimediale OpenR Link, dotato di touchscreen verticale da 10,4 pollici e quadro strumenti digitale da 10,3″. L’integrazione nativa dei servizi Google porta a bordo un’esperienza intuitiva e personalizzata. Con Google Maps la navigazione è sempre aggiornata in tempo reale; Google Assistant consente di gestire funzioni dell’auto e infotainment tramite comandi vocali naturali; attraverso Google Play si accede a un catalogo di oltre 50 applicazioni dedicate. Il risultato è un ecosistema digitale che replica la semplicità di utilizzo di uno smartphone, migliorando comfort e sicurezza durante la guida.
Tra le innovazioni più distintive spicca il tetto panoramico opacizzante Solarbay. Grazie a una tecnologia che consente di modulare il livello di trasparenza del vetro, è possibile regolare luminosità e protezione dal sole con un semplice comando. Questo sistema migliora il comfort termico e visivo dell’abitacolo, valorizzando ulteriormente la sensazione di spazio e benessere a bordo. Symbioz adotta un’architettura elettronica moderna che consente l’integrazione di 29 sistemi di assistenza alla guida. Tra questi figurano la frenata automatica anche in retromarcia e l’Active Driver Assist, che permette una guida assistita di livello 2 combinando cruise control adattivo e mantenimento attivo della corsia. La presenza del My Safety Switch consente di personalizzare rapidamente le impostazioni dei principali ADAS, adeguandole alle preferenze del conducente nel rispetto della normativa europea GSR2. L’obiettivo è offrire il massimo livello di protezione attiva e passiva, semplificando al tempo stesso l’esperienza d’uso. La E-Tech Full Hybrid E-tech 1.8 da 160 cavalli rappresenta il cuore della proposta. Questa soluzione consente di viaggiare spesso in modalità elettrica in ambito urbano, senza necessità di ricarica esterna. Il sistema ottimizza automaticamente l’utilizzo dell’energia, garantendo fluidità, silenziosità ed efficienza. Con consumi dichiarati di 4,3 l/100 km ed emissioni di CO2 pari a 98 g/km, Symbioz può raggiungere fino a 1.000 km di autonomia. La funzione E-SAVE permette inoltre di mantenere un livello minimo di carica della batteria, utile nei percorsi più impegnativi. In sintesi, Renault Symbioz combina spazio intelligente, connettività avanzata, tecnologie innovative e propulsione ibrida efficiente. Una proposta equilibrata che guarda alle famiglie moderne e alle flotte aziendali, offrendo versatilità quotidiana e una concreta risposta alle esigenze di mobilità sostenibile. Il listino prezzi per la versione d’accesso Evolution parte dai 28.350 euro della mild hybrid 140 cavalli ai 32.550 della full hybrid 160 cavalli. Mentre la Techno è offerta a 29.860 con il mild hybrid 140 cavalli per arrivare ai 34.050 della full hybrid. Per la Esprit Alpine e la Iconic, equipaggiate solo con il motore full hybrid costano rispettivamente di 35.550 e 37.050 euro.

foto: ufficio stampa Renault Grouip Italia

(ITALPRESS).

