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Addio a Franco Baresi, la leggenda del Milan e della Nazionale aveva 66 anni

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MILANO (ITALPRESS) – Si è spento all’età di 66 anni Franco Baresi, bandiera del Milan che ha cambiato il ruolo del libero. È stato uno dei più grandi difensori della storia del calcio, simbolo del Milan e della Nazionale italiana.

Nato a Travagliato (Brescia) l’8 maggio 1960, ha legato l’intera carriera ai colori rossoneri, dei quali è diventato capitano e punto di riferimento per oltre vent’anni. Entrato nel settore giovanile del Milan da ragazzo, ha esordito in Serie A il 23 aprile 1978, a soli 17 anni. Da allora ha vestito esclusivamente la maglia rossonera, collezionando 719 presenze ufficiali fino al ritiro nel 1997.

Con il Milan ha conquistato sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe europee e quattro Supercoppe Italiane, contribuendo in modo decisivo ai successi della squadra guidata prima da Arrigo Sacchi e poi da Fabio Capello. Libero moderno, dotato di straordinaria intelligenza tattica, senso della posizione e capacità di impostazione, è stato il leader della celebre linea difensiva composta anche da Mauro Tassotti, Alessandro Costacurta e Paolo Maldini. La sua interpretazione del ruolo ha contribuito a ridefinire il concetto stesso di difensore centrale. Al termine della carriera il Milan ha ritirato la maglia numero 6, riservandogli un omaggio destinato a pochissimi giocatori.

Con la Nazionale italiana ha collezionato 81 presenze e ha partecipato a tre Campionati del Mondo. Ha fatto parte della rosa che ha conquistato il titolo mondiale nel 1982 e nel 1994 ha guidato gli azzurri fino alla finale di Pasadena contro il Brasile. Rientrato in tempi record dopo un intervento al menisco, ha disputato una finale di altissimo livello, conclusasi con la sconfitta ai calci di rigore. Ha preso parte anche ai Mondiali del 1990 e agli Europei del 1988. Dopo il ritiro è rimasto legato al Milan, ricoprendo diversi incarichi dirigenziali e istituzionali fino a diventare, nel 2020, vicepresidente onorario del club. Ha continuato a rappresentare i colori rossoneri in Italia e all’estero, mantenendo un ruolo di ambasciatore della società. Considerato uno dei migliori difensori di tutti i tempi, Franco Baresi ha lasciato un’eredità tecnica e umana destinata a rimanere nella storia del Milan, della Nazionale italiana e del calcio mondiale.

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Nell’agosto del 2025 il club rossonero annunciò: “A seguito di accertamenti di routine, al nostro vice presidente onorario, Franco Baresi, è stata riscontrata la presenza di una nodulazione polmonare, per la quale si è deciso di procedere con l’asportazione mediante intervento chirurgico con tecnica mini-invasiva”.

Un anno dopo quell’annuncio, la notizia della scomparsa che proprio il Milan ha ufficializzato: “Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima. Ma tutto il Milan e tutti i Milanisti devono provare ad essere all’altezza di Franco Baresi, bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo. Franco ci ha lasciati, dopo averci regalato solo pochi mesi fa l’ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica. Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre”.

FIGC DISPONE MINUTO DI SILENZIO

Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha disposto un minuto di raccoglimento in memoria di Franco Baresi da osservare prima di tutte le gare amichevoli in programma in Italia nella giornata odierna e nel fine settimana.

