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Economia

Franchising, nel 2025 il giro d’affari in crescita dell’8% a 39 miliardi

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MILANO (ITALPRESS) – Il franchising italiano conferma la propria solidità ed entra in una nuova fase di maturità, crescita e consolidamento. È quanto emerge dal Rapporto Assofranchising Italia 2026 – Strutture, Tendenze e Scenari, realizzato da Patrigest insieme a TEHA Group e presentato oggi al Franchising Summit 2026. Nel 2025 il comparto ha raggiunto un giro d’affari di 39 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto al 2024, continuando a registrare performance superiori alla media del mercato in tutti i principali settori merceologici. Un risultato significativo in un contesto segnato da quella che può essere definita “l’era dell’incertezza permanente”.

Conflitti, inflazione e caro energia continuano infatti a condizionare le prospettive economiche del Paese (la crescita cumulata prevista per il biennio 2026-2027 è pari all’1,1%, il dato più basso dell’Unione Europea) e i comportamenti di consumo delle famiglie. Gli italiani sono sempre più orientati alla prudenza, gli acquisti diventano mirati ma gli italiani non sono pronti a rinunciare alle proprie abitudini, la parola del 2026 diviene così selettività. Il 61% degli italiani – di fronte all’esigenza di recuperare parte del potere di acquisto – seleziona con attenzione prodotti e servizi su cui concentrare le spese non necessarie preferendo soluzioni gratificanti, percepite come distintive e di valore. “I modelli di consumo stanno cambiando velocemente. Shock geopolitici, contesto macro-economico, evoluzione tecnologica, trasformazioni sociali e demografiche sono i fattori determinanti di un’evoluzione dei processi di acquisto iniziata già nell’immediato post-Covid e che non ha ancora trovato un suo nuovo punto di equilibrio.

La trasformazione in corso coinvolge l’intero customer journey: la minore disponibilità di spesa si combina con nuovi strumenti e infrastrutture abilitati dall’innovazione tecnologica e dell’AI e con set valoriali sempre più orientati al wellbeing. Gli osservatori TEHA Group mettono in evidenza come gli italiani, seppur dovendo fare i conti con budget familiari ridotti e attesi in ulteriore contrazione, non hanno smesso di avere oggetti (o esperienze) del desiderio ma hanno modificato i meccanismi con cui definiscono ciò che è considerato “desiderabile”, afferma Valentina Quaglietti, Consulente Food&Retail di TEHA Group.

In questo scenario, il franchising si conferma un modello imprenditoriale capace di crescere anche nelle fasi più complesse del ciclo economico, grazie alla forza dei brand, alla capacità di innovazione e a una proposta che risponde alle nuove esigenze dei consumatori.

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“Il franchising italiano ha confermato la propria capacità di crescere anche in un contesto economico complesso, entrando oggi in una fase di maturità e consolidamento pur con un potenziale di sviluppo ancora molto ampio e raggiungibile a condizione di rafforzare il lavoro di sistema e la diffusione della conoscenza di questo modello come leva di crescita, occupazione e imprenditorialità – afferma Massimiliano Maffioli, Presidente di Assofranchising –. Naturalmente il franchising non è isolato dal contesto economico generale. Le famiglie continuano a fare i conti con l’aumento delle spese obbligate, che assorbono una quota crescente del reddito disponibile e riducono la loro capacità di spesa. Tuttavia, proprio in questa fase emerge il valore delle reti in franchising, capaci di offrire ai consumatori affidabilità, qualità e convenienza e agli imprenditori un percorso strutturato di crescita. Se il Paese riuscirà a ritrovare un ritmo di sviluppo più vicino a quello delle economie europee più dinamiche, il franchising potrà rappresentare uno dei principali motori della crescita economica e occupazionale dei prossimi anni”.

