Cronaca
Affitti brevi nel mirino dell’Ue, arriva l’Affordable Housing Act
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Bruxelles si prepara a presentare l’Affordable Housing Act, un regolamento che darebbe ai Comuni europei il potere di limitare gli affitti brevi nelle aree di “stress abitativo”. Una norma, scrive idealista News in un articolo sul tema, che “penalizzerebbe l’Italia a causa dei parametri imposti, che potrebbero colpire quasi tutte le destinazioni turistiche a prescindere dal reale peso delle locazioni brevi, che rappresentano appena l’1,3% del patrimonio immobiliare. A rischio mezzo milione di famiglie e l’intero indotto del settore”. Operatori e associazioni di categoria chiedono di correggere i parametri e di subordinare qualsiasi restrizione ai privati alla previa valorizzazione del patrimonio pubblico sfitto.
Nei prossimi giorni – probabilmente il 9 settembre – Dan Jorgensen, Commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia abitativa, dovrebbe presentare l’Affordable Housing Act, un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento nazionale. Il testo darebbe alle autorità locali – nazionali, regionali e comunali – una procedura comune per limitare gli affitti brevi e l’acquisto o l’uso di immobili non adibiti a prima residenza nelle cosiddette “aree di stress abitativo”.
Il cuore del meccanismo è un parametro definito dall’articolo 6: un’area è considerata in stress abitativo se il rapporto tra il prezzo medio degli immobili e il reddito medio dei residenti è pari o superiore a 8, in crescita da almeno 10 anni e senza prospettive di miglioramento nei successivi tre. Superata questa soglia, i sindaci avrebbero facoltà di introdurre restrizioni alle locazioni brevi nel proprio territorio, anche a scala sub-comunale – quartieri, centri storici, singoli distretti. L’adozione definitiva, attraverso la procedura legislativa ordinaria che coinvolge Parlamento europeo e Consiglio, non è attesa prima del 2028.
Il punto più critico, secondo la nota tecnica del presidente di AIGAB Marco Celani, è che il parametro appare oggettivo ma non tiene conto delle profonde specificità italiane. In Italia il reddito ai fini IRPEF è individuale, non familiare come in altri Paesi europei, e i redditi medi dichiarati sono storicamente bassi. Il risultato è che la soglia di 8 verrebbe superata in quasi tutte le principali destinazioni turistiche e nei centri storici italiani, a prescindere dal reale peso degli affitti brevi sul mercato locale.
Eppure i numeri raccontano un’altra storia: gli affitti brevi rappresentano appena l’1,3% del patrimonio immobiliare italiano, a fronte di 9,6 milioni di case vuote su 25,2 milioni di abitazioni totali. Nelle grandi città lo sfitto si attesta tra il 15 e il 20%, mentre gli affitti brevi, anche nei momenti di picco, non superano il 5%. “Come può esserci stress abitativo dovuto agli affitti brevi dove questi pesano l’1,3% a fronte del 29% di abitazioni vuote?”, si chiede Celani.
A questo si aggiunge un problema di dati: la fonte ufficiale indicata dal Regolamento per i valori immobiliari – Mapadomo – non è pubblica e copre solo l’intera area comunale. Le restrizioni, tuttavia, potrebbero essere applicate a scala sub-comunale sulla base di studi scelti localmente, senza standard metodologici condivisi. Di fatto, osserva AIGAB, “i sindaci potrebbero limitare gli affitti brevi facendo riferimento a studi selezionati in base al risultato già preferito dall’amministrazione”.
Le potenziali ricadute sull’Italia sono rilevanti. Mezzo milione di famiglie ha investito nelle locazioni brevi e potrebbe vedersi ridotta una fonte di reddito o spinta verso il sommerso. L’intero ecosistema collegato – property manager, società di pulizie, servizi agli immobili, piattaforme software, indotto delle case vacanze – rischierebbe un colpo difficilmente recuperabile. Sul piano macroeconomico, una contrazione dell’offerta di posti letto turistici avvantaggerebbe altri Paesi europei, con effetti negativi sul turismo e sulla bilancia dei pagamenti.
C’è poi un effetto potenzialmente depressivo sull’intero comparto immobiliare, sottolinea idealista News: “in molte aree del Paese il valore degli immobili è sostenuto dalla loro capacità di produrre reddito. Se gli affitti brevi venissero limitati, quelle proprietà avrebbero valore solo per chi le abita come prima casa – una domanda che in larga parte del territorio nazionale è insufficiente”.
