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Cronaca

Picchi “Bando impianti sport Lombardia da record, il 13 maggio giovani a San Siro”

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MILANO (ITALPRESS) – La Lombardia è un’eccellenza dal punto di vista dell’impiantistica sportiva, con più di 13.000 impianti (il 20% del totale nazionale), più di 41.000 aree per spazi di sportivi (il 30% del totale nazionale), ma caratterizzata anche da una certa vettustà degli impianti, con un’età media di 42 anni. Situazione che ha spinto la Regione, anche sull’onda delle Olimpiadi, a realizzare un bando impianti sportivi da 100 milioni di euro. “E’ stato il bando per l’impiantistica sportiva più grande mai fatto da Regione Lombardia ed ha avuto dei risultati straordinari perchè ha creato un valore aggiunto importante perchè da ogni euro messo a disposizione da Regione, generiamo un moltiplicatore di 3 € di valore impianti”. Lo ha detto il sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia, Federica Picchi, che intervistata dall’Agenzia di Stampa Italpress ha aggiunto: “Mi fa piacere inoltre, che il 90% dei fondi previsti da bando è stato vinto da comuni sotto i 15.000 abitanti. Quindi siamo riusciti ad arrivare capillarmente anche nei comuni più piccoli e in modo omogeneo”. Il grande successo organizzativo e sportivo delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, ha spinto Regione Lombardia ha sfruttare al meglio questa esperienza, candidandosi a ospitare nuovi eventi sportivi internazionali. “Stiamo lavorando sui Master Games Como Lake – conferma Picchi -, organizzeremo insieme ai tre comuni capoluogo che si affacciano sul Lario, Como, Varese e Lecco, i Master Games. Ci attendiamo un grandissimo riscontro in termini sia sportivi sia di turismo”. Dedicato ai giovani, invece, un grosso evento in programma il 13 maggio a San Siro, al quale parteciperanno tutte le Federazioni Sportive e in cui si punterà a dare testimonianze di valore ai giovani (saranno tra i 5000 e 7000), tra i quali anche quella di don Maurizio Patriciello. “Credo che i nostri ragazzi oggi, soprattutto con tutti questi social, siano bombardati e siano molto confusi – ha commentato il sottosegretario -. Quando riesci a dargli delle testimonianze vere, concrete e quindi fargli in qualche modo provare direttamente sulla loro pelle delle esperienze dirette, la bellezza di uno sport, di una disciplina, la testimonianza di un campione, può fare la differenza. E quindi in questa giornata del 13 maggio a San Siro, abbiamo unito tutte le federazioni sportive perchè credo che un altro aspetto importante sia quello di far capire ai ragazzi che non esistono solo gli sport più popolari, che in realtà possono dare possono valorizzare al meglio taluni talenti. Quindi il primo obiettivo è quello di fare incontrare i ragazzi a tutte le discipline sportive possibili. Il secondo obiettivo è quello di dargli delle testimonianze di valore, con atleti, piuttosto che con persone che hanno storie vere da raccontare, come ad esempio don Maurizio Patriciello. Storie di protagonismo, storie anche di superamento di ostacoli, perchè i ragazzi di oggi purtroppo al primo ostacolo si demoralizzano, ma l’ostacolo, il limite, la contrarietà è parte della vita di ogni giorno. Quindi l’insegnamento che vorremmo dare con questa giornata è fronteggiare gli accadimenti della vita con spirito proattivo, ovvero cercando di rispondere anche alle cose negative trasformandole in cose in messaggi positivi o più positivi possibili”. “Vorrei far diventare la giornata del 13 maggio sempre più diffusa, con tutte le scuole lombarde. Perchè no, una giornata nazionale di tutti i giovani italiani che si radunino, si incontrino nella nostra Milano, nel nostro capoluogo di regione e in qualche modo possano beneficiare di testimonianze di valore” dice ancora Federica Picchi. “Lancio un appello a chi ci ascolta – conclude Picchi -, non abbiate timore delle istituzioni. Il mio ufficio è sempre aperto a tutti perchè io credo che l’istituzione per essere operativa abbia bisogno di conoscere il proprio territorio. Io non sempre riesco ad andare in tutte le province per più giorni, ma vi chiedo se avete delle cose che non vanno, cose che vorreste migliorare, non siate timidi, fatevi sentire, perchè la cosa migliore è quella di capire insieme che tutto si può strutturare, perchè ogni strumento è come un vestito, noi siamo i sarti, bisogna tailorizzarlo in base all’esigenze di chi lo indossa e chi lo indossa è il nostro territorio, quindi il budget che abbiamo quello è, però se lo utilizziamo al meglio con più efficienza è meglio”.(ITALPRESS).

