Cronaca
Allegri “Voglio un Napoli umile e responsabile, col Frosinone serve la vittoria”
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Redazione
NAPOLI (ITALPRESS) – “Purtroppo abbiamo perso Favasuli e Vergara in questa sosta, ma gli infortuni fanno parte della stagione. In compenso McTominay sarà convocato, c’è il rientro di Marianucci e Beukema sta bene dopo il lungo stop”. Massimiliano Allegri fa il punto della situazione nell’infermeria del Napoli, alla vigilia del match casalingo contro il Frosinone che arriva dopo la lunga sosta per gli impegni delle Nazionali. “Anguissa e Olivera potrebbero rientrare in un tempo non lungo, quindi nei prossimi giorni. Ci sono note positive e l’importante è fare bene per cercare i 3 punti – aggiunge il tecnico degli azzurri -. Affrontiamo una squadra che sta facendo bene, che ha calciatori di buona tecnica, per noi sarà importante cercare il risultato pieno per dare al meglio il via a questo ciclo che ci aspetta. Non ci devono essere attenuanti o alibi, scenderemo in campo con la consapevolezza e la responsabilità dell’importanza della partita. Massima umiltà e grande rispetto per il Frosinone, ma dobbiamo avere anche la consapevolezza di portare a casa la vittoria. In queste settimane abbiamo lavorato bene, abbiamo disputato due amichevoli per dare minutaggio a chi aveva giocato di meno, quindi siamo pronti per il match di domani sera. Su chi giocherà dall’inizio deciderò domani, anche in prospettiva del match di martedì in Champions”.
La priorità, però, resta la gara con i ciociari di Alvini, ci sarà tempo per pensare al Villarreal. “Abbiamo dei cambi da poter utilizzare a partita in corso, la rosa dei disponibili sta cominciando ad essere più ampia e abbiamo grande fiducia per poter disputare al massimo questa fase intensa della stagione. Adesso la concentrazione è solo alla gara di domani. Non ci deve essere ansia da risultato ma solo la convinzione di poter fare nostri i 3 punti”, ha concluso Allegri.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Il Secolo del Tridente, su Rai2 il viaggio di Maserati in oltre 100 anni di storia
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10 minuti fa-
9 Ottobre 2026di
Redazione
MODENA (ITALPRESS) – Tutto comincia da un’officina meccanica, da tre di sette fratelli e da un Tridente preso in prestito alla mitologia. Poi arrivano le corse, le vittorie, le grandi Gran Turismo, la Dolce Vita e oltre un secolo di trasformazioni. E’ questa la storia al centro de “Il Secolo del Tridente”, la nuova docuserie prodotta in collaborazione con Rai Documentari, realizzata dalla Casa di produzione EtraLab e dedicata ai 100 anni del simbolo Maserati, in onda su Rai 2 domenica 11, 18 e 25 ottobre alle ore 14 e anche disponibile su Rai Play. Un anniversario che celebra il primo secolo del Tridente all’interno di una storia ancora più lunga, quella di Maserati, iniziata a Bologna nel 1914. Un viaggio in tre tappe – da Bologna a Roma fino a Modena – che parte dalla storia del simbolo del Tridente per raccontare qualcosa di più ampio: “oltre un secolo di storia Maserati e, insieme, l’Italia, la sua cultura industriale e quella capacità di trasformare ingegno e bellezza in un patrimonio condiviso – si legge in una nota -. Non un semplice documentario, dunque, nè una celebrazione convenzionale di un anniversario, “Il Secolo del Tridente” sceglie il linguaggio del grande racconto cinematografico di non-fiction per ripercorrere una vicenda in cui capolavori e competizioni si intrecciano con persone, luoghi e società. Sullo sfondo scorre l’Italia del Novecento mentre, in primo piano, sfilano le storie di chi quell’avventura l’ha vissuta e di chi, ancora oggi, ne tramanda la memoria”.
Il viaggio parte da Bologna, dove nel 1914 venne fondata la “Società Anonima Officine Alfieri Maserati” e dove prese forma anche l’idea destinata a diventare il segno distintivo della Casa. A intuirla fu Mario Maserati, l’unico dei fratelli a non dedicarsi alla meccanica e grande appassionato d’arte, che trovò nella Fontana del Nettuno, nell’omonima piazza nel cuore della città, l’ispirazione per il Tridente. La prima vettura a sfoggiarlo fu la Tipo 26, che il 25 aprile 1926 affrontò la leggendaria Targa Florio con Alfieri Maserati al volante, conquistando il primo posto di classe e l’ottavo assoluto. Fu il debutto in gara del Tridente e, insieme, la prima vittoria sportiva di una Maserati: “un risultato destinato a inaugurare una tradizione agonistica epica e a legare per sempre quel simbolo all’identità del Marchio – prosegue la nota -. Emblema di forza e potenza, il Tridente passò così dalla mano del dio Nettuno al cofano delle Maserati da corsa, per diventare poi la firma di tutte le vetture della Casa”.
