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Cronaca

“Abitare, un privilegio di tutti”, al Meeting di Rimini la casa come diritto

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RIMINI (ITALPRESS) – La casa come diritto, infrastruttura sociale e condizione per costruire una vita, non soltanto come bene immobiliare. E’ il tema dell’incontro “Abitare, un privilegio di tutti”, organizzato da Cdo Edilizia al Meeting di Rimini come terzo appuntamento del ciclo dedicato alla riqualificazione urbana, all’abitare e al buon governo delle città. Moderati da Simona Frigerio, coordinatrice di Cdo Edilizia, sono intervenuti Davide Albertini Petroni, presidente di Confindustria Assoimmobiliare; Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e ai Sistemi verdi della Regione Lombardia; Costantina Regazzo, della direzione Relazioni istituzionali, educazione e sviluppo di Fondazione Progetto Arca; Felice Squitieri, commissario del Piano Casa; Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale HOUS sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea; Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative del Comune di Roma. Frigerio ha presentato il manifesto di Cdo Edilizia per l’emergenza abitativa, elaborato con soci e territori, richiamando la domanda posta da Leone XIV sul ‘grande cantierè del nostro tempo: che cosa stiamo costruendo? Città sempre più attrattive ma meno accessibili rischiano di espellere famiglie, lavoratori e fasce fragili. La risposta emersa dal confronto è che produzione di alloggi, servizi, relazioni e qualità urbana devono essere affrontati insieme.
Albertini Petroni ha descritto le città come la massima espressione delle relazioni sociali, economiche e lavorative, sottoposte a trasformazioni accelerate dall’innovazione tecnologica e dalla pandemia. Per governare il cambiamento ha indicato tre azioni: conservare storia e identità, collegare comuni e quartieri distribuendo servizi e politiche abitative, pianificare nel lungo periodo infrastrutture, rigenerazione e offerta residenziale. Londra, Amsterdam e Vienna mostrano l’utilità di programmi pluriennali monitorati e aggiornati. In presenza di risorse pubbliche limitate, il settore immobiliare può mettere a disposizione capitali e capacità progettuale, ma serve una governance credibile del partenariato pubblico-privato. I presupposti sono fiducia reciproca, condivisione degli obiettivi collettivi e regole ‘chiare, non interpretabili e stabili nel tempo», capaci di collegare il diritto a costruire a risultati pubblici e sociali misurabili. Per realizzare case a prezzi accessibili, gli investimenti devono accettare rendimenti contenuti; occorre quindi ridurne il rischio mediante certezza urbanistica, tempi affidabili, stimoli fiscali e norme coerenti con il quadro europeo. Il valore sociale, ha osservato, non è estraneo al rendimento: nelle operazioni immobiliari di lunga durata contribuisce a mantenere e accrescere il valore nel tempo. Rigenerare significa perciò integrare sostenibilità ambientale, accessibilità economica e interesse della comunità.
Comazzi ha presentato la Lombardia come un laboratorio di contraddizioni: dieci milioni di abitanti e il 22 % del PIL nazionale, una Milano che concentra circa il 54 % dello sviluppo immobiliare regionale e, nello stesso territorio, valli e piccoli centri colpiti dallo spopolamento. Le politiche devono rispondere sia ai prezzi elevati e all’espulsione del ceto medio dai grandi centri sia alla perdita di servizi nelle aree periferiche. Regione Lombardia gestisce, insieme ai Comuni, circa 200.000 alloggi pubblici e ha assunto come riferimenti le leggi sul consumo di suolo e sulla rigenerazione urbana. La priorità è recuperare edifici, capannoni dismessi e oltre cento ‘buchi nerì censiti nella sola Milano, evitando nuova occupazione del territorio. Ma l’offerta non può crescere se ogni intervento edilizio viene considerato contraddittorio con la tutela urbana: occorre riconoscere il bisogno di costruire e nello stesso tempo orientarlo alla sostenibilità. Nel secondo intervento, Comazzi ha invitato a superare una città metropolitana esistente soltanto sulla carta. Con 1.500 comuni lombardi, molti sotto i 5.000 o 10.000 abitanti, la co-pianificazione diventa indispensabile per evitare frammentazione e duplicazione dei servizi. Provincia e corona urbana sono chiamate a diventare parte della città futura, seguendo l’esempio delle grandi metropoli europee.
