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Il Genoa trova la prima vittoria in campionato, 2-1 alla Fiorentina

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GENOVA (ITALPRESS) – La sesta giornata di Serie A si apre con la prima vittoria in campionato del Genoa. Al Ferraris i ragazzi di De Rossi si impongono per 2-1 contro la Fiorentina, grazie alle reti nel primo tempo di Osmajic e Messias: nella ripresa il match era stato riaperto dall’autogol di Vasquez. Primo ko, dunque, per il Vanoli bis sulla panchina viola. Dopo una grande prima frazione, il Genoa soffre nel finale, ma esce dal campo con tre punti meritati. Ci capisce molto poco la Fiorentina sin dalle prime battute del match. Un Genoa qualitativo e intenso, infatti, mette subito all’angolo la formazione ospite, sbloccando il risultato al 7′. L’1-0 del Grifone nasce da un tacco di Osmajic che libera il tiro di El Shaarawy: il pessimo rinvio di De Gea finisce sui piedi dell’accorrente Ellertsson che dalla destra serve l’attaccante montenegrino che dopo aver iniziato l’azione la conclude con cinismo. Passano pochi minuti e al 15′ il Genoa raddoppia, grazie alla rete di Messias lesto a sfruttare il tragicomico liscio di Ranieri sul cross di Osmajic. Al 23′, invece, De Gea è decisivo per negare il 3-0 ad El Shaarawy, pericoloso da calcio di punizione.

Dopo una rete annullata a Gnonto per fuorigioco, gli ospiti si rendono pericolosi solo nel finale di frazione prima con i tentativi di Oulai e Ranieri, terminati di poco a lato, poi col sinistro di Mastantuono, parato da Bijlow. Ritmi più bassi, invece, nel secondo tempo con il Genoa che aspetta la Fiorentina, provando poi a colpire in contropiede. Gli ospiti continuano a peccare di brillantezza nella trequarti avversaria e solo con un episodio i ragazzi di Vanoli riescono a rimettersi in careggiata. Al 73′, infatti, nel corso di un’azione insistita, Jimenez crossa dalla destra in area per Pellegrino, trovando, però, la sfortunata deviazione di Vasquez, decisiva per il 2-1. Nel finale piovono chance per il pareggio della Fiorentina: dopo l’uscita di Bijlow sul tentativo di Njie, all’84 la conclusione di Ndour dalla distanza si stampa sul palo. In pieno recupero Valdepenas in area spara alto sopra la traversa il pallone del pari. Con questo successo il Genoa aggancia la Fiorentina e si porta a quota quattro punti. Per Vanoli, invece, c’è ancora tanto lavoro da fare, soprattutto in fase difensiva.

IL TABELLINO

GENOA (3-4-2-1): Bijlow 6; Otoa 6 (21′ st Marcandalli 6), Ostigard 6.5, Vasquez 5.5; Ehizibue 6 (31′ st Puczka sv), Frendrup 6.5, Traoré 6.5, Ellertsson 6.5 (31′ st Sabelli sv); Messias 7 (12′ st Vitinha 5.5), El Shaarawy 7 (12′ st Wiafe 5.5); Osmajic 7.5. In panchina: Sommariva, Stolz, Drameh, Klisys, Mitaj, Robinho Junior, Lafont, Baldanzi. Allenatore: De Rossi 6.5.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea 5.5; Jimenez 6 (35′ st Dodo sv), Dragusin 5, Ranieri 4.5 (1′ st Viery 6), Valdepenas 5.5; Ndour 6, Oulai 5.5 (1′ st Njie 5.5), Fagioli 5; Mastantuono 5.5, Beto 5.5 (20′ st Pellegrino 6), Gnonto 5.5 (35′ st Goncalves sv). In panchina: Christensen, Lezzerini, Pongracic, Mazzeo, Joao Mario, Brescianini Allenatore: Vanoli 5.5.

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ARBITRO: Maresca di Napoli 6.5.

RETI: 7′ pt Osmajic, 15′ pt Messias, 28′ st Vasquez (Aut.).

NOTE: giornata nuvolosa, campo in discrete condizioni. Ammoniti: Ranieri, Oulai, Viery, Traoré, Vasquez, Wiafe, Vitinha, Sabelli. Angoli: 3-4. Recupero: 1’+1, 5’+1.

– foto IMAGE –

(ITALPRESS).