LE REAZIONI

“Con la scomparsa di Franco Baresi, l’Italia perde non solo uno dei più grandi campioni della sua storia sportiva, ma anche un esempio di lealtà, serietà e dedizione. Capitano del Milan e della Nazionale, ha indossato gli stessi colori per un’intera carriera, vivendo la fedeltà come un valore e la fascia come una responsabilità. Ha dimostrato che si può diventare leggenda senza mai smettere di essere un punto di riferimento, dentro e fuori dal campo. Alla sua famiglia, ai tifosi e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va il mio più sincero cordoglio”. Così sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Caro Franco, in campo hai ‘domato’ con il talento ogni avversario, nella vita hai lottato con lo stesso spirito fino all’ultimo secondo di una partita ben più complessa. Oggi esci dal ‘campo’ ancora una volta a testa alta e ci lasci con le lacrime, come successe a te nella finale del mondiale americano del 1994. Sei stato un atleta e un uomo esemplare, un simbolo di lealtà, passione e dedizione sportiva, mai sopra le righe, mai una parola fuori posto, con la tua classe, umiltà e riservatezza che ti hanno sempre contraddistinto. Hai ispirato generazioni di atleti e tifosi contribuendo a scrivere pagine indelebili della storia dello sport azzurro e del tuo amato Milan, che hai servito generosamente anche nella sua Fondazione”. Così, su X, il ministro dello Sport e dei Giovani, Andrea Abodi. “Grazie per ciò che sei stato, per aver accettato di fare il tedoforo durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina, un momento emozionante e ricco di significati. Il tuo ricordo resterà vivo nel patrimonio di valori che hai saputo incarnare dentro e fuori dal campo, perché la tua leggenda diventi esempio in un mondo del calcio che vogliamo migliore”, ha aggiunto il Ministro.

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“Il mondo dello sport piange la scomparsa di Franco Baresi, calciatore simbolo del Milan e capitano della Nazionale, che si è spento oggi all’età di 66 anni. Con la maglia azzurra è diventato Campione del Mondo nel 1982 in Spagna, partecipando anche ad altri due Mondiali (1990 e 1994), a due Europei (1980 e 1988), a un’edizione dei Giochi Olimpici (Los Angeles 1984) e totalizzando complessivamente 81 presenze e un gol. In rossonero, la sua seconda pelle, ha vinto sei Scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe UEFA e quattro Supercoppe Italiane. Nel 2017 è stato insignito, insieme ai compagni di squadra del 1982, del Collare d’Oro, la massima onorificenza sportiva”. Così il CONI, a proposito della scomparsa di Franco Baresi. Il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, si unisce al profondo dolore dei familiari, intepretando il sentimento di cordoglio dell’intero movimento sportivo. “Ho avuto il privilegio di conoscere Baresi quando gli ho espresso il desiderio di averlo come tedoforo nel suo stadio, a San Siro, nella Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Non era solo un tributo doveroso, ma un’emozione condivisa. Sono rimasto colpito dal carisma, dalla qualità del campione universalmente apprezzato e dalla statura morale dell’uomo. Proporrò al mondo del calcio di ricordarlo in occasione della prima giornata di campionato, per omaggiare la sua memoria e valorizzare un esempio che continuerà ad accompagnarci per sempre”, ha dichiarato Buonfiglio.

“Hai raggiunto il tuo Presidente. 6 per sempre”. Con questo messaggio, accompagnato da due cuori (uno rosso e uno nero), l’ex ad del Milan, Adriano Galliani, ha ricordato Franco Baresi. Nella foto allegata lo stesso Galliani, Fabio Capello, Franco Baresi e Silvio Berlusconi, allora presidente del club rossonero e ora “raggiunto” dal capitano.

“Quanto dolore e quanta tristezza. Ciao Capitano”. Con queste parole e la foto che li ritrae insieme dopo la finale dei Mondiali del 1994, Roberto Baggio ha ricordato Franco Baresi, deceduto oggi all’età di 66 anni.

“Baresi ha esordito giovanissimo come ho fatto io, anche se in un ruolo diverso. Franco è stato bravissimo nell’imporsi come giocatore di livello nella sua posizione. Se meritava il Pallone d’oro? Non conosco i criteri di quegli anni, ma è stato il più grande difensore di sempre in Italia”. Lo ha detto all’agenzia Italpress Gianni Rivera ricordando Franco Baresi, scomparso all’età di 66 anni, che del ‘Golden Boy’ fu compagno di squadra al Milan dal 1977 al 1979.

“Oggi la famiglia rossonera piange la scomparsa del grande Franco Baresi. Per generazioni, Franco ha incarnato i valori, il carattere e l’eccellenza che definiscono questo club. Anche nell’ultimo anno, mentre affrontava la sua sfida più grande, è sempre stato al fianco del Milan, ricordandoci in silenzio cosa significhi rappresentare questi colori. L’eredità di Franco è profonda e durerà per sempre. Il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro nella cui vita ha lasciato un segno”. Così il proprietario del Milan, Gerry Cardinale.

