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Tajani sente Rubio, focus sull’Iran e sui negoziati tra Israele e Libano

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ROMA (ITALPRESS) – Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto questa sera un lungo colloquio telefonico con il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, dedicato ai principali dossier internazionali, con particolare focus sul Medio Oriente. Lo comunica la Farnesina, sottolineando che ampio spazio è stato riservato ai negoziati tra Israele e Libano e alla crisi iraniana. Tajani ha espresso apprezzamento per l’impegno diplomatico degli Stati Uniti, che ha consentito l’avvio di una nuova tornata di colloqui a Washington, ribadendo la necessità di giungere a un accordo che garantisca la natura esclusivamente civile del programma nucleare iraniano. Tajani ha inoltre richiamato la sua recente missione a Beirut e i contatti con i principali interlocutori regionali, confermando la disponibilità italiana a ospitare futuri negoziati.

Nel corso del colloquio è stata affrontata anche la prospettiva di una de-escalation regionale e la ripresa del dialogo a Islamabad. Tajani ha confermato il sostegno italiano agli sforzi di mediazione del Pakistan, sottolineando l’urgenza di garantire la sicurezza dei Paesi del Golfo e la riapertura, in condizioni di sicurezza, dello Stretto di Hormuz. In questo quadro, l’Italia resta pronta a contribuire a iniziative multilaterali per la sicurezza marittima e la libertà di navigazione, nel rispetto del diritto internazionale. I due Ministri hanno inoltre accolto con favore la firma dell’accordo UE-Stati Uniti sui minerali critici, volto a rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento. Sul Venezuela, Tajani ha evidenziato il riavvio dei contatti politici, anche alla luce dei recenti colloqui con la Vicepresidente Delcy Rodríguez e della prossima visita in Italia del Ministro del Commercio venezuelano. È stata inoltre discussa la situazione politica e umanitaria a Cuba.

Tajani e Rubio, conclude la nota, “hanno concordato di mantenere uno stretto coordinamento sui principali dossier internazionali e confermano l’importanza del prossimo forum imprenditoriale e scientifico da organizzare a Miami con la partecipazione delle imprese dei due Paesi”.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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Ue, Tajani “Deve avere più coraggio e rafforzare la propria identità”

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VENTOTENE (LATINA) (ITALPRESS) – “L’Europa ha bisogno di riforme strutturali, penso soprattutto alla riduzione del fardello burocratico”. Poi “bisogna completare il mercato interno, il mercato unico dell’energia” che “abbasserebbe molto molto il costo dei prodotti energetici, cosa che in questi giorni sta facendo soffrire molti cittadini europei, in particolare gli italiani”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in videocollegamento con la Seconda Conferenza europea di Ventotene per la libertà e la democrazia.

“L’Europa deve avere più coraggio e deve cambiare molte cose, deve rafforzare la propria identità e deve far sentire i cittadini protagonisti”, ribadisce. “Bisogna avere il coraggio di non restare in mezzo al guado e andare avanti” e “dobbiamo avere il coraggio di ridurre sempre di più il voto all’unanimità“.

Sulle relazioni con la Spagna, Tajani sottolinea che “non c’è nessuna crisi, abbiamo soltanto voluto difendere i confini europei e i confini italiani per garantire la sicurezza. Quando ci saranno condizioni normali a Ceuta, siamo pronti a tornare allo stato antecedente”.

(ITALPRESS)

– foto: Ipa Agency –

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Politica

Ucraina, Meloni “Non cambio idea, sostegno a Kiev per difendere Roma”

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ROMA (ITALPRESS) – “Da anni, in Europa sono cresciuti quei movimenti politici che pongono in primo piano la difesa dell’identità, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, il pericolo dell’islamizzazione dell’Europa. Nei confronti di questi movimenti, molto spesso la reazione dell’establishment è stata quella di provare a creare dei ‘cordoni sanitari’, non invece di affrontare nel merito le questioni. Come si vede, è una strategia che non funziona”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista al Foglio, rispondendo a una domanda sulla vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt. “Funziona invece ascoltare quelle istanze e rispondere. È quello che sta facendo il centrodestra in Italia, con soluzioni serie e non demagogiche: in tema di lotta all’immigrazione clandestina, di difesa dei confini, di tutela delle fasce più fragili, di attenzione alle periferie, di centralità del lavoro. Da noi il contesto politico è radicalmente diverso da quello che vediamo in Germania e in altre nazioni“, conclude Meloni.