Nel corso dell’evento è stato siglato un accordo tra Assofranchising e Banco BPM con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito per i franchisee. Grazie a questa collaborazione, Banco BPM metterà a disposizione degli associati di Assofranchising un servizio dedicato attraverso il proprio dipartimento specializzato nel franchising, che valuterà la solidità e la sostenibilità del modello di business dei marchi affiliati, favorendo così l’accesso ai finanziamenti necessari per l’avvio e lo sviluppo delle nuove attività in franchising.

I principali indicatori confermano l’ottimo stato di salute del franchising italiano, che entra in una fase di consolidamento e maturità contribuendo per l’1,7% al PIL nazionale. Nel 2025 il numero dei punti vendita si mantiene sostanzialmente stabile (-1%, da 62.902 a 62.449), mentre cresce in modo significativo l’occupazione, con oltre 327.200 addetti (+12%) e una media superiore a 5 occupati per punto vendita. Il giro d’affari del comparto raggiunge i 39 miliardi di euro, trainato soprattutto da GDO, abbigliamento e ristorazione, che insieme generano il 75% del fatturato complessivo.La struttura del mercato evidenzia un tessuto imprenditoriale articolato e dinamico, con il 64% delle reti che conta meno di 50 punti vendita, accanto a un nucleo di catene medio-grandi (7%) che guidano la crescita del settore e che contano tra i 200 e i 500 punti vendita. Tra i comparti più dinamici emergono GDO, cura della persona, salute, pet care e auto e riparazioni, sostenuti dall’evoluzione dei consumi e dalla crescente attenzione degli italiani al benessere. Parallelamente cresce la vocazione internazionale delle reti: il 41% dei brand italiani è già presente all’estero e un ulteriore 20% prevede di avviare un percorso di espansione internazionale nei prossimi tre anni.

– Foto ufficio stampa Assofranchising –
(ITALPRESS).

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Istat, a giugno i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 5,8% su base annua

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ROMA (ITALPRESS) – A giugno, secondo i dati Istat, i prezzi alla produzione dell’industria registrano una variazione nulla su base mensile e crescono del 5,8% su base annua (era +7,3% a maggio). Sul mercato interno i prezzi restano stabili rispetto a maggio e rallentano la propria crescita su base annua (+6,8%, da +9,1% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, invece, i prezzi registrano un aumento congiunturale dello 0,3% e una crescita tendenziale in lieve accelerazione (+2,9%, da +2,5% di maggio). Sul mercato estero i prezzi aumentano dello 0,1% su base mensile (+0,3% area euro, -0,1% area non euro) e del 3,1% su base annua (+3,4% area euro, +2,8% area non euro). Nel secondo trimestre, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 2,9% (+3,4% mercato interno, +1,7% mercato estero). A giugno fra le attività manifatturiere, gli aumenti tendenziali maggiori sul mercato interno riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+42,2%), prodotti chimici (+8,0%) e metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,6%).

Sul mercato estero, gli incrementi su base annua più marcati si registrano per coke e prodotti petroliferi raffinati (+18,1% area non euro), altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+7,1% area euro, +8,9% area non euro), prodotti chimici (+7,5% area euro) e metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,3% area euro, +5,6% area non euro). Sul mercato interno, la crescita tendenziale dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas rallenta (+8,9%, da +12,6% di maggio). A giugno, i prezzi alla produzione delle costruzioni per Edifici residenziali e non residenziali crescono dello 0,1% su base mensile e del 2,8% su base annua (da +2,5% di maggio); quelli di Strade e ferrovie diminuiscono dello 0,6% in termini congiunturali e crescono del 3,4% in termini tendenziali (era +3,9% a maggio). Nel secondo trimestre 2026, rispetto al precedente, i prezzi di Edifici residenziali e non residenziali crescono dell’1,5%, quelli di Strade e ferrovie del 2,7%.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Giovanni Sacripante nuovo direttore generale di Veronafiere

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VERONA (ITALPRESS) – Giovanni Sacripante è il nuovo direttore generale di Veronafiere Spa. Professionista con una consolidata esperienza nel general management, nella trasformazione digitale, nel business development e nell’organizzazione di grandi eventi, Sacripante torna in Fiera a Verona dove aveva già ricoperto il ruolo di direttore commerciale nel biennio 2010-2012.