Foto: Italpress

Cronaca

Ue, Meloni “La risposta sul costo dell’energia deve essere coordinata e rapida”

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ROMA (ITALPRESS) – “Sono sempre più numerose e complesse le scelte che l’Ue è chiamata a compiere per difendere la capacità di restare competitiva e sicura”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni in Senato in vista del Consiglio europeo.
“La questione che pesa più di tutto sulla competitività è il costo dell’energia, non possiamo chiedere alle imprese europee di competere e, allo stesso tempo, accettare che paghino l’energia più dei loro concorrenti. La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione, a maggior ragione in questo quadro geopolitico”, ha aggiunto il premier, per cui la risposta sul costo dell’energia “deve essere coordinata e rapida”.
“C’è un principio sul quale insistiamo fin dall’inizio: se una regola produce conseguenze che non erano state previste o aggravano situazioni di rischi, quella norma va corretta perchè noi dobbiamo difendere i cittadini da regole sbagliate. Si può fare, grazie all’Italia è accaduto diverse volte”, ha proseguito.
“Continuo a ritenere che questo stallo sia l’unico strumento per portare la Russia su un tavolo negoziale serio. Tutti vogliamo che si arrivi alla pace, ma il sostegno all’Ucraina non è un’alternativa alla pace, ma ciò che la rende possibile perchè se l’aggressore può puntare sulla resa dell’avversario che bisogno ha di negoziare? Ma la resa è conquista. Se l’Ucraina smettesse di difendersi non avremmo la pace, discuteremmo dell’occupazione di una nazione europea e del ritorno di un imperialismo sovietico. Solo una pace giusta può durare e mettere al sicuro l’Europa e i suoi interessi, la posizione del governo non cambia”, ha sottolineato Meloni.
“La guerra in Ucraina continua, con un crescente coinvolgimento di obiettivi civili. L’instabilità in Medio Oriente produce conseguenze che vanno ben oltre i confini della regione. La competizione economica globale è sempre più serrata – ha aggiunto -. Le tensioni geopolitiche incidono sulla sicurezza delle nostre catene di approvvigionamento, sul costo del carburante e su quello della vita, sulla capacità delle nostre imprese di competere. E poi le minacce ibride, le pressioni migratorie, una instabilità crescente e la conseguente necessità di rafforzare la sicurezza e la difesa europea. Sono dossier diversi, naturalmente. Ma hanno una cosa in comune: ci ricordano quanto quello che accade fuori dai nostri confini incida sempre più sulla nostra vita quotidiana e metta alla prova la capacità della nostra Nazione di difendere la propria prosperità e la propria sicurezza”.
Per Meloni “in un momento così complesso, in cui tante variabili sfuggono al nostro controllo, c’è almeno una cosa che dipende da noi: fare in modo che l’Europa non resti a guardare. Perchè le condizioni di una pace che riguarda il nostro Continente, e quindi la nostra sicurezza, non possono essere scritte senza di noi. Per questo continuo a chiedere che i Ventisette individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti, capace di portare al tavolo la voce dell’Europa. E se su un nome non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare soluzioni diverse”.
“Se ad esempio Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa la scelta che hanno fatto, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti – ha proseguito -. Perchè sarò onesta: considero secondario il tema di chi siede a quale tavolo. Mi interessa a nome di chi si siede al tavolo, e per dire cosa. Mi interessa che l’Europa non vada in ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli con una voce sola. Perchè un’Europa che si divide sui formati offre un’immagine di sè infantile, ed è l’unico vero regalo che possiamo fare a Mosca. E di regali a Mosca, di questi tempi, ne sono già stati fatti abbastanza”.
“In questi anni il Governo ha scelto di essere presente e attivo sulla scena internazionale, con continuità e con una linea chiara. Perchè l’interesse nazionale si difende contribuendo a orientare le scelte che ci riguardano, non limitandosi a subirne le conseguenze. Vale in modo particolare in Europa. Ed è con questo spirito che l’Italia ha lavorato anche in vista del prossimo Consiglio Europeo, e che affronterà i principali temi all’ordine del giorno”, ha aggiunto Meloni.
“Dobbiamo considerare anche l’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E’ una scelta che considero molto rischiosa – ha proseguito -. Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l’esigenza di contenere i prezzi dell’energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”.
“Ricordo che la maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro. Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo – ha detto ancora Meloni -. Tanto più se gli stessi che oggi ci accusano dall’opposizione, quando erano al governo approvavano – in piena pandemia – un aumento delle spese militari da circa 15 miliardi di euro. E allora non c’era neanche la guerra in Ucraina”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Notte serena per il Papa, rimosso adenocarcinoma polmonare

