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Cronaca

Milano, prende forma il nuovo hotel nel quartiere Portello

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MILANO (ITALPRESS) – Prosegue il percorso di rigenerazione dell’ex Polo Fieristico milanese promosso da Fondazione Fiera Milano. All’interno del quartiere Portello, a pochi passi dall’Allianz MiCo, sono in fase di completamento i lavori dell’hotel in viale Scarampo, una nuova struttura ricettiva d’avanguardia pensata per rispondere alle esigenze di congressisti e di chi sceglie Milano per turismo o per affari. La torre progettata da AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi, per Fondazione Fiera Milano, si innalza per 90 metri e complessivi 22 piani lungo Viale Scarampo, a pochi passi dall’Allianz MiCo e dal sistema di CityLife.
Il nuovo hotel, realizzato dal general contractor Nessi & Majocchi spa, sarà affidato alla gestione di UNA Italian Hospitality, che aprirà sotto il brand upper-upscale del Gruppo con il nome: UNA Esperienze Milano CityLife. L’intervento, che ha un valore totale pari a 66 milioni di euro, sarà completato entro il prossimo gennaio, e vedrà l’apertura al pubblico nel settembre 2027. Realizzato su un’area precedentemente destinata a parcheggio, l’intervento contribuirà ad ampliare l’offerta alberghiera del quartiere, rafforzandone ulteriormente l’attrattività e la competitività come polo per il settore congressuale, il business e il turismo.
“La rigenerazione di un quartiere ha valore quando crea nuove opportunità e cambia il modo in cui un’area viene vissuta e utilizzata. E’ questa la visione che Fondazione Fiera Milano sta portando avanti, al servizio della città, attraverso nuovi spazi e servizi a supporto delle attività fieristiche e congressuali e tramite una rifunzionalizzazione più ampia dell’intera zona che nel 2029 comprenderà il nuovo centro di produzione RAI. L’albergo UNA Esperienze Milano CityLife rafforzerà la vocazione congressuale dell’area, rendendola più completa e attrattiva e contribuendo a creare un sistema più efficiente e competitivo. Una maggiore capacità di accoglienza potrà sostenere la crescita di fiere, congressi ed eventi, ma anche di turismo generando nuove opportunità di business per gli operatori e per il territorio. Per Fondazione Fiera Milano significa valorizzare un patrimonio strategico e trasformarlo in un motore di sviluppo per la città e per il suo sistema economico,” dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano.
“La torre ha un colore verde-grigio, che abbiamo chiamato ‘verde mineralè. E’ una scelta importante, perchè porta nel contesto di CityLife un’architettura dichiaratamente materica e colorata, capace di distinguersi dalle torri vetrate senza contrapporsi ad esse, ma introducendo un carattere diverso. Non volevamo fare un altro edificio di vetro. Volevamo un’architettura che avesse un colore, una consistenza, una presenza fisica.
La forma, solida e compatta, è lavorata attraverso costolature verticali che danno profondità alle facciate e fanno vibrare la luce nel corso della giornata. Queste nervature assorbono e mitigano la presenza delle finestre, delle aperture e degli elementi tecnici, ricomponendoli all’interno di un disegno unitario. Tutto l’edificio è rivestito con pannelli di alluminio trattati a plissè, valorizzando e arricchendo la superficie piana delle lastre. La struttura accentua la verticalità e tutto sembra fluire verso l’alto, verso quella grande tribuna fatta di terrazze che si affacciano sul belvedere milanese. Il volume, più solido e compatto alla base, si fa verso l’alto più sottile, più esile, più elegante.
E’ un’idea di architettura in cui la forma non è sufficiente a definire l’edificio: altrettanto importanti sono la materia, il colore, la lavorazione delle superfici e il modo in cui queste cambiano continuamente attraverso la lucè, dichiara Michele De Lucchi, fondatore di AMDL CIRCLE.
