Seguici sui social

Economia

Space Economy, filiera da 3,1 miliardi

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – Si è svolto a Milano il Tavolo strategico sulla finanza e gli investimenti per la Space Economy italiana, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, dei rappresentanti del Parlamento, del Governo, di AIAD, ASAS e AIPAS in rappresentanza dell’industria spaziale nazionale, di Confindustria, del sistema bancario, della finanza, dei fondi di investimento e dei principali operatori del settore. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha concluso i lavori in una sessione a porte chiuse. L’iniziativa è stata promossa e organizzata dall’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy insieme con l’Agenzia Spaziale Italiana, con il supporto di COMINT e UPSA, con il patrocinio di Regione Lombardia e Assolombarda, con il supporto di Inrete – Relazioni Istituzionali e Comunicazione e di SDA Bocconi SEE Lab e con il contributo di Fondazione PwC.

Gli Stati Generali della Space economy italiana, tenutosi alla Torre Libeskind di Milano sede di PwC, si confermano il principale momento nazionale di confronto sulle prospettive della Space Economy italiana. L’incontro rappresenta una delle tappe di Spazio Italia 2.0 – Stati Generali della Space Economy 2026 ed è stato promosso con l’obiettivo di avviare un confronto tra Parlamento, Governo, industria spaziale nazionale, sistema finanziario ed economico e istituzioni per definire, attraverso una visione condivisa, nuovi strumenti finanziari, normativi e di politica industriale utili a sostenere nel prossimo decennio la più ampia attuazione delle politiche spaziali italiane, la piena partecipazione dell’Italia ai principali programmi spaziali internazionali con ESA, NASA e le altre agenzie spaziali governative, il rafforzamento dell’accesso autonomo dell’Italia allo spazio e l’ulteriore sviluppo del mercato nazionale e commerciale della Space Economy, attraverso una mobilitazione sempre più efficace e coordinata di capitali privati, insieme alle risorse pubbliche.

Il confronto si inserisce in una fase di forte espansione della Space Economy italiana. Tra il 2021 e il 2024 il fatturato della filiera spaziale è cresciuto da 1,9 a 3,1 miliardi di euro, mentre gli occupati sono aumentati da 5.900 a 8.900 unità. Anche la proiezione internazionale del settore è in costante crescita: l’export dell’aerospazio è aumentato del 23,3% rispetto al 2022 e gli investimenti esteri del 37,1%. Nel 2025 il mercato italiano dei servizi di Osservazione della Terra ha raggiunto i 340 milioni di euro, con una crescita del 73% rispetto al 2022, superiore a quella del mercato europeo (+65%). A livello globale, l’economia dello spazio è destinata a raggiungere ricavi per 1.790 miliardi di dollari entro il 2035 e rappresenta uno dei comparti con il più elevato effetto moltiplicatore degli investimenti: secondo l’ESA, ogni euro investito nei programmi spaziali può generare fino a 4 euro di valore economico e attrarre fino a 2,8 euro di ulteriori investimenti privati.

Nel corso del confronto è emerso come la Space Economy rappresenti oggi più che mai, un settore strategico che integra manifattura avanzata, digitale, ricerca scientifica e innovazione, generando applicazioni sempre più rilevanti per le telecomunicazioni, l’osservazione della Terra, la mobilità, la difesa, la sostenibilità ambientale e la gestione delle infrastrutture critiche. Un patrimonio industriale e tecnologico che vede l’Italia tra i protagonisti in Europa e che richiede una visione condivisa tra istituzioni, imprese e sistema finanziario per garantirne anche in futuro la competitività. Ad introdurre la mattinata di lavori, con un saluto istituzionale, è stato Andrea Mascaretti, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy, che ha ribadito il valore degli Stati Generali come luogo di confronto permanente tra politica, industria e stakeholder del settore, con l’obiettivo di accompagnare la crescita della filiera spaziale italiana attraverso una strategia nazionale condivisa.

