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Ai Mondiali la finale più giusta, euforia per Messi e critiche per Tuchel

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di Enrico Currò

ATLANTA (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Quando è iniziato il Mondiale Spagna-Argentina era una tra le finali possibili. Ora che si conoscono le protagoniste dell’appuntamento di domenica a New York ci si chiede se siano le duellanti migliori. La risposta è sì. La Spagna per il cammino senza troppe ansie, un solo gol incassato in sette partite. L’Argentina anche, perché nella fase a eliminazione diretta ha aggiustato con la passione partite apparentemente compromesse, contro Egitto, Svizzera e Inghilterra e anche contro Capo Verde. Ma soprattutto, la finale è la più giusta, perché sarà l’estremo palcoscenico del calciatore più forte del mondo, l’eterno Leo Messi, all’ultimo tango mondiale della carriera… anche se non si sa mai. Dopo averlo visto trascinare ancora i compagni alla vittoria, stavolta con l’appoggio per il tiro radente dell’1-1 di Enzo Fernandez e con l’assist (di destro) per il felice colpo di testa dell’interista Lautaro Martinez nei minuti di recupero, si può ben dire che sarebbe stato un sacrilegio non vederlo in campo nell’ultimo atto del torneo.

Lui non ha mai avuto dubbi e lo ha detto in tono anche polemico: “Siamo arrivati qui dopo essere stati messi in discussione e mi dispiace per chi non credeva in noi. Dicano quello che vogliono, ma questa squadra è unita e sa uscire da qualunque difficoltà. Sapevo che saremmo entrati tra le prime 4, siano addirittura tra le prime due. E sarebbe fantastico ripetere la vittoria in Qatar”. Anche gli sconfitti hanno celebrato Messi, per primo Thomas Tuchel. Il ct tedesco dell’Inghilterra ha reagito alle critiche per le sostituzioni “difensivistiche fatali”, fatte nell’ultimo spicchio di partita. La Nazionale inglese è vittima di un sortilegio dall’unico Mondiale vinto, nel 1966: “È molto facile parlare dopo. La verità è che abbiamo giocato un eccellente torneo e che io non rimpiango niente: abbiamo perso contro una grande squadra e contro un campione enorme. Ho messo più difensori e sono passato alla linea a 5 perché eravamo in difficoltà sui palloni alti”. C’è già chi chiede la sua testa e caldeggia l’ingaggio di Pep Guardiola, in teorico anno sabbatico dopo l’addio al Manchester City e sondato anche dalla Figc per la Nazionale italiana.

Il capitano Harry Kane, con l’autocritica a nome della squadra, sembra assolvere Tuchel: “Sull’1-0 lui ci ha detto di cercare il secondo gol, non di arretrare. E nel finale non ci ha detto di rintanarci così. A essere onesti, abbiamo dimostrato di non essere ancora all’altezza, nei momenti decisivi di una partita di questo tipo. Dobbiamo prenderne atto”. La Serie A si è finalmente ritagliata uno spazio in prima pagina grazie al gol decisivo del centravanti dell’Inter. E Lautaro Martinez si è commosso: “Lo sognavo da quando mio padre mi regalò le mie prime scarpette da calcio, ero un bambino. E da quando mia mamma mi lasciava sempre il letto fatto in camera, a Bahia Blanca, e io ero già al Racing Avellaneda. Sono stati premiati i loro sacrifici e i miei”. Ma la Spagna non è affatto rassegnata al trionfo altrui. Data la superiorità complessiva del calcio del Vecchio continente, diventa quasi ovvia la presenza dei campioni d’Europa nell’ultimo atto. Strada facendo, la Roja del non abbastanza celebrato ct De la Fuente ha confermato di non avere affatto usurpato il titolo di due anni fa.

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In semifinale ha annichilito la Francia, dai talenti in abbondanza, e ha sfoggiato un gioco sofisticato, senza deroghe agli individualismi, né ai clan. Lo stesso Yamal, che la legge del marketing ha presentato come stella tra le stelle, al pari di Mbappé, Messi e Vinicius Jr, finora non è stato imprescindibile per la sua squadra. Ha messo il suo talento al servizio degli altri come un gregario di lusso (ma il discorso vale anche per il già Pallone d’oro Rodri e per Olmo). E nella finale alla quale la Spagna arriva col piccolo vantaggio del giorno di riposo in più, il diciannovenne Yamal sa che da lui ci si aspetta qualche magia, però non sente tutto il peso del risultato. De la Fuente ha dimostrato di sapere estrarre i jolly più adeguati da una rosa ricca di giocatori equipollenti: Pedro Porro (in dubbio per una contrattura), Baena, Fabian Ruiz e Merino, decisivo col suo ingresso negli ultimi minuti per battere Portogallo e Belgio. La migliore finale possibile, la più giusta, è alle porte.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Nadia Battocletti medaglia d’oro nei 5000 metri agli Europei di atletica, bronzo per Majori

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BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Nadia Battocletti è medaglia d’oro nei 5000 metri donne agli Europei di atletica leggera, in corso a Birmingham. La mezzofondista trentina (Fiamme Azzurre) si conferma campionessa della specialità, dopo il trionfo di Roma 2024, correndo in 15’37″84. Ma la festa italiana è anche merito della lombarda Micol Majori (Pro Sesto Atletica Cernusco), che festeggia uno splendido bronzo in 15’40″65. L’argento va alla spagnola Marta Garcia in 15’39″98. Undicesimo posto per Federica Del Buono in 15’49″41.

