Economia
Per Mondadori Digital ricavi di oltre 100 milioni, EBITDA a 20 milioni
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3 mesi fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Consolidare la leadership nel mercato dei media digitali attraverso una mirata strategia di M&A, l’integrazione nativa dell’Intelligenza Artificiale e una forte spinta verso l’internazionalizzazione. Sono queste le tre direttrici di crescita al centro del piano di sviluppo di Mondadori Digital, la neocostituita società del Gruppo Mondadori dedicata all’innovazione tecnologica, al MarTech e all’AI. La nuova digital company si presenta al mercato forte di ricavi proforma 2025 di oltre 100 milioni di euro e un EBITDA superiore ai 20 milioni di euro, frutto del successo di un ecosistema cross-mediale unico con una fanbase di oltre 137 milioni di follower tra Italia ed estero e 33 milioni di utenti unici mensili. La società ha costruito un’identità distintiva che le consente di posizionarsi come l’editore delle eccellenze italiane grazie alla leadership nei verticali più rappresentativi e ad alto valore del Made in Italy, ovvero food, design, wellness & lifestyle, grazie a brand editoriali leader, community altamente fidelizzate e capacità avanzate di monetizzazione digitale. “Mondadori Digital è la prova tangibile della capacità del Gruppo Mondadori di crescere creando nuove realtà di valore, così come già avvenuto in altri business, tra i quali l’Education”, ha sottolineato Antonio Porro, amministratore delegato del Gruppo Mondadori.
“Abbiamo iniziato a investire nel digitale diversi anni fa, grazie alla visione di lungo periodo del nostro presidente e azionista Marina Berlusconi: una strategia che abbiamo perseguito con determinazione fino a rendere Mondadori Digital una realtà autonoma e leader di mercato. Oggi la Società rappresenta non solo un solido business, ma anche un hub di sperimentazione e innovazione che ci consente di testare sul campo soluzioni d’avanguardia applicabili anche al resto dell’azienda. E, per il futuro, il nostro obiettivo è di accelerarne ulteriormente lo sviluppo”. Il percorso evolutivo, il posizionamento competitivo e la visione strategica della società sono stati illustrati da Andrea Santagata, amministratore delegato di Mondadori Digital, insieme a Stefano Argiolas, chief AI officer del Gruppo Mondadori, e Ferdinando Napoli, amministratore delegato di Edilportale, con le conclusioni di Antonio Porro. “In uno scenario sempre più caratterizzato da un’evoluzione dei modelli distributivi e delle modalità di produzione, Mondadori Digital si pone come uno dei player editoriali più importanti a livello europeo nel digitale e sui social e uno degli operatori meglio strutturati per cavalcare l’evoluzione del settore”, ha evidenziato Andrea Santagata. “L’editoria sta attraversando una trasformazione profonda: cambiano i format, i canali di comunicazione, il rapporto con le audience e il ruolo stesso dei contenuti. Mondadori Digital è nata proprio per interpretare questa evoluzione con un approccio che unisce competenze editoriali, innovazione tecnologica e centralità delle persone”. L’obiettivo, ha spiegato, è “consolidare la Società come punto di riferimento nell’ecosistema digitale italiano e internazionale, valorizzando il patrimonio editoriale e culturale attraverso innovazione tecnologica, AI e nuovi linguaggi di comunicazione. In questa prospettiva ci poniamo come il principale soggetto aggregatore del mercato digitale italiano, facendo leva su un nuovo modello di business scalabile e distintivo che punta su community verticali e MarTech. A supporto di questa visione – conclude Santagata – si pongono sia il rilevante track record acquisitivo dell’ultimo quinquennio sia l’appartenenza al Gruppo Mondadori, che ci garantisce credibilità strategica e un’elevata capacità di investimento”.
L’attività di Mondadori Digital si fonda sulla produzione e distribuzione multipiattaforma di contenuti proprietari in grado di ingaggiare pubblici ad alto valore, generando opportunità di monetizzazione attraverso video advertising premium, branded content, influencer e creator marketing, oltre a una gamma evoluta di servizi MarTech full-funnel. Il modello di creazione di valore combina capitale umano – team editoriali, creator, community – con processi AI-enabled, brand editoriali leader con infrastrutture tecnologiche scalabili per l’ottimizzazione di dati e campagne adv e l’espansione selettiva del modello su mercati chiave, un hub nativo per la gestione e la valorizzazione dei top talent digitali con la capacità di selezionare, integrare e accelerare realtà sinergiche ad alto potenziale. L’approccio di Mondadori Digital nei confronti dell’AI si basa su due pilastri fondamentali: evoluzione del prodotto e innovazione dei modelli di business. L’intelligenza artificiale viene così integrata all’interno dei workflow editoriali, nella distribuzione e nei processi di monetizzazione. Un processo che ha permesso a Mondadori Digital di mettere in campo una serie di innovazioni, tra cui chatbot AI per marketing e performance, AI per supporto editoriale e motore di ricerca AI per Archiproducts. Forte di cinque anni di continua innovazione e creazione di valore, Mondadori Digital punta ad ampliare il proprio portafoglio attraverso l’acquisizione mirata di talenti, competenze e realtà innovative, coerentemente con il piano di sviluppo del Gruppo Mondadori finalizzato a consolidare il presidio nel digital. L’ultimo esempio è rappresentato dall’ingresso con una quota di maggioranza in Edilportale.com, la principale piattaforma digitale italiana per architettura e costruzioni. Tra i principali asset della Società Archiproducts, ecosistema leader europeo nel design e interior architecture.