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“Un capitano senza tempo. Una storia senza tempo. Franco Baresi è stato, è e sarà infinito”. Così, su Instagram, il presidente della FIFA, Gianni Infantino.

“Oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano? Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro, cosa significhino l’attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero leader. Lo hai fatto con l’esempio, ogni giorno: poche parole, ma tantissimi fatti”. Così, su Instagram, Paolo Maldini ha ricordato Franco Baresi. “Mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo. Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare. Un abbraccio affettuoso a tutta la tua famiglia, in particolare a tua moglie Maura e ai tuoi figli, Edoardo e Giannandrea. Ci mancherai, Capitano. Ma la luce della tua stella continuerà ad accompagnarci per sempre”, ha aggiunto Maldini.

“I tuoi silenzi gridavano più delle tue parole”. Così, su Instagram, Demetrio Albertini ha ricordato Franco Baresi. A ruota l’ex centrocampista rossonero ha postato un celebre video di Diego Maradona con indosso la maglia numero 6 del Milan, nel quale l’asso argentino affermava: “Franco Baresi è un grandissimo giocatore, è il massimo come difensore. Questa maglia la porterò sempre con me”.

“Una leggenda del calcio non solo italiano ma mondiale, una bandiera vera”. Così Zvonimir Boban, ex fantasista del Milan, ai microfoni di Sky Sport, ricordando l’ex capitano del Milan deceduto oggi all’età di 66 anni. “E’ stato un leader. Era silenzioso, bastava un sguardo per farti capire in cosa sbagliavi”. Sul primo impatto con Baresi: “Quando entrai nello spogliatoio mi fece capire subito che bisognava sudare tanto – ha raccontato -. Non metteva pressione, ma ti faceva capire che dovevi dare tanto per essere da Milan. Avevo un grande rispetto nei suoi confronti. Tutta la sua storia milanista è piena di successi, credo che il Mondiale sia stato molto doloroso per lui non averlo vinto”.

“Grazie per tutto quello che ci hai donato. Immenso Franco, punto di riferimento eterno, riposa in pace Franco Baresi”. Così, su Instagram, Alessandro Nesta. 

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“Sono molto emozionato. Ricordiamo oggi una persona e un uomo che merita il rispetto e il saluto di tutti. Io ho conosciuto sotto vari aspetti il giocatore Franco Baresi e l’uomo Franco Baresi. Tutta Milano deve abbracciarlo, per ringraziarlo per quello che ha dato al Milan e a tutta l’Italia. E’ stato un esempio per tutti. Un uomo onesto e modesto. Trasmetteva a tutti forza e volontà per non arrendersi mai. E’ il classico giocatore che ogni allenatore vorrebbe nelle sue squadre”. Così, ai microfoni di Sky Sport, Fabio Capello. 

“Ho avuto la fortuna di giocare e vivere nello spogliatoio Franco Baresi, ma prima ancora ero un suo tifoso. Se ne va il pezzo più grande del Milan. Per me è il mio capitano, è un giorno di dolore. Ci si aspettava un miracolo, oggi piangiamo tutti. Era un esempio per tutti, un giocatore e una persona unica”. Così Filippo Galli, ex difensore rossonero, ai microfoni di Sky Sport, ricordando l’ex capitano del Milan deceduto oggi all’età di 66 anni. “Lui rappresenta il milanismo, non ha mai lasciato la squadra, anche nei momenti difficili – ha aggiunto -. Credo sia qualcosa di unico. E’ stato il miglio difensore di sempre, uno dei primi che sapeva costruire il gioco dal basso, aveva grande personalità. E’ stato un esempio in campo e fuori”.

“Grazie Franco per quello che ci hai insegnato, sul campo e fuori dal campo, con la tua leggendaria carriera. Una bandiera è per sempre. Ps: aggiungo 39 volte grazie, gli juventini capiranno”. Lo ha scritto su instagram l’ex capitano della Juventus, Alessandro Del Piero, ricordando Franco Baresi, scomparso all’età di 66 anni, con un riferimento ad un gesto della bandiera rossonera nel 1990, prima di una gara col Mechelen all’Heysel. In quell’occasione Baresi posò un mazzo di 39 rose rosse sotto il settore che era stato occupato cinque anni prima, nel giorno della tragedia, dai tifosi bianconeri. Il capitano del Milan venne ringraziato dal pubblico juventino al Comunale di Torino con uno striscione: “Baresi, 39 volte grazie”.

