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Cronaca

Radio Pavia Breakfast News – 12 luglio 2026

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La crisi iraniana domina le prime pagine dei quotidiani di domenica 12 luglio. La nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei promette vendetta per la morte del padre e un giornale di Teheran pubblica una lista di leader occidentali indicati come possibili obiettivi: tra loro compare anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In primo piano anche il caso Report, la riforma degli autovelox, la morte di Peppino di Capri e, nello sport, la finale di Wimbledon di Jannik Sinner e il nuovo incarico affidato a Paolo Maldini per il rilancio della Nazionale.

Cronaca e politica: Meloni nella lista nera iraniana, tensione sul caso Report

Il Corriere della Sera apre con il titolo “Iran, Khamenei minaccia vendetta”. La nuova Guida suprema afferma che gli autori dell’uccisione del padre dovranno rispondere dei propri crimini, mentre la pubblicazione di una lista di esponenti occidentali, nella quale figura anche Giorgia Meloni, alza ulteriormente il livello della tensione. Sullo sfondo proseguono in Oman i colloqui sullo Stretto di Hormuz.

Il quotidiano dedica spazio anche all’inchiesta americana sugli articoli del New York Times relativi all’Air Force One e all’intervista al ministro degli Esteri Antonio Tajani, che assicura: “Non ci faremo intimidire”. In evidenza, inoltre, il caso che coinvolge Sigfrido Ranucci e la Rai dopo la sospensione di Report.

La stessa emergenza internazionale è al centro delle aperture di Repubblica, La Stampa, Il Giornale, Il Fatto Quotidiano, Libero e La Verità. Repubblica titola “L’Iran: Meloni nel mirino”, mentre La Stampa parla di “Minacce di Khamenei” e dell’ultimatum sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.

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Il Giornale evidenzia la presenza di Donald Trump e Giorgia Meloni nella lista diffusa dalla stampa iraniana. Il Fatto Quotidiano affianca alla crisi mediorientale la polemica su Report, con il titolo “Denuncia-patacca di FdI per far indagare Ranucci”. La Verità e Libero propongono una lettura opposta della vicenda, concentrandosi sulle reazioni del conduttore, sugli accertamenti della Procura e sui rapporti tra alcuni protagonisti dell’inchiesta.

Il caso Report diventa quindi il secondo grande tema politico della giornata. Il Corriere parla del sondaggio commissionato dal programma e delle polemiche successive alla sospensione. Il Fatto descrive una “caccia a Report”, mentre Libero titola “Ranucci perde la testa”. Le diverse impostazioni editoriali mostrano una frattura netta tra chi considera l’indagine un attacco alla libertà d’informazione e chi mette sotto accusa il metodo seguito dalla trasmissione.

Ampio spazio anche alla morte di Peppino di Capri, scomparso a 86 anni. Il Corriere lo ricorda come “la voce gentile di Napoli”, La Stampa sceglie il titolo “L’ultimo Champagne”, Repubblica lo definisce “l’ultimo dei sognatori”, mentre Il Giornale celebra l’artista di “Twist & Champagne”. La sua carriera viene raccontata come una lunga storia musicale capace di unire tradizione napoletana, melodia italiana e influenze internazionali.

Tra gli altri temi, La Stampa propone un approfondimento sugli incendi in Piemonte e sulla necessità di nuovi strumenti di prevenzione. Repubblica racconta l’ondata di caldo e gli incendi in Sardegna, mentre Il Fatto richiama l’allarme per la crisi idrica e l’acqua razionata in diverse aree del Nord.

Economia: banche europee, incentivi all’industria e nuove regole per gli autovelox

Sul fronte economico, Il Sole 24 Ore apre con “Banche, la rivincita di Italia e Spagna”. Gli istituti dei due Paesi hanno rafforzato il proprio peso nel sistema europeo, recuperando posizioni dopo gli anni della crisi finanziaria. Il quotidiano sottolinea il miglioramento della redditività, della capitalizzazione e del contenimento dei costi.

