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Roma test di maturità per il Como, l’Inter prova ad allungare
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3 settimane fa-
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Redazione
di Enrico Currò
ROMA (ITALPRESS) – La lunga pausa per le Nazionali, con l’ottimo ritorno di Mancini ct, restituisce un campionato non privo di incognite. La scoperta più stuzzicante della sesta giornata sarà all’ora di pranzo di domenica in riva al lago. Nessuno 7 anni fa, quando il Como bazzicava la serie D senza presagire gli sviluppi della ricca svolta indonesiana, immaginava una potenziale sfida da scudetto nel piccolo stadio Sinigaglia. Dove la squadra di Gasperini, prima in classifica con Inter e Lazio, affronta un esame che è tale anche per il suo avversario: il Como deve capire se la sconfitta di Frosinone, prima della sosta, è stata un inciampo episodico oppure l’avvisaglia dell’impossibilità di competere per il titolo. Fabregas verifica la tenuta fisica e mentale di talenti poco abituati a scendere in campo ogni tre giorni. Sta per arrivare la prima trasferta di Champions, a Rotterdam col Feyenoord, e la spensieratezza l’ha un po’ offuscata il peso delle aspettative generali, giustificate dalla rapida ascesa dei protagonisti: Da Cuhna è appena diventato titolare nella Francia di Zidane.
Confortati dal recupero di Malen anche in vista di mercoledì 14 ottobre all’Olimpico contro il Real Madrid di Mourinho, già indigesto all’Inter al Bernabeu, i romanisti attendono con fiducia il duello lacustre, il secondo consecutivo con una pari grado tecnico, dopo lo spettacolare pari con gli interisti. Che parrebbero aiutati dal calendario nel tentativo di fuga. L’Inter ospita infatti di sabato il Parma, che si è affidato a Gilardino al posto di Cuesta per dare un’impennata al grigio rendimento. Chivu liquida con fastidio l’argomento dell’ipotizzato cambio di modulo col passaggio alla difesa a 4, ricordando che il calcio non è il Subbuteo. Perso Jones per infortunio, ritrova Çalhanoglu. Deve decidere se fare riposare il goleador azzurro Pio Esposito e Lautaro e se testare la coppia d’attacco Thuram-Bonny e in corso d’opera Spence, oltre a Provedel in porta dall’inizio. Il turnover è funzionale alla Champions: il Bruges sembra abbordabile, ma è vietato sbagliare.
Del terzetto al comando le pressioni minori le vive la Lazio, assente dalle coppe. Gattuso l’ha guidata finora a un percorso eccellente e inatteso, che vuole proseguire col Monza in casa, parola tuttora impropria: l’Olimpico laziale è sempre semivuoto per la contestazione al presidente Lotito.
Ma della laboriosa opera di ricucitura l’allenatore si sta facendo carico attraverso i risultati. E se gli ultras intransigenti lasciano deserta la Curva Nord, gli altri settori dello stadio si stanno lentamente ripopolando. Due partite del programma sono assai intriganti per merito delle squadre sfavorite, salite di ruolo grazie alla partenza a razzo.
Il coraggioso Cagliari di Pisacane è quarto a 1 punto dalla cima: ne ha 2 più della Juventus, che arriva in Sardegna con circospezione. Spalletti, per non restare staccato, deve confermare di non avere raccolto con l’Atalanta un successo solo effimero. Il Frosinone di Alvini, bandiera dichiarata delle squadre a maggioranza di calciatori italiani, si presenta senza il centravanti Raimondo al Maradona con 3 punti in più del Napoli. Al quale Allegri, pure lui tentato dal cambio di linea difensiva (da 4 a 3), intima la risalita in campionato e l’avvio di un cammino spedito in Champions, a cominciare dalla tappa spagnola col Villarreal. Intanto Mc Tominay è stato dichiarato idoneo dopo l’operazione di routine al cuore.
A Reggio Emilia il Milan è chiamato a battere il Sassuolo, per nulla votato alla sconfitta: Amorim, che ritrova Modric stanco per le fatiche con la Croazia ma Gonçalo Ramos esaltato dalla consapevolezza di avere spodestato Cristiano Ronaldo nel Portogallo, preannuncia contro Aquilani una gara di intuizioni tattiche: nell’amichevole col Padova sono consistite nel varo della difesa a 4.
Genoa-Fiorentina apre il turno sabato pomeriggio. Le evidenti turbolenze societarie (il nuovo capo del settore tecnico Modesto ha il mandato del rilancio), il penultimo posto e gli infortuni di Sow e Colombo penalizzano De Rossi, che tiene in serbo come jolly El Shaarawy, per scacciare i veleni attorno alla panchina, mentre Vanoli medita di portare la barca in acque tranquille con l’aiuto dei due italiani Fagioli e Ndour, ringalluzziti in Nazionale e Under 21.
L’intento domenicale del Lecce è il salto a centro classifica, meta dalla quale è al momento distante il Bologna terzultimo. Palladino è soddisfatto dell’ingaggio di Darmian e progetta di aggiustare i guasti anche con le giocate appuntite di Orsolini.
