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Cronaca

Incontro tra due “sorelle di dolore” apre la 47^ edizione del Meeting di Rimini

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RIMINI (ITALPRESS) – Due donne segnate dalla stessa giornata e da due sofferenze radicalmente diverse hanno aperto la 47esima edizione del Meeting di Rimini con una testimonianza nella quale il dolore non è stato cancellato, ma ha trovato una strada verso l’amicizia e la speranza. Nell’incontro “Il dolore, l’amicizia, la speranza”, svoltosi alle 12.00 nella sala D3, Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel, e Nassera Kermiche, madre di Adel, uno dei due giovani responsabili dell’attentato, hanno raccontato il percorso che le ha condotte a cercarsi e a diventare “sorelle di dolore”. A introdurre l’incontro è stato Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS, che ha ricordato i fatti del 26 luglio 2016: padre Hamel, 85 anni, fu assassinato al termine della Messa nella chiesa di Saint-E’tienne-du-Rouvray, vicino a Rouen; i due attentatori, tentando la fuga all’arrivo della polizia, furono uccisi. La notizia della morte del sacerdote raggiunse Roseline poco dopo, mentre Nassera apprese prima del coinvolgimento del figlio e, nel pomeriggio, della sua morte. Scholz ha presentato le ospiti come due donne capaci di rendere visibile che l’amore può «muovere e trasformare le nostre esistenze in un modo del tutto imprevedibile». La loro storia, raccolta nel libro “Sorelle di dolore”, pubblicato in Italia da Edizioni Ares e Libreria Editrice Vaticana, è diventata una testimonianza pubblica sulla possibilità che due ferite apparentemente inconciliabili non abbiano come ultimo esito l’odio o l’isolamento.
Roseline Hamel ha ripercorso le ore trascorse con il fratello alla vigilia dell’attentato. Era arrivata con la famiglia il 25 luglio, giorno di Sant’Anna, per accompagnare padre Jacques durante la sua ultima settimana di lavoro prima delle vacanze. Quella sera avevano parlato anche della violenza estrema compiuta da giovani convinti di agire in nome della religione. Padre Hamel aveva osservato che quei ragazzi venivano manovrati «come delle marionette» fino a non riuscire più a pensare con la propria testa, ad amare, a piangere o a riconoscere i genitori. Durante la cena aveva poi espresso una felicità insolita per lui: «Devo comunicarvi una cosa importante: sono davvero felicissimo di essere qui a tavola con voi». La mattina seguente Roseline sentì il fratello alzarsi, preparare il caffè e uscire verso la chiesa. Poco dopo, mentre la famiglia faceva colazione, una telefonata chiese conferma di una presa di ostaggi. Roseline pensò a uno scherzo e rispose che il fratello sarebbe tornato dalla Messa entro un quarto d’ora. Uscita di casa, trovò le strade bloccate dalle forze dell’ordine e fu condotta con i familiari in un vicino locale di onoranze funebri. Per ore rimase fiduciosa: le sembrava impensabile che qualcuno potesse colpire un sacerdote anziano mentre celebrava la Messa insieme a parrocchiani per lo più anziani. Poi una dipendente le comunicò che una delle due vittime era morta e che si trattava di suo fratello. «Io rimango scioccata, come se fossi stata colpita da un proiettile, come se un ordigno esplosivo fosse esploso in me», ha ricordato. La giornata proseguì in una condizione che Roseline ha descritto come una bolla, una dimensione parallela dalla quale attendeva ancora un lieto fine che non sarebbe arrivato.
Anche Nassera Kermiche ha ricostruito l’inizio di quella giornata. Aveva visto Adel verso le sette e mezza del mattino e lo aveva invitato a tornare a letto. Poco dopo ricevette la telefonata di una commissaria che le chiese se il figlio fosse in casa. Convinta che fosse ancora al piano inferiore, andò a controllare e scoprì che era uscito. La commissaria le parlò dell’attentato nella chiesa di Saint-E’tienne-du-Rouvray, senza darle altre informazioni. Nassera accese la televisione e mandò una delle figlie verso la chiesa, ma l’area era completamente bloccata. Continuò a sperare che Adel rientrasse, anche perchè avrebbe dovuto essere a casa entro le 12.30 a causa di una restrizione. Alle 11.30 un giornalista arrivò all’abitazione dicendo di aver sentito il nome Kermiche sul sagrato della chiesa. Con il trascorrere delle ore, l’assenza del figlio e le domande della polizia, l’angoscia aumentò. Le forze dell’ordine perquisirono l’abitazione per quattro ore, tolsero telefoni e televisione alla famiglia e successivamente la condussero in commissariato. Fu lì che una poliziotta le disse: «Sì, è coinvolto ed è morto». «Questa notizia ci è davvero piombata addosso come se ci fosse crollato il cielo sulla testa», ha raccontato. La tragedia produsse per Nassera anche un forte isolamento sociale. Per un mese la famiglia visse fuori casa, assediata dai giornalisti, mentre lei cercava incessantemente di comprendere come suo figlio avesse potuto prendere parte all’attentato. Tentò presto di contattare le suore e i parrocchiani presenti in chiesa, ma comprese che il trauma era ancora troppo recente. Riprese comunque il lavoro, sostenuta dai figli, dai responsabili scolastici e dai colleghi, perchè sentiva di dover restare in piedi per la propria famiglia e per gli studenti che la aspettavano.
