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Cronaca

Tirzepatide e orforglipron, peso mantenuto nel lungo periodo

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SESTO FIORENTINO (ITALPRESS) – Eli Lilly and Company ha annunciato oggi i risultati dettagliati di due studi di fase avanzata che dimostrano che le persone affette da obesità provenienti da una terapia con incretine iniettabili alla massima dose hanno mantenuto la perdita di peso a lungo termine dopo il passaggio a orforglipron o a una dose più bassa di tirzepatide. I risultati degli studi SURMOUNT-MAINTAIN e ATTAIN-MAINTAIN sono stati presentati al 33° Congresso Europeo sull’Obesità (ECO) in corso a Istanbul e pubblicati rispettivamente su The Lancet e Nature Medicine.
“I trial SURMOUNT-MAINTAIN e ATTAIN-MAINTAIN spostano il focus dalla perdita di peso iniziale alla durabilità e ai benefici cardiometabolici a lungo termine. Un cambio di prospettiva importante, che riflette la complessità clinica dell’obesità: una patologia cronica che richiede un trattamento continuativo nel tempo – afferma Paolo Sbraccia Professore Ordinario di Medicina Interna, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Direttore della UOC di Medicina Interna e del Centro per la Cura dell’Obesità, Policlinico Tor Vergata -. I dati sono chiari: sia con tirzepatide che con orforglipron la perdita di peso viene mantenuta senza recupero significativo. ATTAIN-MAINTAIN, in particolare, supporta una continuità dei risultati in termini di efficacia nel passaggio iniettivo a orale e, pur senza implicare un’equivalenza diretta tra le due formulazioni, avvalora l’ipotesi di una continuità terapeutica”.
Nello studio SURMOUNT-MAINTAIN, sia tirzepatide MTD che tirzepatide 5 mg hanno raggiunto l’endpoint primario e tutti gli endpoint secondari chiave, dimostrando il mantenimento della perdita di peso dopo 60 settimane di trattamento iniziale con tirzepatide MTD. L’endpoint primario era dimostrare che la continuazione del trattamento con tirzepatide, sia a una dose ridotta di 5 mg che alla MTD, fosse superiore al placebo in termini di variazione percentuale del peso corporeo alla settimana 112. Alla settimana 112, i pazienti che hanno continuato il trattamento con tirzepatide MTD hanno mantenuto tutta la perdita di peso precedente, mentre la riduzione della dose a 5 mg ha permesso di mantenere in media tutta la perdita di peso, con uno scostamento medio di 5,6 kg.
Lo studio ATTAIN-MAINTAIN ha dimostrato che il passaggio a orforglipron favorisce anche il mantenimento del peso a lungo termine, raggiungendo l’endpoint primario e tutti gli endpoint secondari chiave sia utilizzando l’estimatore di efficacia che quello del regime terapeutico 1, 2. L’endpoint primario era dimostrare che orforglipron fosse superiore al placebo nella percentuale di mantenimento della riduzione del peso corporeo tra i partecipanti allo studio SURMOUNT-5 che avevano precedentemente raggiunto un plateau di peso corporeo. Alla settimana 52, i partecipanti che sono passati da semaglutide MTD a orforglipron hanno mantenuto tutta la perdita di peso precedentemente raggiunta tranne 0,9 kg, mentre quelli che sono passati da tirzepatide MTD a orforglipron hanno mantenuto tutta la perdita di peso con uno scostamento medio di 5,0 kg.
“L’obesità è una malattia cronica che richiede un trattamento a lungo termine, e i pazienti hanno bisogno di più opzioni che possano seguire nel lungo periodo – ha affermato Kenneth Custer, Ph.D., vicepresidente esecutivo e presidente di Lilly Cardiometabolic Health -. Siamo incoraggiati dai risultati di SURMOUNT-MAINTAIN e ATTAIN-MAINTAIN, che hanno dimostrato che sia tirzepatide che orforglipron, un GLP-1 orale da assumere una volta al giorno, hanno garantito un mantenimento duraturo della perdita di peso. Lilly si impegna a fornire alle persone diverse opzioni terapeutiche nel loro percorso di dimagrimento”.
In entrambi gli studi, orforglipron e tirzepatide hanno dimostrato profili di sicurezza coerenti con i precedenti studi di Fase 3. Nello studio ATTAIN-MAINTAIN, gli eventi avversi più comuni con orforglipron rispetto al placebo sono stati nausea (18,8% vs. 4,1%), stitichezza (13,1% vs. 4,1%), vomito (8,3% vs. 3,4%) o diarrea (7,4% vs. 7,5%). I tassi di interruzione del trattamento a causa di eventi avversi per i pazienti randomizzati al placebo o a orfroglipron sono stati del 4,8% (orforglipron da semaglutide), del 7,6% (placebo da semaglutide), del 7,2% (orforglipron da tirzepatide) e del 6,3% (placebo da tirzepatide). Nello studio SURMOUNT-MAINTAIN, gli eventi avversi più comuni durante il periodo di mantenimento con tirzepatide MTD e tirzepatide 5 mg rispetto al placebo sono stati diarrea (7,2% e 4,9% contro 1,1%), vomito (6,5% e 0,7% contro 0%) e nausea (5,8% e 4,2% contro 2,2%). I tassi di interruzione del trattamento a causa di eventi avversi durante il periodo di mantenimento con tirzepatide MTD, tirzepatide 5 mg e placebo sono stati rispettivamente dello 0%, dello 0,7% e dello 0%.