Un ulteriore nodo riguarda la proporzionalità: il meccanismo previsto dall’articolo 10 non include alcun obbligo per le amministrazioni di verificare preventivamente l’entità dello sfitto locale nè di valorizzare il patrimonio pubblico inutilizzato prima di limitare quello privato. Nonostante la Commissione stimi che circa il 20% delle abitazioni UE sia inutilizzato, questo dato non entra in alcun modo nella valutazione.
Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e CEO di Apartments Florence, mette in guardia dal rischio di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato: “Il problema della casa è reale, ma non si risolve stabilendo per legge come un proprietario debba utilizzare il proprio immobile. Pensare che vietando una destinazione d’uso un immobile diventi automaticamente un affitto residenziale è un errore”.
L’esempio di Firenze – città che ha già adottato misure restrittive sulle locazioni turistiche – è emblematico: “Agli immobili ai quali viene tolta la possibilità di essere destinati alle locazioni turistiche non corrisponde necessariamente una domanda sufficiente di affitto lungo periodo. Il risultato può essere che quelle case rimangano vuote o vengano vendute. Se non c’è convenienza a investire nel mercato immobiliare, non investirà quel proprietario e non investiranno altri”.
La proposta alternativa del settore punta su tutele contro la morosità, incentivi fiscali, certezza delle regole, recupero degli immobili sfitti e più edilizia sociale, oltre a interventi strutturali su salari e potere d’acquisto: “La casa disponibile non si crea con un divieto: si crea aumentando l’offerta e rendendo sostenibile l’investimento”.
Più netto Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia: “La bozza di regolamento UE sulla casa è inaccettabile. Si tratta di un testo gravemente lesivo della libertà contrattuale e del diritto di proprietà, che arriva persino a consentire limitazioni all’acquisto e all’utilizzo di immobili non destinati ad abitazione principale. E’ un esercizio di dirigismo in purezza, predisposto da funzionari lontani dalla realtà, che confidiamo non veda mai la luce”.
Il settore non si limita a criticare ma avanza richieste concrete. AIGAB chiede di correggere il parametro di riferimento – alzando la soglia da 8 ad almeno 12 o introducendo un fattore di aggiustamento basato su dati Istat e Banca d’Italia – e di sostituire Mapadomo con una fonte pubblica e verificabile per i prezzi immobiliari. Sul piano probatorio, la proposta è di innalzare l’onere della prova a un effetto “significativo e prevalente” degli affitti brevi rispetto agli altri fattori di domanda, rendendo necessario dimostrare il nesso causale tra locazioni brevi e aumento dei prezzi, anzichè darlo per scontato.
Si chiede inoltre di rendere vincolante la verifica preventiva del tasso di sfitto come condizione di proporzionalità: nessuna restrizione ai privati dovrebbe essere possibile finchè il patrimonio pubblico inutilizzato non viene prima mobilizzato. Infine, AIGAB chiede il riconoscimento esplicito della figura del property manager professionale già registrato con CIN, per evitare che il criterio di “scala commerciale” previsto dall’articolo 10 penalizzi indiscriminatamente gli operatori conformi che hanno effettuato investimenti nel settore.
L’iter è ancora lungo, e le ordinanze già in vigore a Firenze, Venezia, Bologna, Roma, Napoli e Rimini restano valide nel frattempo. Ma il segnale che arriva da Bruxelles è chiaro, e il settore è già in moto per farsi sentire prima che il testo diventi definitivo.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Radio Pavia Breakfast News – 23 ottobre 2026
Pubblicato
19 minuti fa-
23 Ottobre 2026di
Redazione
La sicurezza e la violenza giovanile restano al centro del dibattito nazionale. Repubblica apre con “Minori, la clava di Nordio”, riportando la proposta del ministro della Giustizia di ampliare gli istituti penitenziari minorili e accelerare gli arresti per i responsabili dei disordini.
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Sul fronte internazionale, continuano i negoziati sulla guerra in Ucraina. La Stampa parla di trattative fragili tra Washington, Mosca e Kiev, mentre Il Fatto Quotidiano riferisce delle nuove ipotesi europee di sostegno militare all’Ucraina.