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Atp Vienna, Berrettini si arrende a De Minaur nei quarti di finale

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VIENNA (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini si ferma nei quarti di finale dell’”Erste Bank Open”, Atp 500 in scena sul cemento indoor di Vienna, in Austria, con un montepremi di 2.797.985 euro. Il 30enne tennista romano, n.48 del ranking mondiale, si è arreso in due set all’australiano Alex de Minaur, testa di serie numero 5 e decimo della classifica Atp, con il punteggio di 7-6(4) 6-2, maturato in un’ora e 47 minuti di gioco. De Minaur sbarca così per il terzo anno consecutivo nei top 4 di Vienna conquistando la 350esima vittoria in carriera a livello Atp, nono tennista australiano dell’era Open a riuscirci. Per un posto in finale il 27enne di Sydney se la vedrà domani con il tedesco Alexander Zverev, grande favorito del seeding e fresco leader del ranking Atp.

ALCARAZ BATTE PAUL E RAGGIUNGE MEDVEDEV IN SEMIFINALE

Carlos Alcaraz ha ottenuto il pass per le semifinali dell’”Erste Bank Open”, l’Atp 500 in scena sui campi in duro indoor di Vienna. Lo spagnolo, numero 3 del mondo e seconda forza del tabellone, ha battuto nei quarti di finale lo statunitense Tommy Paul, numero 14 del ranking internazionale e settimo favorito del seeding, con il punteggio di 6-4 7-6 (2). In semifinale Alcaraz sfiderà il russo Daniil Medvedev, vincitore oggi contro il francese Adrian Mannarino con lo score di 6-2 6-3

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Dai kart in Sicilia alla F1, il debutto di Gabriele Minì con l’Alpine in Messico

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ROMA (ITALPRESS) – Dal primo kart in un parcheggio siciliano alla Formula 1. Gabriele Minì ha vissuto una giornata speciale sul circuito di Città del Messico, debuttando in un fine settimana del Mondiale al volante dell’Alpine.

Il pilota palermitano, 21 anni, ha chiuso in 14esima posizione la prima sessione di prove libere del Gran Premio del Messico, disputata al posto di Franco Colapinto nell’ambito dei turni che le scuderie devono riservare ai giovani piloti. Un’occasione preparata attraverso il lavoro al simulatore e i test con le monoposto della stagione precedente, utili per prendere confidenza con procedure e comportamenti della vettura. “Un piccolo sogno che si avvera”, lo aveva definito alla vigilia, ringraziando Flavio Briatore, Steve Nielsen e la squadra per la fiducia. L’obiettivo dichiarato era contribuire al lavoro del team e mettere in mostra la propria velocità.

Nato a Palermo e cresciuto a Marineo, Minì ha respirato motori fin da bambino. Il padre Fabrizio, pilota e meccanico, gli regalò un kart per il primo compleanno che cominciò a guidare a due anni e mezzo in un parcheggio, con i pedali adattati per consentirgli di raggiungerli.

A quattro anni arrivarono le prime gare, mentre l’officina di famiglia diventava un altro luogo della sua formazione. Una passione condivisa anche con il nonno, impegnato nei rally. Dalla Sicilia alle competizioni nazionali, il percorso ha richiesto lunghi viaggi e sacrifici economici. Nel 2018 l’ingresso nell’orbita del manager Nicolas Todt, poi il titolo italiano di Formula 4 conquistato nel 2020.

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Nel 2023 sono arrivati l’approdo nel vivaio Alpine e la vittoria a Montecarlo in Formula 3; l’anno successivo il secondo posto in campionato alle spalle di Leonardo Fornaroli. Ora un’altra tappa: i primi giri in una sessione ufficiale di Formula 1.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Il derby di Milano, i sogni della Lazio e le paure di Juventus-Napoli

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di Enrico Currò

MILANO (ITALPRESS) – Milan e Inter hanno appena partecipato insieme alla presentazione del futuro stadio di San Siro, sul quale le associazioni dei tifosi, col passare delle ore, non stanno più nascondendo una preoccupazione bipartisan: temono che la moltiplicazione dei posti vip si traduca in un prezzo medio dei biglietti sempre meno alla portata di tutti. Nel frattempo, dentro il vecchio e coriaceo Meazza soggetto a costanti rincari, si sta per giocare un derby che alla decima giornata può segnare un momento di svolta. Se lo vince l’Inter capolista, stacca i cugini di ben 10 punti. Se invece lo vince il Milan, attualmente quinto, si arrampica a 4 passi dai rivali cittadini. Tra Amorim e Chivu è proprio l’allenatore milanista quello più in difficoltà, malgrado l’esplicito supporto dell’azionista di maggioranza Cardinale. Lo hanno indebolito sia la prima sconfitta, in casa col Bologna, sia le discusse scelte tattiche smascherate dal pragmatico Palladino. Né si possono celare lo scarso feeling con l’ex Pallone d’oro Modric e il concreto rischio di vedere scappare via il collega interista. Il quale è angustiato solo dalla tossicchiante andatura in Champions: per rimettere la squadra completamente in carreggiata, non può sbagliare martedì a Rotterdam col Feyenoord.

