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Cronaca

Ue, Crosetto “Sulla difesa comune l’Italia contribuisce per il 33%”

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ROMA (ITALPRESS) – Sulla difesa comune “l’Italia contribuisce, da sola, per il 33% a tutte le missioni europee: ci vogliono la seconda, la terza e la quarta contributrice europea per eguagliare il nostro contributo in personale, assetti e mezzi”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’audizione alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, sull’attacco alla base di Tàif e sulla presenza di militari italiani in Arabia Saudita. “L’Italia è seguita dalla Grecia con il 14% la Spagna con il 10,8%, la Romania con il 9%, la Francia con l’8,2% – ha aggiunto Crosetto – l’Austria con il 5,2%, i Paesi Bassi con il 4,3%, la Polonia con il 3,1%, il Portogallo con il 2,6%, il Belgio con l’1,7%, la Germania con l’1,6%, la Slovacchia con l’1,3%, l’Ungheria con l’1%, tutti gli altri Paesi con meno dell’1%”.
Crosetto ha poi precisato che “nell’ultimo attacco degli Houthi alla base di Tàif la sicurezza dei militari italiani non è stata intaccata, gli stessi Houthi abbiano dichiarato che il danneggiamento del nostro velivolo non figurava tra i loro obiettivi intenzionali, non ritenendosi in guerra con l’Italia, e non volendo coinvolgere il nostro paese, come hanno precisato essi stessi più volte”.
“La base ha una protezione multistrato che tuttavia non può
garantire come, ovvio, il rischio zero, specie a fronte di minacce portate avanti da oggetti particolarmente piccoli e lenti – ha aggiunto Crosetto – sono state adottate misure per incrementare ulteriormente le condizioni di sicurezza per tutti gli assetti, in particolare per quegli aerei”.

– foto ufficio stampa Camera –
(ITALPRESS).

Cronaca

Varese, frode fiscale transnazionale. 300 perquisizioni e sequestri per 11 mln / Video

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VARESE (ITALPRESS) – Il Nucleo P.E.F. Varese della Guardia di Finanza, in collaborazione con personale del Nucleo P.E.F. Milano, nell’ambito dell’operazione “Hermes”, coordinata da EPPO – Uffici di Milano e Palermo, relativa ad una strutturata frode carosello all’IVA nel settore del commercio dei prodotti elettronici/informatici trasversale a più Stati UE, ha eseguito un‘Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e un Decreto di sequestro preventivo emessi dal G.I.P. del Tribunale di Milano.

Le misure cautelari personali riguardano 6 soggetti (2 in carcere domiciliati a Roma, 1 agli arresti domiciliari in provincia di Bergamo e 3 con obbligo di dimora in provincia di Salerno e Roma) mentre il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, è stato disposto relativamente a beni, valori e denaro, riconducibili a 8 indagati e 3 imprese coinvolte, fino a concorrenza di circa 11 milioni di euro.

Per la parte italiana della frode, sono 93 le società coinvolte, operanti nelle provincie di Bergamo, Milano, Roma, Salerno, Como e Brescia, per un volume complessivo di fatture false di oltre 450 milioni di euro, riferito al quadriennio 2022-2025. L’attività si inquadra in un più ampio dispositivo che ha visto operare, simultaneamente, sotto l’egida dei singoli uffici della Procura Europea dei Paesi coinvolti, coordinati dall’Ufficio Centrale di EPPO Lussemburgo, anche collaterali organi di polizia e/o agenzie esteri di Spagna, Malta, Portogallo, Francia, Austria, Paesi Bassi e Germania, presso le abitazioni, le sedi e gli uffici di persone fisiche e/o giuridiche a vario titolo collegate al sistema di frode, dove sono state altresì eseguite misure cautelari ed effettuate perquisizioni e sequestri.

Per la parte italiana, sono stati operati, anche, sequestri di denaro depositato presso banche svizzere. L’operazione “Hermes” ha coinvolto gli uffici dell’EPPO a Madrid (Spagna), Porto (Portogallo), Milano e Palermo (Italia), Parigi (Francia), Graz (Austria), La Valletta (Malta), Bucarest (Romania), Rotterdam (Paesi Bassi), Francoforte (Germania) e Vilnius (Lituania) e ha potuto contare sul sostegno di Europol e delle Forze dell’ordine e delle Agenzie fiscali di quei Paesi. Le frodi carosello vengono realizzate sfruttando il regime di non imponibilità ai fini IVA previsto per le operazioni commerciali intracomunitarie, interponendo, in un’operazione tra imprese di Paesi diversi, un soggetto economico fittizio, c.d. “cartiera” (o società fantasma o missing trader), che acquista la merce dal fornitore comunitario senza l’applicazione dell’IVA per poi rivenderla ad un’impresa nazionale (anch’essa coinvolta nella frode) con l’applicazione dell’IVA ordinaria italiana.

