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L’attesa di Messi e Yamal, la finale passa dal duello tra fuoriclasse

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di Enrico Currò

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Lionel Scaloni è stato allievo di Luis de la Fuente al corso allenatori frequentato in Spagna. E dal ct spagnolo il ct dell’Argentina ha imparato parecchio, per sua stessa ammissione. Ora, però, non c’è allievo e non c’è maestro. Bisogna vincere il Mondiale. Per farlo, serve innanzitutto gestire nel migliore dei modi i due campioni più attesi all’ultimo atto, che oscillano tra stati d’animo opposti.

Euforico Leo Messi, dopo la formidabile rimonta dell’Argentina sull’Inghilterra. In apprensione Lamine Yamal, che con l’azione del rigore conquistato anticipando Digne in area ha messo subito in discesa la semifinale con la Francia, ma ha anche preso un colpo fastidioso, nell’imminenza della finale di domenica. Il diciannovenne Yamal è per la Spagna una pietra preziosa, da maneggiare con estrema cura. La fasciatura che gli avvolge la coscia sinistra sarà anche una semplice precauzione dopo l’infortunio dello scorso aprile al bicipite femorale, come spiega lo staff della Roja che gli ha comunque consigliato di saltare l’allenamento di giovedì insieme all’altro acciaccato Pedro Porro, ma è pure il segno di una preoccupazione che non ci voleva.

Invece, nel caso del superlativo Leo Messi non esiste particolare cautela dello staff argentino: a dispetto dell’età, il rendimento del campione è stato finora strepitoso e proprio nel finale ha piazzato spesso i colpi decisivi, come i due assist per Enzo Fernandez e Lautaro Martinez contro l’Inghilterra. A 39 anni non è uno scherzo avere giocato per intero 5 partite su 7 (con la Giordania è entrato nella mezz’ora finale, con l’Algeria è uscito al 35′ del secondo tempo), incluse quelle con Capo Verde e Svizzera, finite ai supplementari.

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Ma al di là dell’anagrafe, il calciatore più forte del mondo sa benissimo come gestire le proprie energie ed è così indispensabile che i compagni di squadra, durante i festeggiamenti sul campo, gli hanno chiesto in maniera formale di non abbandonarli alla fine del Mondiale, qualunque sia l’esito della partita con la Spagna. Il veterano Cristian “Cuti” Romero, che può ben rappresentare il ruolo di portavoce essendo stato in campo nel 2022 in Qatar con l’Albiceleste campione del mondo, si è avvicinato al capitano e lo ha implorato di tornare sui suoi passi: “Resta per altri due anni”, gli ha detto il difensore del Tottenham, come rivela sui siti web argentini uno dei tanti video che hanno immortalato la festa. Il seguito è stato il sorriso di Messi, accompagnato da un sussurro indecifrabile anche per gli esperti nella lettura del labiale.

Ma il fatto stesso che il dubbio sull’addio del fuoriclasse alla Selección resti tale, almeno fino a dopo la finale, dimostra come un piccolo spiraglio per il ripensamento, secondo i media argentini, ancora esista. E che l’eventuale assalto all’ennesimo record, quello del numero di presenze in Nazionale, possa essere tentato, magari grazie allo stimolo legato al nome del primo in graduatoria: il rivale di sempre Cristiano Ronaldo, che ha giocato col Portogallo per 233 volte, contro le 206 di Messi.

Non è comunque ai traguardi minori che punta il numero 10, e con lui l’Argentina: vogliono tenersi la coppa del mondo vinta quattro anni fa. L’incognita per tutti, argentini e spagnoli, spesso sottolineata dalla Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori, è il calendario zeppo di partite, col Mondiale extralarge a 48 squadre che è arrivato al culmine di una stagione infarcita di impegni dei campionati e delle coppe europee e che, con trasferte lunghe e frequenti, ha accentuato stanchezza e rischio di infortuni. In Qatar il vantaggio per le finaliste, Argentina e Francia protagoniste di una partita magnifica, giocata a ritmo alto, era stato il Mondiale collocato d’inverno, per evitare le impossibili temperature estive dei Paesi del Golfo Persico. I calciatori erano arrivati ancora freschi all’appuntamento, nemmeno a metà dell’annata calcistica.

