Politica
Romano “Vannacci? Chi vuole governare deve unire il Paese, non dividerlo”
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3 settimane fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – In vista del voto il dibattito si è concentrato sui numeri e sulle alleanze possibili. Francesco Saverio Romano, in una intervista all’Italpress, rovescia l’ordine del discorso e parte da una tesi netta, valida a destra come a sinistra: vincere le elezioni non basta, conta poter governare il giorno dopo.
– Onorevole Romano, in un suo intervento recente è partito da Carlo Levi, “Le parole sono pietre”. Perché?
“Perché Levi aveva capito una cosa semplice e oggi dimenticata, che certe parole non scivolano via come l’acqua, restano e pesano, su chi le riceve e su chi le pronuncia. La politica discute di numeri e di alleanze come se governare fosse un’addizione. Non lo è. Governare è una responsabilità verso il Paese, e le parole con cui ci si presenta agli italiani contano quanto i programmi”.
– A quali parole pensa, in particolare? A quelle di Roberto Vannacci?
“Penso a parole che conosciamo tutti. Agli omosessuali ha scritto che “normali non lo siete, fatevene una ragione”. Di Paola Egonu, una campionessa che ha portato in alto il tricolore, ha detto che i suoi tratti somatici non rappresenterebbero l’italianità. Ha riproposto come accettabile un vocabolario di insulti che la civiltà giuridica aveva archiviato da tempo. Ha trattato gli immigrati come ospiti tenuti a ringraziare e destinati comunque a restare diversi”.
– Una destra può però essere severa sull’immigrazione e difendere la famiglia. Non sta facendo un processo alle idee?
“No, e tengo a distinguere. Si può discutere di immigrazione con fermezza, si può difendere la famiglia e la sicurezza senza umiliare nessuno, e una destra di governo seria lo fa ogni giorno. Il problema non è la severità delle idee. Il problema è che un partito chiamato a governare l’Italia rappresenta tutti gli italiani, compresi quelli che Vannacci ha messo fuori dal recinto della normalità o dell’italianità. Chi siede al tavolo di una maggioranza non può avere accanto chi nega in via di principio la pari dignità di una parte dei cittadini che dovrebbe servire”.
– È solo una questione di parole, o anche di linea politica?
“C’è soprattutto la politica estera, ed è qui che la distanza diventa incolmabile. Le posizioni del generale sulla Russia e su Putin sono note, e contraddicono in modo frontale la collocazione atlantica ed europea che questo governo ha tenuto con coerenza, dal sostegno all’Ucraina alla fedeltà all’Alleanza. Una coalizione non regge se al suo interno convivono due politiche estere opposte. Basterebbe il primo Consiglio europeo, basterebbe il primo vertice della NATO, per mandarla in frantumi”.
– Vannacci però porta voti. Non converrebbe tenerlo dentro la coalizione?
“Vannacci non chiede di entrare in una coalizione, chiede di rifondarla a propria immagine, sotto la bandiera di una “vera destra” identitaria. Ma una destra che per inseguire la sua frangia più estrema espelle la propria anima moderata, popolare, liberale ed europea, non guadagna forza, perde l’equilibrio. Perde proprio la parte che la rende capace di governare e di parlare al Paese reale, quello che chiede strade, sanità, lavoro e bollette sostenibili, non slogan da talk show”. – Lei però critica con la stessa durezza anche l’altro campo. Vale lo stesso ragionamento? “Vale lo stesso ragionamento, rovesciato. Alleanza Verdi e Sinistra porta idee legittime e una tradizione rispettabile, lo riconosco. Ma le sue posizioni di fondo restano incompatibili con un governo che voglia durare”.
– In che senso incompatibili?