Sulla sicurezza “abbiamo investito come nessuno prima di noi”, ma “mi rendo perfettamente conto che gli italiani si aspettano di più, ed è giusto che sia così. Io sono la prima a volere di più, perché garantire la sicurezza è il principale dovere che lo Stato ha verso i cittadini. Noi ce la stiamo mettendo tutta per fare la nostra parte, ma è importante che tutti i pezzi dello Stato facciano altrettanto, e che nessuno remi nella direzione contraria. Particolarmente sui fenomeni della criminalità urbana”, ha detto

“Il meccanismo di funzionamento dell’Unione europea si è dimostrato inadeguato ad affrontare le grandi sfide della nostra epoca. Sono felice che ora siamo tutti d’accordo sul fatto che serva un cambio di passo, perché quando lo dicevamo noi venivamo tacciati di antieuropeismo. Non credo però che la soluzione sia cercare ancora più integrazione europea o il superamento dell’unanimità o l’Europa federale che supera gli stati nazionali, e quindi non sono d’accordo con Mario Draghi”. “Insieme alla famiglia dei conservatori europei, ho sempre ritenuto che servisse l’esatto opposto, ovvero un modello di Europa confederale, nel quale gli Stati membri mantengano ampia sovranità ma interagiscano in modo più efficace sulle materie di rilevanza strategica. È una visione che sta prendendo sempre più piede, tanto che ora diversi Stati membri invocano il ricorso alla cooperazione rafforzata”.

Infine, sulla guerra in Ucraina: “Il tentativo russo di conquistare Kiev ha risvegliato l’Europa da un lungo torpore e dalla illusione che fosse al riparo dai grandi rischi del passato. La guerra in Ucraina ha dimostrato che la storia si è tutt’altro che fermata e che è finita l’era nella quale il Vecchio Continente poteva delegare ad altri la propria sicurezza. Nonostante molte contraddizioni e tentennamenti, l’Europa ha saputo reagire in modo ben più determinato di quanto ci si potesse immaginare, sicuramente più di quanto Mosca si aspettasse. Ed è vero che l’incredibile resistenza ucraina ha fatto riscoprire a molti europei il senso dell’identità e del patriottismo”. “Concetti che in tanti consideravano superati, ma certo non chi appartiene alla mia comunità politica, che ha sempre posto la Patria e l’identità nazionale al centro del proprio agire. Per quello che mi riguarda, credo da sempre che il patriottismo sia una cosa molto seria. Non è solo una bandiera da sventolare, o un inno da cantare. Quando ti definisci un patriota la prima domanda a cui devi rispondere è: sei in grado di mettere la Patria prima di te stesso? È questo il punto”, spiega.

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“Per me in questi anni sarebbe stato elettoralmente più vantaggioso non sostenere l’Ucraina, piuttosto che farlo. Solo che io non ho sostenuto l’Ucraina per Kiev io ho sostenuto l’Ucraina per Roma. Perché, come ho detto molte volte, l’Italia avrebbe tutto da perdere in un contesto internazionale in cui vengono meno le regole della pacifica convivenza tra le nazioni e torna a prevalere la legge del più forte. E, purtroppo, un assaggio di quello scenario lo stiamo avendo in questi anni”, prosegue Meloni. Sarebbe disposta a stabilire una regola per la futura coalizione: nessuna alleanza con i finti patrioti che votano contro il sostegno all’Ucraina? “Giorgia Meloni non è certamente disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora, o di quello in cui crede, per calcolo politico o elettorale. Io sono una persona seria, e non sono buona per tutte le stagioni. Chi cerca un premier che cambia idea in base al sostegno di questo o quel partito, sempre e solo per tornaconto personale, deve rivolgersi altrove”.

– foto IPA Agency –

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Alessandro Di Battista è rientrato in Italia, l’aereo partito da Cuba è atterrato a Ciampino

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ROMA (ITALPRESS) – È atterrato all’aeroporto di Ciampino l’aereo che ha riportato in Italia Alessandro Di Battista. L’ex deputato M5S si trovava a Cuba quando, il 28 agosto scorso, era stato ricoverato a causa di un forte mal di testa, prima a Santa Clara e poi a L’Avana. A causa del peggioramento delle condizioni, che aveva spinto i medici a intervenire con un’operazione, era fallito un primo tentativo di riportarlo in Italia, il 4 settembre scorso. Ieri l’associazione Schierarsi aveva pubblicato un post sui social per annunciare il rientro. “Alessandro sta tornando a casa. Buon rientro, Ale! Grazie mille ai medici cubani per l’impegno e la professionalità di questi giorni”.

– foto di repertorio IPA Agency –

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