Cronaca
L’Ungheria espelle 10 diplomatici russi, “attività inaccettabili”
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25 minuti fa-
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Redazione
BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Il ministero degli Esteri dell’Ungheria ha disposto l’espulsione di 10 membri dello staff dell’ambasciata russa a Budapest. Lo ha reso noto la ministra degli Esteri ungherese, Anita Orban, su X. “Su mia indicazione, martedì il funzionario competente del ministero degli Affari esteri ha informato l’ambasciatore russo in Ungheria che, secondo la valutazione delle autorità ungheresi, 10 membri della missione russa si sono resi responsabili in Ungheria di attività inaccettabili per i diplomatici ai sensi della Convenzione di Vienna”, ha scritto la ministra. “La parte ungherese ha pertanto chiesto alle persone in questione di lasciare l’Ungheria. Questa decisione tutela la sicurezza e la sovranità dell’Ungheria e non implica l’interruzione delle relazioni diplomatiche con la Russia. L’Ungheria intende proseguire il necessario dialogo, basato sul rispetto reciproco e sull’osservanza delle regole”, ha concluso.
(ITALPRESS).
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Cronaca
Affitti brevi nel mirino dell’Ue, arriva l’Affordable Housing Act
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25 minuti fa-
8 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Bruxelles si prepara a presentare l’Affordable Housing Act, un regolamento che darebbe ai Comuni europei il potere di limitare gli affitti brevi nelle aree di “stress abitativo”. Una norma, scrive idealista News in un articolo sul tema, che “penalizzerebbe l’Italia a causa dei parametri imposti, che potrebbero colpire quasi tutte le destinazioni turistiche a prescindere dal reale peso delle locazioni brevi, che rappresentano appena l’1,3% del patrimonio immobiliare. A rischio mezzo milione di famiglie e l’intero indotto del settore”. Operatori e associazioni di categoria chiedono di correggere i parametri e di subordinare qualsiasi restrizione ai privati alla previa valorizzazione del patrimonio pubblico sfitto.
Nei prossimi giorni – probabilmente il 9 settembre – Dan Jorgensen, Commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia abitativa, dovrebbe presentare l’Affordable Housing Act, un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento nazionale. Il testo darebbe alle autorità locali – nazionali, regionali e comunali – una procedura comune per limitare gli affitti brevi e l’acquisto o l’uso di immobili non adibiti a prima residenza nelle cosiddette “aree di stress abitativo”.
Il cuore del meccanismo è un parametro definito dall’articolo 6: un’area è considerata in stress abitativo se il rapporto tra il prezzo medio degli immobili e il reddito medio dei residenti è pari o superiore a 8, in crescita da almeno 10 anni e senza prospettive di miglioramento nei successivi tre. Superata questa soglia, i sindaci avrebbero facoltà di introdurre restrizioni alle locazioni brevi nel proprio territorio, anche a scala sub-comunale – quartieri, centri storici, singoli distretti. L’adozione definitiva, attraverso la procedura legislativa ordinaria che coinvolge Parlamento europeo e Consiglio, non è attesa prima del 2028.
Il punto più critico, secondo la nota tecnica del presidente di AIGAB Marco Celani, è che il parametro appare oggettivo ma non tiene conto delle profonde specificità italiane. In Italia il reddito ai fini IRPEF è individuale, non familiare come in altri Paesi europei, e i redditi medi dichiarati sono storicamente bassi. Il risultato è che la soglia di 8 verrebbe superata in quasi tutte le principali destinazioni turistiche e nei centri storici italiani, a prescindere dal reale peso degli affitti brevi sul mercato locale.
Eppure i numeri raccontano un’altra storia: gli affitti brevi rappresentano appena l’1,3% del patrimonio immobiliare italiano, a fronte di 9,6 milioni di case vuote su 25,2 milioni di abitazioni totali. Nelle grandi città lo sfitto si attesta tra il 15 e il 20%, mentre gli affitti brevi, anche nei momenti di picco, non superano il 5%. “Come può esserci stress abitativo dovuto agli affitti brevi dove questi pesano l’1,3% a fronte del 29% di abitazioni vuote?”, si chiede Celani.
A questo si aggiunge un problema di dati: la fonte ufficiale indicata dal Regolamento per i valori immobiliari – Mapadomo – non è pubblica e copre solo l’intera area comunale. Le restrizioni, tuttavia, potrebbero essere applicate a scala sub-comunale sulla base di studi scelti localmente, senza standard metodologici condivisi. Di fatto, osserva AIGAB, “i sindaci potrebbero limitare gli affitti brevi facendo riferimento a studi selezionati in base al risultato già preferito dall’amministrazione”.