Regazzo ha portato l’esperienza di Fondazione Progetto Arca, nata dall’incontro con le persone senza dimora e sviluppata attraverso più di 250 abitazioni e modelli differenti: Housing First, Housing Led, co-housing, microcomunità e percorsi verso l’autonomia. Dalla strada alla casa, ha spiegato, non basta consegnare una chiave. Chi non dispone di lavoro, legami affettivi e rete sociale necessita di accompagnamento, senza che l’aiuto si sostituisca alla sua capacità di scelta e di riscatto. La casa è il luogo nel quale ritrovarsi, rigenerarsi e ricostruire gli affetti; intorno ad essa deve però rinascere il ‘villaggiò delle relazioni, della sussidiarietà e dell’aiuto reciproco. Le trasformazioni della famiglia e della società richiedono forme dell’abitare diverse, sempre centrate sull’individualità e sulla dignità di chi viene accolto. Perdere la casa può accadere a chi fugge da una guerra come a chi attraversa una crisi personale o economica: la fragilità non è una categoria separata dal resto della città. «Le persone ci chiedono innanzitutto di non essere lasciate sole», ha ribadito Regazzo. Per questo il Terzo Settore deve partecipare alla progettazione insieme a istituzioni, architetti, ingegneri e cittadini. Sburocratizzare i processi, condividere competenze e impiegare bene risorse pubbliche e private può trasformare gli assistiti in attori della città che desiderano.
Squitieri ha illustrato il primo compito del Piano Casa: ricostruire una conoscenza certificata del patrimonio pubblico, stabilendo proprietà, localizzazione, destinazione, condizioni e interventi in corso. Il patrimonio, ha sottolineato, è valore e può attivare finanza, ma soltanto se i dati sono affidabili. La ricognizione riguarda circa 60.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi non assegnati, non occupati o non abitabili. La dotazione iniziale è di 700 milioni di euro per l’ERP e 270 milioni per l’edilizia residenziale sociale; la distribuzione ai territori sarà determinata dal patrimonio posseduto e dal fabbisogno di abitazioni. L’obiettivo è rendere disponibili rapidamente più case e ricostruire il rapporto tra Stato e cittadini dopo decenni nei quali la questione abitativa è stata lasciata soprattutto al mercato. La regia pubblica deve tornare centrale, mentre privati, tecnici e amministrazioni concorrono alla seconda fase dedicata all’ERS. Squitieri ha annunciato anche la possibilità per i Comuni di frazionare grandi appartamenti ERP degli anni Sessanta, adeguandoli a nuclei familiari più piccoli e conteggiando le nuove unità nel finanziamento. Edifici direzionali dismessi e patrimoni inutilizzati devono poter cambiare funzione: ‘La città non è un elemento statico, è un organismo dinamico che cambia con i bisognì.
Tinagli ha spiegato che la crisi dell’abitare non riguarda più soltanto Milano, Parigi, Berlino o Madrid. Prezzi di acquisto e affitti sono aumentati senza un analogo incremento del potere d’acquisto, coinvolgendo lavoratori, giovani professionisti e classe media in tutta Europa. Finanziarizzazione del mercato immobiliare, turismo nelle abitazioni e trasformazione della domanda superano i confini delle singole città. Pur restando le politiche abitative competenza nazionale, l’Unione europea può mobilitare risorse, riformare gli aiuti di Stato, offrire un quadro sugli affitti brevi e sostenere la semplificazione dell’offerta. La revisione dei fondi di coesione consente già di riprogrammare risorse non utilizzate per progetti abitativi; la sfida è inserire strumenti più forti nel prossimo bilancio europeo. Tinagli ha riassunto il piano in quattro pilastri: sostegno e semplificazione dell’offerta, investimenti pubblici e privati, riforme del mercato e protezione delle fasce fragili. “Il Piano Casa va bene, ma non può essere solo un “piano mattoni”: deve essere un piano comunità, un piano persone, un piano città». Zevi ha ricordato che a Roma l’edilizia pubblica rappresenta appena il 5 % degli alloggi, contro il 20 % di Parigi, il 40 di Amsterdam e il 60 di Vienna. Il fabbisogno stimato per dieci anni è di 70.000 case: 20.000 pubbliche, 30.000 sociali e 20.000 di mercato libero.
L’esperienza romana ha mostrato come affiancare emergenza e visione: acquisto di migliaia di alloggi popolari, mappatura degli edifici da rigenerare, riforma del welfare abitativo e istituzione dell’Agenzia sociale per l’abitare, chiamata a mettere in relazione domanda e offerta nel mercato privato. Zevi ha segnalato anche 150.000 abitazioni vuote nella capitale: sbloccarne una parte con incentivi efficaci consentirebbe di aumentare l’offerta senza ‘posare neanche un mattonè. La questione non è però soltanto quantitativa. Le città sono luoghi di relazione e insieme di solitudine; quartieri più belli, sostenibili, accoglienti e socialmente misti devono rispondere alla crescita dei nuclei composti da una sola persona e al bisogno di comunità. Dal confronto è emersa una responsabilità condivisa: il pubblico deve pianificare e garantire l’interesse generale; il privato deve accettare obiettivi sociali misurabili; il Terzo Settore deve portare la conoscenza delle fragilità e delle reti di accompagnamento; l’Europa deve offrire risorse e regole adeguate. Abitare torna così a essere un pilastro del modello sociale, accanto a lavoro, sanità, istruzione e previdenza. La città accessibile non nasce dalla semplice moltiplicazione degli edifici, ma dalla capacità di riconoscere ogni persona, distribuire servizi, recuperare il patrimonio esistente e creare luoghi nei quali nessuno sia costretto a scegliere tra una casa e la possibilità di vivere.