Advertisement

“Siamo al lavoro per costruire nuovi strumenti a sostegno delle politiche strategiche spaziali italiane e per supportare lo sviluppo del mercato commerciale nazionale della Space Economy – ha detto Mascaretti -. Lo Spazio è ormai uno dei principali fattori di competitività economica, innovazione tecnologica e sicurezza strategica. Per questo abbiamo voluto riunire attorno allo stesso tavolo Governo, industria spaziale, sistema finanziario e mondo dell’economia, affinché possano condividere insieme ai Parlamentari una visione comune sulle sfide che attendono il nostro Paese nei prossimi dieci anni. L’obiettivo dell’iniziativa è duplice. Da una parte sostenere un’industria spaziale italiana che rappresenta già oggi una delle eccellenze del nostro sistema produttivo e che, in una fase di straordinaria evoluzione del settore a livello mondiale, deve poter continuare a crescere e competere ai massimi livelli internazionali. Dall’altra accompagnare e accelerare lo sviluppo del mercato commerciale della Space Economy italiana, favorendo l’espansione delle attività svolte da operatori privati e la nascita di nuove opportunità industriali e imprenditoriali. Negli ultimi vent’anni gli Stati Uniti hanno dimostrato come la progressiva apertura del settore agli investimenti privati abbia generato una profonda trasformazione dell’economia dello spazio. Maggiore competizione, più innovazione, tempi di sviluppo più rapidi, riduzione dei costi e un ecosistema industriale capace di attrarre capitali, creare occupazione altamente qualificata e sviluppare servizi che oggi fanno parte della vita quotidiana di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Con la legge italiana sulla Space Economy del 2025 il nostro Paese si è dotato di un quadro normativo moderno e tra i più avanzati in Europa. Oggi siamo chiamati a un passo ulteriore: individuare tutti insieme, Governo, Parlamento, industria e sistema finanziario, nuovi strumenti capaci di accompagnare una crescita sempre più veloce del settore, sostenere nel lungo periodo le politiche strategiche spaziali italiane e favorire lo sviluppo del mercato commerciale nazionale della Space Economy’.

Ad aprire i lavori con un intervento sugli investimenti del Governo e sulla politica industriale spaziale nazionale è stato il Sen. Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata per le politiche spaziali, che ha sottolineato il valore dello Spazio come settore strategico per l’Italia, evidenziando la necessità di sostenere la crescita della filiera italiana e valorizzare il patrimonio di competenze presenti nel Paese. Per Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, “l’Italia sta consolidando il proprio ruolo tra i protagonisti della Space Economy europea. Il Governo ha scommesso fin dall’inizio sul comparto, stanziando con diversi provvedimenti oltre 10 miliardi di euro e valorizzando anche le risorse del PNRR, che hanno già consentito la realizzazione di quattro Space Factory e la nascita di una rete di 16 distretti industriali distribuiti lungo tutto il Paese. Lo spazio unisce l’Italia: da Nord a Sud stiamo costruendo una filiera sempre più forte e competitiva, capace di trasformare ricerca, innovazione e manifattura avanzata in crescita, occupazione qualificata e autonomia tecnologica. La scelta di riunire a Roma, il prossimo 15 dicembre, sotto la Presidenza italiana, la Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea per riprogrammare alcuni interventi finanziari alla luce del nuovo contesto internazionale conferma la centralità del nostro Paese in Europa e la sua vocazione a essere protagonista della nuova avventura spaziale dell’umanità. Ora è fondamentale affiancare agli investimenti pubblici una maggiore mobilitazione di capitali privati, per sostenere lo sviluppo del settore e cogliere le opportunità di un mercato in continua espansione. La rotta è tracciata: consolidare una filiera nazionale sempre più innovativa e competitiva, rafforzando la sovranità tecnologica e la capacità dell’Italia di guidare le sfide della nuova economia dello spazio”.

All’incontro ha partecipato anche Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, che ha evidenziato il ruolo del territorio lombardo come uno dei principali poli europei dell’aerospazio e dell’innovazione. La Lombardia, grazie alla presenza di imprese, università, centri di ricerca e competenze altamente qualificate, rappresenta infatti un laboratorio naturale per lo sviluppo della Space Economy e per la costruzione di nuove sinergie tra sistema produttivo, sistema finanziario e istituzioni. “La Lombardia crede fortemente nella Space Economy e nella necessità di continuare a sostenere una filiera strategica per la competitività del Paese – ha detto Fontana -. Per questo guardiamo con grande interesse alla realizzazione di una Zona di Innovazione e Sviluppo dedicata al comparto, che consentirebbe di mettere a sistema le eccellenze già presenti sul territorio, a partire dall’area di Varese, dove si concentra un patrimonio unico di imprese, competenze e capacità industriali. L’obiettivo è creare un ecosistema sempre più integrato, capace di favorire la collaborazione tra aziende, università e centri di ricerca, accelerando innovazione, investimenti e sviluppo. Accogliamo quindi con soddisfazione l’apertura manifestata oggi dal Governo su questo percorso: è un segnale importante, che attendiamo possa tradursi rapidamente in un confronto operativo con i territori, per rafforzare uno dei principali poli aerospaziali europei e cogliere appieno le opportunità offerte dalla nuova economia dello spazio”.