ECONOMIA
È una giornata pesante per i mercati. Il Sole 24 Ore apre con “Bond e azioni tech mandano KO le Borse”. Piazza Affari perde il 2,54%, peggior risultato tra i principali listini europei, mentre lo spread sale a circa 125 punti.
Il Corriere della Sera sintetizza: “Petrolio, debito e tech affondano le Borse”.
Intanto prosegue la protesta degli autotrasportatori. La Stampa titola “Tir, basta blocchi o li precettano”. Il Governo mette sul tavolo 175 milioni di euro per autotrasporto, agricoltura e pesca, ma restano tensioni e blocchi.
Spazio anche alla manovra economica, alle pensioni e all’accordo tra Pirelli e BKT per un nuovo stabilimento produttivo in India.
SPORT
Serata europea da dimenticare per le italiane. La Gazzetta dello Sport apre con “Milan affondato”: i rossoneri perdono 3-0 contro il Bournemouth, con Maignan espulso e nuove polemiche arbitrali.
La Juventus non va oltre il 2-2 contro il Rennes. Tuttosport titola “Wolte e basta”, celebrando la doppietta di Woltemade, mentre il Corriere dello Sport scrive “Juve tutto cuore”. Spalletti resta però sotto pressione.
Male anche l’Atalanta, battuta 2-0 dall’Ajax in Conference League: Sarri finisce nuovamente nel mirino delle critiche.
LA PROVINCIA PAVESE
Chiudiamo con La Provincia Pavese, che apre con “Vaccini, Pavia accelera. Sono il doppio del 2025”. La campagna antinfluenzale registra una forte crescita delle somministrazioni, mentre gli esperti segnalano un aumento dei virus respiratori.
A Pavia, l’assistenza scolastica agli alunni con disabilità diventa sempre più onerosa: la spesa passa da 4,8 a 6,1 milioni di euro.
A Vigevano, grave incidente tra un’ambulanza e uno scooter: un diciassettenne finisce in ospedale. Sempre in Lomellina, prosegue il confronto sul futuro del Castello.
A Voghera, il Partito Democratico rinvia ancora la scelta del nuovo segretario cittadino.
Il quotidiano torna inoltre sul delitto di Garlasco, con il dibattito sull’orario della morte di Chiara Poggi, e dedica spazio alla scomparsa dell’imprenditore Rovescalà.
Infine, l’Università di Pavia presenta un progetto per piantare 80mila alberi e recuperare i boschi danneggiati.
L’articolo Radio Pavia Breakfast News – 23 ottobre 2026 proviene da Pavia Uno TV.
Cronaca
Maignan espulso e il Milan crolla in Europa League, il Bournemouth vince 3-0
Pubblicato
7 ore fa-
23 Ottobre 2026di
Redazione
BOURNEMOUTH (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Il Milan affonda sotto il diluvio del Vitality Stadium. E’ il Bournemouth a fare festa, imponendosi per 3-0 grazie a due calci di rigori trasformati nel primo tempo e a una perla su punizione nella ripresa, ma sulla sconfitta della squadra di Amorim pesa come un macigno l’espulsione di Maignan che provoca anche il 2-0.
I padroni di casa sfiorano il vantaggio già al 5′, quando Evanilson manda a lato di un soffio un colpo di testa. Pochi istanti più tardi, l’arbitro viene chiamato al Var per un fallo di mano di De Winter commesso subito dopo l’incornata dell’avversario. L’arbitro indica il dischetto. Dagli undici metri si presenta Kluivert, che spiazza Maignan e porta avanti i suoi. Gli inglesi giocano meglio e al 27′ vanno al tiro da fuori con Hill, ma Maignan è attento e devia in corner. Dall’angolo seguente, il portiere e capitano commette una clamorosa ingenuità mettendo le mani in faccia ad Adams. Il direttore di gara punisce il francese con un rosso diretto e assegna un nuovo calcio di rigore agli uomini di Rose. In campo entra Torriani al posto di Hutchinson. A incaricarsi la battuta è Tavernier, che spiazza il neo entrato e firma il 2-0.