In America, invece, la fatica della stagione si fa sentire. E qui Messi, che ha il doppio degli anni di Yamal, è paradossalmente avvantaggiato, perché con l’Inter Miami gioca in un campionato meno impegnativo, la Mls, e in coppe meno stressanti di quelle che deve affrontare il Barcellona, tra Liga e Champions. Ma il giovane Lamine non vuole assolutamente rinunciare a questa partita: la finale del Mondiale è il punto più alto di ogni carriera calcistica. Va vissuta a qualsiasi costo, facendo fisioterapia più del solito. Quello tra i campioni di Argentina e Spagna resta il vero duello nel duello.

– Foto Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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Taddeucci bronzo nella knockout agli Europei di fondo, oro a Gose

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Ginevra Taddeucci medaglia di bronzo nella knockout 3 km agli Europei in acque libere di Parigi. Dopo l’oro nella 5 e nella 10 km, la 29enne toscana non riesce a spuntarla nello sprint per l’argento sull’ungherese Bettina Fabian e conquista la terza medaglia in tre gare nella rassegna continentale francese. Oro alla tedesca Isabel Gose, che chiude i 500 metri finali in 6’41″09 e conferma il dominio della Germania nelle acque libere, dopo gli ori di Florian Wellbrock nella 5 e nella 10 km. “Per me questa è una gara molto difficile, più si accorcia la distanza e più è complicato. Gose era quella da tenere d’occhio, non mi è piaciuto molto il cambio di format, ma sono soddisfatta della medaglia”, ha detto Taddeucci, ai microfoni della Rai. “Oggi la Senna era più pulita delle altre volte. Sono entrata e ho fatto la mia gara, ho cercato di capire le sensazioni che avevo. Alla fine ho nuotato più di orgoglio che di altro. Sono molto felice per quello che ho fatto”, le sue parole. Fuori in semifinale le altre due azzurre Linda Caponi e Rebecca Rimoldi.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Impresa di Kelly Doualla: a 16 anni è bronzo sui 100 ai Mondiali U20

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Impresa della 16enne Kelly Doualla che, ai mondiali Under 20 di Eugene (Usa), conquista la medaglia di bronzo nei 100 metri. Doualla diventa la prima azzurra di sempre a conquistare una medaglia ai mondiali (assoluti, under 20 o under 18). La sprinter lombarda si è piazzata alle spalle della statunitense Mia Maxwell, che ha conquistato l’oro, e della giamaicana Shanoya Douglas. Con il tempo di 11.27, l’atleta tesserata per il Cus Pro Patria Milano, è stata capace di battersi testa a testa contro sprinter di due anni più grandi di lei.

“Devo ammettere che prima della gara c’era tanta ansia, non soltanto oggi. Una volta arrivati sui blocchi – racconta Doualla – ho deciso di combattere questa Kelly e mandarla via. All’arrivo pensavo che avesse vinto quell’altra Kelly, invece no: i timori si sono dissolti quando mi sono vista terza e credo si sia visto dall’urlo dopo aver scoperta che ero medaglia. Una bella partenza? Sono abituata a standard migliori, però non mi posso lamentare”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Darderi agli ottavi del Masters 1000 di Montreal, Shang battuto in tre set

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MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – Luciano Darderi avanza agli ottavi di finale del Masters 1000 di Montreal. L’azzurro, testa di serie numero 19 del tabellone, ha battuto in rimonta, in tre set, il cinese Juncheng Shang (n. 281 Atp) col punteggio di 4-6 6-1 6-4. Agli ottavi Darderi sfiderà il vincente della sfida tra il tedesco Yannick Hanfmann (n. 57 Atp) e il portoghese Nuno Borges (n. 55).

Nella notte scenderà in campo anche Lorenzo Musetti per sfidare il giovanissimo spagnolo Rafael Jodar.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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