“Sulla difesa, Avs è contraria all’aumento delle spese militari e ha avversato la scelta di sostenere militarmente l’Ucraina, in nome di un pacifismo che mette in discussione la solidarietà atlantica. Sull’economia rivendica l’ambizione della trasformazione contro quello che chiama il disastro del pragmatismo, e fa del salario minimo e della contestazione del mercato la propria bandiera. Sono posizioni che si scontrano in modo diretto con la linea di Matteo Renzi, atlantista convinto, sostenitore di Kiev, riformista e liberale in economia. Non è una sfumatura tra alleati, è una frattura di sistema”.
– Fratoianni dice di non porre veti. Non è un’apertura?
“Fratoianni dice di non porre veti, ma di riservarsi il giudizio su ogni scelta. Tradotto, significa che si riserva di rompere ogni volta che una decisione gli sembrerà troppo poco radicale. È esattamente la condizione che rende una maggioranza instabile già dal primo giorno. E del resto Renzi non ha alcuna affinità reale né con Schlein né con Conte. Quel campo largo non è un progetto, è una somma. E in politica le somme di forze incompatibili non governano, si paralizzano”.
– Il filo del suo ragionamento, allora, è che vincere non basta.
“È il punto che troppi fingono di non vedere. Vincere le elezioni, da soli, non significa nulla. Anzi, vincere senza poter governare è peggio che perdere, perché illude i cittadini e blocca le istituzioni, preparando la crisi successiva. La storia della Seconda Repubblica è piena di maggioranze nate per battere l’avversario e morte per la propria incoerenza. Sono state quelle, più ancora delle sconfitte, a logorare la fiducia degli italiani nella politica”. – E in tutto questo qual è il ruolo di Noi Moderati? “Una coalizione si tiene insieme se ha una chiglia, un centro di gravità che le impedisce di rovesciarsi alla prima onda. Nel centrodestra quel centro è lo spazio moderato e riformatore, di tradizione popolare ed europea, che noi rappresentiamo. Non siamo la zavorra della coalizione, ne siamo la chiglia. Siamo la parte che consente di tenere la rotta quando il vento si alza e di mediare quando le posizioni si irrigidiscono”.
– In conclusione?
“La domanda vera non è con chi ci si allea per vincere, ma con chi si potrà davvero governare il giorno dopo. Le parole di Vannacci e le posizioni di Avs, ciascuna nel proprio campo, danno la stessa identica risposta. Si potrà forse sommare qualche voto, non si potrà costruire un governo. E un Paese serio, alla fine, sceglie chi sa governarlo, non chi sa soltanto gridare più forte degli altri”.
-Foto ufficio stampa Saverio Romano-
(ITALPRESS).
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Trump posta foto con Meloni e chiede “ordine restrittivo”. Tajani “Dichiarazioni che si commentano da sole”
Pubblicato
4 ore fa-
6 Luglio 2026di
Redazione
WASHINGTON (ITALPRESS) – Il presidente americano Donald Trump ha pubblicato su Truth una foto “meme” dove viene inquadrato insieme alla premier, Giorgia Meloni, che lo guarda. Accanto all’immagine la scritta: “Serve un ordine restrittivo”.
LE REAZIONI
“Sono dichiarazioni che si commentano da sole, avevamo detto che non avremmo più risposto e continuiamo così. Le relazioni transatlantiche vanno ben al di là delle singole dichiarazioni. Il problema per noi non esiste, andiamo avanti e procediamo su relazioni politiche molto importanti”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Sky Tg24 Live In.
“Nessuna reazione, non ho pensato nulla, ho guardato altro”. Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto rispondendo a una domanda sulle ultime esternazioni del presidente Trump su Giorgia Meloni. “Penso che la cosa fondamentale è mantenere i rapporti con un alleato storico come gli Stati Uniti: i rapporti sono tra Stati, le persone passano, i rapporti invece devono rimanere, l’importante è mantenere unita l’Alleanza Atlantica e l’Occidente”.
“Questi attacchi sono inaccettabili, non possiamo accettare minacce o insulti da parte di capi di governo stranieri. Ma da quando si è insediato Trump c’è stato un atteggiamento molto schiacciato di questo governo verso l’amministrazione Usa, avevano promesso di fare da ponte ma questo ponte è crollato, il punto è che il governo non è stato in grado di scegliere fino in fondo l’Ue”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.