Le potenziali ricadute sull’Italia sono rilevanti. Mezzo milione di famiglie ha investito nelle locazioni brevi e potrebbe vedersi ridotta una fonte di reddito o spinta verso il sommerso. L’intero ecosistema collegato – property manager, società di pulizie, servizi agli immobili, piattaforme software, indotto delle case vacanze – rischierebbe un colpo difficilmente recuperabile. Sul piano macroeconomico, una contrazione dell’offerta di posti letto turistici avvantaggerebbe altri Paesi europei, con effetti negativi sul turismo e sulla bilancia dei pagamenti.
C’è poi un effetto potenzialmente depressivo sull’intero comparto immobiliare, sottolinea idealista News: “in molte aree del Paese il valore degli immobili è sostenuto dalla loro capacità di produrre reddito. Se gli affitti brevi venissero limitati, quelle proprietà avrebbero valore solo per chi le abita come prima casa – una domanda che in larga parte del territorio nazionale è insufficiente”.
Un ulteriore nodo riguarda la proporzionalità: il meccanismo previsto dall’articolo 10 non include alcun obbligo per le amministrazioni di verificare preventivamente l’entità dello sfitto locale nè di valorizzare il patrimonio pubblico inutilizzato prima di limitare quello privato. Nonostante la Commissione stimi che circa il 20% delle abitazioni UE sia inutilizzato, questo dato non entra in alcun modo nella valutazione.
Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e CEO di Apartments Florence, mette in guardia dal rischio di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato: “Il problema della casa è reale, ma non si risolve stabilendo per legge come un proprietario debba utilizzare il proprio immobile. Pensare che vietando una destinazione d’uso un immobile diventi automaticamente un affitto residenziale è un errore”.
L’esempio di Firenze – città che ha già adottato misure restrittive sulle locazioni turistiche – è emblematico: “Agli immobili ai quali viene tolta la possibilità di essere destinati alle locazioni turistiche non corrisponde necessariamente una domanda sufficiente di affitto lungo periodo. Il risultato può essere che quelle case rimangano vuote o vengano vendute. Se non c’è convenienza a investire nel mercato immobiliare, non investirà quel proprietario e non investiranno altri”.
La proposta alternativa del settore punta su tutele contro la morosità, incentivi fiscali, certezza delle regole, recupero degli immobili sfitti e più edilizia sociale, oltre a interventi strutturali su salari e potere d’acquisto: “La casa disponibile non si crea con un divieto: si crea aumentando l’offerta e rendendo sostenibile l’investimento”.
Più netto Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia: “La bozza di regolamento UE sulla casa è inaccettabile. Si tratta di un testo gravemente lesivo della libertà contrattuale e del diritto di proprietà, che arriva persino a consentire limitazioni all’acquisto e all’utilizzo di immobili non destinati ad abitazione principale. E’ un esercizio di dirigismo in purezza, predisposto da funzionari lontani dalla realtà, che confidiamo non veda mai la luce”.
Il settore non si limita a criticare ma avanza richieste concrete. AIGAB chiede di correggere il parametro di riferimento – alzando la soglia da 8 ad almeno 12 o introducendo un fattore di aggiustamento basato su dati Istat e Banca d’Italia – e di sostituire Mapadomo con una fonte pubblica e verificabile per i prezzi immobiliari. Sul piano probatorio, la proposta è di innalzare l’onere della prova a un effetto “significativo e prevalente” degli affitti brevi rispetto agli altri fattori di domanda, rendendo necessario dimostrare il nesso causale tra locazioni brevi e aumento dei prezzi, anzichè darlo per scontato.
Si chiede inoltre di rendere vincolante la verifica preventiva del tasso di sfitto come condizione di proporzionalità: nessuna restrizione ai privati dovrebbe essere possibile finchè il patrimonio pubblico inutilizzato non viene prima mobilizzato. Infine, AIGAB chiede il riconoscimento esplicito della figura del property manager professionale già registrato con CIN, per evitare che il criterio di “scala commerciale” previsto dall’articolo 10 penalizzi indiscriminatamente gli operatori conformi che hanno effettuato investimenti nel settore.
L’iter è ancora lungo, e le ordinanze già in vigore a Firenze, Venezia, Bologna, Roma, Napoli e Rimini restano valide nel frattempo. Ma il segnale che arriva da Bruxelles è chiaro, e il settore è già in moto per farsi sentire prima che il testo diventi definitivo.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 8 settembre 2026
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45 minuti fa-
8 Settembre 2026di
Redazione
Apriamo dal meteo, perché quella di oggi è l’ultima giornata di caldo pieno prima di un deciso cambio di scenario. A Milano la temperatura massima potrà ancora toccare i 33 gradi, ma già dal pomeriggio sono attesi temporali sulle Alpi. Da domani arriverà invece una perturbazione atlantica con piogge diffuse, temporali e un netto calo delle temperature in tutta la regione.
E proprio sul clima arriva un dato significativo: secondo Arpa, l’estate 2026 è stata la più calda degli ultimi 75 anni in Lombardia. A Milano per 75 giorni consecutivi le massime hanno superato i 30 gradi; a Pavia, Lodi, Mantova e Brescia si sono raggiunti i 39. Resta aperto anche il problema delle risorse idriche.
