Cronaca
Tarquinio “L’Europa sia un gigante forte e gentile, basta doppi standard su Gaza”
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3 mesi fa-
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Redazione
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Aiuti alla cooperazione e allo sviluppo da difendere senza condizionalità securitarie, allargamento europeo ai Balcani che procede ma con tensioni politiche interne, una svolta necessaria su Gaza dove “la pace dichiarata non c’è”, e una difesa comune europea ancora tutta da costruire. Marco Tarquinio, europarlamentare del Partito Democratico e membro del gruppo S&D, traccia un quadro ampio della politica estera e delle relazioni internazionali dell’Unione in un’intervista a Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress.
Punto di partenza è una relazione approvata dall’Assemblea di Strasburgo nella stessa settimana in cui il Parlamento europeo ha adottato il regolamento rimpatri una relazione di segno opposto, negoziata da Tarquinio per il gruppo S&D insieme a un relatore del Partito Popolare Europeo, che riguarda la Commissione Sviluppo e Cooperazione Internazionale. “I sostegni allo sviluppo e gli aiuti umanitari dell’Europa sono oggi la maggiore forza di sviluppo e umanitaria sulla scena globale dopo la ritirata degli Stati Uniti d’America”, afferma Tarquinio, sottolineando che il testo approvato “ha salvato il cuore dei principi che muovono questo tipo di azione”, ovvero la costruzione di legami con altri paesi nell’interesse reciproco, in un approccio win-win, senza introdurre le condizionalità spinte da una parte dello schieramento di destra ed estrema destra dell’Assemblea.
In termini quantitativi, ricorda l’europarlamentare, le risorse in gioco sono enormi: “Gli aiuti allo sviluppo e gli aiuti umanitari dell’Unione Europea muovono qualcosa come 300 miliardi di euro complessivi, mettendo insieme le forze dell’Unione Europea in quanto tale, degli Stati membri, della società civile, le dimensioni cooperative e imprenditoriali”. L’obiettivo dichiarato è mantenere questa azione nella sua vocazione originaria: “Non farlo deragliare in senso meramente securitario, che è una delle tendenze di questo tempo. Tutte queste iniziative contribuiscono a creare una dimensione di difesa per l’Europa perchè creano relazioni virtuose con i nostri interlocutori”.
Secondo l’esponente dem “l’Unione Europea può essere un gigante forte e gentile sulla scena internazionale, a differenza di imperi che stanno agendo chiaramente all’interno di uno schema di competizione per l’egemonia. L’Europa ha degli interessi da difendere, ma soprattutto un modello da proporre che è alternativo radicalmente alla logica e alla la pratica della guerra, sia sul piano delle armi, sia sul piano del commercio e delle relazioni”.
Sul fronte dell’allargamento, Tarquinio si sofferma in particolare sull’Albania: “Sono aperti tutti quelli che vengono definiti cluster negoziali”, spiega, precisando che si tratta di oltre 30 materie oggetto di negoziato, dallo stato di diritto alla libertà di stampa, dalla tutela ambientale all’autonomia della giustizia. “L’Albania ha aperto tutti i capitoli negoziali e dovrebbe chiuderli entro il 2027”.
Sulla Siria, Tarquinio è il negoziatore del gruppo S&D per una relazione che verrà votata in autunno dal Parlamento europeo.
“Stiamo rivitalizzando tutte le relazioni”, dice Tarquinio, che si fa portavoce di una proposta concreta: consentire ai rifugiati siriani integrati in Europa di tornare temporaneamente in Siria per valutare la situazione “senza perdere lo stato di rifugiati nell’Unione Europea, creando un movimento virtuoso, delle porte girevoli”. Una misura che definisce “molto importante” per favorire un rientro graduale e consapevole. Ma la priorità resta la transizione politica: “Il ruolo delle donne, il rispetto di tutte le minoranze. La Siria è un paese mosaico – musulmani di diverse correnti, cristiani, alawiti – e questo va preservato in un Paese che ha subito una guerra civile drammatica e conta ancora milioni di sfollati interni e molti profughi all’estero”.
Il passaggio più netto riguarda il conflitto a Gaza. “Si è dichiarato che c’era una pace, ma quella pace non c’è e continua una condizione di assedio di un popolo ridotto a vivere in spazi estremamente risicati”, denuncia Tarquinio, che ha portato al Parlamento europeo questa settimana un’installazione artistica – un tavolo le cui gambe sono protesi di vittime di guerra, accompagnata da una performance di Alessandro Bergonzoni – per tenere viva la cultura del negoziato. I responsabili di quanto accade a Gaza, secondo Tarquinio, sono individuabili: “Netanyahu, Ben Gvir, Smotrich”.
E l’accusa all’Unione Europea è diretta: “Non riesce ad agire perchè non sta facendo le cose giuste. C’è un doppio standard: nei confronti dell’invasione russa dell’Ucraina sono stati messi in campo diversi strumenti, anche le sanzioni, nei confronti di Israele non stiamo mettendo in campo nulla”. Tarquinio cita anche il blocco sull’etichettatura dei prodotti provenienti dai coloni illegali in Cisgiordania, ostacolato da una minoranza di paesi tra cui, lamenta, “anche il governo italiano. I cittadini e i consumatori hanno il diritto di sapere che cosa acquistano e da dove viene”, ribadisce.