“A Parma, tanti anni fa, ho avuto la fortuna di giocare contro di te. Io avevo il 16 e quella partita non sono nemmeno entrato. A fine partita ti ho chiesto la maglia. Tu mi hai guardato e mi hai detto: ‘Ma tu non me la dai la tua?’. Una frase semplice, ma che mi è rimasta dentro per tutta la carriera. Da quel giorno, ogni volta che un giocatore mi ha chiesto la maglia, io gli ho chiesto la sua, proprio come hai fatto tu con me. Che il tuo spirito ed il tuo carisma possano instillarsi nel cuore di tutti noi e nei capitani di domani. Ciao Franco, grazie Cuore Rossonero. Per sempre”. Così Filippo Inzaghi, ex attaccante rossonero, oggi tecnico del Palermo, ricordando sui social Franco Baresi, deceduto oggi all’età di 66 anni.

“Quando i tifosi vengono a mangiare nel mio locale, la domanda più frequente è ‘chi è il giocatore più forte con cui hai giocato con o contro?’ e la mia risposta è sempre la stessa: Franco Baresi, perché niente e nessuno è mai stato sopra di te”. Questo il commosso ricordo, su Instagram, di Pietro Paolo Virdis, a seguito della scomparsa di Franco Baresi. “Hai guidato un reparto con poche parole, ma tanta classe e carisma… Sei nell’esiguo numero di persone in cui il ruolo sostituisce il nome senza bisogno di pronunciarlo: l’Avvocato, il Presidente, il CAPITANO… il mio, il nostro capitano… Sei stato tutto ciò che il calcio aveva di bello: la passione, la morale, l’ideale”, ha aggiunto Virdis. “Una maglia che è pelle e non un indumento che cambia a seconda degli zeri che la accompagnano. Sei stato esempio per noi ‘coetanei’ e scuola per i giovani che via via arrivavano, indipendentemente dal ruolo. Nelle scuole calcio andrebbe raccontata la tua storia, mandando in loop filmati che raccontino chi sei e cosa resterai: per me è come la fine di un’era”, ha scritto ancora Virdis. “Nonostante la fatica del percorso non hai mollato di un millimetro la speranza e la convinzione di vincere anche se ai supplementari o ai rigori… e per me comunque hai vinto… non certo questa battaglia contro un avversario troppo forte e subdolo… troppo forte anche per uno come te… ma per me hai vinto l’immortalità che è dei grandi… dei numeri 1… anzi del numreo 6 PER SEMPRE… CIAO MIO CAPITANO”, ha concluso l’ex compagno di Franco Baresi.

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Franco Baresi “era un ragazzo silenzioso, che ha sofferto da piccolo per la perdita dei genitori. È arrivato in un college senza l’affetto della famiglia, ma come spesso ha detto anche lui, il Milan è stato la sua famiglia. Era di pochissime parole, ma in campo dava ordini anche a Rivera, e io ne ero testimone”. Così Fulvio Collovati, ai microfoni di Italpress, ricordando Franco Baresi, scomparso questa mattina all’età di 66 anni. “Arrivò a Milanello giovanissimo e andammo subito in camera insieme per sei anni – racconta l’ex difensore di Milan e Inter, campione del mondo con l’Italia nel 1982 -. Abbiamo sofferto i primi anni calcisticamente, prima di vincere lo scudetto nel 1979. Liedholm lo fece giocare titolare a 18 anni e vincemmo il titolo: era facile vedere in lui le qualità del fuoriclasse”. Poi conclude: “Lui era un campione di umiltà assieme al fratello. La vita lo ha fatto soffrire fin da piccolo, ma gli ha dato tanto da calciatore”.