Dopo la morte del fratello, Roseline ha iniziato una lunga ricerca di senso. Per mesi, ha raccontato, ha dialogato con Dio e cercato nel Vangelo una parola capace di rispondere alle sue domande. Una storia sull’uomo schiacciato dal peso di un fardello, portato sulle spalle dall’amico proprio quando credeva di essere stato abbandonato, le offrì una prima risposta. Il dolore, tuttavia, rimaneva. Dopo un anno Roseline si sentiva pronta a lasciarsi morire, ma vedere la sofferenza dei figli e dei nipoti le fece comprendere che doveva trovare la forza di continuare. Davanti alla Pietà della sua chiesa pregò la Vergine Maria di aiutarla a seguire i passi del fratello «alla ricerca della giustizia, della verità e della pace». La svolta arrivò una mattina, davanti a una tazza di caffè, con una domanda semplice: chi poteva soffrire più di lei? Roseline cominciò a pensare alla madre di Adel. Non la conosceva, ma immaginava una donna costretta a portare insieme il dolore per la morte di un figlio e il peso di ciò che quel figlio aveva fatto. «No, non posso lasciarla da sola, perchè sta soffrendo più di me», si disse. Dopo aver chiesto consiglio all’arcivescovo di Rouen, che la incoraggiò, Roseline iniziò a cercare un contatto. Le due donne cominciarono a sentirsi al telefono ogni due settimane. Le prime conversazioni furono brevi, poi divennero progressivamente più lunghe e profonde. Dopo circa sei mesi Roseline le chiese se avrebbe potuto incontrarla tornando a Saint-E’tienne-du-Rouvray. Nassera rispose senza esitazione: «Signora, è da tempo che vi aspetto». Roseline aveva cercato la madre di Adel per non lasciarla sola e scoprì che, dall’altra parte, Nassera la stava già aspettando. Due percorsi nati separatamente cominciavano così a incontrarsi: l’una cercava di comprendere la sofferenza dell’altra, l’altra cercava di avvicinarsi alle persone ferite dall’azione di suo figlio.
Nassera ha definito la richiesta di Roseline «un soffio di vita». Le prime telefonate durarono pochi minuti, poi dieci, fino a trasformarsi in conversazioni di un’ora. Da quei primi contatti nacque progressivamente un rapporto che nessuna delle due avrebbe potuto immaginare dopo quanto accaduto il 26 luglio 2016. Uno dei momenti più significativi di questo percorso, raccontato anche nel libro, avvenne sulla tomba di Adel, che per ragioni di sicurezza deve rimanere anonima. Roseline vi lasciò un biglietto, nascosto sotto alcuni sassolini e protetto da un foglio di plastica: «Adel, l’anima di mio fratello, padre Hamel, mi conduce fino a te. E’ una testimonianza del suo perdono. La fede dei credenti è speranza, il perdono è la via della pace». Pregava il Dio di Abramo affinchè Adel trovasse pace e fosse riconosciuto come «l’anima di un figlio sensibile e amorevole». Nassera decise di raccogliere quel foglio e conservarlo: parole di quel peso, per lei, non potevano rimanere sepolte sotto le pietre. Otto anni più tardi, rileggendo il messaggio, la stessa Roseline si è domandata come fosse riuscita a scrivere quelle parole appena due anni dopo l’assassinio del fratello. «Mio fratello mi ha dato queste parole», ha spiegato al Meeting, riconoscendovi ciò che aveva imparato da Jacques fin dall’infanzia. Quel biglietto rappresentò per lei «il primo frutto del martirio di padre Hamel». Il perdono, nella storia di Roseline e Nassera, non significa dimenticare quanto accaduto nè confondere le responsabilità. Padre Hamel rimane la vittima e Adel uno dei suoi assassini. Significa piuttosto riconoscere, senza cancellare questa verità, la sofferenza dell’altra. E’ da questo riconoscimento che è nato un rapporto che, soltanto pochi anni prima, sarebbe sembrato impossibile.
Raccontare pubblicamente questa storia non è stato semplice per Nassera, che dopo l’attentato ha dovuto fare i conti con la vergogna, il senso di colpa e soprattutto con una domanda: cosa avrebbe potuto fare per impedire che suo figlio arrivasse a quel punto? Madre di cinque figli, cresciuti nello stesso modo, ha ricordato Adel come un ragazzo inizialmente gioioso e amante della vita, cambiato progressivamente dopo l’incontro con persone capaci di esercitare su di lui un’influenza più forte di quella della famiglia. Nassera ha raccontato di aver visto quella radicalizzazione e di aver cercato di fermarla, rivolgendosi alla polizia, alle autorità e al sindaco e provando a trovare per il figlio un lavoro, una formazione e la possibilità di conseguire la patente. «Devo poter testimoniare. Devo poter dire quello che ho fatto», ha spiegato. Per lei raccontare significa anche respingere l’idea di una famiglia rimasta indifferente davanti alla trasformazione di Adel. All’inizio, tuttavia, Nassera non voleva esporsi: temeva l’odio e l’umiliazione degli altri. E’ stato l’incontro con Roseline a darle la forza di raccontare ciò che era accaduto e i tentativi compiuti per impedire che Adel arrivasse a quel gesto. Da questa esigenza è nato il libro “Sorelle di dolore”, pubblicato dapprima in Francia e ora disponibile in italiano. Concludendo l’incontro, Scholz ha ringraziato entrambe per il coraggio di condividere una vicenda davanti alla quale ogni spiegazione rischia di essere insufficiente. «L’amore veramente può muovere il cielo, il sole, le stelle e anche il nostro cuore, se lo facciamo entrare anche in momenti così drammatici come quello che è accaduto a loro due», ha affermato. La storia di Roseline e Nassera non cancella il male, non confonde le responsabilità e non pretende di dare una risposta semplice al dolore. Mostra però che anche dopo una tragedia rimane una scelta: chiudersi nella propria sofferenza oppure riconoscere quella dell’altro. Roseline e Nassera hanno scelto di incontrarsi, senza permettere che fosse l’odio ad avere l’ultima parola.

