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Oklahoma vince con i 40 punti di Shai Gilgeous-Alexander, bene Spurs e Nuggets: il resoconto Nba

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ROMA (ITALPRESS) – Si allunga a 129 il record di partite Nba di Shai Gilgeous-Alexander con almeno 20 punti segnati. Sono 40 quelli realizzati stanotte dall’Mvp 2025 nella vittoria – la decima consecutiva – degli Oklahoma City Thunder sul campo degli Orlando Magic per 108-113. Gilgeous-Alexander ha realizzato 14 tiri su 27 dal campo e 9 su 11 ai liberi, mettendo inoltre a segno 3 triple su 5. Chet Holmgren ha aggiunto 20 punti e 12 rimbalzi, mentre sull’altro fronte non sono bastati i 32+10 di Paolo Banchero.

Vince anche la seconda forza a Ovest. I San Antonio Spurs battono 104-132 il fanalino di coda Sacramento Kings con 18 punti e 8 rimbalzi di Victor Wembanyama, mentre il grande ex di turno, De’Aaron Fox ne aggiunge 15. Nonostante la sconfitta resta una notte da album dei ricordi per Russell Westbrook che supera Mark Jackson e Steve Nash al quinto posto nella classifica di assistman di tutti i tempi dell’Nba (davanti a lui solo John Stockton, primo della speciale classifica, Chris Paul, Jason Kidd e LeBron James).

Serata in doppia cifra di assist anche per Nikola Jokic che ne realizza 14 nella vittoria per 124-96 dei Denver Nuggets contro i rimaneggiati (tra infortuni e squalifiche) Philadelphia 76ers.

Più forti di un’assenza di lusso sono invece i Minnesota Timberwolves che sopperiscono al forfait di Anthony Edwards (out per altre due settimane per un’infiammazione al ginocchio) e battono 116-104 i Phoenix Suns con i 32 punti di Julius Randle e i 22 in uscita dalla panchina di Bones Hyland.

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Non bastano i 34 punti (con una sola tripla a segno su sette tentate) di Devin Booker ai Suns per evitare la terza sconfitta consecutiva. A Est, dopo la sconfitta con i Toronto Raptors, torna a vincere la capolista Detroit Pistons che batte i Washington Wizards per 117-130. Jalen Duren realizza 36 punti e 12 rimbalzi, mentre la nota stonata è rappresentata da un problema alla schiena di Cade Cunningham.

Successo ancora più agevole quello dei New York Knicks che superano per 136-110 gli Indiana Pacers con la super prestazione di Josh Hart, autore di 33 punti, il suo massimo stagionale, con 12 canestri su 13 tentati, inclusi 5 triple su 5 a segno.

Due assenze di lusso complicano invece i piani di Miami e Milwaukee. Senza Bam Adebayo, alle prese con un fastidio al polpaccio, agli Heat non bastano i 10 punti di Simone Fontecchio e affondano (136-106) contro gli Charlotte Hornets. Con Giannis Antetokounmpo ai box per un problema al ginocchio (32esima partita saltata in stagione, record negativo), i Bucks cadono in casa (116-123) contro i Cleveland Cavaliers. Senza il fuoriclasse greco, i Bucks hanno un bilancio di 11 vittorie e 21 sconfitte. Troppo poco per sognare.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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La Juventus e François Modesto si separano, annunciata la risoluzione consensuale

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TORINO (ITALPRESS) – La Juventus ha annunciato di aver raggiunto un accordo consensuale con François Modesto per la risoluzione del proprio incarico di direttore tecnico, con efficacia a partire da oggi”. “Il club desidera ringraziare François per l’impegno e la professionalità dimostrati nel corso della sua collaborazione, e gli augura il migliore futuro professionale e personale”, si legge nella nota.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Vent’anni dopo il romanzo azzurro… aspettando il 2030

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di Italo Cucci

ROMA (ITALPRESS) – “Vent’anni dopo” – citando Dumas – è un bel romanzo dedicato ai tre Moschettieri Azzurri (così eravamo abituati a chiamarli una volta, nella stagione delle favole) che hanno meritatamente celebrato il 9 luglio del 2006 una clamorosa vittoria mondiale per l’Italia: Fabio Cannavaro, Gigi Buffon, Alessandro Del Piero. Ho scelto loro – senza far torto all’Azzurra bellissima che illuminò la notte di Berlino – perché erano juventini. E non dovevano esserci, al Mondiale. Un gruppo di penne all’arrabbiata (grandi firme infelici, come ai tempi di Bearzot) avevano richiesto la loro cancellazione insieme al ct Lippi e agli altri bianconeri che avevano appena digerito l’umiliazione di Calciopoli. Come disse Moggi, nella finale Italia-Francia di juventini in campo ce n’erano 9, Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Camoranesi, Pirlo, Del Piero, Vieira, Thuram e Trezeguet. E perché no Zidane, quello della testata… vincente. Era il famoso blocco bianconero che in Azzurro – con nomi diversi – aveva già vinto il Mundial dell’Ottantadue. (Guarda un po’, senza un adeguato “blocco” non abbiamo più vinto, e neanche partecipato).