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Il Sole dedica spazio anche alle piccole e medie imprese, con l’intervista al presidente di Piccola Industria Confindustria Fausto Bianchi. La richiesta è quella di sostenere credito, innovazione e crescita, con l’obiettivo di riportare il Pil italiano verso un incremento del 2%.

La Stampa concentra l’attenzione sul piano per il rilancio dell’economia e titola “Nord, incentivi all’industria”. Le Regioni chiedono al Governo strumenti rapidi per favorire gli investimenti e recuperare competitività, prendendo come riferimento i meccanismi già utilizzati nelle Zone economiche speciali.

Uno dei temi condivisi da quasi tutte le testate è la riforma degli autovelox. Il Corriere annuncia che un apparecchio su cinque verrà spento. Il Giornale parla di “truffa finita”, mentre Libero sottolinea che 850 dispositivi non sono risultati conformi. Il Sole 24 Ore ricorda che le nuove regole arrivano dopo 34 anni e che il ministero ha validato poco più di tremila apparecchiature.

Il provvedimento punta a distinguere gli strumenti omologati da quelli che non rispettano i requisiti tecnici. La conseguenza immediata sarà lo spegnimento di centinaia di dispositivi, con effetti sia sulle sanzioni sia sui bilanci degli enti locali.

La Verità richiama invece l’andamento dei mercati finanziari: la Borsa italiana avrebbe registrato una crescita molto superiore a quella del Pil, mentre la ricchezza finanziaria delle famiglie ha raggiunto livelli record. Sullo sfondo restano però le incognite legate alla geopolitica, all’inflazione e all’andamento dei tassi.

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Sport: Sinner per il bis a Wimbledon, Maldini alla guida del rilancio azzurro

La finale di Wimbledon è il grande appuntamento sportivo della giornata. Jannik Sinner affronta Alexander Zverev con l’obiettivo di confermare il titolo conquistato nel 2025 e di diventare uno dei pochi tennisti capaci di vincere due edizioni consecutive sull’erba londinese.

La Gazzetta dello Sport titola “Sinner fa la storia”, sottolineando come il numero uno al mondo possa entrare definitivamente nel ristretto club dei grandi campioni di Wimbledon. Il Corriere dello Sport sceglie “Accendi, c’è Sinner”, mentre Tuttosport lo definisce “Il nostro Mondiale”, trasformando la finale in una simbolica occasione di riscatto per lo sport italiano.

L’altro tema dominante è la rivoluzione ai vertici della Nazionale italiana di calcio. Paolo Maldini viene indicato come nuovo direttore tecnico, affiancato da Leonardo nel ruolo di consigliere. La Gazzetta titola “Maldini sì”, il Corriere dello Sport “Milan, Italia”, mentre Tuttosport parla di “Maldini dt azzurro con Leonardo”.

Il progetto prevede un incarico pluriennale e una riorganizzazione complessiva dell’area tecnica. Resta aperta la scelta del nuovo commissario tecnico, con Roberto Mancini indicato tra i favoriti. L’obiettivo è ricostruire credibilità, programmazione e identità dopo le ultime delusioni internazionali.

Sul mercato, il Corriere dello Sport segnala il rischio che salti il trasferimento di Khalaili all’Inter, mentre Tuttosport guarda alle mosse della Juventus per la porta, con Suzuki tra gli obiettivi e il possibile ritorno di interesse per Ederson.

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La Provincia Pavese: maltempo, protesta contro i data center e cronaca dall’Oltrepò

La prima pagina de La Provincia Pavese apre con “Nubifragi, vento e grandine. Ma per le risaie non basta”. I temporali hanno colpito diverse aree del territorio, ma le precipitazioni non sarebbero sufficienti a risolvere la crisi idrica che continua a preoccupare gli agricoltori.

A Gambolò un fulmine ha colpito un campanile nella frazione Garbana, rendendo necessaria l’evacuazione di tredici famiglie. Confagricoltura lancia l’allarme: le piogge arrivate finora non compensano il deficit accumulato nei mesi precedenti.

