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Scudetto Inter, Marotta “Costruito un modello vincente, mai avuto dubbi su Chivu”

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ROMA (ITALPRESS) – “Da Inzaghi e Chivu, tutto sommato è cambiato poco. Abbiamo dato spazio alla continuità di un progetto, di un modello che portiamo avanti da qualche anno. Sottolineo con umiltà e orgoglio il fatto che questo management ha vinto tre scudetti negli ultimi cinque anni con tre allenatori diversi: Conte, Inzaghi e adesso Chivu. Le proprietà erano diverse, ma entrambe hanno dato delega ampia al management. Abbiamo costruito un modello, che contiene dei valori importanti e che ha dato la possibilità a questi tre grandi professionisti di arrivare meritatamente a vincere lo scudetto”. Così Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, ospite di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1, sul 21esimo scudetto nerazzurro, conquistato matematicamente ieri sera grazie al 2-0 sul Parma.

La scorsa estate il club cercò Fabregas, poi la scelta andò su Chivu: “Vorrei essere preciso su questo punto. Stimo moltissimo Fabregas, è molto bravo, è uno degli allenatori emergenti. Ma c’è stato solo un contatto preliminare, non siamo mai andati oltre – assicura il numero uno della società meneghina – Abbiamo scelto Chivu, anche perché dall’altra parte c’erano degli impedimenti oggettivi. Chivu rappresentava il profilo che cercavamo, era adatto al modello di riferimento dell’Inter di queste stagioni”.

Una scelta azzeccata, mai messa in discussione qualche passo falso: “Devo dire che non abbiamo mai avuto dubbi, anche perché è nella mia cultura non utilizzare lo strumento dell’esonero. In più di 25 anni di militanza in Serie A non ho mai esonerato l’allenatore durante la stagione. Il tecnico è il leader del gruppo, una componente importante, al quale spesso vengono attribuite responsabilità e colpe che non ha. Le sconfitte a inizio stagione non hanno coinciso con delle prestazioni negative: con l’Udinese in casa meritavamo di vincere, a Torino con la Juve eravamo in vantaggio a dieci minuti dalla fine. Abbiamo proseguito forti del fatto che accanto a lui c’era una squadra molto forte e una società che lo ha supportato sempre”.

A Marotta manca ora solo la Champions, che potrebbe diventare l’obiettivo primario per la prossima annata: “Sinceramente la Champions è un obiettivo straordinario che tutti vorrebbero vincere. In dieci anni ho avuto la fortuna e la sfortuna di arrivare quattro volte in finale, purtroppo le ho perse con due squadre diverse (Juventus e Inter, ndr). La Champions è un traguardo che mi manca, sarebbe meraviglioso da raggiungere, ma non ci si può lamentare. Cercheremo l’anno prossimo di migliorare le performances in questa competizione”.

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Circa la possibilità di inserire più italiani in rosa per la prossima stagione, Marotta è convinto che “l’Italia rappresenta una fucina di talenti molto interessante. Noi purtroppo siamo perdenti nella Nazionale maggiore, ma in quelle inferiori siamo a livelli molto alti di risultati. Questo vuol dire che c’è un lavoro importante. L’Italia esprime dei talenti ed è una strada che vogliamo percorrere, quella di creare uno zoccolo duro di italiani. Già ne abbiamo adesso, ma si comincia ad andare avanti con l’età ed è giusto cercare di mettere innesti nuovi. Il giocatore italiano conosce meglio la realtà del nostro campionato e ha un senso di appartenenza un po’ più forte”.

A proposito di italiani di valore, il futuro di Bastoni sembra ancora tutto da scrivere: “Alessandro è un talento. È stato sfortunato negli episodi, su di lui c’erano gli occhi puntati di tutti. Si è reso protagonista di quella ingenuità della simulazione in Inter-Juve ed il primo ad accorgersene è stato lui. Noi lo abbiamo aiutato, perché è giusto così: quando un giovane sbaglia è bene correggerlo per poi metterlo nella condizione di presentarsi ai nastri di partenza come se ciò non fosse avvenuto. Ritengo sia un grande campione, su di lui ci sono gli occhi puntati da parte di grandi club prestigiosi in Europa”.

“Non nascondo – prosegue – che ci sia un interessamento da parte del Barcellona, ma è ancora molto superficiale e non concreto. Come abbiamo sempre detto, un giocatore va via quando esprime la volontà di andare. In questo momento Bastoni è un nostro giocatore, vuole rimanere e noi siamo contenti di trattenerlo con noi”.

