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Politica

Mattarella “Nelle nuove generazioni grande capacità creativa, questo crea fiducia”

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MILANO (ITALPRESS) – “Una quantità di scoperte fondamentali che hanno fatto avanzare la conoscenza sono dovute a errori di ricerca, a piste rilevatesi improduttive, è lì che poi hanno aperto degli squarci in direzione di risultati preziosi, imprevisti, non ricercati. Sbagliare è prezioso perché c’è l’ostinazione del continuare a cercare. La passione, e questa generazione ce l’ha, anche molto più di quelle precedenti, è piena di valori positivi. Poi certo devono riversare questa passione nell’orientamento, nella loro strada. Noi possiamo passare a loro il valore della convivenza, non modelli di comportamento. E questo è quello che provoca fiducia, E’ una generazione che ha la capacità anche di trovare errori fatti da chi è punto di riferimento. Vuol dire che c’è una grande capacità di creatività e questo ispira fiducia”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della sua visita alla Fondazione Renzo Piano a Milano.

“Quella di ascoltare è la strada per la pace. Nella dimensione internazionale se ascoltassimo di più, ne avremmo un grande vantaggio”, ha detto. “L’ascolto è la chiave del progresso, della vita. Dovrebbe essere l’attitudine più facile. Siamo nati per ascoltare. E’ sempre strano che è stata sempre un’arte incomprensibilmente difficile. Che bisogno ho di ascoltare quello che mi dicono? C’è una quantità di persone che interloquisce sui social. Dovrebbe essere la più praticata, con chiunque, sempre. Ascoltare chiunque tutti sempre non è una cortesia, è un arricchimento, è una cosa indispensabile. Vale per qualunque tipo di progetto” ha aggiunto.

“Non c’è cosa peggiore che andare avanti in maniera ottusa. E’ uno degli ingredienti fondamentali della democrazia; il sottoporsi a verifiche costanti consente di avere più fiducia in quello che si fa”. Poi rivolto ai giovani, Mattarella ha detto: “E’ importante sempre, alla vostra età, nel pieno della vita come siete, quello di sottoporsi continuamente a verifiche o auto verifiche. Il valore del dubbio: il dubbio verso quello che si sta facendo, che sembra certo a prima vista. Sottoporsi al beneficio del dubbio aiuta a capire i possibili errori, una forte dose di autocritica costante”.

“La saggezza la trovo spesso anche nei bambini e nei ragazzi, però è l’esperienza che, nell’età grande, anche molto grande, consente di esprimere. Non è facile, perché bisogna trasmettere valori di convivenza, non pretendere modelli di comportamento. Sarebbe un abuso pretendere di indicarli. Quello che possiamo fare noi è trasferire valori di convivenza. I modelli di comportamento e le strade sono vostre, non fatevele dire dai vecchi”, ha concluso.

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– foto Quirinale –

(ITALPRESS).

Politica

Barachini “Al via misure straordinarie per edicole, distribuzione ed editori”

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ROMA (ITALPRESS) – “Quando compriamo un quotidiano in edicola vediamo soltanto l’ultimo passaggio di una filiera molto più complessa. Dietro quella copia ci sono editori, giornalisti, distributori nazionali e locali e una rete di punti vendita che negli ultimi anni si è progressivamente ridotta. Per questo abbiamo incontrato a luglio tutti i rappresentanti del settore organizzando un tavolo dedicato al futuro del settore. Un incontro che ha prodotto un intervento straordinario con misure che riguardano tutta la filiera, includendo per la prima volta i distributori, anello cruciale del sistema che consente anche agli abitanti dei piccolissimi Comuni, di sfogliare un giornale e informarsi. Usando ogni risorsa risparmiata, con il Dpcm appena registrato dalla Corte dei Conti ci siamo occupati di tutti gli attori, dagli editori, con contributi specifici, agli edicolanti, che beneficeranno nel complesso di 10 milioni di euro con un bonus per chi ha effettuato consegne a domicilio e l’innalzamento all’80% della misura relativa alle spese ammesse, fino ai distributori che riceveranno un contributo pari quest’anno a 1,5 milioni”. Lo evidenzia in una nota il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini.

“Ora Fieg – prosegue – ha annunciato la convocazione di un tavolo con distributori ed edicolanti per affrontare la situazione resa sempre più difficile dalla contrazione dei volumi e dall’aumento dei costi di trasporto e gestione. Attendiamo le proposte concrete che emergeranno anche da questo tavolo, che seguiremo passo dopo passo con attenzione”.