“Essere General Contractor di un progetto di questa rilevanza rappresenta per Nessi & Majocchi motivo di grande orgoglio e, allo stesso tempo, una sfida che abbiamo affrontato mettendo in campo tutta la nostra esperienza e capacità tecnica. Insieme alle imprese associate Gualini S.p.A., Zaffaroni S.r.l. e Gianni Benvenuto S.p.A., abbiamo lavorato in maniera sinergica per affrontare la complessità dell’edificio, il suo sviluppo verticale e l’elevata qualità architettonica, attraverso un importante lavoro di ingegnerizzazione, coordinamento e pianificazione. L’adozione di soluzioni costruttive innovative ci ha permesso di coniugare qualità esecutiva ed efficienza, nel rispetto degli obiettivi del progetto. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra committenza, progettisti, tecnici, imprese e, soprattutto, dalle persone e dalle maestranze che ogni giorno lavorano in cantiere. Siamo orgogliosi di contribuire insieme alla realizzazione di un’opera così significativa per Milano e per la trasformazione di questa parte della città”, dichiara Angelo Maiocchi, Presidente di Nessi & Majocchi S.p.A.
“Siamo orgogliosi di essere stati selezionati tra oltre 40 operatori di tutto il mondo per creare questo bellissimo hotel e di essere parte del progetto promosso da Fondazione Fiera Milano per trasformare un’area industriale in un nuovo punto di aggregazione per la città. Creare dal prato verde un hotel firmato da un grande architetto come Michele de Lucchi, insieme ad un’istituzione come FFM che nel proprio quartiere espositivo ospita importanti fiere tra cui il Salone del Mobile.Milano, iconico punto d’incontro del design globale e in un luogo come CityLife, rappresenta una sintesi efficace della missione di UNA Italian Hospitality. Siamo una catena di hotel “quintessential Italian”, simbolo del bello italiano al servizio del Paese sia per il business che per il turismo. Con questo progetto portiamo nel quartiere CityLife la visione di ospitalità che contraddistingue il brand UNA Esperienze: un’accoglienza di livello superiore, capace di coniugare design, servizi d’eccellenza, ed esperienze memorabili per gli ospiti. La nostra ambizione è creare un hub di riferimento per una clientela diversificata e internazionale, ma anche per la comunità milanese, offrendo nuove occasioni di incontro, compreso un rooftop dedicato alla convivialità” dichiara Giorgio Marchegiani, Amministratore Delegato UNA Italian Hospitality,
Con i suoi 22 piani e circa 90 metri di altezza, l’hotel si inserisce nel panorama urbano milanese come nuova presenza architettonica. La torre, con pianta regolare e compatta, ospiterà 173 camere organizzate attorno a un nucleo centrale che separa i percorsi verticali dalle aree ricettive, garantendo efficienza distributiva e affacci diretti sulla città. La progressiva rastremazione del volume verso l’alto riduce la sezione della torre e genera una sequenza di terrazze ai livelli superiori. E’ qui che l’edificio costruisce un rapporto sempre più diretto con il paesaggio urbano, aprendosi progressivamente verso ciò che lo circonda.
Alla base, un podio vetrato alto sette metri accoglie gli spazi destinati alla reception, alla hall, alle lounge e alle funzioni amministrative. Il piano terreno si apre sulla nuova piazza urbana, che estende lo spazio pubblico fino al piede della torre e crea una connessione diretta tra la dimensione urbana e quella alberghiera. Una lunga pensilina si protende verso viale Scarampo e la fermata della metropolitana, segnando un ingresso ampio e riconoscibile. La piazza è collegata alla fermata M5 Portello e si integra con il sistema degli spazi aperti dell’intero comparto.
Tra il diciottesimo e il ventunesimo piano, la sommità della torre si articola come una vera e propria tribuna panoramica. Ristorante, sky lounge e belvedere occupano gli ultimi livelli, collegati da una scala e da spazi a tutta altezza. Le terrazze, per oltre 350 metri quadrati complessivi, si aprono sullo skyline milanese, sul parco di CityLife e sull’asse nord-occidentale della città.
L’identità dell’edificio si esprime nella facciata, definita da una griglia regolare di montanti e sottilissimi traversi, dove le superfici trasparenti si alternano ai tamponamenti opachi in lastre di metallo plissettato, scanditi dalla sequenza di lame verticali. La loro disposizione intercetta la luce in modo diverso durante il corso della giornata, generando ombre e riflessi che modificano la percezione della superficie. Il disegno accentua la verticalità della torre: i marcapiani scompaiono e l’edificio sembra svilupparsi senza interruzioni verso l’alto. Lo stesso edificio appare così diverso al mattino, nel pomeriggio o verso sera: la luce ne trasforma la presenza, facendo emergere di volta in volta la materia delle lame e le parti vetrate.