Bergamo si aspetta da Sarri l’uscita dell’Atalanta dalla palude della terra di mezzo. Ma Stroppa non può continuare a perdere: il Venezia cerca ancora il primo punto. Nel posticipo serale del lunedì Torino e Udinese, a quota 4, provano il balzo in avanti l’una a scapito dell’altra. C’è curiosità tra i tifosi friulani per l’eventuale debutto dell’ex Bayern Alaba.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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Atp Vienna, Berrettini si arrende a De Minaur nei quarti di finale
Pubblicato
1 ora fa-
30 Ottobre 2026di
Redazione
VIENNA (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini si ferma nei quarti di finale dell’”Erste Bank Open”, Atp 500 in scena sul cemento indoor di Vienna, in Austria, con un montepremi di 2.797.985 euro. Il 30enne tennista romano, n.48 del ranking mondiale, si è arreso in due set all’australiano Alex de Minaur, testa di serie numero 5 e decimo della classifica Atp, con il punteggio di 7-6(4) 6-2, maturato in un’ora e 47 minuti di gioco. De Minaur sbarca così per il terzo anno consecutivo nei top 4 di Vienna conquistando la 350esima vittoria in carriera a livello Atp, nono tennista australiano dell’era Open a riuscirci. Per un posto in finale il 27enne di Sydney se la vedrà domani con il tedesco Alexander Zverev, grande favorito del seeding e fresco leader del ranking Atp.
ALCARAZ BATTE PAUL E RAGGIUNGE MEDVEDEV IN SEMIFINALE
Carlos Alcaraz ha ottenuto il pass per le semifinali dell’”Erste Bank Open”, l’Atp 500 in scena sui campi in duro indoor di Vienna. Lo spagnolo, numero 3 del mondo e seconda forza del tabellone, ha battuto nei quarti di finale lo statunitense Tommy Paul, numero 14 del ranking internazionale e settimo favorito del seeding, con il punteggio di 6-4 7-6 (2). In semifinale Alcaraz sfiderà il russo Daniil Medvedev, vincitore oggi contro il francese Adrian Mannarino con lo score di 6-2 6-3
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Dai kart in Sicilia alla F1, il debutto di Gabriele Minì con l’Alpine in Messico
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1 ora fa-
30 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Dal primo kart in un parcheggio siciliano alla Formula 1. Gabriele Minì ha vissuto una giornata speciale sul circuito di Città del Messico, debuttando in un fine settimana del Mondiale al volante dell’Alpine.
Il pilota palermitano, 21 anni, ha chiuso in 14esima posizione la prima sessione di prove libere del Gran Premio del Messico, disputata al posto di Franco Colapinto nell’ambito dei turni che le scuderie devono riservare ai giovani piloti. Un’occasione preparata attraverso il lavoro al simulatore e i test con le monoposto della stagione precedente, utili per prendere confidenza con procedure e comportamenti della vettura. “Un piccolo sogno che si avvera”, lo aveva definito alla vigilia, ringraziando Flavio Briatore, Steve Nielsen e la squadra per la fiducia. L’obiettivo dichiarato era contribuire al lavoro del team e mettere in mostra la propria velocità.
Nato a Palermo e cresciuto a Marineo, Minì ha respirato motori fin da bambino. Il padre Fabrizio, pilota e meccanico, gli regalò un kart per il primo compleanno che cominciò a guidare a due anni e mezzo in un parcheggio, con i pedali adattati per consentirgli di raggiungerli.
A quattro anni arrivarono le prime gare, mentre l’officina di famiglia diventava un altro luogo della sua formazione. Una passione condivisa anche con il nonno, impegnato nei rally. Dalla Sicilia alle competizioni nazionali, il percorso ha richiesto lunghi viaggi e sacrifici economici. Nel 2018 l’ingresso nell’orbita del manager Nicolas Todt, poi il titolo italiano di Formula 4 conquistato nel 2020.
Nel 2023 sono arrivati l’approdo nel vivaio Alpine e la vittoria a Montecarlo in Formula 3; l’anno successivo il secondo posto in campionato alle spalle di Leonardo Fornaroli. Ora un’altra tappa: i primi giri in una sessione ufficiale di Formula 1.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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Il derby di Milano, i sogni della Lazio e le paure di Juventus-Napoli
Pubblicato
5 ore fa-
30 Ottobre 2026di
Redazione
di Enrico Currò
MILANO (ITALPRESS) – Milan e Inter hanno appena partecipato insieme alla presentazione del futuro stadio di San Siro, sul quale le associazioni dei tifosi, col passare delle ore, non stanno più nascondendo una preoccupazione bipartisan: temono che la moltiplicazione dei posti vip si traduca in un prezzo medio dei biglietti sempre meno alla portata di tutti. Nel frattempo, dentro il vecchio e coriaceo Meazza soggetto a costanti rincari, si sta per giocare un derby che alla decima giornata può segnare un momento di svolta. Se lo vince l’Inter capolista, stacca i cugini di ben 10 punti. Se invece lo vince il Milan, attualmente quinto, si arrampica a 4 passi dai rivali cittadini. Tra Amorim e Chivu è proprio l’allenatore milanista quello più in difficoltà, malgrado l’esplicito supporto dell’azionista di maggioranza Cardinale. Lo hanno indebolito sia la prima sconfitta, in casa col Bologna, sia le discusse scelte tattiche smascherate dal pragmatico Palladino. Né si possono celare lo scarso feeling con l’ex Pallone d’oro Modric e il concreto rischio di vedere scappare via il collega interista. Il quale è angustiato solo dalla tossicchiante andatura in Champions: per rimettere la squadra completamente in carreggiata, non può sbagliare martedì a Rotterdam col Feyenoord.