Durante la sua precedente esperienza a Veronafiere, la società aveva registrato una crescita dell’EBITDA del 20% e una quota di mercato salita al 16,6%, avviando al contempo un percorso di espansione internazionale attraverso accordi fieristici e le prime acquisizioni a livello di Gruppo in Brasile. La nomina da parte del CdA “consolida il modello organizzativo di Veronafiere e punta a rafforzare la capacità gestionale di tradurre gli indirizzi strategici in progetti concreti – si legge in una nota -: un assetto funzionale ad accompagnare lo sviluppo delle manifestazioni, in uno scenario caratterizzato dalla crescente internazionalizzazione dei mercati e dall’integrazione tra attività fisiche e nuovi strumenti digitali di relazione con le imprese”.

Sacripante lavorerà inoltre alla definizione del nuovo Piano industriale, chiamato a proseguire la forza propulsiva di “ONE Veronafiere 2024-2026”, che giunge quest’anno a compimento “dopo aver sostenuto il rafforzamento dei brand in Italia e all’estero, l’ampliamento del portafoglio di manifestazioni e l’evoluzione dei servizi e delle infrastrutture”.

“Con Giovanni Sacripante torna a Veronafiere un manager che conosce la nostra realtà e il settore fieristico, portando al tempo stesso un patrimonio di competenze maturate in importanti aziende multinazionali, grandi eventi come Expo Milano 2015 e organizzazioni complesse – commenta Federico Bricolo, presidente di Veronafiere -. Il suo profilo unisce orientamento ai risultati, capacità di innovazione e visione internazionale: caratteristiche importanti per accompagnare la prossima fase di sviluppo di Veronafiere come event factory, capace di ideare, sviluppare e organizzare direttamente manifestazioni dotate di una solida brand equity come Vinitaly, Marmomac, Fieracavalli, Fieragricola, SaMoTer e Progetto Fuoco”.

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“Ringrazio il Presidente e il Consiglio di amministrazione per la fiducia – dichiara Giovanni Sacripante, direttore generale di Veronafiere -. Tornare a Veronafiere significa riconnettersi con un ecosistema straordinario, che ha segnato una tappa fondamentale del mio percorso professionale. Assumo questo incarico con grande responsabilità e con la chiara volontà di mettere a sistema le competenze maturate in contesti eterogenei, oggi cruciali per l’evoluzione del business fieristico. Metteremo al centro il lavoro di squadra, l’attenzione e la valorizzazione delle persone, accelerando sull’innovazione e sulla capacità di leggere in anticipo i macro-trend di mercato per offrire risposte tempestive e competitive alle imprese. In fiera siamo consapevoli di lavorare allo sviluppo di piattaforme strategiche al servizio delle filiere produttive più importanti del sistema-Paese, capaci di aggregare imprese leader nei mercati globali, ed è proprio verso il loro sviluppo che orienteremo la nostra prossima fase di crescita”.

Giovanni Sacripante sarà operativo come nuovo direttore generale di Veronafiere da settembre. Prima di lui, aveva ricoperto l’incarico Adolfo Rebughini.

– foto ufficio stampa Veronafiere –

(ITALPRESS).