Il verde minerale dell’acciaio contribuisce a definire la torre, inserendola nel contesto di CityLife. Anche il punto di vista contribuisce a questa continua trasformazione. Muovendosi attorno all’edificio, le superfici vetrate compaiono e scompaiono dietro la sequenza delle lame: osservata frontalmente, la facciata lascia emergere la trasparenza e la profondità degli spazi; guardata lateralmente, appare invece più compatta e opaca. La trasparenza non è quindi una condizione uniforme della superficie, ma nasce dalla relazione tra la facciata e lo sguardo di chi la osserva.
Le lame svolgono al tempo stesso una funzione tecnica, integrando e nascondendo gli elementi impiantistici e le componenti necessarie al funzionamento dell’edificio all’interno di un’unica pelle architettonica.
L’adozione di tecniche costruttive avanzate per lo sviluppo verticale ha consentito di imprimere particolare rapidità alla realizzazione dell’edificio: è stato possibile completare strutturalmente quattro piani al mese e installare la facciata vetrata, composta da moduli prefabbricati, in soli tre mesi. La prefabbricazione fuori opera ha inoltre interessato i bagni delle camere, realizzati completi di finiture e accessori e successivamente trasferiti all’interno dell’edificio, consentendo di procedere in parallelo con l’avanzamento delle strutture.
Le terrazze rappresentano uno degli elementi più significativi dell’edificio: non semplicemente spazi all’aperto in quota, ma luoghi progettati per valorizzare la posizione della torre e la ricchezza del contesto urbano che la circonda.
-foto f12/Italpress –
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Edison Energia al fianco delle famiglie per ridurre i consumi e contenere la spesa

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MILANO (ITALPRESS) – Edison Energia è al fianco delle famiglie italiane e agisce su più fronti per aiutarle a ridurre i consumi, contenere la spesa energetica e avere maggiore tranquillità nell’attuale contesto caratterizzato dalla volatilità dei prezzi dell’energia. “Circa il 60% della bolletta è legato ai consumi. Per questo siamo impegnati a premiare i comportamenti virtuosi, a ridurre i consumi e a concentrarli quando c’è disponibilità di energia rinnovabile: è così che Edison Energia accompagna ogni giorno milioni di famiglie verso una gestione più consapevole dell’energia, aiutandole ad avere maggiore controllo sulla propria spesa e a ridurla – ha detto Massimo Quaglini, Amministratore Delegato di Edison Energia, nel corso di un incontro con la stampa a Milano -. Considerata l’incertezza dei mercati energetici, offriamo benefici crescenti nel tempo e soluzioni a prezzo fisso che consentono di tutelare i clienti dagli attuali picchi di prezzo. Oggi queste opzioni sono scelte da oltre il 70% dei nuovi clienti che sottoscrivono un’offerta nei nostri negozi e online. Oltre alla convenienza di prezzo vogliamo creare valore per il cliente attraverso la prossimità, qualità del servizio ed elementi distintivi come la piattaforma di servizi Risolve”
Per fornire un beneficio immediato ai clienti che scelgono luce e gas, Edison Energia lancia la nuova promo 2×1, che prevede, in caso di sottoscrizione di una doppia fornitura commodity luce e gas da ottobre fino a fine novembre, che il prezzo di commercializzazione di una delle due forniture sia in omaggio per i primi 12 mesi. Una misura che va nella direzione di attenzione al cliente che vede ridotta la componente fissa della bolletta a fronte della scelta di una doppia fornitura con un vantaggio fino a 120 euro.
Con il programma Spendi&Riprendi nell’ultimo anno la società ha consentito benefici fino a oltre 150 euro per cliente e, tra le altre azioni incentivate, Edison Energia premia i clienti che riducono i consumi rispetto all’anno precedente e stimolando quindi comportamenti che possono generare risparmi fino al 20% sui consumi energetici.