A Milano scattano intanto le prime multe nella nuova Ztl dell’Isola. Da lunedì il controllo è diventato automatico attraverso le telecamere e il quartiere si divide: c’è chi apprezza la riduzione di traffico e rumore e chi lamenta difficoltà soprattutto per familiari e ospiti.
Sempre nel capoluogo, prende forma un nuovo grande albergo al Portello: ventitré piani, facciate “plissé” e terrazze panoramiche. La struttura, firmata dall’architetto Michele De Lucchi, sarà destinata soprattutto al pubblico di fiere, congressi ed eventi. La fine dei lavori è prevista a gennaio.
Sul fronte ambientale, resta aperta l’inchiesta sul gasolio finito nel Naviglio. Il conto delle operazioni di bonifica è già arrivato a circa 100 mila euro e sono state raccolte 120 tonnellate di acque contaminate. Tra le ipotesi investigative c’è anche quella di uno sversamento doloso e quindi di uno smaltimento illegale di idrocarburi.
Capitolo Formula 1: il Gran Premio di Monza chiude con numeri record. Secondo Sias, l’indotto generato per il territorio ha raggiunto circa 250 milioni di euro, in crescita dell’8 per cento. Resta però il paradosso economico: chi organizza il Gran Premio sostiene costi molto elevati, mentre il beneficio principale ricade sul territorio e sulla Formula 1.
Nel Mantovano, tragedia ad Asola: due automobilisti di 48 e 57 anni sono morti in uno scontro frontale. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un sorpasso azzardato.
Passiamo alla provincia di Pavia.
La notizia più importante per migliaia di pendolari riguarda lo sciopero ferroviario di oggi, martedì 8 settembre. Dopo i pesanti disagi di ieri dovuti a un guasto sulla linea verso Milano, per oggi sono possibili nuove cancellazioni e ritardi proprio nel giorno clou della protesta dei lavoratori ferroviari.
A Pavia, il questore ha disposto la chiusura per dieci giorni di un bar per musica ad alto volume e problemi legati alla sicurezza. Il provvedimento si inserisce nella stretta sui locali ritenuti problematici dal punto di vista dell’ordine pubblico.
A Vigevano, invece, una donna di 36 anni è stata trovata morta nella piscina della propria abitazione. A scoprire il corpo è stata la madre, che ha dato l’allarme. Sono in corso gli accertamenti per chiarire le cause della morte.
Sempre a Vigevano, i controlli della Polizia locale hanno portato a 56 multe, al ritiro di una patente e al fermo di un veicolo.
A Voghera, il tema del giorno è invece l’immigrazione: gli stranieri residenti sono ormai quasi 7.500. La Provincia Pavese raccoglie l’appello a costruire un progetto condiviso di integrazione capace di coinvolgere istituzioni, associazioni e territorio.
A Ferrera Erbognone, un furgone è stato completamente distrutto dalle fiamme, ma il conducente è riuscito a mettersi in salvo.
Sempre dalla cronaca pavese: due giovani sono stati segnalati nel corso di controlli antidroga nei campi, mentre un uomo di 54 anni è stato denunciato. Proseguono così le operazioni nelle aree rurali già più volte finite al centro delle segnalazioni per lo spaccio.
Infine ancora Voghera e Oltrepò, dove oggi si conclude OltreGusto – Oltrepò Terra di Pinot Nero, la due giorni che ha portato in città produttori, chef, sommelier e appassionati, con il Pinot Nero e il Classese al centro della manifestazione. Il Corriere della Sera ha dedicato spazio proprio all’evento vogherese tra gli appuntamenti del territorio lombardo.
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Cronaca
Aveva in casa 70kg di cocaina e 170 mila euro in contanti, un arresto nel Milanese / Video
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3 ore fa-
8 Settembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Aveva in casa circa 70 chilogrammi di cocaina, 200 grammi di hashish e oltre 170 mila euro in contanti. È quanto hanno trovato gli agenti della Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Milano, che hanno arrestato un uomo di 41 anni, di origine albanese, nell’ambito di un’indagine sul traffico di stupefacenti nell’hinterland milanese e nella provincia di Monza.
L’operazione è scattata nel pomeriggio del 5 settembre, quando gli investigatori hanno individuato il 41enne, ritenuto attivo nel contesto dello spaccio, alla guida di una Jeep Renegade. L’uomo è stato controllato in un parcheggio a Bernareggio, in provincia di Monza Brianza. Gli accertamenti sono stati poi estesi all’abitazione nella sua disponibilità, dove, all’interno di alcune borse custodite in camera da letto, sono stati scoperti la droga e il denaro.
Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati anche due telefoni cellulari e alcuni beni di valore, tra cui un Rolex e un bracciale, sulla cui provenienza sono in corso ulteriori accertamenti.
Il 41enne è stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, con l’aggravante dell’ingente quantità, e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza.
IL VIDEO
-Foto screenshot video Polizia di Stato-
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