“Sono davvero molto felice di questo risultato. Non nascondo che l’arrivo a Birmingham sia stato in salita e ‘travagliato’. A Roma (al Golden Gala, ndr.) avevo pensato a un altro epilogo. Quando sono arrivata al traguardo ero parecchio delusa, ora la tristezza ha lasciato spazio alle lacrime”. Così Nadia Battocletti, ai microfoni Rai. Presente anche Micol Majori, medaglia di bronzo: “Avevo quasi paura sul rettilineo finale – le sue parole -. È un sogno bellissimo, non l’ho ancora realizzato. Sapevo di stare bene, sono arrivata nella mia miglior condizione. Quest’anno ho lavorato anche sulle distanze più corte e sulle volate. Quando ero piccola vincevo tutte le gare in volata”.

Quattro fino a ora le medaglie azzurre a Birmingham: due ori, un argento e un bronzo.

– foto IPA Agency –

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Martinenghi oro e Cerasuolo bronzo nei 100 rana agli Europei di nuoto, Curtis bronzo nei 100 stile

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Doppia medaglia azzurra nei 100 metri rana uomini degli Europei di nuoto, in corso a Parigi. Il lombardo Nicolò Martinenghi (Aniene), campione olimpico in carica nella specialità, è medaglia d’oro con il tempo di 58″58; mentre l’emiliano Simone Cerasuolo (Fiamme Oro / Imolanuoto) conquista il bronzo in 58″90. Sul podio sale anche il russo (sotto bandiera neutrale) Ivan Kozhakin con il crono di 58″68. Martinenghi torna campione europeo nei 100 rana dopo il titolo vinto a Roma nel 2022.

“Non ho parole. È stato un anno difficile, mi merito tanto. Oggi è stata una gara molto di cuore, di voglia e di riscatto. Ho provato a mettere in acqua tutto quello che potevo. Oggi su quel blocco mi sentivo di avere qualcosa in più per lottare”. Così Nicolò Martinenghi, ai microfoni Rai. “Quando le cose si incastrano perfettamente non fai fatica a sognare – aggiunge -. È stato un anno difficilissimo, ma non smetto mai di stupirmi. Questo è il mio mondo, voglio farlo ancora per un po’. Ritiro? Ci ho pensato un po’ quest’anno, non lo nego. Ho avuto momenti di down dove pensavo che la piscina fosse passata in secondo piano. Ma quando ti accorgi di avere il cuore per lottare non devi avere niente di cui aver paura”. Felice anche Simone Cerasuolo, medaglia di bronzo: “Devo dire la verità, ieri pomeriggio ero arrabbiatissimo e nervoso, mi sarei preso a pugni. Oggi ero pronto a tutti, sarei morto in guerra pur di arrivare a questo podio: lo volevo a tutti i costi. Sono entrato cattivissimo in vasca. Sono contento. Gli ultimi dieci metri non finivano mai, ma ci ho messo tanto di quel cuore che è difficile da spiegare”.

Sara Curtis è medaglia di bronzo nei 100 stile libero femminili. La classe 2006 piemontese (Esercito / CS Roero) nuota in 52″72 ed è la prima italiana di sempre a salire sul podio sulla distanza nella rassegna continentale. L’oro va all’olandese Marrit Steenbergen (51″90), davanti alla connazionale Milou van Wijk (argento, 52″71).

“Sono veramente contenta. Prendere questa medaglia è importantissimo per me e per la mia crescita. Per me è un riscatto. Ho scritto una pagina importante per me e per la storia del nuoto italiano. Sono a pezzi ma contentissima”. Così Sara Curtis ai microfoni Rai. “Volevo fare questo, probabilmente ho patito un po’ di più il passaggio, ma volevo assolutamente non passare più piano di così. Forse speravo di fare forse leggermente meglio alla fine, ho perso la medaglia d’argento per un centesimo ma va benissimo così: questo mi spinge a lavorare ancora meglio”, ha aggiunto l’azzurra.

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Thomas Ceccon chiude al quarto posto la finale dei 50 metri farfalla uomini. Il classe 2001 veneto (Fiamme Oro / Leosport Nice Footwear) sfiora soltanto la medaglia, chiudendo ai piedi del podio con il tempo di 22″72. L’oro va al russo (sotto bandiera neutrale) Egor Cornev in 22″52, davanti al francese Maxime Grousset (argento, 22″54) e al bielorusso Grigori Pekarski (bronzo, 22″68), anche lui sotto bandiera neutrale.

Salgono così a quattro le medaglie azzurre in vasca a Parigi, 27 in tutto nella rassegna continentale.

– foto IPA Agency –

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Europei di atletica, Eloisa Coiro firma il nuovo record italiano degli 800 femminili dopo 46 anni

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BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Eloisa Coiro firma il nuovo record italiano degli 800 metri femminili, andando ad infrangere il primato (1:57.66) di Gabriella Dorio che resisteva da 46 anni. Nelle batterie degli Europei di Birmingham, l’azzurra ha staccato il pass per la semifinale con il crono di 1:57.56, secondo tempo complessivo.

“L’ho cercato tante volte, ma stavolta non me lo aspettavo e non ero partita con l’idea di fare il record. Sono felicissima, non tanto per il record, ma perché l’1:57 è un altro muro abbattuto e non mi fermo qui”, ha detto Coiro a Sky Sport dopo aver siglato il nuovo record italiano degli 800 metri femminili. “Con Gabriella Dorio ho un super rapporto, è una fonte di grande ispirazione come tutti i campioni in maglia azzurra. Poter superarla è un grande onore e sono contenta di aver messo la mia firma sugli 800”, ha aggiunto l’azzurra.

– foto IPA Agency –

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