Il secondo episodio de “Il Secolo del Tridente” vede protagonista la Città Eterna, scenario ideale “per raccontare il passaggio dalla grande epopea delle competizioni all’affermazione di Maserati come simbolo internazionale di eleganza e stile. E’ la Roma della Dolce Vita, del boom economico, del cinema e delle folli notti di Via Veneto, quando possedere una Maserati significava distinguersi e le vetture del Tridente entravano nei garage e nell’immaginario del jet set internazionale. Attraverso immagini e racconti di quegli anni riaffiorano le atmosfere di una stagione irripetibile, sospesa tra mondanità e glamour, insieme ai nomi di celebri proprietari come Marcello Mastroianni e Audrey Hepburn”. E’ proprio in quegli anni che Maserati, forte dell’esperienza sportiva maturata sui circuiti internazionali, consolida la propria interpretazione del “Gran Turismo italiano”, che diventerà “una delle espressioni più affascinanti dell’Italian lifestyle e che, ancora oggi, rappresenta uno dei tratti distintivi del Brand, in cui convivono prestazioni, eleganza e comfort sulle lunghe distanze”.
Il suggestivo viaggio si conclude a Modena, la città che da quasi novant’anni rappresenta la casa del Tridente. Il legame nasce nel 1939, con il trasferimento da Bologna e si consolida il 1° gennaio 1940 con l’apertura dello storico stabilimento di Viale Ciro Menotti, ancora oggi sede dell’Headquarter e luogo simbolo della presenza Maserati nel cuore della Motor Valley italiana, “un territorio che ha trasformato eccellenza manifatturiera, innovazione e cultura dei motori in un’identità riconosciuta nel mondo – sottolinea Maserati -. Qui, nel corso dei decenni, hanno preso forma alcune delle vetture più significative della Casa, grazie al lavoro di generazioni di ingegneri, tecnici e maestri artigiani che hanno tramandato e continuamente rinnovato un patrimonio di competenze unico”. Oggi lo storico sito è ancora un punto nevralgico dell’universo Maserati e della sua capacità di coniugare artigianalità, innovazione, design e prestazioni. Ma la memoria del Tridente a Modena vive anche nel Museo Maserati – Collezione Umberto Panini, una delle più importanti raccolte dedicate al Brand modenese, dove vetture rare e iconiche raccontano oltre un secolo di storia.
A tenere insieme città ed epoche così diverse sono soprattutto le persone, autentici custodi della memoria e compagni di un viaggio che attraversa generazioni. Tra le voci della docuserie spicca quella di Ettore Maserati, nipote dell’omonimo cofondatore e legame diretto con le origini familiari. Con lui Matteo Panini, erede della collezione storica Maserati e del museo che la ospita; Ermanno Cozza, entrato alle Officine Alfieri Maserati nel 1951 e componente del reparto corse Maserati F1, memoria vivente di un’epoca straordinaria; e Andrea Bertolini, Maserati reference driver & racing advisor, testimone contemporaneo di quel filo che continua a unire pista e strada. A loro si affiancano altri protagonisti – tra cui Carlo Cavicchi, noto giornalista e autore di importanti libri sull’automobilismo, e Rino Barillari, storico fotoreporter che ha legato per sempre il suo nome alla Dolce Vita di quegli anni – che contribuiscono a ricostruire, da prospettive differenti, le molte anime di una storia profondamente intrecciata a quella italiana.
In questo suggestivo racconto cinematografico, le competizioni rappresentano inevitabilmente uno dei fili narrativi più intensi: dalla Targa Florio del 1926 alle grandi stagioni della Formula 1, fino alle successive esperienze sportive del Tridente sui circuiti internazionali. Va in scena così quel legame profondo tra pista e strada che attraversa la storia di Maserati, secondo la filosofia “from track to road” in cui la competizione diventa terreno di sperimentazione, ricerca e sviluppo. “Non, quindi, un semplice susseguirsi di vittorie, piloti e automobili, ma un racconto che porta in primo piano il fattore umano, il lavoro nelle officine, le intuizioni tecniche e le persone che hanno reso possibili imprese leggendarie – prosegue la nota -. E’ una cultura della performance che caratterizza Maserati fin dalle origini e contribuisce a definirne il DNA racing di un marchio nato per competere e vincere su strada e in pista”. Proprio questa attenzione alle persone permette a “Il Secolo del Tridente” di restituire, attraverso il racconto dei primi cento anni del suo simbolo, la storia Maserati in tutta la sua complessità, andando oltre i successi: infatti, la docuserie attraversa con uno sguardo autentico e senza retorica anche i cambiamenti, le crisi e le trasformazioni industriali che ne hanno scandito il percorso, “perchè ogni grande eredità si misura tanto nei traguardi raggiunti quanto nella capacità di evolvere e ripartire. E’ qui che il racconto trova la sua dimensione più contemporanea, dove la storia di Maserati diventa il punto di osservazione per interrogarsi su come si tramanda un’identità, su ciò che cambia e su ciò che riesce a sopravvivere al tempo”.