A portare il punto di vista dell’industria e degli stakeholder del settore sono stati quindi i rappresentanti di alcune delle aziende che sostengono e partecipano agli Stati Generali della Space Economy, dalla tavola rotonda a cui hanno preso parte è emerso che la crescita della Space Economy richieda oggi una maggiore integrazione tra industria, mondo finanziario, ricerca e istituzioni, insieme alla capacità di trasformare l’eccellenza tecnologica italiana in nuovi prodotti, servizi e opportunità di mercato. Per Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo, “la space economy sta entrando in una nuova fase in cui il valore sarà sempre più legato ai servizi, ai dati e alle applicazioni rese possibili dalle infrastrutture spaziali che oggi realizziamo. In questa prospettiva Leonardo ha, ad esempio, investito mezzo miliardo di euro in una costellazione proprietaria di osservazione della Terra, un sistema interconnesso e con capacità di supercalcolo a bordo, e nel rafforzamento della propria Divisione Spazio, insieme alle competenze di Telespazio e Thales Alenia Space Italia, con un focus anche sull’esplorazione, ad esempio attraverso il programma per il modulo della prima casa sulla Luna e per una futura rete di navigazione e comunicazione lunare. L’Italia dispone di una filiera industriale e tecnologica di grande qualità: la sfida è rendere sempre più stretta la collaborazione tra grandi imprese, pmi, startup e centri di ricerca e favorire la contaminazione e convergenza dell’innovazione spaziale con le tecnologie digitali, l’Intelligenza Artificiale, il super calcolo. Oggi esiste anche una crescente consapevolezza, da parte del mondo finanziario e industriale, che investire nello spazio significa investire in competitività, innovazione e sviluppo. L’Italia ha tutti gli elementi per giocare un ruolo da protagonista a livello globale”.

Secondo David Avino CEO e Founder Argotec, “lo Spazio sta entrando in una nuova fase della sua evoluzione: non parliamo più soltanto di costellazioni satellitari, ma di soluzioni data-driven capaci di trasformare i dati in informazioni ad altissimo valore aggiunto. In questa nuova era, il fulcro della traiettoria industriale è rappresentato da tecnologie native dual-use e dalla capacità di processare i dati direttamente in orbita, mettendo a disposizione degli utenti finali informazioni in near real-time. Si tratta di asset strategici essenziali per la Pubblica Amministrazione, la Protezione Civile, la Difesa e il settore privato perché consentono di prendere decisioni critiche con maggiore tempestività, precisione ed efficacia. In Argotec, lavoriamo ogni giorno per sviluppare sistemi spaziali che trasformano i dati in capacità operativa, un motore invisibile, ma vitale per la sicurezza, la sostenibilità e la competitività del nostro Paese. L’Italia possiede tutte le capacità industriali e tecnologiche per ricoprire un ruolo centrale in questo nuovo scenario. È però necessario creare un ecosistema capace di attrarre investimenti e capitali internazionali per poter competere a livello globale”.

Advertisement

“Siamo felici di ospitare gli Stati Generali della Space Economy per contribuire a delineare il futuro di un settore destinato a giocare un ruolo sempre più centrale nella competitività del Paese. La space economy rappresenta infatti un potente abilitatore di innovazione, con ricadute trasversali su numerose filiere industriali e tecnologiche – sottolinea Alessandro Grandinetti, Partner Markets & Clients Leader di PwC Italia -. L’Italia ha dimostrato una visione pionieristica, diventando il primo Paese ad aver adottato una legge organica dedicata al tema: un segnale importante che rafforza il posizionamento nazionale in un comparto ad alto valore strategico. Nell’ambito dei valori di Fondazione PwC Italia crediamo nell’importanza del dialogo tra pubblico e privato per accompagnare la crescita di questo ecosistema e trasformare l’innovazione in opportunità concrete per il sistema economico e sociale”.