A queste iniziative si aggiunge l’adesione alle misure volontarie del Decreto Bollette 2026, che prevedono uno sconto fino a circa 60 euro annui sulla fornitura di energia elettrica per il biennio 2026-2027. A ulteriore conferma dell’impegno verso le famiglie, i clienti aventi diritto al contributo che sono anche titolari di un contratto gas di mercato libero con Edison Energia riceveranno un ulteriore sconto di pari importo, erogato all’interno del programma Spendi&Riprendi.
I clienti Edison possono inoltre aderire alle offerte a prezzo fisso Sweet per luce e gas e, nei territori che ospitano impianti rinnovabili della società, sottoscrivere l’offerta Edison 5xTe Luce Km0, che prevede prezzo fisso per cinque anni, bonus crescenti in bolletta ed energia a chilometro zero. L’iniziativa, già attiva nella provincia di Enna dove è stata scelta dal 90% dei clienti Edison della provincia, sarà progressivamente estesa ad altri territori, a partire da Chieti, Pisa, Benevento e Foggia.
Produrre energia da fonti rinnovabili non è più un’opportunità riservata a chi possiede un impianto fotovoltaico. Attraverso la Comunità del Sole di Edison Energia, la società rende accessibili i benefici delle Comunità Energetiche Rinnovabili anche a chi non può installare pannelli sulla propria abitazione.
I consumatori che aderiscono alla CER promossa da Edison Energia e diventano clienti luce ottengono un doppio beneficio: la Tariffa Premio riconosciuta dal GSE per l’energia autoconsumata virtualmente e la Quota Sole Edison, fino a complessivi 500 euro, riconosciuti direttamente in bolletta in cinque anni ai primi 5.000 clienti aderenti. Il vantaggio economico garantito da Edison Energia è equivalente al risparmio generato in 5 anni da un impianto fotovoltaico da circa 2 kWp, senza la necessità di sostenere alcun investimento.
Per chi sceglie invece di investire nell’autoproduzione, Edison Energia propone il pacchetto My Sun Pro, la soluzione fotovoltaica eletta Prodotto dell’Anno 2026, che ha trovato grande interesse da parte dei consumatori raddoppiando le vendite rispetto all’anno precedente. Grazie alla batteria virtuale inclusa, i clienti possono beneficiare di un prezzo scontato per l’energia da usare la sera, oltre ad avere la copertura assicurativa in caso di danni. I vantaggi dell’autoproduzione sono stati compresi e oltre l’80% dei clienti ha scelto di affiancare all’impianto anche un sistema di accumulo fisico.
Per chi vive in condominio, la società ha sviluppato un modello di comunità energetica condominiale che permette di accedere all’energia rinnovabile senza sostenere l’investimento iniziale e la manutenzione dell’impianto, avendone un beneficio diretto riconosciuto da Edison Energia. Oggi le comunità energetiche condominiali contrattualizzate da Edison Energia comprendono oltre 3,8 MW di impianti fotovoltaici e circa 2.000 nuclei familiari aderenti.
Dal 4 ottobre Edison Energia è on air con la nuova campagna “C’è chi parla e chi Risolve” in TV e sui canali digitali e radiofonici, oltre a essere presente negli oltre 1.100 punti vendita in tutta Italia.

– foto ufficio stampa Edison –
(ITALPRESS).

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Tumore al seno, “Sorrisi in Rosa” festeggia 10 anni di solidarietà e prevenzione

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MILANO (ITALPRESS) – Una diagnosi di tumore al seno può cambiare tutto, ma non deve significare affrontare il percorso da sole. E’ questo il messaggio che da dieci anni porta avanti “Sorrisi in Rosa”, l’iniziativa nata dall’esperienza di donne che hanno vissuto sulla propria pelle la malattia e che oggi scelgono di trasformare quel vissuto in sostegno, consapevolezza e speranza per altre pazienti. All’Auditorium IULM di Milano, 170 donne provenienti dalle Breast Unit degli ospedali Humanitas di tutta Italia si sono ritrovate per celebrare questo importante traguardo con l’evento “Let’s talk with Sorrisi in Rosa: 10 anni insieme”. In questi dieci anni di attività tutta volta alla prevenzione e alla sensibilizzazione per non lasciare sola nessuna, “Sorrisi in Rosa” ha raccolto testimonianze potenti, che hanno trovato una sintesi in “Non pensavo che mi riguardasse”, un corto realizzato per l’occasione dagli studenti IULM e proiettato durante la serata.
