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Il Cdm proroga il taglio delle accise sul diesel fino al 17 settembre. Meloni “Avanti sulla produzione nazionale di petrolio e gas” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, al termine di una seduta durata circa 10 minuti, ha approvato la proroga del taglio delle accise sul diesel per una settimana. La misura sarà valida fino a giovedì 17 settembre.

“In considerazione del perdurare dell’incremento dei prezzi dei prodotti energetici, il provvedimento proroga fino al 17 settembre 2026 la riduzione già in vigore di 17 centesimi al litro del prezzo del gasolio usato come carburante – spiega Palazzo Chigi nel comunicato diffuso dopo il Cdm -. Per lo stesso periodo, la stessa aliquota si applica ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel immessi in consumo come carburanti. È inoltre prorogato il credito d’imposta riconosciuto in favore delle imprese di autotrasporto. Il provvedimento introduce, infine, una semplificazione volta ad accelerare i procedimenti relativi alle attività energetiche strategiche, così da assicurare che l’esercizio di attività di interesse nazionale nel settore energetico non sia compromesso da ritardi incompatibili con le esigenze di sicurezza energetica e di continuità degli approvvigionamenti”.

“Nei procedimenti relativi alla prospezione, alla ricerca e alla coltivazione di idrocarburi su terraferma, quando la regione competente non si esprima sull’intesa richiesta, sono previsti l’assegnazione di un ulteriore termine per provvedere e lo svolgimento di un’apposita interlocuzione istituzionale, nel rispetto del principio di leale collaborazione – spiega la Presidenza del Consiglio -. Attraverso la nomina di un commissario ad acta, il Consiglio dei ministri potrà esercitare i poteri sostitutivi previsti dall’articolo 120, secondo comma, della Costituzione a fronte della persistente inerzia della regione, che sarà invitata a partecipare alla relativa riunione. In tal modo si garantisce la conclusione dei procedimenti in tempi certi, a tutela della sicurezza energetica nazionale e dell’unità economica della Repubblica”.

MELONI “AVANTI SULLA PRODUZIONE  DI PETROLIO E GAS”

“Oggi facciamo un passo in più per rafforzare la sicurezza energetica italiana. In questi anni noi abbiamo diversificato le fonti di approvvigionamento, abbiamo stretto nuovi accordi con i paesi produttori, abbiamo rafforzato il ruolo dell’Italia come hub energetico nel Mediterraneo e sul fronte delle energie rinnovabili abbiamo installato finora 28 gigawatt in più, facendo tre volte meglio di quello che è stato fatto nello stesso periodo da chi oggi ci fa la morale sull’energia green. Abbiamo stanziato oltre 60 miliardi dper proteggere cittadini e imprese dal caro energia, abbiamo potenziato e allargato il benessere sociale a milioni di famiglie, abbiamo aiutato piccole e grandi imprese ad avere bollette più leggere. E poi, sulle accise, il taglio che oggi è stato prorogato ancora per tenere sotto controllo il costo di benzina e gasolio, in attesa di nuovi provvedimenti, che sono in arrivo la prossima settimana”. Così in un video pubblicato sui social la premier Giorgia Meloni. “Ma ovviamente non basta: serve fare di più per costruire soluzioni strutturali e di lungo periodo. Abbiamo avuto il coraggio di riaprire la strada del nucleare e vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e di gas, perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche qui in Italia”, aggiunge.

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“Ed è questo l’obiettivo della norma che è stata licenziata oggi dal Consiglio dei ministri, permetterà allo Stato di nominare dei commissari che aiutano le regioni a tagliare i tempi e a rilasciare molto più velocemente permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi sul nostro territorio. Perché l’Italia non può permettersi di aspettare decenni prima di sbloccare una concessione. Aumentare la produzione nazionale significa ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della Nazione, oltre ovviamente a generare maggiori royalty e benefici economici e occupazionali per i territori. Ai professionisti del no, che già ovviamente annunciano barricate, voglio dire una cosa abbastanza semplice: andremo avanti fino in fondo, perché questo significa essere patrioti e difendere l’interesse nazionale italiano”, conclude Meloni.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

La lettera di Meloni a von der Leyen “Sui tetti alla spesa tenere conto dell’inflazione”. L’Ue “Già concesso maggiore flessibilità”