Però il derby esige la formazione migliore, che in assenza dell’infortunato capitano Lautaro si fonda sulla coperta di Linus del classico duo di centrocampo Barella-Çalhanoglu dietro la coppia Thuram-Pio Esposito. Sull’altro fronte l’arma contundente, visti gli stenti dei centrali difensivi, sembra la coppia d’attacco Pulisic-Gonçalo Ramos.
L’eventuale pareggio a San Siro avvantaggerebbe la Lazio: battendo il Cagliari, resterebbe da sola in cima alla classifica. Gattuso ripristina gli 11 canonici, col rientro di Provstgaard al centro della difesa, mentre Pisacane, per non tornare in Sardegna a mani vuote dopo due sconfitte consecutive, intima a Mina & C maggiore attenzione in copertura.
Sul tema della forza difensiva Gasperini ha orgogliosamente rivendicato i meriti della Roma, derubricando il 3-3 di Napoli a episodio contingente. Mira ad avvicinarsi al primo posto prima del viaggio di Champions a Manchester, dove lo United barcolla, e confida nei soliti Malen e Soulé e in un Gollini meno titubante in porta, anche se l‘Udinese non segna da 3 partite.
I rispettivi intoppi hanno trasformato Juventus-Napoli in una partita di metà classifica. Gli allenatori – un incrocio di ex – sono entrambi sotto tiro della critica. Spalletti, inseguito dall’ombra di Conte, sta peggio dello squalificato Allegri, vicino in Champions al delicato confronto col Porto di Farioli e perciò pensieroso sul dosaggio delle energie di De Bruyne, Hojlund e Politano, tutti imprescindibili come il ritrovato Mc Tominay. La Juventus è sul bordo di una crisi di gioco, che Spalletti governa a fatica. Il parto della squadra sarà travagliato, a giudicare dalle premesse: il possibile tandem d’attacco Kolo Muani-Woltemade non suscita esattamente euforia tra il pubblico.
L’inesorabile risalita del Como, tornato rapidamente in zona Champions, garantisce a Fabregas il più sereno approccio possibile all’ospitata europea a Lens, a dispetto dei ripetuti guai di Kean per la tibia dolorante: la formula con Nico Paz trequartista alle spalle di Douvikas funziona benissimo. Per traghettare il Venezia indenne dal lago alla laguna, a Nicola servirà qualche diavoleria tattica, oltre al preventivato infoltimento a metà campo.
Nessuno lo avrebbe potuto immaginare, ma oggi tra le qualificate alle coppe europee ci sarebbe il Frosinone, col terzo attacco (22 gol, come la Lazio) dopo Inter (25) e Roma (23). L’appuntamento allo Stirpe col Torino non è tuttavia scontato, dato l’equilibrio tattico della squadra di Abate. La sfida tra il capocannoniere Raimondo e Adams può essere decisiva.
Per ragioni simili si prospetta fondamentale per l’esito di Bologna-Monza il duello tra Mbangula, fresco di tripletta vincente al Milan, e l’altro capocannoniere Varela, profeta in Brianza. Palladino, che ha rianimato il Bologna, medita il balzo in zona Europa League entro la sosta di metà novembre.
L‘Atalanta ha lo stesso obiettivo, ma Sarri deve innanzitutto puntellare la panchina, avendo fin qui deluso il pubblico e i Percassi. Alla sua Atalanta, decimata dagli infortuni e senza formazione tipo, si oppone il Parma che Gilardino sta plasmando alla massima duttilità tattica, con dubbi in attacco tra Touré, Romero, Lontani e Frigan.
Il Genoa, ringalluzzito dall’ineccepibile vittoria con la Juve, ha scavalcato il Lecce, schiantato a Frosinone. La trasferta pugliese è per De Rossi un insolito tuffo nell’abbondanza in attacco: El Shaarawy sembra in vantaggio per imbeccare l’irrinunciabile Osmajic. Di Francesco si aspetta molto dagli incursori Kaba e Ngom.
Per somma di punti la partita meno luccicante è Sassuolo-Fiorentina. Aquiliani paga il fatto che Sebastiano Esposito stia un po’ sull’altalena e che Berardi non sia più un giovincello, Vanoli la mancanza di una punta spietata tra Pellegrino e Beto. Il pararigori Turati e il velocista Njie sono i rispettivi jolly, di fronte a una classifica vacillante.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).


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