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Cronaca

Fondazione Lilly, al via i primi tre progetti di ricerca del Programma 30×30

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ROMA (ITALPRESS) – Fondazione Lilly per l’Italia annuncia i vincitori della prima edizione del Programma 30X30, l’iniziativa decennale con cui la Fondazione si propone di investire oltre 1,5 milioni di euro per finanziare 30 dottorati di ricerca in 30 università italiane, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di ricercatori specializzati nelle politiche sanitarie e nella governance del Servizio Sanitario Nazionale.
Nel corso di questa prima edizione sono stati più di 80 i progetti presentati da parte di Università e centri di ricerca provenienti da 12 regioni italiane – Lazio, Veneto, Toscana, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Campania, Piemonte, Molise, Sicilia, Trentino-Alto Adige e Sardegna. L’elevato numero e il profilo scientifico delle candidature pervenute testimoniano la vitalità del sistema accademico italiano e la crescente domanda di una collaborazione strutturata tra pubblico e privato nella promozione della ricerca.
La valutazione delle progettualità è stata affidata al Comitato Consultivo della Fondazione Lilly e condotta secondo tre criteri fondamentali: la qualità scientifica e il livello di innovatività dei progetti; il curriculum del responsabile scientifico e infine la qualità del piano formativo congruente con le risorse strutturali, tecnologiche e strumentali disponibili per il suo svolgimento.
I tre bandi della prima edizione hanno come temi: Intelligenza Artificiale nella diagnostica e nei percorsi clinici; Equità di accesso alle cure; Utilizzo dei modelli predittivi nella
programmazione sanitaria. Questi i progetti vincitori:
Bando 1 – “Intelligenza Artificiale nella diagnostica e nei percorsi clinici – Uso predittivo e personalizzazione delle cure”: vincitrice l’Università di Pavia con il progetto
“Epistemologically grounded generative artificial intelligence for differential diagnosis and personalized therapy planning”;
Bando 2 – “Equità di accesso alle cure – Strumenti, misurazione e politiche finalizzate a garantire equità orizzontale e verticale”: vincitrice l’Università degli Studi di Roma Tre con il progetto “Sviluppo di un sistema di monitoraggio dell’equità sanitaria”; Bando 3 – “Utilizzo dei modelli predittivi nella programmazione sanitaria – Uso di modelli innovativi e data-driven per la programmazione sanitaria”: vincitrice
l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
“Siamo felici e orgogliosi che questa prima edizione del Programma 30X30 abbia registrato una partecipazione così ampia e di alto profilo scientifico, con oltre 80 progetti provenienti da 12 Regioni italiane. Tutte le progettualità pervenute si sono distinte per l’elevato livello scientifico, confermando la qualità e la vitalità del sistema accademico nazionale” – ha dichiarato Federico Villa, Direttore Generale della Fondazione Lilly per l’Italia. – “L’alto numero di progetti presentati
conferma come la collaborazione pubblico-privato rappresenti oggi un modello strategico per valorizzare il talento delle nuove generazioni e affrontare con tempestività e concretezza le sfide sanitarie del futuro. Promuovere una cultura condivisa che riconosca il valore della ricerca significa investire direttamente nella salute delle persone e nella sostenibilità del sistema sanitario di domani e Fondazione Lilly vuole contribuire in modo concreto e duraturo a questo percorso”.
“Ora pronti per aprire un nuovo capitolo del nostro impegno per supportare l’evoluzione sostenibile del nostro servizio sanitario pubblico ad accesso universalistico – ha dichiarato Benedetta Bitozzi, Direttore Relazioni Esterna della Fondazione Lilly per l’Italia – il nostro obiettivo è creare, a partire già da quest’anno, una piattaforma strutturale di confronto tra tutti gli attori del sistema salute Italia in cui i nuovi modelli di politica sanitaria identificati dai Dottorati possano prendere forma in proposte di efficientamento e semplificazione normativa. Apriremo questa piattaforma ad altri partner che, insieme a noi, vogliono continuare a supportare un accesso alla salute in Italia sempre più equo, uniforme e sostenibile, contribuendo a valorizzare il grande impegno del Ministero della Salute, dell’AIFA e delle Regioni per accelerare l’accesso alle opportunità di cure innovative”.
-foto ufficio stampa Lilly –
(ITALPRESS).