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ROMA (ITALPRESS) – “Gentile Presidente, cara Ursula, mentre entriamo nell’ultimo trimestre dell’anno, le speranze di una rapida risoluzione della crisi in Medio Oriente sono andate deluse e i mercati dell’energia rimangono estremamente tesi. Il prezzo del greggio in euro è superiore di quasi l’80% rispetto all’inizio dell’anno, mentre il costo del gas naturale è aumentato del 156%. Sebbene la maggior parte degli Stati membri sia intervenuta per mitigare l’aumento dei prezzi dei carburanti e delle bollette, il reddito disponibile reale delle famiglie sta subendo un duro colpo, con l’inflazione complessiva che a settembre ha toccato un nuovo massimo”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella lettera inviata alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. “Inoltre, la competitività delle imprese europee è stata gravemente compromessa dai maggiori costi energetici. In questo contesto, i percorsi di spesa netta concordati nell’ambito del quadro di bilancio europeo lasciano margini limitati per alleviare l’impatto su famiglie e imprese senza ricorrere a misure restrittive, proprio in una fase caratterizzata da significativi rischi di ribasso per l’economia – prosegue Meloni -. Come sai, l’incremento a breve termine del gettito delle imposte indirette derivante dall’inflazione più elevata non può essere utilizzato per finanziare misure fiscali di sostegno compensative, a meno che lo Stato membro non disponga di margini di manovra all’interno del percorso di spesa netta concordato”.

“Tali misure di sostegno, infatti, sono classificate come variazioni discrezionali delle entrate. Sebbene questa caratteristica delle regole fiscali UE miri a garantire la solidità dei conti pubblici nel medio periodo, dovremmo comunque cercare modi per utilizzare almeno una parte delle entrate extra per mitigare l’aumento dei costi energetici in modo temporaneo e mirato. Tuttavia, esiste un’ulteriore criticità nelle regole fiscali mentre aggiorniamo i nostri piani di bilancio per il 2027 – spiega ancora il premier -. Il tetto alla crescita della spesa netta è fissato in termini nominali e, come tale, potrebbe non assorbire pienamente l’impatto di bilancio di un’inflazione che superi in misura significativa le proiezioni alla base del percorso di spesa netta concordato; la spesa pubblica, infatti, può aumentare a causa di meccanismi e dinamiche di mercato che sfuggono al controllo del governo. L’esempio più significativo è rappresentato dai pagamenti pensionistici, che sono legati, seppur con uno sfasamento temporale, ai prezzi al consumo. L’entità di questo fenomeno è rilevante: nel caso italiano, la quota di spesa direttamente influenzata da un’inflazione che superi significativamente le proiezioni alla base del piano di bilancio è pari al 20,4% del PIL”.

“Altre componenti della spesa che risentiranno di un’inflazione più elevata già nel 2027 ammontano al 12,0 per cento del PIL. Siamo consapevoli del rischio insito nella modifica di regole di bilancio introdotte di recente, volte a perseguire un obiettivo che tutti condividiamo: la sostenibilità del debito. Siamo altresì pienamente consapevoli degli impegni dell’Italia nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi in corso e della necessità di rispettare il percorso correttivo della spesa netta. Tuttavia, riteniamo che il quadro di bilancio consenta alla Commissione europea di tenere conto dei fattori rilevanti che ho appena evidenziato nel valutare ex ante la conformità alla regola di spesa, in occasione dell’esame dei prossimi Documenti programmatici di bilancio – conclude Meloni -. Ritengo che si tratti di una questione urgente, non più rinviabile, che dovrebbe essere discussa dai Ministri delle Finanze nella prossima riunione dell’ECOFIN. Resto a disposizione, insieme al mio staff, per approfondire le questioni brevemente illustrate in questa lettera e per definire le modalità operative della nostra risposta comune”.

L’UE RISPONDE ALL’ITALIA “GIA’ CONCESSO MAGGIORE FLESSIBILITA’”

“Posso confermare che abbiamo ricevuto la lettera della presidente del Consiglio Meloni e del primo ministro (ceco) Babis, e la stiamo esaminando”. Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso del briefing quotidiano con la stampa.

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Pinho ha così risposto alla domanda sul documento elaborato da Italia e Repubblica Ceca sugli interventi contro il caro energia. La portavoce ha aggiunto che si tratta di “normale prassi” ricevere contributi e suggerimenti dagli Stati membri in vista del Consiglio europeo. Il prossimo Consiglio è stato fissato tra due settimane. Pinho ha inoltre precisato che l’Ue ha “già concesso una maggiore flessibilità agli Stati membri”, a proposito della richiesta del governo italiano di maggiore flessibilità contro l’aumento dell’inflazione.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Meloni convoca un vertice del centrodestra a Palazzo Chigi, focus su manovra e caro energia

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ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato a Palazzo Chigi una riunione del centrodestra in vista dell’approvazione del Documento programmatico di finanza pubblica e per approfondire la strategia del Governo di fronte al nuovo quadro economico internazionale, caratterizzato dalle pressioni inflazionistiche e dall’aumento dei costi dell’energia. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi. Al centro della discussione, in particolare, la richiesta dell’Italia alla Commissione europea di riconoscere l’impatto delle spese aggiuntive determinate dall’aumento dell’inflazione e il tema del caro energia da tempo all’attenzione del governo. L’obiettivo prioritario per l’esecutivo è contenere l’impatto dell’aumento dei costi su famiglie e imprese, sostenendo al contempo la competitività del sistema produttivo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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80 anni della CNA, Meloni “Avanti con la legge delega sull’artigianato”. Costantini “Bene l’impegno del Governo sulla riforma”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il Made in Italy non è semplicemente un marchio, è un modo di stare al mondo con l’umiltà di chi ogni giorno si rimbocca le maniche, è il nome dell’Italia, l’intraprendenza di chi sa che si può e si deve sempre tendere a migliorare. Senza l’artigianato e le Pmi il Made in Italy non esisterebbe”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’evento per gli 80 anni della CNA.