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Stellantis, nel secondo trimestre ricavi +13%, Filosa “Continui progressi”

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AMSTERDAM (PAESI BASSI) (ITALPRESS) – Stellantis ha annunciato i risultati del secondo trimestre 2026, con ricavi netti in aumento del 13% su base annua e pari a 43,5 miliardi di euro. Il miglioramento è stato trainato principalmente dal Nord America, in crescita del 32% su base annua, e sostenuto dal Sud America, in crescita del 6% su base annua, mentre l’Europa allargata non ha registrato variazioni e le regioni Medio Oriente e Africa e Asia-Pacifico sono in leggero calo. L’utile netto è migliorato a 0,3 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2026, riflettendo volumi più elevati e un ulteriore miglioramento delle prestazioni operative.
Il gruppo sottolinea come i risultati del secondo trimestre siano “positivi, un buon inizio per FaSTLAne 2030. Abbiamo registrato un miglioramento anno su anno di tutti gli indicatori finanziari e delle principali priorità di esecuzione: significativo ritorno alla redditività; Free Cash Flow nuovamente positivo nel secondo trimestre; il primo semestre è nettamente più solido rispetto allo scorso anno”.
AMSTERDAM (PAESI BASSI) (ITALPRESS – “Il secondo trimestre è stato caratterizzato da continui progressi, trainati dal Nord America e supportati da importanti contributi da tutte le altre regioni. Abbiamo migliorato le prestazioni di tutti i nostri principali indicatori finanziari con ricavi netti, AOI e flusso di cassa industriale che mostrano tutti incrementi significativi. Con il piano strategico FaSTLAne 2030 in piena fase di attuazione e gli entusiasmanti lanci di prodotti previsti per quest’anno che procedono secondo i piani, restiamo fiduciosi sulla guidance finanziaria per il 2026”, commenta Antonio Filosa, CEO di Stellantis.
Ricavi netti saliti a 43,5 miliardi di euro (+13% rispetto al secondo trimestre 2025); AOI pari a 0,8 miliardi di euro nel secondo trimestre 2026, con un margine AOI dell’1,8% (+120 punti base anno su anno); Industrial Free Cash Flow positivo per 1 miliardo di euro (+1 miliardo rispetto allo scorso anno).
Le vendite in Nord America sono in crescita del 6% anno su anno, in Europa in crescita del 3% anno su anno (+7% includendo le vendite Leapmotor). Posizioni solide in Sud America, dove prosegue la leadership di mercato, e nella regione MEA, con una crescita in Cina-Asia Pacifico, “nonostante le numerose sfide presenti in ciascuna di queste aree”.
Il gruppo è “sulla buona strada per raggiungere la guidance per l’intero esercizio 2026” e conferma l’aspettativa di conseguire un Industrial Free Cash Flow positivo nel 2027. Stellantis parla di “avvio solido dell’implementazione di FaSTLAne 2030. Il piano è pienamente operativo e sta affrontando alcune delle principali sfide strutturali: ampliamento della copertura di mercato, grazie all’introduzione di prodotti quali il nuovo Ram 1500 SRT TRX, il Ram Dakota lanciato in Brasile, DS N°7 e Fiat Grande Panda con motore termico; interventi sui costi attraverso il VCP (Value Creation Program), comprese misure per ridurre i costi di trasformazione, i costi logistici – con miglioramenti significativi – e l’OPE (Overall Production Efficienc), grazie alla sostituzione dei materiali e all’introduzione di nuove tecnologie più efficienti in termini di costo (ad esempio, i catalizzatori); miglioramento della qualità: l’indicatore 3MIS è migliorato del 38% in Nord America e del 24% in Europa su base annua”.
“Il VCP (Value Creation Program) sta accelerando con nuove iniziative per aiutarci a raggiungere l’obiettivo di un run rate annuo di 6 miliardi di euro nel 2028”.
Entro la fine del 2026 sarà implementato il 40% delle iniziative che compongono i 6 miliardi di euro.
Nel 2027 l’AOI beneficerà di 2,4 miliardi di euro – pari al 40% dei 6 miliardi – oltre all’impatto parziale delle iniziative implementate nel corso del 2027. Stellantis inoltre sta “registrando significativi progressi iniziali sul VCP (Value Creation Program)” ed è “sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi del 2026 e del 2027”.

– Foto ufficio stampa Stellantis –

(ITALPRESS).

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