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Napoli-Como subito un esame Scudetto, guai a scivolare alla seconda giornata

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di Enrico Currò

MILANO (ITALPRESS) – A dare retta alle premesse della seconda di campionato è il Napoli a rischiare di più tra le favorite per lo scudetto. Al Maradona col Como c’è infatti un presunto duello di alta classifica tra fresche protagoniste del sorteggio di Champions League, che per l’ambizioso club dell’indonesiano Suwarso, 7 anni fa in serie D, si traduce in pura euforia: “Un sogno”, l’ha definita Fabregas, che da calciatore ne è stato protagonista e che da allenatore si prepara ad affrontare Barcellona, Psg e Manchester United.

Il laborioso ingaggio di Kean (addio a Morata, destinato al Leganes, e prove tecniche da trequartista per Liberali), al netto della futura e scontata maxi-multa dell’Uefa per il mancato equilibrio tra spese e ricavi, può certificare il cambio di status. In apparenza il Napoli del pragmatico Allegri rischia dunque più dell’Inter a Cagliari, della Juventus allo Stadium col Parma e della Roma a Lecce.

Ancora sospeso il giudizio sul rodaggio del Milan, la vetta affollata dalle primedonne può sfoltirsi solo nel caso di qualche illustre inciampo. Sembra più scivoloso l’esame per la Lazio di Gattuso, che all’Olimpico misurerà l’effetto della contestazione al presidente Lotito, e per l’Atalanta di Sarri. Le rispettive avversarie, Genoa e Bologna, sono ferite dalle sconfitte all’esordio: quella dell’allenatore genoano De Rossi col sovrappiù dello strascico polemico per il contestato gol del napoletano De Bruyne.

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La squadra di Sarri è stata poco convincente nei sofferti play-off di Conference League con l’Hapoel Tel Aviv, dopo il 2-1 col Sassuolo, e si aggrappa alla ricomparsa di De Ketelaere. Aggiunge importanza a Napoli-Como un dato sul calendario. Con la maxi-finestra per la Nations League, la sosta per le Nazionali arriverà più tardi del solito, dopo 5 giornate consecutive di campionato.

Così, quando l’Italia di Mancini si radunerà a Coverciano il 21 settembre (obiettivo: strappare Romano alla Svizzera, Tresoldi e Palma alla Germania), chi sarà andato in fuga si godrà fino alla ripresa del 9 ottobre l’effetto anche psicologico del vantaggio accumulato, mentre chi sarà stato staccato si sentirà in affanno. La seconda giornata diventa un potenziale moltiplicatore di punti: guai a scivolare, a maggior ragione perché la terza, con Juventus-Milan, Inter-Napoli e Roma-Atalanta, potrebbe già scavare solchi non banali.

In attesa di Kean, l’orgoglio dei calciatori italiani sta nel magnifico gol di tacco di Pio Esposito per l’Inter e in quelli più “normali” di Cisse per il Milan, di Vergara per il Napoli, di Frattesi per la Lazio, di Raspadori per l’Atalanta e di Pisilli per la Roma: non è una sfida per la classifica cannonieri al triplettista romanista, l’olandese Malen, ma un segnale di resistenza, completato dal buon esordio nella Roma del diciannovenne Lulli, adesso in ballottaggio col neoacquisto Molina.

Gasperini e Chivu hanno rifilato ciascuno 4 gol a Fiorentina e Monza. Ora Roma e Inter devono battere in trasferta Lecce e Cagliari, che vincendo a Venezia e a Parma hanno rivelato come minimo una buona condizione atletica. Quanto alla Juventus, l’1-0 a Frosinone firmato dal difensore Bremer, ha fatto storcere il naso a Spalletti: col Parma il censore, che ha ammesso di aspettarsi Kessié, pretende il risveglio degli attaccanti, Kolo Muani in primis, dato l’infortunio di Yildiz.

Tra Sassuolo e Torino, battute da Atalanta e Milan, va in scena un duello tra piccole deluse. La grande delusa è la Fiorentina. Grosso, che può avere Beto o Zirkzee per rimpiazzare Kean, ha straperso la gara tattica con Gasperini e spera di rifarsi col Frosinone di Alvini.

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Infine per il Monza l’Udinese, solida di fronte al Como nell’unico pareggio della prima giornata ma priva per infortunio di Zaniolo (rischia di saltare la Nazionale), rappresenta una prova concreta. Intanto la linea arbitrale del nuovo designatore Orsato e del suo braccio destro Messina – minore intrusione del Var e falli fischiati solo se evidenti – ha mostrato più di qualche crepa. Osserva attento il designatore Uefa Rosetti, che ha confermato a margine del sorteggio Champions di essere l’ispiratore del nuovo corso.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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L’Inter dimentica il derby, Feyenoord battuto per 3-0