“Voglio bene agli artigiani, voglio bene alla CNA e sono qui per ringraziarvi come associazione per quello che insieme abbiamo discusso, portato avanti, costruito in questi anni perché mi sono trovata di fronte una realtà ragionevole e pragmatica che legittimamente difende il proprio interesse ma che capisce che deve stare dentro un interesse più grande”. “Questo per me fa la differenza tra chi pensa che il suo interesse sia più importante di quello degli altri e chi sa che il suo interesse è utile e se riesce a difenderlo fa un pezzo di storia della nostra nazione”, aggiunge.

“Siete nati quando l’Italia ricominciava, quando questa nazione ferita aveva ancora le città da ricostruire, che sceglieva la Repubblica e cominciava a discutere sul fatto che il lavoro sarebbe stato il principio sul quale la Repubblica si sarebbe fondata. In questi 80 anni l’Italia è cambiata molte volte, voi siete rimasti sempre un punto fermo perché avete saputo adattarvi senza perdervi, avete custodito la tradizione senza rinunciare all’innovazione”.

“Abbiamo combattuto un altro fenomeno odioso delle attività apri e chiudi, ne abbiamo chiuse oltre 30mila. Attività che chiudono prima che il fisco possa fare i controlli e poi riaprono. E’ concorrenza sleale, quindi, un po’ di giustizia per gli imprenditori onesti”, ha detto.

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“Il governo intende andare avanti con la legge delega sull’artigianato con l’intenzione di consentire alle imprese artigiane di aumentare il numero di addetti senza perdere i requisiti artigiani, la considero una misura che rafforza il nostro sistema produttivo”, è l’annuncio davanti alla platea.

“Siamo intervenuti per una questione di rispetto prima ancora che economica, c’è una concorrenza sleale di chi si spaccia come artigiano senza esserlo. Con la prima legge annuale sulle Pmi, attesa da 15 anni, abbiamo fissato un punto fermo: basta con i finti artigiani, con chi usurpa il vostro nome e fa concorrenza sleale. Si tratta di una norma di assoluto buon senso che nessuno aveva pensato prima, ma abbiamo corretto questa stortura anche per tutelare i consumatori”.

“Non è un tempo facile per chi fa impresa e neppure per chi ha la responsabilità di guidare una nazione. A volte mi chiedo: che altro deve accadere? Poi quando guardo voi penso che un artigiano non aspetta che le condizioni siano perfette per cominciare il suo lavoro, lo fa con la materia prima di cui dispone nella bottega e da quella materia prima cerca di costruire qualcosa che nessuno si aspettava. Ecco, voglio provare a prendere spunto e fare la stessa cosa”. “Le condizioni sono quelle che sono, ma cerchiamo tutti con le nostre mani, con la nostra storia e la nostra creatività di costruire soluzioni, cerchiamo di farlo insieme perché più il contesto è difficile e più il sistema fa la differenza”, ha concluso.

COSTANTINI “APPREZZAMENTO PER L’ANNUNCIO DI MELONI”

“Accogliamo con grande apprezzamento l’impegno annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a completare la riforma della legge quadro sull’artigianato. È un passaggio che CNA sollecita da molti anni e che consentirà di modernizzare la disciplina di un settore essenziale per il Made in Italy”. È quanto afferma il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini. “La legge quadro risale al 1985 – sottolinea Costantini – da allora sono cambiati profondamente i mercati, le tecnologie e l’organizzazione del lavoro. Le imprese artigiane hanno attraversato questa trasformazione, coniugando il valore dei mestieri con innovazione, competenze e capacità di competere sui mercati internazionali. Ora anche le regole devono accompagnarne l’evoluzione”. “La riforma permetterà alle imprese artigiane di crescere e rafforzarsi conservando la propria identità. Significa creare condizioni migliori per investire, aumentare la produttività, generare occupazione qualificata e rendere i mestieri più attrattivi per le nuove generazioni. La specificità artigiana è una risorsa per lo sviluppo del Paese”.

“Nell’anno del nostro ottantesimo anniversario – conclude il presidente CNA – questo impegno assume un significato particolare: riconosce il contributo dell’artigianato alla storia economica e sociale dell’Italia e, soprattutto, ne valorizza il ruolo nel futuro. Attendiamo il completamento della riforma, pronti a contribuire alla sua attuazione nell’interesse delle imprese, dei lavoratori e del Paese”.

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