– foto ufficio stampa Meeting Rimini –
(ITALPRESS).

Cronaca

Radio Pavia Breakfast News – 24 settembre 2026

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Le tensioni internazionali, il ritorno del nucleare in Italia, il decreto sulla presenza degli studenti stranieri nelle classi e la tragedia sul lavoro al Colosseo dominano le prime pagine dei quotidiani di giovedì 24 settembre 2026. Sul fronte economico l’attenzione è rivolta alla manovra, al debito e agli ultimi fondi del Pnrr. Nello sport spazio alla Nazionale, alla Juventus e al mercato. In provincia di Pavia, invece, tengono banco la mobilità cittadina e il caso della mensa scolastica di Mortara.

CRONACA E ATTUALITÀ

La scena internazionale occupa gran parte delle aperture. La Stampa titola sulle parole di Volodymyr Zelensky all’Assemblea generale delle Nazioni Unite: il presidente ucraino chiede di fermare Vladimir Putin, mentre resta alta la tensione per lo sconfinamento di un elicottero russo in Polonia. Sullo sfondo anche il nuovo confronto tra Stati Uniti e Cina, con Xi Jinping accolto da Donald Trump in vista del vertice tra i due leader.

Il Corriere della Sera sintetizza la giornata con “Guerre e accuse sul palco Onu”, affiancando le tensioni sull’Ucraina a quelle con l’Iran. Repubblica concentra invece l’attenzione proprio sul presidente iraniano Pezeshkian e sulla posizione di Teheran: l’Iran ribadisce di non voler rinunciare né al programma nucleare né al controllo strategico dello Stretto di Hormuz.

Altro tema centrale è la scuola, con il decreto governativo che interviene sul limite degli studenti stranieri nelle classi. Repubblica parla dei “paletti del Colle”, mentre Corriere, Giornale, Libero e Verità dedicano ampio spazio al confronto tra governo, Quirinale e opposizioni sulle modalità di applicazione del tetto del 30 per cento e sulle relative deroghe.

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Grande spazio anche alla tragedia avvenuta al Colosseo, dove un operaio di 22 anni è morto dopo una caduta durante lavori notturni. La notizia compare sulle prime pagine di Corriere, Repubblica, Stampa, Sole 24 Ore e Il Tempo. Dopo l’incidente sono stati fermati i lavori e chiuso temporaneamente l’anfiteatro.