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ROTTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – L’Inter batte 3-0 il Feyenoord a Rotterdam e si scuote dopo la sconfitta nel derby di campionato contro il Milan. Secondo successo in questa Champions League per la squadra di Cristian Chivu dopo quello contro lo Shakhtar. Decisive le reti di Bisseck, Esposito e Zielinski. L’Inter la sblocca dopo otto minuti, con Bisseck che si spinge in avanti e dalla destra trasforma un pallone sporco nel sinistro a giro che sorprende Ernst. Gol che colpisce a freddo gli olandesi, in difficoltà di fronte a un’Inter compatta. Al 19′ nuova occasione per la squadra di Chivu, con l’azione manovrata che libera Thuram all’interno dell’area ma la sua conclusione è centrale. Alla mezz’ora arriva la prima chance per il Feyenoord, con Hadj Moussa che dalla destra converge verso la porta interista e davanti a Martinez prova il tocco di punta che il portiere spagnolo respinge in tuffo. Evita il pari l’Inter, che al 34′ raddoppia: un’altra transizione porta Spence al tiro-cross deviato che finisce sulla testa di Esposito, lesto nel deviare il pallone che termina in rete dopo il tocco della traversa. Si chiude così il primo tempo, con l’Inter che resta in controllo della gara anche all’inizio della ripresa. Al 54′ arriva infatti il terzo gol nerazzurro, con la soluzione mancina dalla distanza di Zielinski sulla quale non può nulla Ernst. Continua indisturbata la conduzione dell’Inter, che al 66′ troverebbe anche il 4-0, di nuovo con Esposito, pescato però in posizione di fuorigioco. Diverse sostituzioni per entrambe le squadre, che non cambiano però la trama della gara che vede abbassarsi sempre di più ritmo e intensità. L’Inter è così lucida nella gestione che la porta al termine dei 90 minuti senza rischi. Altra sconfitta per il Feyenoord, la terza in quattro giornate dopo quelle con Barcellona e Betis Siviglia.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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La Roma si fa rimontare anche dallo United, ko all’Old Trafford per 3-2

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MANCHESTER (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Rimpianti a Old Trafford per la Roma nella quarta giornata della League Phase di Champions League. La squadra di Gasperini cede 3-2 in rimonta al Manchester United al termine di una partita a due facce per entrambe le formazioni. Primo tempo tutto a tinte giallorosse, con Soulè e Malen che regalano il doppio vantaggio alla Roma tra l’11’ e il 19′. L’undici di Carrick sembra in bambola e la Roma non riesce a calare il tris nella prima frazione. Nella ripresa si invertono i ruoli: lo United parte forte e gli ospiti vanno in calando. Bruno Fernandes accorcia le distanze al 58′ e l’Old Trafford diventa un fattore. Nella bolgia è Cunha a regalare i tre punti ai Red Devils, mettendo a segno una doppietta tra l’83’ e l’86’. Nel finale il brasiliano si fa espellere per doppia ammonizione, ma la Roma non riesce a trovare le energie per evitare un’altra bruciante rimonta, dopo quella dell’Olimpico contro il Real Madrid. Con quattro punti in quattro partite le speranze di qualificazione nelle prime otto della Roma sono ridotte all’osso. I giallorossi sono 19esimi a tre punti dall’ottavo posto del Bayern, mentre lo United sale in 17esima piazza a 6 punti. Avvio equilibrato di prima frazione, ma subito ritmi alti. La Roma è solida e sfrutta le amnesie difensive del Manchester United. All’11’ Mainoo perde palla a centrocampo e i giallorossi innescano sulla destra Soulè, che firma il vantaggio. Sei minuti dopo arriva il raddoppio: Heaven intercetta con il braccio una conclusione romanista, Gil Manzano indica il dischetto e Malen trasforma il rigore dello 0-2. La tensione sale al 20′, quando un battibecco costa il giallo a Soulè e Bruno Fernandes. Prima dell’intervallo l’argentino ha anche l’occasione per il terzo gol, ma calcia fuori. Le squadre rientrano negli spogliatoi tra i fischi dei tifosi inglesi. In apertura di ripresa i ritmi si abbassano e la Roma lascia il pallino del gioco in mano alla squadra di Carrick. Lo United preme e al 55′ si guadagna la chance per accorciare le distanze. Bruno Fernandes trova in area Cunha, che viene sgambettato da Mancini e si procura la palla per dimezzare lo svantaggio dagli undici metri. Sul dischetto ci va Bruno Fernandes, che trova l’opposizione di Vasquez. Sulla respinta Cristante salva, ma il Var nota un ingresso anticipato in area del centrocampista della Roma e indica nuovamente il dischetto. Bruno Fernandes alla seconda opportunità non sbaglia e firma il 2-1 al 58′. La Roma si disunisce e Mbeumo sfiora il pari colpendo un doppio palo in contropiede al 60′. Diventa assedio vero e proprio a Old Trafford, con Maguire che va vicino due volte al 2-2 su calcio d’angolo, ma trova prima la schiena di Wesley e poi il petto di Balerdi. Le squadre si allungano, i ritmi si alzano e i contatti aumentano, con Old Trafford che diventa una bolgia. All’83’ arriva il 2-2: cross apparentemente innocuo di Bruno Fernandez, clamoroso liscio in area di Balerdi, dietro al quale sbuca Cunha che batte Vasquez pareggiando i conti. La Roma non riesce più a uscire e nel giro di tre minuti lo United mette la freccia: Lacey imbuca per Cunha, Ndicka è in ritardo e il brasiliano batta Vasquez sul suo palo per il 3-2 all’86’. Nel finale i giallorossi non hanno le forze per riprenderla nonostante l’espulsione di Cunha e rimediano la seconda sconfitta della League Phase.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Elezioni Figc, Malagò deposita la candidatura alla presidenza

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ROMA (ITALPRESS) – Giovanni Malagò ha depositato oggi pomeriggio presso la sede della Figc la propria candidatura a presidente federale. Lo apprende l’Italpress da fonti federali. L’attuale commissario ha presentato gli undici modelli di accreditamento contenenti le sottoscrizioni dei Delegati della Lega Calcio Serie A. A supporto della candidatura, Malagò ha depositato anche una documentazione con il modello di presentazione della candidatura, il documento programmatico sulle attività della Figc per il quadriennio olimpico, la copia del tesseramento, una dichiarazione di assenza di conflitti di interessi e incompatibilità, come prescrivono i punti 4 e 5 dell’articolo 29 dello Statuto Figc, la copia del certificato del casellario Giudiziale, la copia del certificato dei carichi pendenti. Malagò sfiderà il 14 dicembre Adriano Galliani, che è sostenuto da Aic e Aiac.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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