In evidenza anche la protesta di Lacchiarella contro il progetto dei data center. I comitati sono scesi in piazza con lo slogan “Non vogliamo i data center”, chiedendo maggiori garanzie sul consumo di suolo, sull’impatto ambientale e sulle conseguenze per il territorio.

A Varzi quattro giovani sono rimasti feriti dopo essere caduti da una finestra durante una festa di diciottesimo compleanno. A Cergnago un uomo di 83 anni è stato denunciato dopo avere travolto alcune biciclette Ape Car e avere tentato la fuga.

Per Voghera, il quotidiano segnala un episodio avvenuto in bicicletta, con due collane strappate a una donna. Tra gli altri titoli, la protesta ironica dell’opposizione per la mancata inaugurazione del ponte Ludovico il Moro a Pavia, la situazione delle Terme di Salice e il progetto di riapertura dell’ambulatorio pediatrico di Varzi almeno una volta alla settimana.

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Cronaca

DOP e IGP, da Mantova il nuovo manifesto europeo per la tutela dei prodotti

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MILANO (ITALPRESS) – Valorizzare e proteggere DOP e IGP. E trasformarle sempre di più in strumenti di crescita economica, occupazione, competitività, turismo e sviluppo delle aree rurali. Parte da Mantova la proposta delle Regioni europee per mettere la qualità certificata al centro delle politiche dell’Unione Europea. Il 15 ottobre, in occasione dell’Assemblea generale diAREPO – Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine, ospitata a Mantova da Regione Lombardia, sarà presentata e sottoscritta la Dichiarazione di Mantova, il documento con cui le Regioni indicano alla Commissione europea le priorità da inserire nel Piano d’Azione sulle Indicazioni Geografiche previsto per il 2027. L’obiettivo è compiere un salto di qualità: fare di DOP e IGP i protagonisti di una vera politica economica e territoriale europea, capace di rafforzare la posizione dei produttori nelle filiere, sostenere l’export, contrastare frodi e imitazioni, favorire innovazione e ricambio generazionale e moltiplicare il valore generato sui territori. “Le Indicazioni Geografiche rappresentano un patrimonio economico prima ancora che produttivo: generano valore che resta legato ai territori, sostengono migliaia di imprese e contribuiscono a mantenere vive intere comunità rurali”, sottolinea Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia e presidente di AREPO.

“Con la Dichiarazione di Mantova vogliamo portare in Europa una proposta concreta: proteggere le nostre eccellenze, ma soprattutto creare le condizioni perché possano crescere, competere e produrre sempre più valore per chi le realizza e per i territori nei quali nascono”. La prima indicazione è netta: ottenere una DOP o una IGP non deve essere il punto di arrivo, ma l’inizio di una strategia di sviluppo. Su questa impostazione si articolano le sei priorità: sostenere le IndicazioniGeografiche durante tutto il loro ciclo di vita; trasformare la protezione giuridica in valore economico per i produttori; aumentare la presenza di DOP e IGP nella vita quotidiana; preparare le filiere alle sfide dell’innovazione, delle competenze, del ricambio generazionale e del cambiamento climatico; riconoscere alle Regioni un ruolo diretto nella governance; costruire politiche fondate su dati e obiettivi misurabili. Centrale è il legame con il territorio. Un’Indicazione Geografica tiene insieme imprese, lavoro, paesaggio, conoscenze, cultura e identità locale, generando un valore che, proprio perché legato all’origine, non può essere delocalizzato. Da qui anche l’attenzione al rapporto con turismo e cultura. La Dichiarazione propone di collegare maggiormente DOP e IGP agli itinerari enogastronomici, ai siti UNESCO e al patrimonio culturale, prevedendo anche una Giornata europea delle Indicazioni Geografiche e un Expo itinerante delle Indicazioni Geografiche.