“Con la scomparsa di Franco Baresi, il calcio italiano perde una delle sue più grandi leggende. Bandiera del Milan e protagonista indimenticabile della Nazionale, ha rappresentato un esempio di talento, lealtà e amore per la maglia. Alla sua famiglia, all’AC Milan e a tutti i suoi cari rivolgo, a nome mio e del Senato della Repubblica, le più sentite condoglianze”. Così sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

“La scomparsa di Franco Baresi mi addolora profondamente. È stato uno dei più grandi protagonisti del calcio italiano. La sua è stata una storia fatta di passione e assoluto attaccamento alla maglia. Il suo stile e i valori che ha incarnato resteranno nella nostra memoria. Ai familiari, al Milan e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo le mie più sentite condoglianze”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

“Purtroppo è stato ufficializzato ciò che tutti abbiamo sperato non fosse vero. Franco Baresi. Piscinin. Kaiser Franz. Un simbolo. Uno dei più grandi difensori di sempre. Eroe rossonero, per me eri e resterai il vero Milan, il vero calcio. Sei per sempre Capitano. Vola con la tua curva. Sei stato e resterai la nostra bandiera”. Così sui social il vicepremier e ministro Matteo Salvini.

Ciao Franco Baresi. L’Italia perde uno dei calciatori più forti di sempre, una leggenda che resterà per sempre nella memoria di tutti noi, che rimanevamo a bocca aperta per i suoi anticipi e le sue progressioni epiche. Ci stringiamo forte attorno al dolore dei suoi cari”. Così, sui social, il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

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“Con la scomparsa di Franco Baresi il calcio italiano e quello mondiale perdono una delle figure più grandi e amate”. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ricorda così l’indimenticabile capitano rossonero, “lombardo doc”, nato a Travagliato e scomparso questa mattina a 66 anni.

“A nome di tutta la città di Milano esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi. Non solo una bandiera del Milan, ma un simbolo di dedizione e lealtà che ha reso grande questa città e l’Italia nel mondo. Milano lo ricorderà”. Così, su X, il sindaco di Milano, Beppe Sala.

IL CORDOGLIO DA PARTE DI FEDERAZIONI E CLUB

“Il presidente della FIGC Giovanni Malagò, il direttore tecnico e presidente del Club Italia Claudio Ranieri e il Ct Roberto Mancini piangono la scomparsa di Franco Baresi, tra i più grandi calciatori italiani di tutti i tempi morto oggi all’età di 66 anni. Candidato per sette volte al Pallone d’oro, piazzatosi secondo nel 1989 alle spalle di Marco van Basten, l’ex difensore del Milan e della Nazionale occupa il 33° posto nella classifica dei migliori calciatori del ventesimo secolo stilata dall’IFFHS. Dal 2013 è anche nella ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’”. Questa la nota emessa oggi dalla FIGC. “Il calcio italiano perde una delle sue leggende – dichiara il presidente federale Giovanni Malagò – un campione straordinario che in tutta la sua carriera ha indossato solo due maglie, quella del Milan e quella azzurra”. “Una scelta romantica, che lo ha fatto entrare di diritto nel cuore dei tifosi e di milioni di italiani. Lo ricorderemo come merita in occasione delle prossime partite della Nazionale, quella Nazionale per la quale ha sempre dimostrato un attaccamento eccezionale diventandone uno dei simboli più gloriosi”, aggiunge il numero uno della FIGC.

“Franco Baresi, leggenda del Milan e dell’Italia, è morto a 66 anni. Uno dei più grandi difensori del calcio, Baresi ha vinto tre Coppe dei Campioni e due Supercoppe UEFA, rappresentando l’Italia in 81 occasioni. I nostri pensieri sono con la sua famiglia, gli amici e i suoi ex compagni di squadra”. Così, su X, la UEFA ha ricordato Franco Baresi.

“Addio a Franco Baresi, protagonista delle grandi sfide del Derby di Milano e una delle figure che più hanno definito la storia della rivalità. Capitano, uomo squadra e bandiera del Milan, ha vissuto ogni confronto con l’Inter tra competizione e rispetto, dentro una sfida che ha scritto pagine indimenticabili del calcio italiano”. Così, sui social, il club nerazzurro. “Il Presidente Giuseppe Marotta e tutta l’Inter si stringono attorno alla famiglia Baresi, al fratello Beppe e al Milan in questo momento di dolore”, aggiunge la società nerazzurra. “Bandiera, Capitano, Leggenda: 6 per sempre! Buon viaggio, Franco”, scrive poi, su X, il vicepresidente ed ex capitano dell’Inter, Javier Zanetti.