E’ il risultato con cui le due squadre vanno negli spogliatoi. Al 18′ della ripresa, l’arbitro commette un grave errore quando non concede la regola del vantaggio ai britannici che si sarebbero trovato a tu per tu con Torriani, sugli sviluppi di un’azione nata da un fallo di Tomori poi punito con il giallo. Il tris arriva al 39′. Adli calcia una bella punizione dal limite dal limite con il mancino, sfruttando anche un Pavlovic troppo aperto in barriera e trafiggendo un incolpevole Torriani. Pochi istanti dopo, il giovane portiere italiano compie un miracolo su un mancino ravvicinato di Rayan. Sarà l’ultima occasione del match. Il Milan resta quindi a soli 3 punti in classifica dopo altrettante giornate. Tornerà in campo giovedì 5 novembre in casa, contro gli ungheresi del Ferencvaros.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Cina, 1.625 km di nuove linee ferroviarie si aggiungono alla rete nazionale
Pubblicato
9 ore fa-
22 Ottobre 2026di
Redazione
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha messo in servizio un totale di 1.625 chilometri di nuove linee ferroviarie nei primi nove mesi del 2026, mentre il Paese, che vanta la più grande rete ferroviaria ad alta velocità del mondo, accelera gli sforzi per costruire un moderno sistema di infrastrutture ferroviarie.
Nel periodo in esame, il settore ferroviario ha registrato investimenti in immobilizzazioni per 601,2 miliardi di yuan (circa 89 miliardi di dollari), in aumento dell’1,3% su base annua, secondo i dati della China State Railway Group Co., Ltd. (China Railway).
Grazie alle linee di recente inaugurazione e ai continui investimenti, l’efficienza complessiva della rete ferroviaria ha continuato a migliorare ed è stato dato nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale, ha dichiarato la società.
Durante il periodo sono state messe in servizio diverse nuove linee e stazioni. Il 28 settembre di quest’anno, la Cina ha inaugurato quattro tratte ferroviarie ad alta velocità, che collegano Xiongan, nella provincia settentrionale cinese dello Hebei, con Shangqiu, nella provincia centrale cinese dello Henan; Xìan con Ankang, nella provincia nord-occidentale cinese dello Shaanxi; Yichang con Xingshan, nella provincia centrale cinese dello Hubei; e Harbin con Yichun, nella provincia nord-orientale cinese dello Heilongjiang.
“Questi progetti hanno ulteriormente ottimizzato le reti ferroviarie regionali, migliorando l’efficienza complessiva dei trasporti e rendendo gli spostamenti più comodi per le persone che risiedono lungo le tratte”, ha dichiarato la società, aggiungendo che hanno anche favorito il potenziamento industriale e lo sviluppo delle risorse, diventando un nuovo motore per lo sviluppo economico e sociale regionale di alta qualità.
Alla fine del 2025, la lunghezza complessiva della rete ferroviaria in esercizio nel Paese aveva raggiunto i 165.000 chilometri, di cui oltre 50.000 costituiti da linee ad alta velocità.
Si prevede che la rete ferroviaria ad alta velocità cinese raggiungerà i 70.000 chilometri entro il 2035, con otto linee verticali nord-sud e otto orizzontali est-ovest. Una volta completata, la rete collegherà le principali città, gli agglomerati urbani e le principali zone economiche di tutto il Paese.
I continui investimenti nel settore riflettono la crescente domanda di viaggi ferroviari nella seconda economia mondiale.
I viaggi ferroviari dei passeggeri hanno raggiunto un livello record nei primi tre trimestri nel Paese, per un totale di 3,71 miliardi di viaggi nel periodo, in aumento del 4,8% su base annua, secondo i dati della China Railway.
All’inizio di questo mese, l’Amministrazione nazionale delle ferrovie ha pubblicato un piano che propone di istituire sostanzialmente, entro il 2030, un sistema di innovazione scientifica e tecnologica che guidi la modernizzazione del settore ferroviario.
Il piano prevede non meno di 20 scenari applicativi tipici o progetti dimostrativi in ambiti quali il sistema operativo dei treni ad alta velocità da 400 chilometri orari. Per quanto riguarda le attrezzature tecniche, propone di portare avanti la ricerca sulla tecnologia dei treni a levitazione magnetica ad alta velocità da 600 chilometri orari, nonchè i test e il collaudo delle tecnologie chiave per la produzione nazionale.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-


Radio Pavia Breakfast News – 23 ottobre 2026
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