“Ci dobbiamo trovare tutti uniti nel respingere questi attacchi contro la nostra massima autorità di governo. È inaccettabile”. Così il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. “Dobbiamo chiederci però come siamo arrivati fin qui, perché Giorgia Meloni è stata fan adorante di Trump della sua ideologia maga, della sua dottrina, delle sue azioni illegali e poi a un certo punto ha sottoscritto anche degli impegni insostenibili per l’Italia per quanto riguarda l’acquisto di armi americane” e “il 5% del PIL” da destinare alle spese in difesa. “I nodi adesso stanno venendo al pettine”, conclude.
“Bisogna avere la spina dorsale diritta e non andare a inseguire Trump, come Meloni ha fatto fino a ieri. Mi auguro che da oggi, dopo le frasi infami di Trump, Meloni si svegli e capisca che l’interesse dell’Italia è stare con l’Europa”. Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. “Io sono italiano, sono all’opposizione di Giorgia Meloni, ma quando Donald Trump attacca Giorgia Meloni, è evidente che tra TRUMP e Meloni sto dalla parte di Meloni perché sto dalla parte dell’Italia”.
“Trump è un ignobile bullo da quattro soldi. Piena solidarietà alla Presidente del Consiglio”. Così il leader di Azione, Carlo Calenda, sui social.
-foto profilo social Truth di Donald Trump –
(ITALPRESS).
Politica
Tajani “Firmata intesa con il Consiglio di Cooperazione del Golfo”
Pubblicato
8 ore fa-
6 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Ho incontrato il Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo, Jasim AlBudaiwi. Un confronto approfondito sugli scenari regionali e un passo concreto per rafforzare la nostra collaborazione sia a livello politico che economico. Abbiamo firmato un Memorandum d’Intesa che consolida il dialogo a 360 gradi tra l’Italia e il Consiglio di Cooperazione del Golfo”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, su X.
“Il Golfo è un partner strategico per la sicurezza, la crescita economica e la stabilità del Mediterraneo allargato. Vogliamo intensificare il partenariato tra l’Europa e i Paesi del Golfo, promuovere corridoi strategici come IMEC, tutelare la libertà della navigazione e delle rotte commerciali, a partire da Hormuz, e sostenere le iniziative diplomatiche capaci di favorire pace, sicurezza e stabilità in Medio Oriente. L’Italia conferma il proprio ruolo di interlocutore privilegiato tra Europa e Golfo. Organizzeremo presto anche un business forum tra le imprese dei nostri Paesi per promuovere ulteriore crescita e spazi per le nostre imprese che esportano”, conclude Tajani.
– Foto Profilo X Antonio Tajani –
(ITALPRESS).
Politica
Centrosinistra, Schlein “Pronti al voto in qualsiasi momento”
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8 ore fa-
6 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “E’ nostro dovere farci trovare pronti in qualsiasi momento, con tutta l’alleanza progressista da settembre inizieremo a costruire il programma dell’alternativa, ma non partiamo da zero”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Sky Tg24 Live In. “Non l’ho mai chiamato ‘campo largò perchè quello che ci serve è una proposta definita da quello che vogliamo fare insieme. L’alleanza c’è già ed è già più larga di così perchè l’abbiamo fatta insieme in 7 regioni e in tante città, dove governiamo bene. L’alleanza progressista sta già governando bene. Da lì non si torna indietro: non si restringe, al massimo si allarga”, ricorda la segretaria dem.
Sulle parole di Donald Trump a Giorgia Meloni, “non possiamo accettare minacce o insulti da parte di capi di governo stranieri. Ma da quando si è insediato Trump c’è stato un atteggiamento molto schiacciato di questo governo verso l’amministrazione Usa, avevano promesso di fare da ponte ma questo ponte è crollato, il punto è che il governo non è stato in grado di scegliere fino in fondo l’Ue”.
– foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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