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E’ in questa fase che si realizza la condotta fraudolenta, in quanto la società “cartiera”, invece di vendere la merce maggiorata del proprio utile e versare l’IVA incassata dalla sua cessione, la vende sottocosto senza versare all’Erario l’imposta indicata sulla relativa fattura emessa. La missing trader, infatti, sprovvista di strutture operative e di dipendenti, di norma gestita da prestanome, senza adempiere ad alcun obbligo fiscale, oltre quello di emettere fatture soggettivamente false, dopo una breve vita (massimo 24 mesi) viene fatta cessare e sostituita da altra impresa dalle analoghe caratteristiche.

Lo schema fraudolento, che consente di immettere sul mercato nazionale beni a prezzi molto concorrenziali, prevede sovente ulteriori passaggi in cui la merce viene venduta, sempre sottocosto, a favore di altre imprese italiane (c.d. filtro o buffer), inserite nel circuito con l’esclusiva finalità di rendere più difficile l’identificazione dello schema e dei suoi beneficiari finali, rappresentati dalle società c.d. broker ovvero imprese effettivamente operative che, acquistando il prodotto dalla buffer con applicazione dell’IVA, vantano nei confronti dell’Erario il credito IVA corrispondente.

Possono quindi rivendere la merce sul mercato interno, approfittando del prezzo d’acquisto artificiosamente concorrenziale, oppure rivenderla all’estero spesso alle stesse aziende comunitarie che hanno avviato la catena commerciale vendendo originariamente alla missing trader, per far sì che il carosello ricominci.

Il danno per l’Unione Europea è costituito dall’IVA indicata nelle fatture emesse dalle missing traders o “cartiere”, che hanno acquistato la merce senza applicare l’imposta e che la collocano sul mercato nazionale applicandola invece al compratore, senza però versarla all’Erario, ma ripartendola tra i complici della frode.

IL VIDEO

(ITALPRESS).

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Foto: Guardia di Finanza

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Cronaca

Tajani “Ferma condanna per gli attacchi russi in Ucraina, il Governo è con Kiev”

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ROMA (ITALPRESS) – “Esprimo la ferma condanna per i continui attacchi russi contro l’Ucraina, che colpiscono Kiev e altre 12 regioni, facendo decine di vittime soprattutto fra i civili. Solo nel raid che ha colpito un condominio a Chernihiv ci sono stati 22 morti”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

“La gravità e l’intensità degli attacchi, che hanno colpito in particolare infrastrutture energetiche e aree residenziali, confermano la scarsa volontà della Russia di imboccare la strada del negoziato e rischiano di aggravare ulteriormente le condizioni della popolazione ucraina in vista dell’inverno – aggiunge –. La mia più sincera vicinanza alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie. Il Governo italiano continuerà a essere al fianco di Kyiv, lavorando per creare le condizioni per una pace giusta e duratura, fondata sul rispetto della sovranità, dell’indipendenza e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Arriva sul mercato italiano un’innovativa bottiglia in fibra di carta