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“Ci sono persone che, con il loro talento, entrano nella storia. E altre che, con la loro umanità, vi restano per sempre. Franco Baresi è stato entrambe le cose. Classe, stile, leadership e rispetto dentro e fuori dal campo. Un esempio per generazioni di calciatori e tifosi, amato e stimato da tutti gli appassionati di calcio. Il suo ricordo vivrà per sempre. La Juventus si stringe attorno alla famiglia Baresi e al Milan in questo momento di profondo dolore”. Questa la nota del club bianconero.

“La Roma si unisce al cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi, che con la sua carriera ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio. Il club si stringe al dolore della sua famiglia e dei suoi cari”. Così la società giallorossa, a proposito della scomparsa di Franco Baresi. “La Lazio si unisce al cordoglio dei familiari per la scomparsa di Franco Baresi, indimenticato baluardo difensivo della Nazionale Italiana e del Milan”, questo invece il messaggio della Lazio.

“Il Presidente Aurelio De Laurentiis, mister Allegri, i dirigenti e tutto il Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi, bandiera e leggenda del Milan e dell’intero panorama calcistico italiano. Alla sua famiglia la più sincera vicinanza da parte di tutto il club azzurro”. Questo il cordoglio del club azzurro.

“L’ Udinese piange la scomparsa di Franco Baresi. Campione assoluto, ha vinto tutto nella sua carriera ed è stato uno dei più grandi difensori di tutto il panorama europeo. Uomo dai grandi valori e dall’enorme spessore umano lascia un vuoto che non sarà mai colmato”. Così, su X, il club friulano.

“L’Atalanta si unisce al cordoglio del mondo del calcio per la scomparsa di Franco Baresi, indimenticato campione che ha scritto pagine importanti della storia del calcio italiano. Il club partecipa al dolore dei familiari e dei suoi cari rivolgendo le più sentite condoglianze”. Questa la nota della società orobica.

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“Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino, profondamente commossi per la tristissima notizia, si stringono con affetto attorno alla famiglia Baresi per la scomparsa di Franco Baresi, leggenda del calcio italiano e mondiale, colonna della nostra Nazionale, indomito capitano e bandiera del Milan, magistrale esempio di classe e senso di appartenenza. Con Franco Baresi ci lascia un gigante del nostro sport, un campione che ha sempre saputo essere un grande signore: dopo le vittorie più entusiasmanti così come dopo le sconfitte più cocenti. Mancherà a tanti, ma il suo ricordo resterà vivo in tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato”. Così, su X, la società granata.

“La Fiorentina esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi, autentica leggenda del calcio italiano. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutto il mondo rossonero giungano le più sincere condoglianze. Il suo ricordo resterà indelebile nella storia di questo sport”. Così, su X, la società viola.

Il Como “desidera esprimere le più sentite condoglianze per la scomparsa di Franco Baresi, una leggenda del Milan, della Nazionale italiana e un’icona del calcio. Grazie al suo talento, classe e valori, in campo e fuori, ha contribuito a plasmare la storia del gioco e ha lasciato un’eredità indimenticabile. L’intero club porge le più profonde condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari, nonché all’intera famiglia del Milan”.

“Il Cagliari esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi. Un campione che ha scritto la storia del calcio con personalità e classe. Alla sua famiglia e a tutti coloro che lo hanno amato le più sincere condoglianze”. Così, su X, la società sarda.

“Il Genoa si unisce al dolore della famiglia, del mondo del calcio e del Milan per la scomparsa di Franco Baresi, colonna portante e leggenda del calcio mondiale. Riposa in pace, Franco”. Così, su X, il club ligure.

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“Il Lecce si unisce al dolore del mondo del calcio per la scomparsa di Franco Baresi, indimenticabile icona dello sport italiano. Alla sua famiglia arrivino le più sincere condoglianze da parte di tutto il club giallorosso”. Questa la nota emessa dalla società salentina.

“Il Monza si unisce al cordoglio della famiglia e di tutti i suoi cari per la scomparsa di Franco Baresi, icona del calcio italiano e mondiale. Ci lascia uno dei più forti difensori in assoluto, riconosciuto e rispettato da tutti come un esempio. Franco, per sempre con noi”. Così, su X, il club brianzolo.