Sul tema della difesa europea, Tarquinio prende le distanze dalla sola logica del riarmo. Richiamando una ricerca dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo (Iriad), che denuncia l’assenza di una vera difesa comune: “C’è una competizione tra i campioni produttivi nazionali dei diversi Paesi che non stanno lavorando insieme. Il caso più clamoroso è la rottura della trattativa per costruire insieme un caccia franco-tedesco”. Ancora più grave, ai suoi occhi, il ritorno negli arsenali di alcuni paesi europei di armi precedentemente bandite: “Le bombe a grappolo, le mine antiuomo. Stiamo andando nella direzione sbagliata”. La proposta alternativa è quella di una “difesa a due braccia: una militare ma non aggressiva, nel solco dell’articolo 11 della Costituzione e dell’articolo 3 dei Trattati europei, e una civile non violenta, fatta di corpi civili di pace – la proposta storica di Alex Langer, già approvata tre volte dal Parlamento europeo ma ignorata dagli Stati membri”.
“Dobbiamo raggiungere un’autonomia strategica, che si ottiene con una difesa comune, che significa ridurre le spese militari con un’economia di scala, e sviluppare tutte le altre modalità che fanno dell’Europa un soggetto diverso da Stati Uniti e Cina sulla scena globale”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Radio Pavia Breakfast News – 28 settembre 2026
Pubblicato
40 minuti fa-
28 Settembre 2026di
Redazione
La settimana si apre con i carburanti al centro delle prime pagine, mentre la cronaca internazionale guarda all’allarme terrorismo in Gran Bretagna e quella giudiziaria torna sul caso Garlasco. Nello sport riflettori sull’Italia impegnata questa sera in Turchia. Sul territorio, La Provincia Pavese apre invece con un’inchiesta per una bancarotta da tre milioni di euro.
CRONACA
L’allarme terrorismo nel Regno Unito è uno dei temi più presenti sui quotidiani. Il Corriere della Sera apre con “Europa, l’attacco sventato”: cinque persone sono state arrestate dopo il ritrovamento di esplosivi nei pressi della base Raf di Fairford, utilizzata anche dalle forze statunitensi. La Stampa titola “Allerta in Gran Bretagna, esplosivi alla base Usa”, mentre Repubblica parla di “allarme terrorismo nella base inglese utilizzata dagli Usa contro l’Iran”.
Sempre sul fronte internazionale, ampio spazio alla visita di Papa Leone XIV a Lourdes. La Stampa sceglie il titolo “L’urlo del Papa: mai più abusi”, riferendosi all’incontro previsto con le vittime degli abusi del clero. Il Giornale mette invece in primo piano le parole del Pontefice sull’eutanasia, mentre La Verità titola sulla sua presa di posizione sul fine vita.
Sul fronte giudiziario torna il delitto di Garlasco. Libero scrive “Caso Garlasco, ora cambia tutto”. Anche il quotidiano pavese segue molto da vicino la vicenda, con l’inchiesta bis che arriva a una fase decisiva e l’attesa per gli atti della Procura di Pavia.
Repubblica dedica inoltre la sua fotografia principale a Giulio Regeni, con il titolo “Processo Regeni, il giorno della verità sugli 007 egiziani”. Sul Fatto Quotidiano, invece, l’apertura è dedicata al progetto di un cosiddetto “esercito dei robot”, collegato al ministero della Difesa.
ECONOMIA
Il tema dominante è il prezzo dei carburanti. Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Libero, Il Giornale e La Verità dedicano tutti grande spazio alla scelta di Eni e Ip di intervenire sui prezzi alla pompa.
Il Corriere titola “Carburanti, dopo Eni anche Ip cala i prezzi”. Repubblica sintetizza con “Carburanti, benzina anti sconto”, sottolineando contemporaneamente le proteste dei gestori. La Stampa parla di “Ip blocca i prezzi, taxi in rivolta”, segnalando le tensioni nel settore dei trasporti per il caro diesel.
Su un fronte più strutturale, Il Sole 24 Ore apre con un’indagine sui comportamenti finanziari degli under 35: “Investimenti, giovani contrari al rischio, risparmi nei conti correnti”. Secondo il quotidiano economico, oltre la metà del denaro dei giovani resta nei depositi di liquidità, mentre risultano più contenuti gli investimenti in azioni.
Sempre sul Sole, spazio al patto fiscale, con nove punti ancora da definire, alla rottamazione dei debiti e al tema del lavoro: in evidenza la difficoltà nel reperire circa la metà dei 14.200 ingegneri richiesti dalle imprese.
SPORT
La serata sportiva ruota attorno alla Nazionale italiana, impegnata alle 20.45 in Turchia in Nations League.