Dopo lo scudetto, l’Inter tenterà la ‘doppietta’: c’è la Coppa Italia da conquistare all’Olimpico contro la Lazio. “L’Inter fa parte di quella cerchia di club importanti in Europa che deve partecipare alle competizioni per cercare di vincerle sempre. Abbiamo meritato di arrivare in finale, vogliamo onorarla nel migliore dei modi. Sarebbe bellissimo per noi e soprattutto per Chivu se riuscissimo a vincere anche questa competizione e avere il diritto di avere questa stellina per le dieci Coppe Italia vinte dall’Inter. Appuntamento importante e affascinante, cercheremo di onorarlo nel migliore dei modi”.

Capitolo elezioni Figc del prossimo 22 giugno: “Dobbiamo eliminare quell’aspetto di litigiosità e conflittualità che all’interno del nostro mondo hanno poco a che fare gli aspetti e i valori più importanti. Siamo in un momento di involuzione, partita dal 2006: dopo i Mondiali vinti in Germania è iniziata una sorta di crisi”.

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“La base di reclutamento è cambiata – osserva – prima tutti si avvicinano al calcio, ora ci sono distrazioni legate ad altre attività che attraggono i nostri giovani. E poi i veri campioni sono sbocciati nei ceti medio-bassi. Oggi giocare a calcio, anche da ragazzino, significa un esborso di una retta mensile non sopportabile dalle famiglie. Lo sport è un diritto di tutti, come recita la Costituzione, ma soprattutto deve essere gratuito. Anche nelle scuole si deve giocare a calcio, solo così potremo avere una base di reclutamento maggiore. Poi ci sono le strutture e gli insegnanti, che devono dedicarsi anche all’aspetto tecnico. Un insieme di valori da analizzare in modo migliore”.

Marotta, infine, si sofferma sulle probabili avversarie per la prossima stagione: “Statisticamente, le più accreditate sono sempre le stesse. In questi anni c’è stata un’alternanza tra Milan, Inter e Napoli. La Roma sta crescendo, la Juve con Spalletti ha ritrovato continuità e non può che migliorare. E poi ci può essere sempre una outsider come l’Atalanta, ammesso possa essere considerata tale. In questi decenni, ha dimostrato di avere un modello vincente, non solo nella valorizzazione dei giovani, ma anche nei risultati”.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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F1, Norris in pole a Budapest. Le due Ferrari inseguono: Hamilton 2° (sotto investigazione), Leclerc 3°

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BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Lando Norris beffa le Ferrari e partirà domani davanti a tutti nel Gran Premio d’Ungheria. Il campione del mondo in carica, nonostante una bandiera gialla nel finale, trova in extremis il giro buono che gli vale la 17esima pole in carriera, la prima stagionale: 1’17″207 il crono che permette al pilota della McLaren di mettersi alle spalle le due Rosse, con Lewis Hamilton – l’ultima volta in pole proprio sul circuito magiaro nel 2023 – che si vede strappare la prima casella in griglia per appena 12 millesimi. Scatterà dalla seconda fila con l’altra Ferrari Charles Leclerc, terzo a 0″238, affiancato da Andrea Kimi Antonelli (+0″272), che limita i danni e si prende la quarta posizione.

George Russell con l’altra Mercedes, invece, non va oltre un settimo posto e sarà costretto nuovamente ad inseguire. Un Max Verstappen (Red Bull) apparso in difficoltà è sesto alle spalle della seconda McLaren di Oscar Piastri. Completano la top 10 Isack Hadjar (Red Bull), Arvid Lindblad (Racing Bulls) e Nico Hulkenberg (Audi). Domani la gara prenderà il via alle 15.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Scherma, Mondiali Hong Kong: argento per Macchi nel fioretto e per Rizzi nella spada / Video

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HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – È d’argento la prima medaglia conquistata dall’Italscherma ai Mondiali 2026 di Hong Kong. Sulle pedane della Asia-World Arena, Filippo Macchi, 24enne toscano delle Fiamme Oro si è arreso per 15-2 nella finale del fioretto individuale al ceco Alexander Choupenitch, che vince così il titolo iridato.

Giulia Rizzi si ferma in finale nella prova individuale di spada femminile ai Mondiali di scherma, in corso ad Hong Kong. Sulle pedane della Asia-World Arena, la friulana delle Fiamme Oro si è arresa alla coreana Song Sera per 9-8 alla priorità.