Cronaca

Russell vince a Baku davanti a Verstappen, 4° Leclerc e 5° Antonelli

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BAKU (AZERBAIJAN) (ITALPRESS) – George Russell completa il suo personale capolavoro conquistando la vittoria nel Gran Premio di Azerbaijan. Il pilota della Mercedes, nonostante un brivido finale nel duello con un Max Verstappen mai domo, si assicura la sua ottava vittoria in carriera e riduce il gap dal leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli, quinto sul traguardo dopo la qualifica da dimenticare che lo aveva costretto a partire nelle retrovie. La Red Bull brilla non solo con il quattro volte campione del mondo, che chiude secondo, ma anche con uno strepitoso Isack Hadjar, che al rientro ottiene il suo terzo podio in carriera. La Ferrari resta ancora fuori dalla top 3 con Charles Leclerc e Lewis Hamilton che sono rispettivamente quarto e sesto. Completano la top 10 Arvid Lindblad (Racing Bulls), le due Haas di Esteban Ocon e Oliver Bearman e Carlos Sainz (Williams). La prossima settimana si torna subito in pista in Malesia.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Mps, per i soci l’Opas di Intesa Sanpaolo vale più dell’extra dividendo

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MILANO (ITALPRESS) – Il problema dell’”extra” è che, a guardarlo bene, tanto extra non è. I 4 miliardi che Mps mette sul piatto per difendere la propria strategia su Banco Bpm e Banca Generali sono infatti già dentro Mps. Sono patrimonio della banca, dunque appartengono già, economicamente, ai suoi azionisti. Cambia la tasca in cui finiscono, non la ricchezza complessiva. E’ questo il punto di partenza dell’analisi di Ruggiero Cafari Panico, professore di diritto dell’Unione europea all’Università degli Studi di Milano, pubblicata sul Sole 24 Ore. E da qui nasce il confronto con l’Opas di Intesa Sanpaolo: da una parte un premio che distribuisce patrimonio già esistente, dall’altra risorse che arrivano da un soggetto esterno a Mps.
Il cosiddetto extradividendo vale 1,208 euro per azione: 30,2 centesimi in contanti e 90,6 centesimi attraverso azioni Generali, per un totale vicino ai 4 miliardi. Ma, osserva Cafari Panico, chiamarlo “extra” può essere fuorviante. Come aveva già spiegato Franco Paparella sul Sole 24 Ore, Mps non sta creando nuova ricchezza: sta trasformando una parte del patrimonio che gli azionisti possiedono indirettamente attraverso la banca in denaro e titoli che possiederanno direttamente.
Ed è proprio qui che il confronto con Intesa cambia prospettiva. Il corrispettivo dell’Opas arriva infatti da un soggetto terzo rispetto a Mps: sono risorse nuove trasferite agli azionisti della banca. Non patrimonio di Mps semplicemente redistribuito ai suoi stessi proprietari.
C’è un dettaglio che rischia di sparire dietro il numero dei 4 miliardi. Quando una società distribuisce una parte del proprio patrimonio, quel patrimonio esce dalla società. A parità di tutte le altre condizioni, anche il valore dell’azione tende quindi a rettificarsi. L’azionista riceve 1,208 euro di attività, ma resta proprietario di una banca che si è privata dello stesso patrimonio. Insomma, il dividendo non cade dal cielo: esce dalla cassaforte della banca.
E c’è il fisco. Per una persona fisica residente in Italia, nello scenario considerato da Cafari Panico, l’intera distribuzione sarebbe tassata al 26%, compresa la componente ricevuta in azioni Generali. Il conto sarebbe di circa 31,4 centesimi per azione, più dei 30,2 centesimi incassati in contanti. Per pagare l’imposta, dunque, l’azionista potrebbe dover mettere mano ad altra liquidità o vendere una parte delle azioni ricevute.
Da qui anche il problema della trasparenza. Secondo Cafari Panico, l’extradividendo non dovrebbe essere presentato soltanto come un vantaggio per i soci, ma anche come un’operazione che riduce il patrimonio di Mps e incide sul valore economico delle azioni utilizzate nelle due Ops.