Il ritorno del nucleare in Italia è un altro dei temi trasversali della giornata. Il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge delega che apre la strada alla nuova generazione di impianti. “Bentornato nucleare” è il titolo scelto dal Giornale, mentre il Corriere parla delle prime centrali ipotizzate a partire dal 2033. Anche Repubblica e Sole 24 Ore dedicano grande evidenza al provvedimento.

ECONOMIA: MANOVRA, DEBITO E PNRR

La prima pagina del Sole 24 Ore apre proprio con il ritorno dell’energia nucleare, definito uno degli snodi della futura politica energetica italiana. Il quotidiano economico dedica inoltre spazio alla trattativa sui conti pubblici e alla cosiddetta “clausola Giorgetti”, sulla quale il governo è al lavoro con Bruxelles.

Pesante il dato sul debito globale, indicato dal Sole 24 Ore in crescita fino a circa 365 mila miliardi di dollari, mentre resta aperta la partita per reperire risorse da destinare alla prossima manovra.

Anche gli ultimi fondi del Pnrr sono al centro del dibattito. La Stampa parla di circa 24 miliardi di euro ancora da spendere nei prossimi due anni, con interventi concentrati soprattutto su imprese, energia e università.

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Sul fronte fiscale, diversi quotidiani riportano le indicazioni arrivate dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dal vicepremier Matteo Salvini. Tra le ipotesi citate compaiono la riduzione dell’Irpef per il ceto medio, interventi sul bollo auto e una manovra maggiormente orientata agli investimenti.

Il Sole segnala inoltre il passaggio della raffineria Isab di Priolo sotto il controllo dell’italiana Ludoil e l’operazione con cui Marco Tronchetti Provera rafforza ulteriormente la propria posizione in Pirelli.

SPORT: LA NAZIONALE VERSO IL BELGIO, JUVE E MILAN IN PRIMO PIANO

La vigilia di Italia-Belgio domina le pagine sportive. Il Corriere dello Sport annuncia la possibile novità Zoma nella formazione azzurra, mentre la Gazzetta dello Sport punta su Romano, indicato come uno degli uomini sui quali Roberto Mancini intende costruire il nuovo ciclo della Nazionale.

Tuttosport dedica l’apertura alla storia di Pessina, Doumbia e Zoma e al lavoro del vivaio dell’Albinoleffe, mentre la Juventus guarda anche al futuro della porta. Il quotidiano torinese racconta l’arrivo di un giovane portiere destinato a entrare nell’orbita bianconera e segue con attenzione le mosse di mercato del club.

La Gazzetta apre invece sul Milan e sul futuro di Adrien Rabiot: il club rossonero vorrebbe prolungare il rapporto con il centrocampista francese fino al 2030.

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Sul Corriere dello Sport trova spazio anche il mondo Juventus attraverso un’intervista dedicata all’esperienza di un tecnico italiano all’estero e ai giocatori bianconeri allenati in passato.

Notte amara, invece, per la pallavolo italiana: agli Europei di volley l’Italia viene eliminata ai quarti di finale dalla Finlandia. Tuttosport parla apertamente di “delusione”.

A Napoli, intanto, cresce l’attesa per l’America’s Cup: oggi la presentazione dei team, mentre da domani sono previste le regate.

LA PROVINCIA PAVESE: 30 ALL’ORA, MENSA SCOLASTICA E PONTE ROMANO

La Provincia Pavese apre con lo scontro politico sulla mobilità a Pavia. “Pavia a 30 all’ora è una misura inutile” è la posizione delle opposizioni, che contestano il progetto della giunta di ridurre i limiti di velocità in diverse zone della città. La critica principale riguarda, secondo quanto riportato dal quotidiano, la mancanza di alternative sufficienti per costruire un diverso modello di mobilità.

