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Cronaca

Patto di Stabilità, Craxi “L’Ue abbandoni le rigidità ideologiche”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa dovrebbe abbandonare qualsiasi rigidità ideologica e accorgersi del mondo che cambia. In un momento di crisi energetica ed economica tenere strette e immobili le regole del Patto di Stabilità è un errore. Non emettere debito comune, soprattutto per quanto riguarda il comparto energetico, è un errore”. Lo afferma la capogruppo di Forza Italia in Senato, Stefania Craxi, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“L’Unione Europea deve assumersi maggiori responsabilità sullo scenario internazionale. La chiusura di Hormuz investe non gli Usa ma maggiormente l’Ue, per questo l’Unione dovrebbe essere un soggetto geopolitico in grado di incidere sullo scenario internazionale. Questo, forse, non sta avvenendo con la necessaria velocità, ma questa è l’Europa verso cui noi spingiamo”, aggiunge.
“Bisogna ragionare su quale Europa vogliamo – spiega Craxi -, un’Europa attenta ai cambiamenti, alle esigenze delle singole nazioni che la compongono, lavoreremo per non avere un’Europa che se il mondo cambia rimane legata a vecchi feticci che irrigidiscono il sistema europeo, danneggiano l’economia soprattutto in un momento di crisi”.
Parlando del rapporto transatlantico la presidente dei senatori di Forza Italia osserva come sia “inutile nascondere che ogni tanto la brutalità del linguaggio e dell’azione di Trump mette in difficoltà gli alleati, ma penso – aggiunge – che l’alleanza con gli Usa sia insostituibile, è nell’interesse dell’Europa, degli Usa e dell’Italia e va tenuta, come accadde per Sigonella, in un rapporto senza tentennamenti ma anche senza subalternità”.
Parlando del suo partito, Stefania Craxi evidenzia come nelle “dinamiche dei partiti c’è sempre stato l’avvicendamento dei capigruppo, è un fatto normale. Direi una bugia se dicessi che questo avvicendamento non corrisponde anche a un cambio di linea, la volontà è stata di dare un profilo più liberal riformista in Forza Italia e il profilo mio e di Costa risponde a questa idea che tutti hanno avuto nel partito”, aggiunge.
Poi un passaggio sull’economia. “L’Italia, in questo momento, è l’unico Paese del G7 che, dopo il lavoro di questo governo, ha un importante avanzo primario, è l’unico Paese che ha un rapporto deficit/Pil stabile. E’ notizia di questa mattina che probabilmente un ricalcolo consentirà un anno prima di farci uscire dal processo d’infrazione. Certamente – prosegue – siamo preoccupati e ci stiamo già muovendo sugli effetti che i conflitti avranno sulla nostra economia. Abbiamo fatto un decreto sulle accise, stiamo chiedendo all’Ue di avere maggiore flessibilità e allentare i cordoni del Patto di Stabilità non solo nel comparto difesa, ma soprattutto in quello dell’energia, che pesa di più”.
“La prima preoccupazione del governo è stata quella di renderci indipendenti il più possibile, vorrei ricordare che gli ultimi 3 viaggi del presidente del Consiglio sono stati in Algeria, Azerbaigian e nei Paesi del Golfo proprio per avere rassicurazione sulle forniture energetiche”, sottolinea Craxi.
Infine, il Sud che secondo la senatrice “non è più la periferia d’Europa ma come un grande hub verso il Mediterraneo, anche il Ponte sullo Stretto di Messina e il Piano Mattei sono portatori di questa visione. Il governo ha fatto molto, ha cambiato la narrazione: il Sud visto non più visto come un campo di assistenza, ma come piattaforma produttiva ed energetica del Paese. Lo ha fatto istituendo la Zona Economica Speciale che ha già prodotto dei risultati, con maggiori investimenti, maggiore occupazione, e lo ha fatto usando tre leve: semplificazione amministrativa, coordinamento delle risorse e attrazione degli investimenti”, conclude.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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La Voce Pavese – Pavia, raid vandalico in zona San Lanfranco: danneggiate una quindicina di auto

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Finestrini sfondati, vetri sparsi sull’asfalto e una quindicina di automobili danneggiate. È il bilancio del raid vandalico avvenuto nella tarda serata di sabato in via Vivai, traversa di via Riviera, nel quartiere di San Lanfranco.

A fare la scoperta sono stati i residenti, che hanno immediatamente dato l’allarme alle forze dell’ordine. Alcuni dei proprietari delle vetture colpite si trovavano fuori città e sono stati avvisati soltanto nelle ore successive.

Secondo una prima ricostruzione, i responsabili avrebbero preso di mira numerose auto parcheggiate lungo la strada, arrivando a entrare anche nel cortile di un condominio, dove erano presenti altre vetture.

Il metodo sarebbe stato sempre lo stesso: infrangere uno dei finestrini e rovistare rapidamente all’interno dell’abitacolo alla ricerca di denaro, borse o altri oggetti di valore. Sono state colpite automobili di modelli e fasce di prezzo differenti, apparentemente senza un criterio preciso.