Però il derby esige la formazione migliore, che in assenza dell’infortunato capitano Lautaro si fonda sulla coperta di Linus del classico duo di centrocampo Barella-Çalhanoglu dietro la coppia Thuram-Pio Esposito. Sull’altro fronte l’arma contundente, visti gli stenti dei centrali difensivi, sembra la coppia d’attacco Pulisic-Gonçalo Ramos.

L’eventuale pareggio a San Siro avvantaggerebbe la Lazio: battendo il Cagliari, resterebbe da sola in cima alla classifica. Gattuso ripristina gli 11 canonici, col rientro di Provstgaard al centro della difesa, mentre Pisacane, per non tornare in Sardegna a mani vuote dopo due sconfitte consecutive, intima a Mina & C maggiore attenzione in copertura.

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Sul tema della forza difensiva Gasperini ha orgogliosamente rivendicato i meriti della Roma, derubricando il 3-3 di Napoli a episodio contingente. Mira ad avvicinarsi al primo posto prima del viaggio di Champions a Manchester, dove lo United barcolla, e confida nei soliti Malen e Soulé e in un Gollini meno titubante in porta, anche se l‘Udinese non segna da 3 partite.

I rispettivi intoppi hanno trasformato Juventus-Napoli in una partita di metà classifica. Gli allenatori – un incrocio di ex – sono entrambi sotto tiro della critica. Spalletti, inseguito dall’ombra di Conte, sta peggio dello squalificato Allegri, vicino in Champions al delicato confronto col Porto di Farioli e perciò pensieroso sul dosaggio delle energie di De Bruyne, Hojlund e Politano, tutti imprescindibili come il ritrovato Mc Tominay. La Juventus è sul bordo di una crisi di gioco, che Spalletti governa a fatica. Il parto della squadra sarà travagliato, a giudicare dalle premesse: il possibile tandem d’attacco Kolo Muani-Woltemade non suscita esattamente euforia tra il pubblico.

L’inesorabile risalita del Como, tornato rapidamente in zona Champions, garantisce a Fabregas il più sereno approccio possibile all’ospitata europea a Lens, a dispetto dei ripetuti guai di Kean per la tibia dolorante: la formula con Nico Paz trequartista alle spalle di Douvikas funziona benissimo. Per traghettare il Venezia indenne dal lago alla laguna, a Nicola servirà qualche diavoleria tattica, oltre al preventivato infoltimento a metà campo.

Nessuno lo avrebbe potuto immaginare, ma oggi tra le qualificate alle coppe europee ci sarebbe il Frosinone, col terzo attacco (22 gol, come la Lazio) dopo Inter (25) e Roma (23). L’appuntamento allo Stirpe col Torino non è tuttavia scontato, dato l’equilibrio tattico della squadra di Abate. La sfida tra il capocannoniere Raimondo e Adams può essere decisiva.

Per ragioni simili si prospetta fondamentale per l’esito di Bologna-Monza il duello tra Mbangula, fresco di tripletta vincente al Milan, e l’altro capocannoniere Varela, profeta in Brianza. Palladino, che ha rianimato il Bologna, medita il balzo in zona Europa League entro la sosta di metà novembre.

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L‘Atalanta ha lo stesso obiettivo, ma Sarri deve innanzitutto puntellare la panchina, avendo fin qui deluso il pubblico e i Percassi. Alla sua Atalanta, decimata dagli infortuni e senza formazione tipo, si oppone il Parma che Gilardino sta plasmando alla massima duttilità tattica, con dubbi in attacco tra Touré, Romero, Lontani e Frigan.

Il Genoa, ringalluzzito dall’ineccepibile vittoria con la Juve, ha scavalcato il Lecce, schiantato a Frosinone. La trasferta pugliese è per De Rossi un insolito tuffo nell’abbondanza in attacco: El Shaarawy sembra in vantaggio per imbeccare l’irrinunciabile Osmajic. Di Francesco si aspetta molto dagli incursori Kaba e Ngom.

Per somma di punti la partita meno luccicante è Sassuolo-Fiorentina. Aquiliani paga il fatto che Sebastiano Esposito stia un po’ sull’altalena e che Berardi non sia più un giovincello, Vanoli la mancanza di una punta spietata tra Pellegrino e Beto. Il pararigori Turati e il velocista Njie sono i rispettivi jolly, di fronte a una classifica vacillante.

-Foto IPA Agency-
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