‘Thales Alenia Space crede e investe fortemente nella sua filiera, integrando più di 250 piccole e medie imprese italiane nella catena del valore, promuovendo da anni le eccellenze nazionali, come dimostra anche la nostra attiva partecipazione nei distretti aerospaziali regionali – ha detto Ornella Bombaci, Direttrice del Competence Centre System Engineering Thales Alenia Space Italia -; solo per citarne alcuni: Piemonte, Lombardia e Abruzzo. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha sicuramente dato nuovo slancio per rafforzare le competenze nazionali nella space economy, ma da sempre la nostra azienda investe in infrastrutture e tecnologie, come dimostrato dalla Space Smart Factory e da nuovi programmi di punta nell’Osservazione della Terra come la costellazione IRIDE’. Per Roberto Aceti, CEO di OHB Italia, ‘gli Stati Generali della Space Economy rappresentano un’importante occasione per costruire una visione condivisa del futuro dello spazio in Italia. Oggi il nostro Paese può contare su una filiera industriale, scientifica e tecnologica tra le più avanzate d’Europa, con competenze che spaziano dall’osservazione della Terra all’esplorazione spaziale, dalle telecomunicazioni alla sicurezza. La sfida è trasformare questo patrimonio in una strategia di lungo periodo capace di rafforzare la competitività nazionale, sostenere l’autonomia strategica europea e generare valore per l’intero sistema economico. Come OHB Italia siamo orgogliosi di contribuire a questo percorso, mettendo a disposizione la nostra esperienza come prime contractor di alcune delle più importanti missioni spaziali europee e italiane’.

“La sfida della space economy non è più sviluppare nuove tecnologie ma trasformare l’innovazione in capacità industriali permanenti, servizi operativi e vantaggio competitivo. Le esperienze che stiamo sviluppando in RINA dimostrano che questo è possibile quando ricerca, proprietà intellettuale, capitale pubblico e privato lavorano in continuità con il mercato – ha spiegato Daniele Calderoni Parronchi, Chief Strategy & Innovation di RINA -. Il vero indicatore di successo non è il numero di progetti finanziati ma la capacità di accompagnare le tecnologie dal laboratorio alle applicazioni industriali. Solo così l’innovazione genera crescita economica, competitività e valore duraturo per il Paese”.

– Foto ufficio stampa Intergruppo Parlamentare per la Space Economy –

(ITALPRESS).

Advertisement

Economia

Banca Ifis riceve da Bankitalia l’ok alla fusione di illimity Bank, Raffaele Zingone è il nuovo Ad

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Banca Ifis ha ricevuto il 23 settembre da Banca d’Italia l’autorizzazione piena e incondizionata alla fusione per incorporazione di illimity Bank. L’operazione, si legge in una nota, “sarà completata entro la fine dell’anno, con l’iscrizione in bilancio di circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite e la conferma di ulteriori sinergie a regime per 75 milioni annui dal 2027″.

Il gruppo conferma il focus sulle PMI e sull’economia reale, valorizzando le competenze di illimity nel Corporate & Investment Banking, Finanza Strutturata, Capital Markets e servizi per le imprese, oltre alla nuova divisione Fürstenberg nel private banking.

Il 24 settembre il Cda, presieduto da Ernesto Fürstenberg Fassio, ha accettato le dimissioni immediate di Frederik Geertman dalla carica di consigliere e amministratore delegato e ha cooptato all’unanimità Raffaele Zingone, nominandolo nuovo amministratore delegato fino alla prossima assemblea.

Zingone, con vent’anni di esperienza in Banca Ifis, ha guidato dal 2026 illimity Bank e il processo di integrazione nel gruppo. Il Cda ha inoltre nominato Fabio Lanza direttore generale, con efficacia subordinata all’esito positivo della procedura Fit & Proper di Banca d’Italia. Il nuovo assetto, sottolinea Banca Ifis, punta a garantire continuità gestionale e ad accelerare il progetto di banca specializzata nel sostegno a imprese, imprenditori e famiglie.

Advertisement

“Ad esito della prima fase del processo competitivo, in data 24 settembre 2026, sono state ricevute le offerte non vincolanti per l’acquisizione dell’intero ramo NPL”, si legge ancora. Il processo competitivo di valorizzazione e deconsolidamento del business NPL prosegue ora con l’avvio della seconda fase, che si intende concludere entro la fine dell’esercizio in corso con la sottoscrizione di un’offerta vincolante condizionata esclusivamente alle autorizzazioni di legge.