“Siamo orgogliosi che una storia così straordinaria venga raccontata al grande pubblico attraverso un progetto RAI capace di restituirne tutta la ricchezza. Celebriamo i primi cento anni del Tridente, un simbolo nato nel 1926 all’interno di una storia ancora più lunga, quella di Maserati, iniziata a Bologna nel 1914 – spiega Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e Maserati -. Da allora, il Tridente accompagna il Marchio attraverso competizioni, innovazione e cultura italiana, diventandone l’emblema inconfondibile nel mondo. E’ un’eredità costruita da generazioni di persone, che custodiamo con responsabilità e cura e che continua ancora oggi a ispirare il nostro futuro”.
– News in collaborazione con Maserati –
– Foto ufficio stampa Maserati –
(ITALPRESS).
Cronaca
Moratti “Più produttività per avere più crescita e rafforzare il ceto medio”
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9 Ottobre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Oggi inizia a Milano una tre giorni, “L’ottimismo della volontà”. E’ dedicata in maniera prevalente alle tematiche che riguardano la crescita. L’Italia è un paese che cresce, siamo comunque il secondo paese del G7 per crescita, ma ha un problema che è legato alla produttività. La produttività italiana è salita negli ultimi trent’anni dello 0,3%, la media europea è +18%. Quindi abbiamo elaborato come Consulta un programma che nasce da un confronto col mondo accademico, della finanza, della produzione, per capire quali sono le leve per la crescita”. Lo afferma Letizia Moratti, eurodeputata del Ppe e presidente della Consulta Nazionale di Forza Italia, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Focalizzarsi sulla crescita significa cercare quali sono le misure concrete per dare al ceto medio più potere di consumo. “Un tema che è legato alla produttività è il tema dei salari. Con la bassa produttività i salari sono bassi, quindi spingere sulla produttività significa avere poi la possibilità di avere salari più alti, andare incontro al ceto medio”, prosegue.
“Ci confronteremo con amministratori delegati, imprenditori, esperti di finanza, professori universitari, con il mondo sindacale, con i rappresentanti delle categorie. I risultati che avremo da questi tre giorni li porteremo poi nei territori per un ulteriore confronto con il mondo produttivo. Un punto che toccheremo che è come canalizzare il risparmio privato a sostegno della crescita, quali nuovi strumenti possiamo mettere in campo”, sottolinea Moratti.
“L’Europa ha giustamente messo la competitività al centro della propria agenda. Ci sono luci e ombre, un aspetto sicuramente positivo è la previsione che c’è nel prossimo bilancio pluriannale, che in questo momento è in fase di negoziazione, la previsione di creare un fondo per la competitività, dotato di 400 milioni, che sarà indirizzato ai settori più innovativi – spiega l’eurodeputata -. Avrà come obiettivo proprio quello di creare un collegamento tra la ricerca di base e il trasferimento tecnologico ai prodotti di mercato. Questa è sicuramente un’iniziativa importante che la Commissione sta portando avanti”.
“Altrettanto importante è quella politica di diversificazione dei mercati che sempre la Commissione sta portando avanti, l’ha fatto con il Mercosur, con l’India, con l’Australia, lo sta facendo con altri paesi – aggiunge -. Più attenzione al tema della competitività deve essere data sulle politiche europee con l’avvio del mercato unico degli investimenti e dei risparmi che dovrebbe avviarsi e completarsi e il mercato unico dell’energia che è ancora lontano invece dall’essere completato. Su queste misure ci vuole una visione davvero più europea, meno legata agli interessi dei singoli Stati”.
“Cito tre punti su cui la Commissione va nella direzione giusta sull’energia: la sospensione del regolamento del metano, che prevedeva requisiti ambientali troppo stringenti sui Paesi dai quali siamo importatori, la proposta della von der Leyen di acquisti congiunti, e l’apertura su un dialogo strategico con le raffinerie”, prosegue Moratti, che spiega: “Meno positive ancora le misure che riguardano la tassa sul carbonio. Quindi abbiamo dei settori che ancora sono penalizzati, penso all’acciaio, a tutti i settori energivori, penso al settore della ceramica, quindi su questo c’è ancora molto da lavorare. L’impegno di Forza Italia nell’ambito del PPE è mantenere gli obiettivi di decarbonizzazione ma avere la possibilità di una maggiore flessibilità sugli strumenti e sui tempi”.