Un indirizzo che intercetta la crescita del Turismo DOP: nel 2025 in Italia sono state censite 667 attività e 292 eventi, questi ultimi cresciuti del 26% in un anno. La Lombardia conta 61 attività, otto in più rispetto al 2024, collegate a 62 prodotti DOP e IGP e promosse attraverso 32 Consorzi di tutela riconosciuti. La Dichiarazione sarà al centro della sessione sul futuro delle Indicazioni Geografiche nell’Unione europea, il 15 ottobre nella Sala degli Arcieri di Palazzo Ducale, nell’ambito della seconda Assemblea generale annuale di AREPO. Al confronto parteciperanno Alessandro Beduschi, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Diego Canga Fano, direttore generale aggiunto della DG AGRI della Commissione europea,Paolo De Castro, presidente di Nomisma, Riccardo Deserti, presidente di oriGIn e direttore del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, e Carlo Fidanza, membro del Parlamento europeo. A condurre la sessione sarà Laurent Gomez, segretario generale di AREPO. La sessione si concluderà con la firma della Dichiarazione di Mantova da parte dell’assessore Beduschi e la consegna ufficiale del Manifesto ai rappresentanti istituzionali presenti. L’Assemblea di AREPO sarà il momento centrale di due giornate che faranno di Mantova la capitale europea delle DOP e IGP, con un calendario di appuntamenti dedicati al futuro delle produzioni certificate, alla competitività delle filiere e al rapporto tra qualità alimentare e salute.

Il 15 ottobre, alle ore 15, il Teatro Bibiena ospiterà il convegno Quale futuro per la cooperazione lattiero-casearia lombarda?, con la partecipazione, tra gli altri, di Alessandro Beduschi e del ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida. Il giorno successivo, 16 ottobre alle ore 14, alla Casa del Mantegna, il convegno Formaggi DOP e salute: un dibattito scientifico, promosso da ARAL (Associazione Regionale Allevatori della Lombardia) e AREPO, approfondirà con ricercatori ed esperti il rapporto tra sicurezza alimentare, qualità delle produzioni casearie certificate, proprietà nutrizionali e salute dei consumatori. Due appuntamenti che ampliano il confronto europeo sul valore delle Indicazioni Geografiche, mettendo in relazione politiche agricole, imprese, ricerca scientifica e benessere dei consumatori. I numeri danno la misura della posta in gioco. In Lombardia la DOP economy ha raggiunto 2,9 miliardi di euro nel 2024, +13,1% in un anno, rappresentando circa il 16% del sistema agroalimentare regionale e il 14% del valore nazionale delle Indicazioni Geografiche. La regione conta 8.188 operatori e 75 prodotti DOP, IGP e STG. Mantova è uno dei simboli di questa crescita: 700 milioni di euro, +20,9% e 121 milioni di valore aggiuntivo in un anno, il maggiore incremento assoluto tra le province italiane ai vertici della graduatoria. Insieme a Brescia, che supera il miliardo, concentra circa il 59% del valore DOP e IGP lombardo.

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A livello nazionale la DOP economy ha raggiunto 20,7 miliardi di euro, +3,5%, (anno 2024, Fonte: Rapporto Ismea-Qualivita) mentre l’export ha superato per la prima volta 12,3 miliardi, +8,2%. Un sistema che conta328 Consorzi di tutela, 184 mila operatori e oltre 864 mila occupati nei comparti cibo, vino e bevande alcoliche.