– Foto ufficio stampa Eli Lilly –

(ITALPRESS).

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Russell vince a Baku davanti a Verstappen, 4° Leclerc e 5° Antonelli

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BAKU (AZERBAIJAN) (ITALPRESS) – George Russell completa il suo personale capolavoro conquistando la vittoria nel Gran Premio di Azerbaijan. Il pilota della Mercedes, nonostante un brivido finale nel duello con un Max Verstappen mai domo, si assicura la sua ottava vittoria in carriera e riduce il gap dal leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli, quinto sul traguardo dopo la qualifica da dimenticare che lo aveva costretto a partire nelle retrovie. La Red Bull brilla non solo con il quattro volte campione del mondo, che chiude secondo, ma anche con uno strepitoso Isack Hadjar, che al rientro ottiene il suo terzo podio in carriera. La Ferrari resta ancora fuori dalla top 3 con Charles Leclerc e Lewis Hamilton che sono rispettivamente quarto e sesto. Completano la top 10 Arvid Lindblad (Racing Bulls), le due Haas di Esteban Ocon e Oliver Bearman e Carlos Sainz (Williams). La prossima settimana si torna subito in pista in Malesia.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Mps, per i soci l’Opas di Intesa Sanpaolo vale più dell’extra dividendo

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MILANO (ITALPRESS) – Il problema dell’”extra” è che, a guardarlo bene, tanto extra non è. I 4 miliardi che Mps mette sul piatto per difendere la propria strategia su Banco Bpm e Banca Generali sono infatti già dentro Mps. Sono patrimonio della banca, dunque appartengono già, economicamente, ai suoi azionisti. Cambia la tasca in cui finiscono, non la ricchezza complessiva. E’ questo il punto di partenza dell’analisi di Ruggiero Cafari Panico, professore di diritto dell’Unione europea all’Università degli Studi di Milano, pubblicata sul Sole 24 Ore. E da qui nasce il confronto con l’Opas di Intesa Sanpaolo: da una parte un premio che distribuisce patrimonio già esistente, dall’altra risorse che arrivano da un soggetto esterno a Mps.
Il cosiddetto extradividendo vale 1,208 euro per azione: 30,2 centesimi in contanti e 90,6 centesimi attraverso azioni Generali, per un totale vicino ai 4 miliardi. Ma, osserva Cafari Panico, chiamarlo “extra” può essere fuorviante. Come aveva già spiegato Franco Paparella sul Sole 24 Ore, Mps non sta creando nuova ricchezza: sta trasformando una parte del patrimonio che gli azionisti possiedono indirettamente attraverso la banca in denaro e titoli che possiederanno direttamente.
Ed è proprio qui che il confronto con Intesa cambia prospettiva. Il corrispettivo dell’Opas arriva infatti da un soggetto terzo rispetto a Mps: sono risorse nuove trasferite agli azionisti della banca. Non patrimonio di Mps semplicemente redistribuito ai suoi stessi proprietari.
C’è un dettaglio che rischia di sparire dietro il numero dei 4 miliardi. Quando una società distribuisce una parte del proprio patrimonio, quel patrimonio esce dalla società. A parità di tutte le altre condizioni, anche il valore dell’azione tende quindi a rettificarsi. L’azionista riceve 1,208 euro di attività, ma resta proprietario di una banca che si è privata dello stesso patrimonio. Insomma, il dividendo non cade dal cielo: esce dalla cassaforte della banca.
E c’è il fisco. Per una persona fisica residente in Italia, nello scenario considerato da Cafari Panico, l’intera distribuzione sarebbe tassata al 26%, compresa la componente ricevuta in azioni Generali. Il conto sarebbe di circa 31,4 centesimi per azione, più dei 30,2 centesimi incassati in contanti. Per pagare l’imposta, dunque, l’azionista potrebbe dover mettere mano ad altra liquidità o vendere una parte delle azioni ricevute.
Da qui anche il problema della trasparenza. Secondo Cafari Panico, l’extradividendo non dovrebbe essere presentato soltanto come un vantaggio per i soci, ma anche come un’operazione che riduce il patrimonio di Mps e incide sul valore economico delle azioni utilizzate nelle due Ops.