Grande evidenza anche al caso della mensa scolastica di Mortara. Il Comune ha introdotto un “pasto in bianco” per i bambini appartenenti a famiglie con morosità nel pagamento del servizio. Il provvedimento scatterebbe per debiti superiori a determinate soglie e dopo solleciti e possibilità di rateizzazione, mantenendo comunque gli alunni all’interno del servizio di refezione.

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A Pavia protestano inoltre i residenti per le condizioni dell’area del ponte romano sul Ticino, tra vegetazione, detriti e incuria. La fotografia in prima pagina mostra l’accumulo di materiale in corrispondenza dell’antico manufatto.

Sempre nel capoluogo arrivano nuove misure per una movida più sicura, attraverso limitazioni agli orari di vendita degli alcolici.

Tra gli altri titoli locali spicca il dato relativo al tetto del 30% di studenti stranieri nelle classi: secondo La Provincia Pavese, in provincia di Pavia soltanto Broni supererebbe la soglia indicata dal provvedimento.

A Voghera viene segnalata una raccolta firme dei residenti di via Sturla contro il degrado della zona. A Vigevano, invece, spazio a una decisione giudiziaria sulle multe della Ztl: in presenza di numerose violazioni ravvicinate, secondo quanto riportato dal quotidiano, non tutte le sanzioni sarebbero necessariamente da pagare integralmente.

Tra le notizie di territorio anche il finanziamento da 150 milioni di euro per la teleassistenza agli anziani, con un progetto della Fondazione Maugeri tra quelli premiati.

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Chiudono la prima pagina due notizie legate all’identità locale: un nuovo mazzo di carte dedicato alla Lomellina, con rane, riso, mondine e riferimenti al dialetto e alle tradizioni agricole, e la riapertura a Pavia, dopo quarant’anni, della chiesetta dei re longobardi.

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Meloni a Milano per la cena di gala della Fashion Week / Video

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MILANO (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata a Milano per partecipare alla cena inaugurale della Fashion week organizzata a Palazzo Reale dal Comune di Milano e dalla Camera nazionale della Moda italiana. Ad accoglierla il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS)

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Cronaca

Cina, nel periodo gennaio-agosto ricavi vendite hi-tech +15,7% su base annua

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Nel periodo gennaio-agosto, i ricavi delle vendite dei settori high-tech cinesi sono aumentati del 15,7% su base annua, con una crescita del 18,9% nel settore manifatturiero high-tech, secondo l’Amministrazione fiscale statale.

In particolare, i ricavi delle vendite della produzione di circuiti integrati legati all’intelligenza artificiale e della produzione di apparecchiature per veicoli intelligenti sono aumentati rispettivamente del 67,7% e del 38,8% su base annua.

I dati fiscali hanno inoltre evidenziato una crescente integrazione tra economia digitale ed economia reale. Nei primi otto mesi, i ricavi delle vendite derivanti dalla fabbricazione di prodotti digitali e dei servizi relativi ai prodotti digitali sono aumentati rispettivamente del 16,6% e dell’11,1%.

Nello stesso periodo, i ricavi delle vendite industriali della Cina sono cresciuti del 7,3% su base annua, mentre quelli del settore della produzione di apparecchiature sono aumentati del 10,1%.

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I dati fiscali mostrano che l’economia cinese mantiene il proprio slancio, con nuovi motori di crescita e una struttura migliorata, ha dichiarato un funzionario dell’Amministrazione fiscale statale.

La rapida crescita dei ricavi delle vendite industriali, in particolare nei settori high-tech, è avvenuta mentre la crescita della produzione industriale cinese ha continuato ad accelerare.

Dati pubblicati in precedenza dall’Ufficio nazionale di statistica hanno mostrato che ad agosto la produzione industriale a valore aggiunto della Cina è aumentata del 5,2% su base annua, con un’accelerazione di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente, mentre la produzione manifatturiera high-tech è cresciuta del 16,7%.

Le autorità fiscali continueranno ad attuare pienamente politiche di sostegno in materia di imposte e tasse, per rafforzare ulteriormente i motori della crescita e stimolare la vitalità del mercato, è stato sottolineato dall’Amministrazione fiscale statale.

-Foto Xinhua-

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(ITALPRESS).

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