Tuttosport sceglie il titolo “Siamo vivi, siamo forti”, con Tonali protagonista della prima pagina e l’Italia chiamata al riscatto. Il Corriere dello Sport titola invece con le parole attribuite al ct Roberto Mancini: “Servete tempo”. La Gazzetta dello Sport parla di “Brivido calcio”, sottolineando la delicatezza della trasferta di Bursa e le possibili novità di formazione.
Sulla Gazzetta trova spazio anche il successo di Luna Rossa a Napoli nelle regate preliminari contro New Zealand, mentre il ciclismo celebra lo statunitense Brandon McNulty, nuovo campione del mondo.
Il Corriere dello Sport punta inoltre su una lunga intervista a Francesco Totti per i suoi 50 anni, mentre Tuttosport dedica spazio alle parole di Luciano Spalletti sulla Juventus e a un’intervista all’ex granata Junior.
LA PROVINCIA PAVESE: I PRINCIPALI TITOLI
La prima pagina de La Provincia Pavese apre con “Bancarotta per tre milioni, indagati i fratelli Sclavi”. L’inchiesta della Procura di Pavia riguarda sei persone e il fallimento di una società, con contestazioni che comprendono bancarotta fraudolenta e distrazione di beni.
Grande risalto anche al caso Garlasco: “Delitto di Garlasco, l’inchiesta bis al traguardo”. Oggi scadono i termini dell’inchiesta e si attendono gli atti della Procura e le prossime mosse sul fronte di Andrea Sempio.
A Pavia, “Una rete salva la stagione al teatro Fraschini”: viene evidenziato un intervento da circa 700 mila euro. Sempre dal capoluogo arriva la notizia di nuovi controlli dopo un episodio in centro: “Movida, ancora controlli. Scoperto un giovane in centro con il coltello”.
Per Voghera, il quotidiano segnala “Dagli scavi emerge un’antica necropoli di età preistorica”. A Vigevano attenzione invece a un problema infrastrutturale: “Ponte bloccato, isolati 400 cittadini a Valletta Fogliano”.
Tra le altre notizie, spazio alla riapertura della chiesa di San Marino a Pavia, tornata accessibile dopo trent’anni e capace di richiamare circa 400 visitatori nel primo giorno, e alla Sagra del salame d’oca, con la vittoria della contrada di Sant’Albino.
Nello sport locale, la Provincia Pavese segnala il nuovo pareggio del Pavia, mentre nel basket la Bertram Derthona si prepara alla nuova stagione con l’ambizione di misurarsi con le formazioni di vertice.
L’articolo Radio Pavia Breakfast News – 28 settembre 2026 proviene da Pavia Uno TV.
Cronaca
Lo statunitense McNulty vince la prova in linea ed è campione del mondo
Pubblicato
9 ore fa-
27 Settembre 2026di
Redazione
MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – Brandon McNulty vince la prova in linea maschile Elite del Campionato del mondo di ciclismo su strada. A Montreal, in Canada, il 28enne statunitense dell’Uae Team Emirates XRG ha trionfato in solitaria dopo 6h17’04” di corsa, quanto mai accesa. Secondo posto per l’australiano Michael Matthews, che ha vinto la volata ristretta degli inseguitori; terzo posto per l’olandese Mathieu Van Der Poel. Nona piazza per Giulio Ciccone, il primo degli azzurri in gara oggi, arrivato al traguardo a 14″ da McNulty, al pari dei migliori.
La maglia iridata rimane quindi in casa Uae, dopo che Tadej Pogacar, campione nel 2024 e nel 2025, ha dovuto alzare bandiera bianca per la prova di quest’anno a causa dell’infortunio alla clavicola rimediato nel corso della Vuelta a Espana: McNulty è il terzo statunitense della storia a vincere il mondiale nella prova in linea dopo Greg Lemond (campione nel 1983 e nel 1989) e Lance Armstrong (trionfatore nel 1993).
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Carlos Cuesta non è più l’allenatore del Parma
Pubblicato
15 ore fa-
27 Settembre 2026di
Redazione
PARMA (ITALPRESS) – Carlos Cuesta non è più l’allenatore del Parma. Lo annuncia il club gialloblù, che in una nota spiega: “A seguito di un confronto interno tra società e allenatore, si è convenuto che non vi erano più i presupposti tra le parti per proseguire il rapporto professionale, in particolare in merito allo sviluppo del progetto sportivo. Sono venute a mancare, infatti, le condizioni necessarie affinchè si potesse proseguire il lavoro intrapreso e si è giunti a questa decisione condivisa”.
La seduta di allenamento di domani pomeriggio, lunedì 28 settembre, sarà affidata allo staff tecnico del Club, in attesa di ulteriori sviluppi in merito alla nuova guida tecnica.
“A Carlos Cuesta ed al suo staff – conclude la nota del Parma – vanno i più sentiti ringraziamenti da parte del Presidente Kyle J. Krause, del CEO Federico Cherubini, della direzione sportiva e di tutta la società per questi mesi di lavoro, impegno e dedizione dimostrati ogni giorno e il più caloroso augurio per un futuro, sia professionale che umano, ricco di soddisfazioni e successi”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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