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MILANO (ITALPRESS) – Arriva anche in Italia una nuova generazione di bottiglie a base di fibre di carta sviluppata dall’azienda britannica di tecnologie per il packaging Pulpex e che sarà prodotta in esclusiva dall’azienda svizzera Perlen Papier per il mercato Italiano ma anche per quelli di Svizzera, Austria e Germania Meridionale. Questa innovativa soluzione di confezionamento, realizzata con fibre di carta modellate, unisce la funzionalità di una bottiglia ai vantaggi di un materiale riciclabile a base di fibre. Leggera, resistente e impermeabile, rappresenta un’alternativa agli imballaggi tradizionali in vetro e plastica per produttori di marchi e imbottigliatori.
Le bottiglie in fibra sono adatte a un’ampia gamma di prodotti: dall’acqua e dalle altre bevande non gassate agli alimenti, come prodotti lattiero-caseari e oli, fino a vino e superalcolici, oltre a cosmetici e prodotti per la cura della persona. Una barriera idonea al contatto alimentare e inodore protegge il contenuto dall’umidità e dall’ossigeno e consente, a seconda del prodotto e del sistema di chiusura, una durata di conservazione superiore a 24 mesi. La bottiglia è inoltre impermeabile e può essere utilizzata sia per la conservazione in frigorifero sia in ambienti come il bagno.
Il corpo della bottiglia viene realizzato in un unico pezzo attraverso un processo di stampaggio a umido delle fibre di cellulosa e successivamente essiccato. L’interno viene poi rivestito con un sottile strato barriera idoneo al contatto alimentare e privo di plastica. Durante la produzione non vengono utilizzati adesivi. Le fibre impiegate provengono da foreste certificate gestite in modo sostenibile oppure da carta riciclata.
Uno dei principali vantaggi di questa bottiglia è la sua riciclabilità: secondo il metodo di test 4evergreen della CEPI (Confederation of European Paper Industries), può essere riciclata attraverso gli attuali flussi di recupero della carta. Questa soluzione risponde alla crescente domanda di imballaggi sostenibili e riciclabili da parte di marchi e consumatori. Il peso ridotto offre inoltre vantaggi significativi in termini di impronta carbonica e logistica. Calcolata secondo il criterio “cradle-to-gate”, l’impronta carbonica della bottiglia in fibra è circa il 90% inferiore rispetto a quella di una bottiglia in vetro equivalente e circa il 30% inferiore rispetto a una bottiglia in PET. Il peso sensibilmente inferiore rispetto al vetro può inoltre contribuire a ridurre le esigenze di trasporto e i costi logistici.
Sono attualmente disponibili formati standard da 300, 500 e 750 millilitri. Ulteriori ampliamenti della gamma consentiranno in futuro di offrire capacità comprese tra 200 e 1.000 millilitri. Il processo di stampaggio delle fibre permette inoltre di realizzare forme personalizzate e design distintivi per i marchi. Superfici e decorazioni possono essere personalizzate mediante stampa digitale in linea o etichettatura. Le bottiglie sono compatibili con i processi di riempimento standard e possono generalmente essere integrate nelle infrastrutture di imbottigliamento esistenti. La soluzione Pulpex combina così le esigenze della produzione industriale su larga scala con le opportunità di personalizzazione del packaging e i vantaggi di un materiale riciclabile a base di fibre. Per il mercato italiano, questa innovativa bottiglia in fibra rappresenta anche il passo successivo di una collaborazione consolidata nel tempo. Da decenni la carta prodotta a Perlen raggiunge quotidiani, riviste e lettori italiani. Oggi la stessa competenza viene applicata a una nuova generazione di soluzioni di packaging sostenibile.
Florian Geiger, CEO di Perlen Papier AG e Perlen Industrieholding AG, afferma: «Per i produttori di marchi e gli imbottigliatori italiani la sostenibilità del packaging non rappresenta più soltanto un valore aggiunto: deve andare di pari passo con la protezione del prodotto, l’affidabilità dei processi e la convenienza economica. E’ proprio per rispondere a queste esigenze che è stata progettata la bottiglia in fibra: è leggera, riciclabile, performante e può essere integrata nei processi di imbottigliamento esistenti. Con il previsto impianto produttivo in Svizzera stiamo inoltre costruendo una filiera corta verso uno dei più importanti mercati industriali europei e in futuro saremo in grado di servire i clienti, in particolare quelli italiani, direttamente dalla regione». Le bottiglie in fibra Pulpex sono già disponibili. Perlen Papier sta inoltre valutando la possibilità di avviare la produzione presso il sito di Perlen, nel Canton Lucerna, dalla fine del 2027, con l’obiettivo di offrire ai clienti italiani una fonte produttiva geograficamente vicina. Competenza svizzera nella carta per una nuova generazione di imballaggi. La bottiglia in fibra non è l’unico nuovo prodotto per il packaging sul quale Perlen Papier sta investendo. L’azienda produce carta nella Svizzera centrale da oltre 150 anni ed è uno dei produttori storici di carte grafiche per il mercato europeo. Le competenze maturate nella lavorazione delle fibre di carta, le infrastrutture esistenti e il know-how industriale verranno sempre più utilizzati anche per nuove soluzioni tridimensionali di packaging. Oltre alla bottiglia in fibra, Perlen Industrieholding sta già investendo in ulteriori tecnologie per imballaggi tridimensionali a base di fibre. Presso il sito produttivo sono già state avviate, o sono attualmente in fase di avvio, diverse linee dedicate a soluzioni di packaging basate sul processo di stampaggio a umido delle fibre. In questo modo l’azienda sta sviluppando progressivamente un nuovo segmento di business dedicato agli imballaggi a base di fibre.
– news in collaborazione con Perlen –
– foto ufficio stampa Perlen –
(ITALPRESS).

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