A spiegare le origini di questo progetto è stata una delle co-fondatrici, Cristina Barberis Negra, scrittrice a cui è stato diagnosticato due volte un tumore alla mammella. “Mi sono chiesta: cosa faccio affinchè questa malattia diventi qualcosa di positivo? Così, dall’incontro con Luisa Morniroli, fotografa che per prima ha pensato a questo progetto, e insieme ai senologi delle Breast Unit di Humanitas, abbiamo creduto che “Sorrisi in Rosa” fosse un modo di far sì che le altre donne non si sentissero mai sole in una situazione di diagnosi e poi di cura e guarigione.
Eravamo in dodici, all’inizio, amiche e amiche di amiche; poi, grazie a Fondazione Humanitas per la Ricerca, siamo riuscite a far sì che questo progetto diventasse qualcosa di molto più allargato. Oggi siamo 170 donne e testimoniamo la nostra esperienza di rinascita”.
Il non far sentire sole le altre pazienti passa anche per delle fotografie che ritraggono le appartenenti a “Sorrisi in Rosa”. Gli scatti vengono esposti nelle Breast Unit dei vari poli di Humanitas, da Rozzano a Catania. Come ha spiegato Cristina Barberis Negra, si vuole “restituire alle donne una propria visione di sè lontana da certi stereotipi in bianco e nero o con cicatrici in evidenza. Sono foto che portano la rinascita come esempio, quindi sorrisi in luce naturale di donne che hanno affrontato un periodo difficile, ma che poi si sono riscoperte”. Nuovi scatti sono alla base di “Dame in rosa”, vera e propria mostra fotografica presentata all’IRCCS Humanitas San Pio X di Milano: in questo caso, le protagoniste sono state ritratte tra le opere del Museo Poldi Pezzoli, così da mettere in dialogo l’arte con un momento dell’esperienza della malattia.
La presenza di “Sorrisi in Rosa” nelle strutture Humanitas ha avuto e continua ad avere un ruolo terapeutico confermato anche dalla professoressa Carmen Criscitiello, Responsabile Oncologia Mammaria di IRCCS Istituto Clinico Humanitas e Responsabile Oncologia IRCCS Humanitas San Pio X. La dottoressa ha avuto modo di osservare in prima persona l’effetto che il movimento ha sulle pazienti che per la prima volta ricevono una diagnosi di tumore della mammella. “E’ molto importante la vicinanza di “Sorrisi in Rosa” perchè c’è l’esperienza condivisa di donne che prima di te hanno vissuto una diagnosi, hanno vissuto un percorso”, ha sottolineato. “Questo vuol dire potersi confrontare, poter condividere le paure, ma anche vedere le speranze. Il focus di “Sorrisi in Rosa” è proprio questo, l’aspetto positivo. Sapere di avere un tumore non è mai una bella notizia, ma il modo in cui lo si affronta e le possibilità di cui disponiamo possono consentirci anche di essere cautamente ottimisti e di poter poi affrontare il tutto anche con un sorriso”.
Un sorriso che può spuntare sulle labbra delle pazienti grazie alle terapie di cui oggi si dispone e che sono in evoluzione continua, aiutando a guarire più donne o ad aumentarne il tasso di sopravvivenza.
I dieci anni di “Sorrisi in Rosa” e soprattutto le storie di chi anima il progetto sono stati sintetizzati in un corto realizzato con il coinvolgimento delle studentesse e degli studenti del corso di Laurea Magistrale in Televisione, cinema e new media dell’Università IULM. “Non pensavo mi riguardasse” è nato per parlare di prevenzione senza utilizzare il linguaggio della paura, ma quello della cura e della consapevolezza. Sotto la guida del docente coordinatore Giuseppe Carrieri, Giada Scarfiello, Francesco Sacco ed Elena Mascellani ne hanno curato la regia, portando la loro sensibilità sullo schermo e affrontando l’argomento con grande delicatezza.