Non è un dettaglio, soprattutto dopo l’intervento della Consob sui concambi delle offerte Mps. Il valore delle operazioni deve essere considerato anche prendendo come riferimento il 5 giugno, ultimo giorno di Borsa prima dell’annuncio dell’Opas di Intesa, così da evitare che il successivo rialzo del titolo Mps, provocato dall’arrivo dell’offerta concorrente, alteri il confronto.
Non trascurabile il tema prudenziale. Una distribuzione di queste dimensioni, accompagnata dalla riduzione del capitale e dall’utilizzo di riserve, modifica la struttura patrimoniale della banca. La sua sostenibilità, sottolinea il professore, deve quindi essere valutata autonomamente dalle autorità di vigilanza e non può essere ricavata soltanto dalle proiezioni sul parametro patrimoniale del futuro gruppo.
Ma il capitolo più delicato, forse, è quello di Generali. Mps, attraverso Mediobanca, è oggi il primo azionista della compagnia con il 13,35%. Circa tre dei quattro miliardi dell’extradividendo verrebbero distribuiti proprio attraverso azioni Generali. Il risultato, secondo i calcoli di Cafari Panico, sarebbe la fuoriuscita di circa 4,5 punti percentuali dal pacchetto oggi concentrato nelle mani di Mps/Mediobanca. La partecipazione residua scenderebbe così, indicativamente, intorno all’8,8%.
Quasi cinque punti percentuali di Generali passerebbero dunque da un unico grande azionista a una pluralità di azionisti, diventando liberamente negoziabili. Mps perderebbe peso e, contemporaneamente, aumenterebbe la contendibilità di una quota importante di uno dei principali gruppi assicurativi europei.
Anche qui il confronto con Intesa, nell’analisi del professore, è netto. Senza la distribuzione straordinaria, la partecipazione in Generali resterebbe concentrata all’interno di un grande gruppo bancario italiano, assicurando maggiore continuità a una presenza azionaria italiana significativa. Un elemento che può assumere rilievo anche sul terreno del golden power, considerando la natura strategica del settore assicurativo.
Alla fine, il conto proposto da Cafari Panico è meno spettacolare dei 4 miliardi annunciati, ma forse più istruttivo. L’extradividendo di Mps porta agli azionisti qualcosa che, in larga misura, possiedono già: lo prende dalla banca e lo mette direttamente nelle loro mani, pagando però un prezzo in termini di patrimonio, fiscalità e, per Generali, di concentrazione azionaria. L’Opas di Intesa, invece, mette sul tavolo risorse che arrivano da fuori Mps. Ed è qui che il “regalo” cambia natura: nel primo caso si apre la cassaforte di casa, nel secondo qualcuno arriva con una cassaforte nuova.

– Foto Intesa Sanpaolo e Mps –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Italia eliminata in semifinale dall’Ucraina alla Billie Jean King Cup

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SHENZHEN (CINA) (ITALPRESS) – L’Italia della Billie Jean King Cup è costretta ad abdicare. Dopo aver vinto le ultime due edizioni, le azzurre di Tathiana Garbin alzano bandiera bianca in semifinale, cedendo per 2-0 all’Ucraina che domani contenderà il titolo alla Repubblica Ceca, vittoriosa sulla Spagna. Niente miracolo stavolta per Jasmine Paolini, che giovedì aveva guidato la rimonta sulla Cina: sul cemento indoor dello Shenzhen Bay Sports Centre la 30enne di Bagni di Lucca, che aveva vinto gli ultimi 5 singolari in BJK Cup (non perdeva dalla semifinale 2024 contro Iga Swiatek), deve arrendersi a Elina Svitolina, numero 7 del mondo, per 6-2 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Una sconfitta che, sommata a quella dell’esordiente Tyra Grant – preferita all’acciaccata Elisabetta Cocciaretto – per mano di Anhelina Kalinina (6-3 6-4) decreta l’eliminazione dell’Italia.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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