Non è un dettaglio, soprattutto dopo l’intervento della Consob sui concambi delle offerte Mps. Il valore delle operazioni deve essere considerato anche prendendo come riferimento il 5 giugno, ultimo giorno di Borsa prima dell’annuncio dell’Opas di Intesa, così da evitare che il successivo rialzo del titolo Mps, provocato dall’arrivo dell’offerta concorrente, alteri il confronto.
Non trascurabile il tema prudenziale. Una distribuzione di queste dimensioni, accompagnata dalla riduzione del capitale e dall’utilizzo di riserve, modifica la struttura patrimoniale della banca. La sua sostenibilità, sottolinea il professore, deve quindi essere valutata autonomamente dalle autorità di vigilanza e non può essere ricavata soltanto dalle proiezioni sul parametro patrimoniale del futuro gruppo.
Ma il capitolo più delicato, forse, è quello di Generali. Mps, attraverso Mediobanca, è oggi il primo azionista della compagnia con il 13,35%. Circa tre dei quattro miliardi dell’extradividendo verrebbero distribuiti proprio attraverso azioni Generali. Il risultato, secondo i calcoli di Cafari Panico, sarebbe la fuoriuscita di circa 4,5 punti percentuali dal pacchetto oggi concentrato nelle mani di Mps/Mediobanca. La partecipazione residua scenderebbe così, indicativamente, intorno all’8,8%.
Quasi cinque punti percentuali di Generali passerebbero dunque da un unico grande azionista a una pluralità di azionisti, diventando liberamente negoziabili. Mps perderebbe peso e, contemporaneamente, aumenterebbe la contendibilità di una quota importante di uno dei principali gruppi assicurativi europei.
Anche qui il confronto con Intesa, nell’analisi del professore, è netto. Senza la distribuzione straordinaria, la partecipazione in Generali resterebbe concentrata all’interno di un grande gruppo bancario italiano, assicurando maggiore continuità a una presenza azionaria italiana significativa. Un elemento che può assumere rilievo anche sul terreno del golden power, considerando la natura strategica del settore assicurativo.
Alla fine, il conto proposto da Cafari Panico è meno spettacolare dei 4 miliardi annunciati, ma forse più istruttivo. L’extradividendo di Mps porta agli azionisti qualcosa che, in larga misura, possiedono già: lo prende dalla banca e lo mette direttamente nelle loro mani, pagando però un prezzo in termini di patrimonio, fiscalità e, per Generali, di concentrazione azionaria. L’Opas di Intesa, invece, mette sul tavolo risorse che arrivano da fuori Mps. Ed è qui che il “regalo” cambia natura: nel primo caso si apre la cassaforte di casa, nel secondo qualcuno arriva con una cassaforte nuova.

– Foto Intesa Sanpaolo e Mps –

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Italia eliminata in semifinale dall’Ucraina alla Billie Jean King Cup

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SHENZHEN (CINA) (ITALPRESS) – L’Italia della Billie Jean King Cup è costretta ad abdicare. Dopo aver vinto le ultime due edizioni, le azzurre di Tathiana Garbin alzano bandiera bianca in semifinale, cedendo per 2-0 all’Ucraina che domani contenderà il titolo alla Repubblica Ceca, vittoriosa sulla Spagna. Niente miracolo stavolta per Jasmine Paolini, che giovedì aveva guidato la rimonta sulla Cina: sul cemento indoor dello Shenzhen Bay Sports Centre la 30enne di Bagni di Lucca, che aveva vinto gli ultimi 5 singolari in BJK Cup (non perdeva dalla semifinale 2024 contro Iga Swiatek), deve arrendersi a Elina Svitolina, numero 7 del mondo, per 6-2 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Una sconfitta che, sommata a quella dell’esordiente Tyra Grant – preferita all’acciaccata Elisabetta Cocciaretto – per mano di Anhelina Kalinina (6-3 6-4) decreta l’eliminazione dell’Italia.
– foto Ipa Agency –
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