“Abbiamo lavorato in sinergia per focalizzarci sul tema della prevenzione, perchè da qui deriva anche il titolo del cortometraggio”, ha raccontato Scarfiello. “Spesso cerchiamo di frenare la malattia quando i sintomi sono già presenti e quando ci sembra essere troppo tardi.
Volevamo dare importanza al tema di fermarci un momento prima, ascoltare il proprio corpo e prenderci cura di noi stessi”.
“E’ stato un molto formativo”, ha aggiunto il co-regista, Francesco Sacco, “perchè come registi siamo spesso chiamati a raccontare storie, ma entrare in quelle che non ci riguardano direttamente è un pò più complesso. Abbiamo dovuto usare una certa sensibilità per entrare in punta di piedi nelle storie che dovevamo raccontare e abbiamo voluto trasmettere questo sentimento anche attraverso l’inquadratura. E’ stato molto toccante vedere le diverse esperienze di vita che alla fine si incrociano tutte in un filo unico”.
Alla proiezione del corto ha partecipato anche un ospite d’eccezione: Gerry Scotti. Il conduttore tv è da anni testimonial e padrino storico di “Sorrisi in Rosa” e sul palco ha portato anche una parte del suo vissuto, sottolineando l’importanza della prevenzione e della ricerca. La serata si è conclusa con la consegna di un riconoscimento a uno dei volti più noti e amati del piccolo schermo: la rettrice IULM, Valentina Garavaglia, ha infatti porto a Gerry Scotti il Premio Humanitas-IULM per il suo costante impegno nella Comunicazione della Prevenzione e della Ricerca. Il conduttore ha ringraziato e salutato le 170 donne di “Sorrisi in Rosa” con una promessa: prossimamente saranno sue ospiti a “La Ruota della Fortuna”, così da dare ulteriore risalto nazionale a un progetto che da dieci anni cerca di non lasciare indietro nessuna.
– foto f12/Italpress –
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Commercio internazionale, cresce l’export italiano ma tensioni pesano su logistica

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MILANO (ITALPRESS) – Le tensioni geopolitiche continuano a condizionare l’economia internazionale e i flussi di commercio e trasporto merci, con effetti particolarmente evidenti sui costi energetici e sulle rotte logistiche. La crescita globale, pur rivista al ribasso, dovrebbe mantenersi intorno al 3% nel 2026, sostenuta dai consumi e dagli investimenti in intelligenza artificiale, soprattutto negli Stati Uniti. Al tempo stesso, l’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente ha riportato il prezzo del Brent – valore di riferimento internazionale del petrolio greggio – intorno ai 100 dollari al barile e quello del gas oltre i 70 euro/MWh (prezzo di riferimento del mercato europeo), alimentando nuove pressioni inflazionistiche nei Paesi importatori. E’ questo il quadro delineato dal 28° Economic Outlook di Fedespedi, l’osservatorio periodico sull’andamento del trasporto merci internazionale della Federazione Nazionale Imprese di Spedizioni Internazionali.
«Le crisi geopolitiche stanno dimostrando quanto la capacità di adattamento sia oggi un fattore decisivo per la competitività delle nostre imprese – dichiara Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi -. La logistica sta reagendo alla discontinuità delle rotte ridisegnando i flussi, ricorrendo a soluzioni alternative e integrando sempre più modalità di trasporto diverse. Ma questa capacità di reazione ha un costo, che si riflette sui tempi e sui noli. Per l’Italia la sfida è trasformare questa resilienza in un punto di forza strutturale, investendo nelle infrastrutture, nell’intermodalità e nella digitalizzazione. Solo una rete logistica efficiente e connessa può consentire al nostro Paese di affrontare l’instabilità internazionale e continuare a essere competitivo nei mercati globali».
La ventottesima edizione del report “Fedespedi Economic Outlook” raccoglie i dati più aggiornati sul contesto macroeconomico mondiale, sulla situazione italiana, sull’andamento dell’import-export del nostro Paese e sulle principali tendenze del trasporto aereo cargo e dello shipping internazionale.