In data 23 settembre 2026, è stato ricevuto il rapporto ispettivo relativo agli accertamenti a spettro esteso condotti da Banca d’Italia tra gennaio e giugno 2026, conclusi con giudizio parzialmente sfavorevole e rilievi sia di conformità che gestionali principalmente riferibili a profili AML, rischio ICT e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito e NPL acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business. L’Autorità ha richiesto l’adozione di un piano di intervento AML e compliance, nonché di un piano di rimedio prudenziale, la cui implementazione non inficia la prosecuzione delle avviate attività di cessione dell’intero business NPL e di trasformazione in banca universale a servizio di imprese, imprenditori e famiglie.

Le attività richieste nel piano di rimedio prudenziale includono la riqualificazione degli assetti di governo societario, anche mediante l’innesto di nuove competenze e professionalità, il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello, la stesura di un nuovo piano industriale di Gruppo, la revisione dei processi nei comparti di credito, NPL e cartolarizzazioni, la predisposizione di un piano di rafforzamento del sistema di gestione e controllo del rischio ICT, e di sicurezza operativa.

Alla luce delle attività richieste, verrà completato l’adeguamento della classificazione e della valutazione dei crediti, la cui quantificazione potrà essere realizzata ad esito delle attività avviate dal Consiglio di Amministrazione in data 24 settembre. Nel solco del rapporto di continua e piena collaborazione con la Vigilanza, sono già state avviate le attività propedeutiche alla predisposizione dei suddetti piani, che saranno tempestivamente attuati non appena definiti e la cui corretta esecuzione sarà monitorata nel continuo. È stato inoltre comunicato l’avvio del procedimento relativo alla determinazione di requisiti patrimoniali aggiuntivi, che si concluderà nel termine massimo di 90 giorni e con facoltà per la Banca di presentare memorie e documenti entro 45 giorni. Gli esiti di tale procedimento saranno comunicati al mercato in conformità alla normativa vigente e applicabile. Infine, è stato notificato l’avvio di due procedimenti sanzionatori nei soli confronti della Banca, che tutelerà la propria posizione nei termini e con le modalità previste dalla normativa vigente.

– Foto ufficio stampa Banca IFIS –

Advertisement

(ITALPRESS).

Leggi tutto

Economia

BTP Valore, dal 19 al 23 ottobre per la prima volta un collocamento “doppio”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Il Ministero dell’Economia e delle Finanze annuncia una duplice emissione nell’ambito della famiglia BTP Valore che avrà luogo da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre (fino alle ore 13), salvo chiusura anticipata. Per la prima volta saranno offerti contemporaneamente due BTP Valore diversi che potranno essere acquistati sia alternativamente che congiuntamente, ovvero: BTP Valore con durata 5 anni e cedole pagate ogni tre mesi crescenti nel tempo secondo un profilo che verrà reso noto prima dell’emissione; BTP Valore Insieme, sempre con durata 5 anni, ma con cedola unica corrisposta al risparmiatore alla data di scadenza del titolo. I tassi cedolari minimi garantiti relativi ai due titoli collocati in questa nuova emissione, nonché gli ISIN che identificheranno i due distinti BTP Valore, saranno comunicati venerdì 16 ottobre. Al termine del collocamento i tassi minimi comunicati potranno essere confermati oppure rivisti al rialzo, qualora le condizioni di mercato lo richiedessero.

I due BTP Valore, pur se diversi sul piano della frequenza dei pagamenti cedolari, offriranno all’emissione rendimenti equivalenti dal punto di vista finanziario. Come per le precedenti emissioni, entrambi i titoli potranno essere acquistati esclusivamente dai piccoli risparmiatori attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente con il conto deposito titoli. L’investimento potrà partire, per ciascuno dei titoli emessi, da un minimo di 1.000 euro, avendo sempre la certezza di veder sottoscritto l’ammontare richiesto.