Come nell’82, qualcuno giustificò l’inatteso successo come frutto dell’eroismo italico contro gli eventi contrari e dunque a Calciopoli toccò il riconoscimento postumo di portafortuna. Così vive certa critica: non è stato forse il Covid a spingere al successo europeo l’Italia di Mancini? Aggiungo ai Tre Moschettieri di Lippi il Quarto leggendario, D’Artagnan, ovvero Totti, che con il rigore realizzato contro l’Australia aprì le porte al successo. Sostituiva il grande rivale, Alex Del Piero, uscito al 75°. Resuscitato da Lippi, Francesco meditò: cucchiaio o no? Un rasoterra potente finì alle spalle di Schwarzer. Nella festa romana Totti e Del Piero s’abbracciarono sul pullman che attraversava l’Urbe. Quando la Nazionale era solidarietà e amore. Uno dei momenti più belli della mia vita di cronista. Dopo l’Australia la cavalcata trionfale: 3-0 all’Ucraina, la notte di Dortmund (2-0 alla Germania ai supplementari) e il cielo azzurro sopra Berlino (6-4 dcr contro la Francia e quarto titolo mondiale). Ricordo una sera a cena con Vittorio Pozzo, un secolo fa, a Bologna, chez Rodrigo. Lecito, anzi cortese, fargli domande di calcio – ahimè anche banali, per smuoverlo dal silenzio – impossibile scrivere le risposte. Per fortuna brevi. Ne ho ricavato interminabili papiri. Storia Patria.

Parlava con un fil di voce – eccezione, “cameriere, ci porta da bere!?” – e dovevo mettere in funzione il mio Amarcord. Venne il momento in cui fare un po’ di conoscenza. A un certo punto entrò il famoso Giorgio Albertazzi con cane lupo. Ci vide. Si fermò. Lo presentai. E Pozzo – che non l’aveva riconosciuto – “Che bel cane!”. Giorgio, allibito, andò a sedersi. Per interessare il Maestro trovai solo un modo: “Ha giocato nella Fiorentina”. Ma finì lì. Anzi: “Ma lei, giovane, quanti anni ha?”. E dissi, per svegliarlo: “Sono del Trentanove…”. Si svegliò: “Peccato, per un anno ha perso una bella occasione…”. Ah, quel Trentotto che Biavati mi raccontava sempre accendendosi come un fiammifero. Ci ripenso perché tutti quelli che sono nati dopo il 2006 – dai ventenni in giù – si sono persi il bellissimo trionfo di Germania (dove avevo già esordito da cronista, nel ’74) e dal 2014 zero mondiali. Con un dettaglio di consolazione. Se è vero che da quella cena con Pozzo dovetti arrivare all’82 per vedere Zoff sollevare la Coppa del Mondo, il signor Ferruccio Valcareggi mi fece tuttavia vedere l’Italia Europea del ’68 – Pozzo la registrò e poco dopo se ne andò – così come il signor Roberto Mancini ci ha regalato l’Europa nel 2021.

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Due sbornie di gloria a interrompere decenni di acquamara. E la licenza di dire che vincere gli Europei è più difficile che vincere i Mondiali. Come disse Artemio Franchi, presidente Uefa, a Joao Havelange, presidente Fifa: “Invito Uruguay, Brasile e Argentina e il Mondiale lo faccio in Europa”. Io è la seconda volta che mi son perso qualcosa, per la forza del destino; il ventennale fallimento della Nazionale è invece frutto dell’impotenza dei vertici calcistici. Da decenni infognati nell’avventura mediatico/speculativa degli stranieri pagati cifre iperboliche per avere molte bufale esotiche e rari campioni, e questi ad occupare nelle squadre di Serie A i ruoli magistrali, quelli che vedete interpretare al meglio in questo Mondiale dai quaranta “infiltrati” che son venuti a scuola da noi. Tutti in forma. Tranne Leao, lui – Mister Contropiede – l’abbiamo rovinato noi…Ogni giorno che passa c’è qualcuno che mi chiede se, saltato anche il Ventisei americano andremo al Trenta mediterraneo. Portogallo, Spagna e Marocco. Vicino a casa mia. Ho perduto la riforma di Tavecchio, che se ne andò liberando i gaglioffi del quartierino, sto invocando la riforma di Malagò e lo seguo con amicizia, minuto per minuto. Fra poco faremo i conti…

Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)

– foto IMAGE –

(ITALPRESS).