“Il Bologna si unisce al cordoglio di tutto il mondo del calcio per la scomparsa di Franco Baresi, indimenticabile Bandiera del Milan e della Nazionale. Alla famiglia e al Milan vanno le nostre più sentite condoglianze”. Così, su X, il Bologna. “Il Parma esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi, autentica leggenda del calcio italiano e simbolo indiscusso del Milan, al quale ha legato indissolubilmente la propria vita e la propria straordinaria carriera”, questo invece il messaggio, sempre su X, del Parma. “Il Presidente Kyle J. Krause, il CEO Federico Cherubini e tutta la famiglia gialloblù si stringono con affetto al dolore della famiglia Baresi, del Milan e di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e ammirarlo, porgendo le più sentite condoglianze in questo momento di immenso dolore”, scrive ancora il Parma.

“La Lega Nazionale Professionisti Serie B, con il presidente Paolo Bedin, il Consiglio direttivo e tutte le società associate, esprime il più profondo e sentito cordoglio per la dolorosa scomparsa di Franco Baresi. Il calcio italiano perde oggi una delle sue icone più leggendarie, un uomo diventato esempio intramontabile di lealtà, leadership e professionalità per intere generazioni di atleti e tifosi. In questo momento di immenso dolore, la Lega Serie B si stringe in un caloroso abbraccio alla famiglia Baresi e si unisce al lutto di tutto il mondo del calcio”. Questa la nota della Lega di Serie B in ricordo di Franco Baresi.

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L’Inter dimentica il derby, Feyenoord battuto per 3-0

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ROTTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – L’Inter batte 3-0 il Feyenoord a Rotterdam e si scuote dopo la sconfitta nel derby di campionato contro il Milan. Secondo successo in questa Champions League per la squadra di Cristian Chivu dopo quello contro lo Shakhtar. Decisive le reti di Bisseck, Esposito e Zielinski. L’Inter la sblocca dopo otto minuti, con Bisseck che si spinge in avanti e dalla destra trasforma un pallone sporco nel sinistro a giro che sorprende Ernst. Gol che colpisce a freddo gli olandesi, in difficoltà di fronte a un’Inter compatta. Al 19′ nuova occasione per la squadra di Chivu, con l’azione manovrata che libera Thuram all’interno dell’area ma la sua conclusione è centrale. Alla mezz’ora arriva la prima chance per il Feyenoord, con Hadj Moussa che dalla destra converge verso la porta interista e davanti a Martinez prova il tocco di punta che il portiere spagnolo respinge in tuffo. Evita il pari l’Inter, che al 34′ raddoppia: un’altra transizione porta Spence al tiro-cross deviato che finisce sulla testa di Esposito, lesto nel deviare il pallone che termina in rete dopo il tocco della traversa. Si chiude così il primo tempo, con l’Inter che resta in controllo della gara anche all’inizio della ripresa. Al 54′ arriva infatti il terzo gol nerazzurro, con la soluzione mancina dalla distanza di Zielinski sulla quale non può nulla Ernst. Continua indisturbata la conduzione dell’Inter, che al 66′ troverebbe anche il 4-0, di nuovo con Esposito, pescato però in posizione di fuorigioco. Diverse sostituzioni per entrambe le squadre, che non cambiano però la trama della gara che vede abbassarsi sempre di più ritmo e intensità. L’Inter è così lucida nella gestione che la porta al termine dei 90 minuti senza rischi. Altra sconfitta per il Feyenoord, la terza in quattro giornate dopo quelle con Barcellona e Betis Siviglia.
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La Roma si fa rimontare anche dallo United, ko all’Old Trafford per 3-2