“Le abitudini di lettura – osserva Barachini – stanno cambiando e continueranno a farlo. Siamo impegnati ad accompagnare questa trasformazione convinti che carta e digitale possano coesistere arricchendo reciprocamente, da un lato, le capacità critiche di ognuno di noi e il dibattito politico, dall’altro la capacità dell’informazione quotidiana di fotografare la realtà con velocità e accuratezza che rimane determinante oggi più che mai nell’era dell’AI per permettere al cittadino di orientarsi e prendere liberamente e consapevolmente le proprie decisioni”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Politica

Treccani, in politica è tempo di ‘capocrazia’

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ROMA (ITALPRESS) – Il confronto sulla nuova legge elettorale ha fatto esplodere l’uso di capocrazia, la concentrazione del potere nelle mani del capo di un partito politico, entrata oggi con forza nel dibattito parlamentare di opposizione e maggioranza, come spiega Michele Cortelazzo in una rubrica del portale Treccani.it dedicata alle parole della neopolitica. Il recente confronto parlamentare sulla nuova legge elettorale ha fatto esplodere l’uso del termine capocrazia, sempre più ricorrente nel dibattito tra maggioranza e opposizione. Questa parola, utilizzata inizialmente soprattutto dagli esponenti dell’opposizione, è stata ripresa anche dalla maggioranza per controbattere o minimizzare le critiche degli avversari.

A ricostruire la storia e la crescente diffusione nel linguaggio della politica di questo neologismo è Michele A. Cortelazzo, linguista e accademico della Crusca, in un articolo della rubrica Le parole della neopolitica, pubblicato su Lingua italiana, il magazine digitale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani.

Utilizzata per la prima volta in un editoriale del costituzionalista Michele Ainis pubblicato su “la Repubblica” il 24 settembre 2017, la parola ha preso il sopravvento a partire dal 2024, e ha trovato spazio fino ad oggi in ben 80 articoli dei quotidiani. Tra i politici che l’hanno utilizzata si segnalano i senatori di AVS Tino Magni, che in una dichiarazione del 10 settembre 2026 ha parlato di “una sorta di capocrazia contraria alla Costituzione” e Peppe De Cristofaro, che in un’intervista al “Manifesto” dell’11 settembre ha definito la proposta di legge elettorale ispirata “al principio della capocrazia, con parlamentari fedeli, l’indicazione del premier e un premio di maggioranza abnorme”.

Anche Enrico Borghi di Italia Viva ha utilizzato il termine, definendo la legge elettorale proposta dalla maggioranza “una forzatura, che denota una crisi della nostra democrazia”, una “capocrazia” e un “premierato nascosto”, come riportato da “Open” il 7 settembre 2026.

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Il neologismo è risuonato più volte anche nelle aule del Parlamento, grazie alla senatrice del Partito Democratico Cecilia D’Elia secondo la quale la nuova proposta di legge elettorale “è un provvedimento che risponde a un’idea di democrazia che si può sintetizzare con la capocrazia”, mentre il collega Daniele Manca ha parlato della trasformazione delle democrazie in capocrazie.

Nella stessa seduta la parola è stata ripresa dalla senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino per contestarne l’utilizzo da parte dell’opposizione: “Vi crogiolate nei vostri neologismi (abbiamo sentito “capocrazia”, “premieratino”), perché lo spauracchio dell’autoritarismo va sempre bene”.

Il giorno successivo anche il capogruppo di Fdi in Senato Lucio Malan e la ministra delle Riforme Maria Elisabetta Alberti Casellati sono intervenuti per respingere con ironia questa scelta lessicale: “Quindi, parlare di deriva autoritaria e di lacerazione del tessuto costituzionale di “capocrazia”, come ho sentito dire, è davvero un fuor d’opera”, ha dichiarato Casellati prendendo le distanze dall’uso che ne fa l’opposizione.

-Foto ufficio stampa Treccani-
(ITALPRESS).

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Politica

Papa Leone XIV a Parigi in visita al centro migranti: “La storia non è scritta da chi si impone”

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Riconoscere il ruolo fondamentale delle donne nella costruzione di una civiltà dell’amore, alternativa alla cultura che disgrega le comunità e rende malate di solitudine le città”. Così Papa Leone XIV in visita al Centro accoglienza migranti, intitolato a Santa Bakita.

“La storia non è scritta da chi si impone, ma da chi fa spazio, avvia alla pace, genera fiducia e incoraggia alla vita”, ha aggiunto nel primo appuntamento della seconda giornata del viaggio apostolico a Parigi.

Poi, si è recato all‘Istituto Cattolico per l’incontro con i membri dell’Assemblea sinodale provinciale, i Catecumeni e i Neofiti. Qui, è stato accolto dall’Arcivescovo Metropolita di Parigi, monsignor Laurent Ulrich, e dal Rettore dell’Istituto, reverendo Emmanuel Petit, dal Presidente del Consiglio di amministrazione e dal Parroco di Saint-Joseph-des-Carmes.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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