L’acquisizione ha rappresentato un passaggio strategico per il rafforzamento di Mondadori Digital nel verticale design, l’accelerazione del percorso di crescita internazionale della società e l’ampliamento dell’offerta di prodotti e servizi, valorizzando sinergie industriali, editoriali e commerciali lungo tutta la catena del valore. Parallelamente, Mondadori Digital continuerà a investire nelle attività MarTech e AdTech, facendo leva su tecnologie proprietarie, soluzioni AI-driven e strumenti di conversational e performance marketing, con l’obiettivo di sviluppare nuovi modelli di engagement, lead generation e monetizzazione digitale. Tra i più recenti passi per rafforzare l’offerta del polo MarTech, si ricorda la fusione di Hej! nella digital company AdKaora. Un’operazione che ha fatto evolvere in modo strategico le due realtà in un’unica entità operativa, leader di mercato, grazie a un hub tecnologico altamente specializzato in soluzioni digitali full-funnel: dalla brand awareness alla lead generation, fino alla conversione finale. Mondadori Digital guarda con grande interesse ai mercati internazionali che rappresentano oggi il 15-20% dei suoi ricavi totali. L’espansione all’estero della società parte dalla presenza in Spagna con AdKaora Iberia, che genera il 25% del fatturato totale della digital company della società, a dimostrazione della scalabilità internazionale del modello. Un ulteriore passo si è realizzato oltreoceano con la costituzione lo scorso marzo di GialloZafferano USA Inc. Attualmente il media brand numero uno della cucina italiana raccoglie il 35% dei ricavi da mercati esteri (principalmente USA, UK, Francia, Germania e Spagna) interagendo con oltre 42 milioni di fan internazionali. Completa il quadro Archiproducts, riferimento a livello globale nello sviluppo di contenuti, servizi e piattaforme per professionisti e aziende del settore dell’architettura, del design e dell’edilizia.
– foto xm4/Italpress –
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6 Settembre 2026di
Redazione
CERNOBBIO (ITALPRESS) – “L’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente nel senso che noi abbiamo fatto delle valutazioni molto prudenziali per quanto riguarda la crescita, tenuto conto sia dell’impatto della guerra commerciale dei dazi sia dell’impatto della crisi del Medio Oriente. Oggi, per ora, abbiamo acquisito lo 0,8%. Se le cose vanno come da indicatori potremmo avvicinarsi anche all’1%”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Forum Teha di Cernobbio.
– foto IPA Agency –
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Economia
Italo, Montezemolo “In Germania una nuova sfida, so che ce la faremo”
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5 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Lo sbarco di Italo in Germania “significa molto, se penso a come partimmo, col fondamentale sostegno di alcuni amici e di Banca Intesa”. Così il presidente di Italo, Luca Cordero di Montezemolo, in un’intervista a Milano Finanza. “La concorrenza è un vaccino, non un virus, e dalla nostra esperienza italiana, da cui anche Banca Intesa ha avuto un guadagno eccellente dal suo investimento, intendiamo muoverci per l’operazione in Germania. In Italia abbiamo fatto segnare un boom dell’utilizzo del treno rispetto all’aereo, prima era al 30% rispetto al 70%, ora l’utilizzo del mezzo sui binari si è capovolto come proporzioni. E abbiamo migliorato la qualità del servizio, delle stazioni e dei mezzi. Ci hanno guadagnato tutti”, spiega. Su possibili paletti tedeschi, Montezemolo dice: “Non lo so, certo qualcosa ci aspettiamo dall’ultimo operatore nazionale monopolista rimasto nei paesi europei, Deutsche Bahn. So che affronteremo le difficoltà di chi entra in un mercato con un monopolio quello ferroviario tedesco, ma abbiamo le spalle grosse e se penso proprio a quello che abbiamo passato in Italia, quando sfidammo il monopolio delle Ferrovie dello Stato, so che ce la faremo anche in Germania”. Poi, sul perché Italo ha scelto la Germania, aggiunge: “Perché è un paese perfetto per il treno, da questo punto di vista assomiglia molto all’Italia, ed è in ritardo dal punto di vista delle infrastrutture e del grado di soddisfazione della clientela”.