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Pogacar fa il vuoto sul Tourmalet e vince la sesta tappa del Tour de France, lo sloveno torna in maglia gialla

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GAVARNIE-GEDRE’ (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar concede il bis e, dopo il successo di lunedì a Les Angles, trionfa anche nella sesta tappa del Tour de France 2026, la Pau – Gavarnie-Gèdre di 186,2 km. Lo sloveno, in una delle frazioni più attese di questa edizione, attacca ai -42 km dal traguardo e, di prepotenza, si riprende anche la maglia gialla sbaragliando completamente la concorrenza. Crolla l’ormai ex leader della generale Torstein Traeen, che perde oltre 20′ dal corridore della UAE Emirates. Jonas Vingegaard, invece, chiude secondo alle spalle di Pogacar, ma incamera un pesantissimo ritardo di 2’38” che sarà difficile da recuperare nel corso dei prossimi giorni. Completa il podio di giornata un altro componente della UAE Emirates, il messicano Isaac Del Toro, che ora punta ad un piazzamento tra i primi tre nella classifica generale. Domani andrà in scena la settima tappa, la Hagetmau – Bordeaux di 175,1 km, frazione dedicata ai velocisti.

“Avevo ricordi del 2023 del Tourmalet, questa è sicuramente una delle mie vittorie più dolci. Ieri dopo la tappa avevo già molta attesa per questa frazione, oggi mi sono svegliato alle 7 ed ero emozionatissimo. Tutta la squadra era in grande attesa, abbiamo fatto un piano e abbiamo deciso di rischiare. C’è stato un lavoro di squadra pazzesco. Non mi aspettavo la maglia gialla, non stavo calcolando questo. Volevo solo andare a tutta fino all’arrivo”, ha detto Pogacar.

ORDINE DI ARRIVO

1. Tadej Pogacar SLO (UAE Team Emirates XRG) 4h32’07”
2. Jonas Vingegaard DEN (Team Visma Lease a Bike) +2’38”
3. Isaac Del Toro MEX (UAE Team Emirates XRG) +2’57”
4. Remco Evenepoel BEL +2’57”
5. Paul Seixas FRA +2’57”
6. Florian Lipowitz GER +2’57”
7. Juan Ayuso ESP +2’57”
8. Mattias Skjelmose DEN +2’57”
9. Lenny Martinez FRA +3’02”
10. Sepp Kuss USA +3’06”

LE CLASSIFICHE AGGIORNATE

CLASSIFICA GENERALE (maglia gialla)
1. Tadej Pogacar SLO (UAE Team Emirates XRG) 21h11’57”
2. Jonas Vingegaard DEN (Team Visma Lease a Bike) +2’42”
3. Isaac Del Toro MEX (UAE Team Emirates XRG) +3’27”
4. Remco Evenepoel BEL +3’30”
5. Juan Ayuso ESP +3’34”
6. Paul Seixas FRA +3’55”
7. Florian Lipowitz GER +4’00”
8. Lenny Martinez FRA +4’21”
9. Mattias Skjelmose DEN +4’57”
10. Mathias Vacek CZE +7’10”

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CLASSIFICA A PUNTI (MAGLIA VERDE)
1. Mads Pedersen DEN (Lidl-Trek) 168 punti
2. Max Kanter GER (XDS Astana) 93
3. Biniam Girmay ERI (NSN Cycling Team) 91

CLASSIFICA MIGLIOR SCALATORE (MAGLIA A POIS)
1. Tadej Pogacar SLO (UAE Team Emirates XRG) 28 punti
2. Jonas Vingegaard DEN (Team Visma Lease a Bike) 19
3. Lenny Martinez FRA (Bahrain Victorius) 16

CLASSIFICA MIGLIOR GIOVANE (maglia bianca)
1. Isaac Del Toro MEX (UAE Team Emirates XRG) 21h15’24
2. Juan Ayuso ESP (Lidl-Trek) +7″
3. Paul Seixas FRA (Decathlon CMA CGM Team) +28″

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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