Nel primo semestre del 2026, il traffico mondiale di container ha superato i 96 milioni di TEU, con una crescita del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica è stata sostenuta soprattutto dal traffico infraregionale (+6,1%), mentre quello intercontinentale è cresciuto dell’1,5% e ha risentito maggiormente della crisi in Medio Oriente. Tra le aree più dinamiche si confermano il Far East (+8,8%), l’Africa Sub-sahariana (+7,4%) e l’America Latina (+3,5%). In Italia, i principali porti hanno movimentato nel complesso 3 milioni di TEU nel primo semestre, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025 (-0,2%). In particolare, risultano in calo Genova (-1,5%), Savona (-8%) e Trieste (-4,1%), mentre crescono La Spezia (+3,5%), Venezia (+4,6%) e Ancona (+3%). Sul fronte mediterraneo, i principali porti non italiani hanno invece registrato una crescita complessiva del 4,7%, sostenuta anche dalla forte crescita di Rijeka-Fiume (+35,7%).
Basandosi sui dati IATA, a luglio 2026 il traffico aereo cargo globale è cresciuto del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2025, trainato soprattutto dai flussi sull’asse Asia-Nord America. Europa, Asia, Nord America e Sud America hanno registrato una crescita superiore al 4%, mentre il Medio Oriente si è fermato al +1,9%. In Italia, nei primi sette mesi del 2026 gli aeroporti hanno movimentato circa 725 mila tonnellate di merci, in diminuzione dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025. A pesare sono soprattutto le flessioni di Malpensa (-5,8%) e Pisa (-15,3%), mentre risultano in crescita: Bergamo (+59,9%), Brescia (+22,6%) e Napoli (+21,0%). L’Italia mantiene comunque una posizione di rilievo sul fronte della connettività aerea, collocandosi al quarto posto tra i Paesi europei per connettività totale.
Nonostante le tensioni internazionali, nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni italiane sono cresciute del 4,5%, raggiungendo un valore di 337,2 milioni di euro, mentre le importazioni sono aumentate del 4,3%, raggiungendo i 312,6 milioni di euro. Si è dimostrato particolarmente dinamico l’export verso il Nord Africa (+20,8%) e verso I Paesi europei extraUE27 (+9,7%), mentre si registra una contrazione del 14,2% verso il Medio Oriente. Le tensioni nella regione hanno infatti avuto ricadute significative sui rapporti commerciali dell’Italia con il Medio Oriente: nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni verso l’area sono diminuite del 14,2%, con flessioni particolarmente marcate verso Kuwait (-49,4%), Iran (- 47,9%) e Bahrein (-42,2%). In calo anche le esportazioni verso Emirati Arabi Uniti (-12,6%) e Arabia Saudita (-6,8%).
Le tensioni in Medio Oriente continuano a incidere direttamente sulle principali rotte marittime internazionali. Nel primo semestre del 2026 i transiti attraverso il Canale di Suez sono rimasti inferiori ai livelli pre-crisi: rispetto ai massimi del 2023, il numero complessivo delle navi è diminuito del 47,5%, mentre per le sole portacontainer il calo raggiunge il 70,3%. Le compagnie di navigazione continuano quindi a utilizzare, almeno in parte, la rotta del Capo di Buona Speranza, che comporta un allungamento dei tempi di navigazione di 10-15 giorni. La recrudescenza delle ostilità in Medio Oriente ha inoltre nuovamente rafforzato il ricorso alla rotta del Capo di Buona Speranza e mantenuto elevati i costi legati al rischio di guerra e alle coperture assicurative. Per lo Stretto di Hormuz, le ultime rilevazioni riportate dall’Outlook indicano meno di 10 navi al giorno in transito, contro le circa 60 precedenti alle ostilità. Sul fronte dei noli, dopo i forti aumenti registrati tra maggio e luglio, quelli verso i porti del Nord Europa e del Mediterraneo risultano attualmente in fase di ridimensionamento. Nel periodo compreso tra settembre 2025 e settembre 2026, il nolo medio Shanghai- Genova è risultato superiore di circa il 27% rispetto a quello Shanghai-Rotterdam, pur con una forte riduzione del differenziale nel mese di settembre.
-foto ufficio stampa Fedespedi –
(ITALPRESS).

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