– foto xm4/Italpress –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Premio Nobel per l’economia assegnato agli americani Hall e Woodford

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STOCCOLMA (SVEZIA) (ITALPRESS) – Il premio Nobel per l’economia
2026 è stato assegnato a Robert E. Hall e Michael Woodford,
economisti entrambi statunitensi, per i loro studi sulle
fondamenta della stabilizzazione macroeconomica. Lo rende noto la
Reale Accademia Svedese delle Scienze. I due economisti insegnano
rispettivamente alla Stanford University (Hall) e alla Columbia
University (Woodford). “I vincitori del premio Nobel ci hanno
aiutato ad attenuare gli alti e bassi dell’economia”, spiega
l’Accademia svedese in una nota. “Hanno sviluppato nuovi modelli
macroeconomici che hanno migliorato significativamente la nostra
capacità di attuare politiche di stabilizzazione efficaci. Sulla
base di questi modelli, misure di politica fiscale e monetaria
tempestive possono ridurre i picchi e le flessioni dell’economia”,
si legge ancora.
(ITALPRESS).
-Foto Ipa Agency-

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Cronaca

Sobrero “Imprese credono nella sostenibilità, sfida è coinvolgere le piccole”

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MILANO (ITALPRESS) – La sostenibilità resta un elemento strategico per molte imprese italiane, ma occorre coinvolgere maggiormente le aziende più piccole e rafforzare la gestione della catena di fornitura, per garantire il rispetto dei diritti umani e la riduzione dell’impatto ambientale. E’ quanto sottolinea Rossella Sobrero, membro del gruppo promotore del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, in un’intervista all’agenzia Italpress, al termine della quattordicesima edizione, ospitata all’Università Bocconi di Milano. “Se qualcuno pensa che la sostenibilità sia andata in soffitta non è venuto al Salone e non ha visto con quanta energia le imprese investono su questi temi”, afferma Sobrero, evidenziando come le aziende più impegnate abbiano ormai integrato la sostenibilità nelle proprie strategie. Restano tuttavia molte realtà ancora indifferenti, soprattutto tra le imprese di dimensioni ridotte, che “hanno meno capacità e a volte meno risorse per avviare dei processi di innovazione e di trasformazione”. Nel corso dei 120 incontri del Salone sono stati affrontati temi che spaziano dalla transizione energetica alla crisi climatica, dal welfare all’inclusione, fino alla governance aziendale e alle politiche per i giovani. “L’impegno delle imprese non è più unidirezionale, ma è cercare di integrare le diverse dimensioni economica, sociale e ambientale nelle proprie strategie”, osserva Sobrero. Un altro tema centrale riguarda la comunicazione degli impegni di sostenibilità, sulla quale pesa il rischio di essere accusati di greenwashing. “Qualche azienda può essere titubante perchè o può dimostrare che le proprie affermazioni, come “100% green” o “amico dell’ambiente” sono autentiche, o può essere accusata di greenwashing”, spiega. Una cautela che, secondo Sobrero, in alcuni casi può tradursi in una minore comunicazione delle iniziative intraprese. Attenzione anche alle aspettative delle nuove generazioni, che chiedono alle aziende maggiore trasparenza e coerenza. “I giovani per fortuna sono molto più critici, anche un pò diffidenti e hanno bisogno di avere delle rassicurazioni che, per esempio, entrando in un’azienda, alcuni valori e alcuni principi vengano rispettati”, sottolinea. Tra le richieste figurano un migliore equilibrio tra vita e lavoro, maggiore trasparenza nei percorsi di carriera e una gestione più attenta del welfare. Le imprese, aggiunge, devono offrire risposte convincenti anche alla luce delle difficoltà nel reperire personale, soprattutto qualificato. La sfida più urgente resta però la gestione della filiera produttiva. Le aziende, avverte Sobrero, possono essere coinvolte in casi di greenwashing o in altre criticità “non per colpa propria ma perchè non hanno gestito nel modo migliore i propri fornitori”. Per questo le grandi imprese, in quanto capofila delle catene di fornitura, possono svolgere un ruolo decisivo nel sostenere i partner più piccoli. “Questa è una vera sfida attraverso la formazione, il sostegno, l’accompagnamento”, conclude Sobrero, ricordando che violazioni gravi dei diritti umani o carenze nella gestione dell’impatto ambientale da parte di un fornitore possono provocare conseguenze anche per la grande impresa committente.
La quindicesima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale è prevista a Milano nell’ottobre 2027.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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