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Cronaca

Como da record, travolto il Lens 9-1 in Francia

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LENS (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Como scrive la storia e supera fuori casa il Lens con l’incredibile punteggio di 9-1. Sono le magie di Nico Paz e la tripletta di Douvikas a illuminare una notte che rimarrà per sempre nella memoria dei tifosi biancoblù. Al primo affondo, dopo soli sette minuti, i lariani passano in vantaggio. Milla crossa dalla destra, Perrone fa da torre di testa per Douvikas che in allungo batte Risser da due passi. Al quarto d’ora, i padroni di casa si procurano un calcio di rigore per un presunto fallo di mano in area commesso da Caqueret, ma l’arbitro cambia la decisione dopo la revisione al Var. Gli uomini di Fabregas al 32′ al termine di un’azione spettacolare. Nico Paz riceve sulla destra e cambia gioco in area verso Valle, il quale rimette la palla al centro di prima intenzione per un liberissimo Douvikas, che insacca con il destro e sigla la doppietta personale. Al 40′ è una nuova ripartenza fulminea a regalare il tris ai lombardi. Douvikas avanza centralmente, perde tempo sul primo controllo ma riesce comunque ad allargare sulla destra per Nico Paz, che conclude sotto la traversa con un sinistro imprendibile per Risser. Il primo tempo si chiude sullo 0-3. Lo spettacolo non si ferma e il poker si materializza dopo nemmeno due minuti dall’inizio della ripresa. Nico Paz verticalizza alla grande per capitan Da Cunha, che entra in area dalla destra e indovina un perfetto mancino rasoterra all’angolino superando Risser. I biancoblù sono inarrestabili e all’8′ firmano la cinquina. Milla pennella un traversone dalla sinistra, pescando in area Kempf che di testa trafigge Risser. Passano quattro minuti e il 6-0 è servito. Nico Paz illumina in verticale per Douvikas, che entra in area e batte ancora il portiere firmando la tripletta personale. La girandola di cambi non spegne l’entusiasmo ospite, con Ramon che al 17′ imbuca centralmente per il neo entrato Liberali, il quale avanza e beffa Risser con un tocco mancino di punta sul primo palo che vale il clamoroso 7-0. Il gol della bandiera dei transalpini arriva al 25′, quando una grande staffilata al volo con il destro di Agular trafigge un incolpevole Butez. Il Como non si accontenta e al 24′ Liberali libera di tacco Baturina, che si infila in mezzo ai difensori avversari e supera il povero Risser per l’ottava volta. Il 9-1 finale si concretizza a inizio recupero, quando il giovanissimo Papaccioli infila Risser sfruttando al meglio un assist di uno scatenato Liberali. Grazie a questo trionfo, i lariani salgono al quarto posto a quota 9 punti, in attesa della prossima sfida europea in programma il 24 novembre al Sinigaglia contro l’Aek Atene.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Napoli in emergenza travolto 4-1 in casa del Porto

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OPORTO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Crolla 4-1 il Napoli di Massimiliano Allegri, sconfitto in trasferta dal Porto che trova la sua prima vittoria in questa Champions League. Netta emergenza per gli azzurri, con soli sette giocatori in panchina. Per i portoghesi in gol Bednarek, Veiga, Kiwior e Samu, vana la rete del momentaneo pari di McTominay. Parte bene il Porto, che al 4′ troverebbe la rete del vantaggio grazie a Pepè ma l’arbitro annulla tutto per fuorigioco. Sorpreso il Napoli, che poco più tardi subisce l’1-0: Bednarek sfrutta il corner di Veiga e salta indisturbato all’interno dell’area, battendo di testa Meret. Alla mezz’ora si fanno avanti gli azzurri, con l’iniziativa di Højlund che palla al piede arriva al limite dell’area e calcia mancando di poco la porta. Chance per il Napoli, che al 38′ andrebbe sull’1-1 con De Bruyne ma anche in questo caso tutto fermo per posizione irregolare. Crescono i partenopei, che al 43′ trovano il pari: girata da due passi di Højlund e respinta di Diogo Costa che finisce sui piedi di McTominay, con lo scozzese che ribadisce in rete.
A inizio ripresa il Porto va vicino al nuovo vantaggio, ancora con Bednarek che sempre su corner colpisce la traversa. Altra traversa colpita dal Porto al 64′, stavolta con il tiro al volo di Veiga. Napoli sulle gambe, complice anche la panchina corta, e Porto che ne approfitta siglando il 2-1 proprio con Veiga, perso dalla difesa e libero di battere Meret. Allegri inserisce Lang, Giovane e Lucca per il finale di gara ma è ancora un piazzato a punire i suoi, con Kiwior che prende il tempo e di testa firma il 3-1. Finale amaro per il Napoli , che al 90′ subisce la ripartenza sulla quale Marin commette fallo da rigore ed espulsione diretta su Samu. Dal dischetto va lo stesso attaccante che spiazza Meret e chiude definitivamente la pratica del Do Dragao.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cina, un professore italiano crea un ponte tra il Fujian e il mondo

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FUZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Bruno Briseghella, professore italiano presso la Facoltà di ingegneria civile dell’Università di Fuzhou, nella provincia orientale cinese del Fujian, è stato celebrato come “un ponte tra il Fujian e il resto del mondo”, per il suo eccezionale contributo allo sviluppo della provincia e alla sua apertura al mondo.