Sul fronte sanitario “la prevenzione è un tema importantissimo. Screening e vaccinazioni portano a un beneficio stimabile, dato dalla maggior partecipazione al mondo del lavoro, minore pressione sui sistemi sanitari nazionali e una qualità della vita migliore. Tutto questo è misurabile. Studi scientifici hanno definito che un euro investito in prevenzione dà un risultato di 14 euro”, sottolinea la presidente della Consulta Nazionale di Forza Italia.
“Non investire in prevenzione è sbagliato. Il problema è che la prevenzione nei bilanci nazionali è un costo – aggiunge -. Questo governo, per la prima volta su spinta di Forza Italia, ha dedicato dei fondi, 250 milioni, alla prevenzione. Come inizio è importante, ma quello che però dovremmo fare, a livello europeo, è modificare la contabilizzazione della prevenzione, con la stessa flessibilità che è stata introdotta sulle spese per difesa ed energia. Il nostro impegno, è dialogare con la Commissione per trasformare queste spese in investimento”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Forza Italia, Occhiuto “Stimoli e non critiche, il partito sia innovativo”
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2 ore fa-
9 Ottobre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Giorgia Meloni ha fatto diventare Fratelli d’Italia il più grande partito della destra europea, ma non basta che lei sia bravissima per rendere la coalizione capace di rivincere e di rigovernare. Forse in troppi siamo stati con le braccia conserte perchè Meloni, così brava, ha fatto il lavoro di tutti. Mi interrogo su quello che potrebbe essere il ruolo di Forza Italia. Quando Berlusconi creò Forza Italia la ideò come una grande innovazione, un partito capace di attrarre, una creatura che i giovani vedevano come una novità. Quella lezione di Berlusconi deve essere attualizzata nell’interesse del centrodestra e di Meloni, perchè una coalizione troppo spostata a destra rischia di perdere i voti di chi vuole un Paese riformato, di chi vuole riforme liberali e di chi vuole che sui diritti civili ci sia meno timidezza”. Così il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Io amo Forza Italia, quando cerco di offrire uno stimolo al partito è uno stimolo e non una critica, non metto in discussione il gruppo dirigente di cui anche io faccio parte; ma chiediamoci se la Forza Italia di oggi è ancora innovativa, aperta e sexy per i giovani come quella di Berlusconi”, aggiunge.
Parlando più in generale del centrodestra, Occhiuto, nel presentare il suo libro “Il coraggio di governare”, si augura che il governo arrivi “fino a fine legislatura perchè da qui a un anno possiamo dotarci di quelle ‘bandierè che servono per essere più performanti elettoralmente. Il centrodestra deve essere bravo a riprendere la lezione di Berlusconi e creare delle ‘bandierè che siano subito percepite dagli elettori come ‘chiodì del centrodestra e di Forza Italia. Il centrodestra e Forza Italia hanno bisogno di bandiere, persino il governo di scappati di casa del M5S avevano delle bandiere: reddito di cittadinanza, superbonus, tutte cose che hanno distrutto i conti pubblici, ma gli elettori lo riconoscevano. I nostri elettori dicono: Meloni bravissima perchè ha ridotto gli sbarchi come non mai, ha tenuto i conti in ordine; ma – ribadisce – nell’ultimo anno di legislatura deve essere bravo il centrodestra a creare bandiere che siano subito percepire dagli elettori come chiodi del centrodestra e Forza Italia”.
Il presidente della Regione Calabria, poi, tocca anche il tema dei diritti civili auspicando che nel centrodestra, ma soprattutto in Forza Italia, ci sia “più coraggio e meno timidezza perchè è un modo per recuperare l’attenzione di tanti giovani che vorrebbero che di questi temi si parlasse più liberamente nella politica”. Inevitabile un passaggio su Roberto Vannacci, secondo Occhiuto, “fenomeno più mediatico che si sgonfierà. Vannacci è un populista, non è capace di indicare soluzioni, esaspera le insicurezze e le paure perchè lucra sulle paure degli elettori. Il centrodestra non si allarga spostandosi verso la destra populista perchè si snatura. Noi siamo quelli che indicano soluzioni e non i problemi, come ci ha insegnato Berlusconi”. Infine, le amministrative di Milano. “Noi abbiamo offerto un nome di grande pregio che è quello di Matteo Perego, E’ un liberale, una persona che può attrarre anche l’elettorato riformista di una città importante e moderna come Milano, avendo conoscenza del lavoro che si svolge nel mondo delle istituzioni e nelle imprese. Credo sia il candidato giusto per una città come Milano”, conclude.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).


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