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MANCHESTER (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Rimpianti a Old Trafford per la Roma nella quarta giornata della League Phase di Champions League. La squadra di Gasperini cede 3-2 in rimonta al Manchester United al termine di una partita a due facce per entrambe le formazioni. Primo tempo tutto a tinte giallorosse, con Soulè e Malen che regalano il doppio vantaggio alla Roma tra l’11’ e il 19′. L’undici di Carrick sembra in bambola e la Roma non riesce a calare il tris nella prima frazione. Nella ripresa si invertono i ruoli: lo United parte forte e gli ospiti vanno in calando. Bruno Fernandes accorcia le distanze al 58′ e l’Old Trafford diventa un fattore. Nella bolgia è Cunha a regalare i tre punti ai Red Devils, mettendo a segno una doppietta tra l’83’ e l’86’. Nel finale il brasiliano si fa espellere per doppia ammonizione, ma la Roma non riesce a trovare le energie per evitare un’altra bruciante rimonta, dopo quella dell’Olimpico contro il Real Madrid. Con quattro punti in quattro partite le speranze di qualificazione nelle prime otto della Roma sono ridotte all’osso. I giallorossi sono 19esimi a tre punti dall’ottavo posto del Bayern, mentre lo United sale in 17esima piazza a 6 punti. Avvio equilibrato di prima frazione, ma subito ritmi alti. La Roma è solida e sfrutta le amnesie difensive del Manchester United. All’11’ Mainoo perde palla a centrocampo e i giallorossi innescano sulla destra Soulè, che firma il vantaggio. Sei minuti dopo arriva il raddoppio: Heaven intercetta con il braccio una conclusione romanista, Gil Manzano indica il dischetto e Malen trasforma il rigore dello 0-2. La tensione sale al 20′, quando un battibecco costa il giallo a Soulè e Bruno Fernandes. Prima dell’intervallo l’argentino ha anche l’occasione per il terzo gol, ma calcia fuori. Le squadre rientrano negli spogliatoi tra i fischi dei tifosi inglesi. In apertura di ripresa i ritmi si abbassano e la Roma lascia il pallino del gioco in mano alla squadra di Carrick. Lo United preme e al 55′ si guadagna la chance per accorciare le distanze. Bruno Fernandes trova in area Cunha, che viene sgambettato da Mancini e si procura la palla per dimezzare lo svantaggio dagli undici metri. Sul dischetto ci va Bruno Fernandes, che trova l’opposizione di Vasquez. Sulla respinta Cristante salva, ma il Var nota un ingresso anticipato in area del centrocampista della Roma e indica nuovamente il dischetto. Bruno Fernandes alla seconda opportunità non sbaglia e firma il 2-1 al 58′. La Roma si disunisce e Mbeumo sfiora il pari colpendo un doppio palo in contropiede al 60′. Diventa assedio vero e proprio a Old Trafford, con Maguire che va vicino due volte al 2-2 su calcio d’angolo, ma trova prima la schiena di Wesley e poi il petto di Balerdi. Le squadre si allungano, i ritmi si alzano e i contatti aumentano, con Old Trafford che diventa una bolgia. All’83’ arriva il 2-2: cross apparentemente innocuo di Bruno Fernandez, clamoroso liscio in area di Balerdi, dietro al quale sbuca Cunha che batte Vasquez pareggiando i conti. La Roma non riesce più a uscire e nel giro di tre minuti lo United mette la freccia: Lacey imbuca per Cunha, Ndicka è in ritardo e il brasiliano batta Vasquez sul suo palo per il 3-2 all’86’. Nel finale i giallorossi non hanno le forze per riprenderla nonostante l’espulsione di Cunha e rimediano la seconda sconfitta della League Phase.
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Elezioni Figc, Malagò deposita la candidatura alla presidenza

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ROMA (ITALPRESS) – Giovanni Malagò ha depositato oggi pomeriggio presso la sede della Figc la propria candidatura a presidente federale. Lo apprende l’Italpress da fonti federali. L’attuale commissario ha presentato gli undici modelli di accreditamento contenenti le sottoscrizioni dei Delegati della Lega Calcio Serie A. A supporto della candidatura, Malagò ha depositato anche una documentazione con il modello di presentazione della candidatura, il documento programmatico sulle attività della Figc per il quadriennio olimpico, la copia del tesseramento, una dichiarazione di assenza di conflitti di interessi e incompatibilità, come prescrivono i punti 4 e 5 dell’articolo 29 dello Statuto Figc, la copia del certificato del casellario Giudiziale, la copia del certificato dei carichi pendenti. Malagò sfiderà il 14 dicembre Adriano Galliani, che è sostenuto da Aic e Aiac.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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