Nel 2007, Briseghella ha incontrato il professor Chen Baochun, allora preside della Facoltà di ingegneria civile dell’Università di Fuzhou, durante un paio di conferenze in Europa.

“Nella casa di famiglia abbiamo molti dipinti realizzati da un parente che visitò la Cina negli anni Cinquanta. Dipingeva non solo monumenti famosi, ma anche la vita quotidiana dei cinesi di allora: le strade, i mercati, i volti”, ha ricordato. “Quei dipinti sono stati la mia prima finestra sulla Cina e mi hanno accompagnato per tutta la vita. Così, quando Chen mi ha invitato a visitare l’Università di Fuzhou, mi è sembrato di rispondere finalmente a un richiamo della mia infanzia e ho accettato senza esitazione”.

In qualità di esperto di ingegneria dei ponti, Briseghella ritiene che un ponte davvero eccellente debba essere non solo funzionale e sicuro, ma anche resiliente e duraturo.

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“Applicando la nostra ricerca sui ponti a spalle integrali, possiamo costruire nuovi ponti, e persino potenziare quelli già esistenti, rendendoli più resilienti alle condizioni estreme. Dureranno più a lungo, costeranno meno in termini di manutenzione e garantiranno la circolazione sicura di persone e merci”, ha dichiarato.

Nel corso degli anni, Briseghella ha insegnato e seguito molti studenti cinesi. “E grazie a loro ho capito moltissimo della cultura cinese. Sinceramente, ho ricevuto molto più di quanto abbia mai dato”, ha dichiarato.

Oggi considera il proprio ruolo sia quello di ingegnere sia quello di ponte culturale. Molti studenti internazionali si sono uniti al suo gruppo di ricerca, persone provenienti dai Paesi lungo la Belt and Road e non solo. A suo parere, la collaborazione accademica tra le università cinesi e quelle di questi Paesi è estremamente importante. Richiede impegno continuo, pazienza e una sincera curiosità reciproca.

Per lui, la modernizzazione cinese non è semplicemente una storia di crescita. E’ un modello di sviluppo che non è copiato da nessun’altra parte, ma è invece costruito in base alle condizioni proprie della Cina, alla sua cultura e alla sua visione a lungo termine. E ciò che rende concreta questa visione è il sistema dei piani quinquennali.

“Ogni piano quinquennale definisce la direzione per i cinque anni successivi e ogni nuovo piano si basa sui risultati di quello precedente”, ha dichiarato. “E’ per questo che la Cina riesce a muoversi a una velocità che il resto del mondo spesso fatica a comprendere, pur rimanendo saldamente radicata nella vita quotidiana e nel duro lavoro dei comuni cittadini cinesi”.

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Per lui, la modernizzazione cinese combina grandezza e qualità. Non si tratta soltanto di costruire di più – più città, più strade, più ponti – ma anche di costruire meglio e di garantire che il progresso raggiunga le persone che ne hanno più bisogno.

Il professore ha citato come esempio i progetti ai quali ha lavorato con il suo gruppo. Questi progetti hanno mostrato la modernizzazione cinese su due livelli. A livello nazionale, il suo gruppo ha lavorato al ponte autostradale e ferroviario sullo stretto di Pingtan, nel Fujian, un ponte combinato autostradale-ferroviario che attraversa il mare, collegando l’isola di Pingtan alla terraferma e trasformando la vita di un’intera regione.

A livello internazionale, il gruppo ha contribuito alla realizzazione del ponte sospeso Maputo-Katembe in Mozambico e del ponte ferroviario El Ferdan sul canale di Suez, in Egitto.

“Insieme, i tre progetti illustrano un tema chiaro: la modernizzazione cinese non sta solo trasformando la Cina stessa, ma sta anche contribuendo a trasformare la connettività e lo sviluppo in tutto il mondo, un ponte, un collegamento, un passo alla volta”, ha dichiarato.

E’ una visione che Briseghella ha fatto propria e nella quale, afferma, ha trovato il proprio ruolo. “Sono ancora un ingegnere che progetta ponti in acciaio e cemento. Ma spero anche di essere un ponte tra la Cina e il resto del mondo. Perchè, in fin dei conti, che sia fatto d’acciaio o di amicizia, un ponte ha sempre lo stesso scopo: avvicinare le persone”.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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