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ROMA (ITALPRESS) – Notte tranquilla per Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli dopo l’intervento chirurgico di ieri pomeriggio. Il bollettino ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede, diffuso ieri sera, rende noto infatti che al Papa “è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro e che l’esame istologico ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori”.
“Il Santo Padre – aggiunge il Bollettino vaticano – è stato in sala operatoria per circa 90 minuti. L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze. Dopo l’intervento il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato dopo un breve periodo di osservazione nella sua stanza al 10 piano dove ha cenato”.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Droga comprata con il reddito di cittadinanza, 24 indagati tra Catanzaro e Vicenza

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CATANZARO (ITALPRESS) – I Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro, coordinati dalla DDA di Catanzaro, hanno eseguito nelle province di Catanzaro e Vicenza un’ordinanza cautelare nei confronti di 24 indagati: 12 in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 3 sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le ipotesi di reato riguardano l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, lo spaccio e la detenzione illegale di armi e munizioni. Disposto anche il sequestro preventivo di un’attività commerciale utilizzata come deposito e punto di spaccio, dove sarebbe stato possibile consumare cocaina sul posto. Tra gli elementi emersi figura anche l’utilizzo di carte prepagate collegate al reddito di cittadinanza per pagare gli stupefacenti, con il conseguente impiego di risorse pubbliche nel mercato illecito. L’indagine, denominata “Social Card”, è stata condotta dalla Compagnia dei Carabinieri di Girifalco e ha consentito di ricostruire, nella fase preliminare, l’operatività di un’organizzazione criminale con centro a Cortale, attiva in gran parte della provincia catanzarese, dall’entroterra alla costa ionica. Il gruppo avrebbe operato attraverso una struttura stabile, con ruoli specifici per corrieri, grossisti, spacciatori, staffette e custodi, mantenendo la propria capacità operativa anche dopo precedenti arresti. Le indagini hanno preso avvio dall’analisi del telefono sequestrato a un arrestato per spaccio. Nel corso delle attività sono stati sequestrati oltre 4 kg di cocaina, 6,7 kg di marijuana, 300 grammi di hashish, una pistola con matricola abrasa e 10 proiettili calibro 7,65, per un valore complessivo degli stupefacenti stimato in circa 500.000 euro. (ITALPRESS).

Foto: screenshot video Carabinieri

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