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Resta da chiarire se dalle vetture sia stato effettivamente rubato qualcosa oppure se l’obiettivo principale fosse proprio quello di cercare oggetti lasciati incustoditi. Sull’episodio indaga la questura, che potrebbe acquisire le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona per identificare gli autori del raid.

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L’articolo La Voce Pavese – Pavia, raid vandalico in zona San Lanfranco: danneggiate una quindicina di auto proviene da Pavia Uno TV.

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Don Mazzi, a Milano l’addio tra applausi e commozione

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MILANO (ITALPRESS) – Si sono tenuti oggi a Milano i funerali di don Antonio Mazzi, educatore e fondatore della comunità Exodus, da quasi mezzo secolo punto di riferimento per il recupero delle persone con dipendenze. Centinaia le persone che hanno partecipato alle esequie nella basilica di Sant’Ambrogio: molti dei “suoi” ragazzi, amici, collaboratori, ex ospiti della comunità, insieme a rappresentanti delle istituzioni e volti noti. Tra i primi ad arrivare il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, che ha ricordato come don Mazzi “sia riuscito ad accompagnare coloro che sono caduti, rimettendoli sulla retta via”. Presente anche il presidente del Torino, Urbano Cairo: “Era un uomo di grande generosità e di grande apertura mentale. Non si stupiva di nulla. Si dedicava con tutto se stesso a chi aveva meno e a chi viveva situazioni difficili. Per lui, però, i problemi erano sfide che si potevano affrontare e risolvere, sempre con grande ottimismo”.
Tra le autorità presenti anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Era un vero educatore e sapeva fare questo mestiere. A volte era sopra le righe, altre sembrava assorto nei suoi pensieri, quasi assente, ma in realtà aveva sempre ben chiaro l’obiettivo”, ha dichiarato il primo cittadino. Tra gli amici che hanno voluto rendergli omaggio anche don Luigi Ciotti. All’arrivo del feretro, un lungo applauso ha accolto la bara all’ingresso della basilica, dove centinaia di persone erano già riunite per l’ultimo saluto. Durante l’omelia, don Massimiliano Parrella ha voluto ricordare uno dei tratti più caratteristici di don Mazzi. “C’è una parola che risuona oggi in questa basilica e che don Antonio amava: “ciao”. Oggi comprendiamo che quel “ciao” non era un semplice saluto, ma il riassunto del suo Vangelo”. E ancora: “Dietro quel “ciao” c’era tutto: il detenuto che non vedeva più un futuro, il tossicodipendente, l’operatore, un Dio che non chiude mai la porta a nessuno. Oggi non ti salutiamo guardando indietro, ma avanti, perchè il tuo “ciao” non chiude una storia, ne apre infinite altre”.
Infine il saluto conclusivo: “Ciao don Antonio. Proveremo a credere in chi non crede più, a costruire nuovi avamposti, a chiamare figli quelli che il mondo chiama falliti. E quando ci chiederanno cosa ci hai lasciato, risponderemo: una vita, la tua, e una parola piccola come un saluto, ma grande come il Vangelo: ciao”. Non sono mancati i canti dei ragazzi di Exodus, che hanno accompagnato tutta la celebrazione. L’ultimo, mentre il feretro veniva portato verso il carro funebre, è stato “Io vagabondo” dei Nomadi. Tutti si sono uniti nel canto, mentre molti si sono avvicinati alla bara, sulla quale era stato posato un girasole, per un ultimo saluto: “Ciao don”.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Banca centrale della Cina rafforza il sostegno finanziario all’economia reale

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La banca centrale cinese ha reso noto che continuerà ad attuare una politica monetaria moderatamente espansiva nel secondo semestre del 2026, rafforzando gli adeguamenti anticiclici e adottando misure concrete per promuovere uno sviluppo economico stabile e in continuo miglioramento.

In un comunicato diffuso ieri al termine della conferenza sul lavoro dedicata alla seconda metà dell’anno, la Banca popolare cinese (PBOC) ha dichiarato che ricorrerà integralmente agli strumenti di politica monetaria e li adeguerà tempestivamente.

Inoltre, la PBOC manterrà un’ampia liquidità, guiderà le istituzioni finanziarie a migliorare l’equilibrio dell’offerta di credito e allineerà la crescita del finanziamento sociale e dell’offerta di moneta agli obiettivi previsti per la crescita economica e ai livelli generali dei prezzi.

La banca promuoverà lo sviluppo di alta qualità di un “board tecnologico” nel mercato obbligazionario, servendosi con costanza di strumenti di condivisione del rischio per l’innovazione tecnologica e di obbligazioni delle imprese private ed esplorando la condivisione delle informazioni e l’applicazione integrata dei dati nel settore della finanza per la scienza e la tecnologia.

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Inoltre, migliorerà il sistema di rafforzamento del credito per le imprese private e le piccole e medie imprese (PMI) e rafforzerà le capacità di servizio finanziario per le PMI nel secondo semestre.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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