“In principio saranno collegate 18 città tedesche con 50 servizi giornalieri. Poi la Germania è il cuore dell’Europa, possiamo collegare il Nord, dall’Olanda al Mare del Nord, tutto l’Est, la Polonia, la Repubblica Ceca, l’Austria, e il Sud, con l’Italia. E poi faremo lavorare i tedeschi, i fornitori. Si tratta di un’operazione da 3,6 miliardi, 26 treni più un’opzione per altri 14 e 30 anni di manutenzione, 2.500 assunzioni in Germania tra dirette e indirette, una società tedesca con management e personale tedesco. Stiamo allestendo la macchina, che avrà un software italiano ma un hardware tedesco”. Infine, sulla crisi del settore auto, Montezemolo sottolinea che “le regole europee non hanno di certo aiutato perché fissare al 2035 la fine dei motori termici è stato sbagliato. L’Europa ha dato un bel colpo all’auto. Poi non ha aiutato il fatto che le case automobilistiche non hanno capito prima la crisi che stava arrivando. In terzo luogo, non ha aiutato il fatto che i giovani non desiderano più le auto ma preferiscono cambiare lo smartphone. Quarto elemento sono le zone a traffico limitato che hanno ridotto la circolazione e ovviamente anche l’aspetto climatico. Quinto elemento il boom delle macchine piccole, che ha ridotto i margini di molto e l’avvento di quelle cinesi“, chiosa.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Desertificazione commerciale e piattaforme online delocalizzano 16,7 miliardi di consumi
Pubblicato
2 giorni fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Meno negozi, meno ricchezza che resta sul territorio. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali di eCommerce hanno sottratto valore ai circuiti economici locali, “delocalizzando” circa 16,7 miliardi di spesa delle famiglie. È quanto emerge dalle elaborazioni Confesercenti sulla dinamica delle imprese e sugli effetti della desertificazione commerciale, che in sei anni ha visto scomparire oltre 111mila imprese dal commercio al dettaglio. L’arretramento della rete commerciale non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni e servizi, ma ha indebolito i sistemi territoriali. Lo spostamento degli acquisti dai negozi sotto casa alle piattaforme internazionali non è infatti neutro per le economie locali: secondo le stime Confesercenti, per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nel circuito economico locale, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità.
Quando invece la stessa spesa si sposta sui grandi marketplace online internazionali, circa 70 euro escono dal territorio. Meno acquisti nella rete fisica significano quindi una quota maggiore di consumi che non alimenta più l’economia locale. A subire la maggior perdita di ricchezza è il Centro, dove la quota di consumi uscita dal circuito dell’economia locale tra il 2019 e il 2025 è stimata in oltre 5,3 miliardi di euro. Seguono il Sud, con circa 4 miliardi, il Nord-Ovest con quasi 3,2 miliardi, il Nord-Est con circa 2,6 miliardi e le Isole con oltre 1,6 miliardi. A livello regionale è invece il Lazio a registrare l’impatto maggiore, con circa 3,2 miliardi di spesa delle famiglie non più trattenuta dal circuito economico locale. Seguono la Lombardia, con oltre 1,7 miliardi, e la Campania, con circa 1,6 miliardi. Superano il miliardo anche il Veneto, con circa 1,2 miliardi, la Toscana, anch’essa intorno a 1,2 miliardi, e la Sicilia, con poco più di 1 miliardo di euro. In Piemonte l’impatto sfiora invece il miliardo.
I 16,7 miliardi totali di spesa dirottata rappresentano però soltanto la componente economicamente quantificabile della desertificazione. Restano fuori dal conto la minore disponibilità di beni e servizi e gli effetti su presidio urbano, sicurezza, coesione sociale e qualità della vita: elementi difficili da tradurre in euro, ma fondamentali per le comunità. Secondo Confesercenti il commercio di prossimità agisce come una vera e propria infrastruttura territoriale. Attorno a ogni attività si muovono occupazione diffusa, redditi, immobili attivi, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali e una rete di beni e servizi accessibili, cui si aggiungono presidio degli spazi urbani, sicurezza e coesione sociale. La progressiva riduzione delle attività commerciali fisiche, insieme al cambiamento delle abitudini di acquisto, modifica profondamente questo equilibrio. L’e-commerce – osserva Confesercenti – rappresenta un’opportunità, soprattutto quando si integra con la rete dei negozi e consente anche alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati. Diverso è l’effetto quando gli acquisti si spostano sulle grandi piattaforme marketplace internazionali, perché una quota significativa del valore della vendita si allontana dalla residenza dell’acquirente.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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