– Foto ufficio stampa Meeting di Rimini –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Smantellati tre clan di camorra a Napoli, 28 misure cautelari

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NAPOLI (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Napoli, stanno conducendo un’attività di polizia giudiziaria nei confronti di esponenti di tre gruppi camorristici operanti nel quartiere Pianura. I poliziotti della Squadra Mobile di Napoli stanno dando esecuzione a un provvedimento cautelare nei confronti di ventotto persone.

Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, traffico di stupefacenti, spaccio di stupefacenti, detenzione e porto abusivi di armi da fuoco, vendita abusiva di armi da fuoco, aggravati dal metodo mafioso.

– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Radio Pavia Breakfast News – 4 novembre 2026

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Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti dominano le prime pagine dei quotidiani di oggi, mercoledì 4 novembre. Il Corriere della Sera apre con “Usa al voto, l’ultima sfida di Trump”, mentre La Stampa titola “Trump, la risposta dell’America”. I primi dati indicano un’avanzata democratica alla Camera, mentre il controllo del Senato resta incerto. Grande affluenza negli Stati decisivi, con la Casa Bianca che teme un ridimensionamento della propria maggioranza. Il Giornale titola “Attaccati al Trump”, sottolineando come il risultato possa cambiare gli equilibri politici americani.

In Italia torna al centro dell’attenzione il delitto di Garlasco. La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. La notizia trova spazio sul Corriere della Sera, su Repubblica e sul Giornale, che titola “Processate Sempio, è l’assassino”. Secondo l’accusa, Sempio avrebbe agito con crudeltà dopo un approccio sessuale respinto. La difesa contesta la ricostruzione e ribadisce l’assenza di prove sufficienti. Sarà il giudice a valutare la richiesta della Procura.