I titoli saranno collocati alla pari e senza commissioni durante i giorni di collocamento, fermi restando i costi di gestione del conto titoli o del trading online richiesti e dovuti alla propria banca laddove presenti. Anche il rimborso avverrà alla pari, in un’unica soluzione alla scadenza. Prevista la consueta tassazione agevolata per tutti i buoni del Tesoro al 12,5%, l’esenzione dalle imposte di successione, nonché l’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato. Il collocamento avrà luogo sulla piattaforma MOT (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana) tramite due banche dealer, Intesa Sanpaolo S.p.A. e UniCredit S.p.A. e due banche co-dealer, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e Banco BPM S.p.A.

– Foto Ipa Agency –

Advertisement

(ITALPRESS).

Leggi tutto

Economia

Principia, Capitanio “L’area MIND da Expo 2015 a hub dell’innovazione”

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – Da area espositiva a distretto dell’innovazione. E’ il bilancio a 11 anni dall’Expo 2015 tracciato da Mauro Capitanio, amministratore delegato di Principia, la società a maggioranza pubblica (soci principali MEF, Regione Lombardia e Comune di Milano) che dà le linee guida per lo sviluppo di Mind, il Milano Innovation District. Capitanio ne parla in un’intervista a Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“I soci pubblici sono stati lungimiranti – spiega Capitanio – e hanno deciso di trasformare l’area che ospitò l’Expo, un milione di metri quadri tra Milano e Rho, in una vera città, un ecosistema dell’innovazione”. Principia, sottolinea l’Ad, “fa la governance, dà le linee guida per la gestione del sito”, che ospiterà centri di ricerca, università e scuole di formazione. Il cantiere più imponente è quello dell’Università Statale di Milano, in trasferimento da Città Studi: 20 mila studenti attesi dal 2028 circa, con un focus sulle materie STEM. Presente anche il centro di ricerca genomica Human Technopole, oltre a 9 ITS – tra cui la scuola di restauro di Botticino – e istituti professionali. Completano l’ecosistema piccole e medie imprese, startup, multinazionali ed enti del terzo settore, impegnati nel coordinamento degli impatti sociali. Il baricentro produttivo resta legato a ricerca e sviluppo in biotecnologie, scienze della vita e pharma.
Alla base del progetto, nato nel 2015, un modello di partenariato pubblico-privato che vede Principia collaborare con il gruppo Lendlease. “Nel mio mandato – afferma Capitanio – stiamo aprendo a partenariati pubblico-pubblico”, con il coinvolgimento di società di gestione del risparmio pubbliche in grado di mettere a disposizione “capitali pazienti” per sviluppare scuole, caserme ed edifici dedicati alla ricerca.
Il modello Mind, sottolinea l’Ad, è già “esportabile”: a Pavia è in corso la costruzione di un nuovo ecosistema legato alla produzione di semiconduttori e microcontrollori, in collaborazione con l’Università della città e con realtà nazionali e multinazionali del settore. Grazie a un contributo di Regione Lombardia, Principia sta completando i laboratori universitari nell’area di Parco Cardano e sta impostando il piano industriale per l’insediamento dei privati. Contatti sono in corso anche con la Regione Piemonte e il Politecnico di Torino per un possibile hub dell’innovazione legato all’aerospazio-difesa: “Germogli anche fuori dalla Lombardia”, osserva Capitanio, che indica nella replicabilità del modello “l’altro mandato importante” della società.
Il distretto milanese, aggiunge, ha già attirato l’attenzione internazionale: “Recentemente abbiamo avuto delegazioni da Tokyo e da Oslo, rappresentanti di parchi tecnologici che vengono a studiare questo modello”, dove il soggetto pubblico “garantisce la sicurezza degli investimenti e dei tempi” e semplifica la burocrazia per chi investe.
Guardando al 2035, Mind punta a diventare una città vera e propria, con 60-80 mila visitatori quotidiani attesi, posizionandosi tra le prime 100 città italiane per presenze. Cruciale, per Capitanio, la capacità dello staff di Principia di accompagnare i soggetti pubblici e privati in analisi ambientali, indagini sulla viabilità e acustiche, garantendo certezza dei tempi.
Infine il tema della sostenibilità, da pensare “agli albori della progettazione”: una città accessibile nei mezzi e nella vivibilità, ma anche nei costi, considerando i progetti di studentati e housing sociale previsti. “Non vogliamo creare cattedrali nel deserto che attirano business e poi si svuotano – conclude Capitanio – ma un luogo sostenibile a 360 gradi”, dove sia possibile anche vivere, non solo lavorare.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.