“Non penso di aver avuto un calo mentale. Ero arrivato in finale per dare tutto come sempre ma ho trovato un avversario che mi ha annientato, ho percepito che sapeva cosa fare in ogni stoccata”. Lo ha detto Filippo Macchi commentando l’argento mondiale conquistato nella prova individuale di fioretto nella rassegna iridata di Hong Kong. Il 24enne toscano delle Fiamme Oro si inchina di fronte alla grande prestazione del ceco Alexander Choupenitch, vincitore dell’oro: “Nello sport come nella vita ci sono momenti in cui trovi persone più brave e meritevoli, ed oggi lo è stato il mio avversario. Sono stato perfetto fino alla finale, c’è rammarico perché proprio nell’ultimo assalto non sono riuscito ad esprimere il livello di scherma fatto vedere durante la giornata”, conclude l’azzurro, vice-campione olimpico a Parigi2024.

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“Sono un po’ amareggiata ma non posso che essere contenta per l’argento mondiale“. Lo ha detto la spadista azzurra Giulia Rizzi dopo aver conquistato il podio nella rassegna iridata di scherma in corso a Hong Kong. “Sono felice per la giornata in generale, sono riuscita a risolvere delle situazioni difficili”, ha aggiunto la friulana delle Fiamme Oro.

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Impresa Carapaz nella ventesima tappa, Pogacar ipoteca il Tour de France

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ALPE D’HUEZ (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar ipoteca il suo quinto Tour de France. Lo sloveno della UAE Emirates, che aveva di fatto già blindato il successo già nelle settimane precedenti, chiude al quarto posto la ventesima tappa dell’edizione 2026, 170,9 chilometri fra Le Bourg-d’Oisans e l’Alpe d’Huez, conservando un vantaggio rassicurante sui rivali.

A far festa è anche Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) che, dopo essere andato in fuga per il terzo giorno consecutivo, completa una grandiosa impresa centrando la sua decima vittoria in un grande giro, la terza alla Grande Boucle.

L’ecuadoriano, inoltre, si assicura anche la maglia a pois. Il miglior giovane si conferma Isaac Del Toro (UAE Emirates), mentre Mads Pedersen (Lidl-Trek) blinda la maglia verde. Ottima prova di Remco Evenepoel (Red Bull Bora-Hansgrohe), che taglia il traguardo alle spalle di Carapaz, staccato di 26″, e mette in cassaforte il secondo posto nella generale dietro Pogacar.

Domani è in programma la ventunesima ed ultima tappa, la Thoiry-Parigi (Champs-Elysees) che è stata ridotta da 133 ad 89 km a causa dell’emergenza incendi.

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L’ORDINE DI ARRIVO

1. Richard Carapaz ECU (EF Education Easy-Post) in 4h59’39”
2. Remco Evenepoel BEL (Red Bull Bora-Hansgrohe) a 26″
3. Sepp Kuss USA (Team Visma Lease a Bike) 31″
4. Tadej Pogacar SLO 1’05”
5. Isaac Del Toro MEX s.t.
6. Lenny Martinez FRA 1’07”
7. Jai Hindley AUS 2’15”
8. Mattias Skjelmose DEN 2’55”
9. Juan Ayuso ESP s.t.
10. Paul Seixas FRA s.t.

LE CLASSIFICHE GENERALI

CLASSIFICA GENERALE (MAGLIA GIALLA)
1. Tadej Pogacar SLO (UAE Team Emirates XRG) in 72h53’44”
2. Remco Evenepoel BEL (Red Bull-Bora-Hansgrohe) a 6’26”
3. Isaac Del Toro MEX (UAE Team Emirates XRG) 9’42”
4. Paul Seixas FRA 11’56”
5. Lenny Martinez FRA 13’02”
6. Mattias Skjelmose DEN 14’59”
7. Juan Ayuso ESP 17’48”
8. Richard Carapaz ECU 20’00”
9. Tom Pidcock GBR 29’28”
10. Jordan Jegat FRA 33’21”

CLASSIFICA A PUNTI (MAGLIA VERDE)
1. Mads Pedersen DEN (Lidl-Trek) 527 punti
2. Jasper Philipsen BEL (Alpecin-Premier Tech) 445
3. Biniam Girmay ERI (NSN Cycling Team) 361

CLASSIFICA MIGLIOR SCALATORE (MAGLIA A POIS)
1. Richard Carapaz ECU (EF Education-EasyPost) 156 punti
2. Tadej Pogacar SLO (UAE Team Emirates XRG) 100
3. Valentin Paret-Peintre FRA (Soudal Quick-Step) 99

CLASSIFICA MIGLIOR GIOVANE (MAGLIA BIANCA)
1. Isaac Del Toro MEX (UAE Team Emirates XRG) 73h03’26”
2. Paul Seixas FRA (Decathlon CMA CGM Team) a 2’14”
3. Lenny Martinez FRA (Bahrain Victorious) 3’20”

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