Resta alta anche l’attenzione sulla sicurezza informatica. Proseguono gli accertamenti sugli attacchi hacker che hanno colpito i sistemi di refrigerazione di supermercati europei, con episodi segnalati anche in Italia. Il Governo ha convocato un vertice a Palazzo Chigi per valutare le possibili contromisure.

Passiamo all’economia. Il Sole 24 Ore apre con “Società Big Tech, gli utili volano del 20%. Incognita voto Usa sugli investimenti”. I grandi gruppi tecnologici continuano a registrare risultati positivi, ma le elezioni americane potrebbero modificare le prospettive dei mercati.

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Il quotidiano economico dedica spazio anche alle novità fiscali nelle buste paga e ai risultati bancari. Intesa Sanpaolo chiude i primi nove mesi con 8,2 miliardi di utili, mentre proseguono le valutazioni sulle prospettive di crescita del sistema bancario.

Sul fronte della manovra restano forti le tensioni nella maggioranza. La Stampa titola “Pensioni e tagli alla scuola, Salvini: rispettate i patti”, mentre Il Fatto Quotidiano parla di contrasti tra ministri sulle misure economiche e sociali.

Nello sport, l’Inter risponde alle critiche e torna a vincere in Champions League. I nerazzurri travolgono il Feyenoord per 3-0 a Rotterdam, grazie alle reti di Bisseck, Pio Esposito e Zielinski. La Gazzetta dello Sport apre con “Vera Inter”, mentre il Corriere dello Sport titola “E Chivu risponde”. Una vittoria importante dopo la sconfitta nel derby contro il Milan.

Serata amara, invece, per la Roma. La squadra di Gasperini viene battuta 3-2 dal Manchester United dopo essere stata avanti di due reti. Tuttosport parla di “altro eurochoc”, mentre la stampa sportiva sottolinea gli errori che hanno favorito la rimonta inglese.

La Juventus guarda al futuro con un aumento di capitale da 250 milioni di euro, di cui 120 destinati al mercato. Questa sera riflettori puntati anche sul Napoli, impegnato contro il Porto, e sul Como, atteso dalla trasferta di Lens.

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Chiudiamo con La Provincia Pavese, che apre con la richiesta di processo per Andrea Sempio. Il quotidiano dedica grande spazio agli sviluppi del caso Garlasco, riportando anche la posizione dell’indagato, che continua a dichiararsi innocente.

Tra le altre notizie di cronaca, sempre a Garlasco un automobilista è stato costretto da un uomo di 31 anni a effettuare un prelievo al bancomat sotto minaccia. A Pavia si registrano proteste per il degrado e i rifiuti abbandonati al mercato Ipogeo, mentre un’altra rapina a una gioielleria riaccende l’allarme sicurezza nei centri commerciali.

A Voghera il Comune presenta nuove residenze per anziani e giovani attraverso il piano di recupero dell’ex istituto Borea. A Stradella, invece, un treno pendolari viene definito “un disastro”, con nuovi disagi per i viaggiatori.

Infine, una curiosità da Vigevano: un emù è stato avvistato in fuga per le strade della città, impegnando gli operatori nella ricerca del proprietario. Sempre a Vigevano, una donna racconta di aver accumulato 220 multe per accessi alla Ztl, per un totale di circa 40mila euro.

L’articolo Radio Pavia Breakfast News – 4 novembre 2026 proviene da Pavia Uno TV.

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Cronaca

Cina, al vaglio nuove norme per lo sviluppo della rete idrica

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il massimo organo legislativo cinese ha avviato ieri l’esame di un progetto di emendamento alla Legge sulle acque del Paese, che rafforzerebbe lo sviluppo di una rete idrica nazionale.

Il progetto di emendamento è stato presentato per la terza lettura durante una sessione del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo, che si concluderà venerdì.

Il progetto propone di aggiungere disposizioni relative al “rafforzamento delle misure di salvaguardia della sicurezza idrica” e “all’accelerazione dello sviluppo di una rete idrica nazionale sistematica e completa, sicura e affidabile, intensiva ed efficiente, ecologica e intelligente, con una circolazione fluida e una regolazione ordinata”.

Al contempo, il progetto propone di migliorare le disposizioni relative all’elaborazione dei piani sulle risorse idriche, aggiungendo che tale pianificazione dovrebbe coordinare l’uso dell’acqua a fini domestici, produttivi ed ecologici.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –

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